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Quishing: proteggi la tua azienda dalle truffe QR Code

Il Quishing è una truffa informatica che unisce il phishing all'uso di QR Code ingannevoli. La sua caratteristica principale è il camuffamento: a differenza dei link testuali tradizionali, l'URL malevolo è nascosto nel codice, impedendo all'utente di verificarne subito la destinazione reale. Sfruttando la fiducia delle persone, i criminali indirizzano le vittime verso falsi portali di login, pagine di pagamento contraffatte o download di malware e ransomware. Gli attacchi colpiscono spesso tramite e-mail aziendali ingannevoli, QR Code sostituiti in luoghi pubblici o falsi accessi cloud. Le PMI sono il bersaglio perfetto per via di minori difese informatiche e scarsa formazione interna.

Per proteggersi efficacemente, si possono applicare cinque strategie chiave:

  1. Formare i dipendenti regolarmente per riconoscere i comportamenti sospetti legati ai codici QR;
  2. Controllare l'URL sullo schermo dello smartphone prima di aprire effettivamente il collegamento;
  3. Attivare l'autenticazione a più fattori (MFA) per bloccare gli accessi anche in caso di furto credenziali;
  4. Utilizzare software di sicurezza avanzati per il filtraggio delle e-mail e la protezione degli endpoint;
  5. Definire procedure di verifica alternative (es. telefono) per confermare richieste di pagamenti o dati. La prevenzione e la cybersecurity restano le armi migliori per garantire la continuità del business.

Per maggiori dettagli consultare il testo completo dell'articolo sul Blog CyberSecurity PMI, link all'articolo: Cybersecurity PMI - Quishing.

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Rapporto Italia Generativa 2025: “La colonna invisibile”. Un’indagine sul valore delle donne nel lavoro e nell’impresa

Perché le donne sono fondamentali per la crescita del Paese e, allo stesso tempo, continuano a essere sottorappresentate nei luoghi del riconoscimento, delle opportunità e del potere decisionale? È questa la domanda al centro del IV Rapporto Italia Generativa intitolato La colonna invisibile. Perché le donne sono importanti e perché contano ancora troppo poco.

Il Rapporto è promosso dal Centro di Ricerca ARC – Centre for the Anthropology of Religion and Generative Studies dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e da Fondazione Poetica, in collaborazione con Unioncamere. L’obiettivo è offrire una lettura sistemica della condizione femminile nel lavoro e nell’impresa, individuando i principali fattori che ancora oggi limitano la piena valorizzazione del capitale umano femminile.

Otto capitoli per leggere la condizione femminile in Italia

L’edizione 2025 integra dati quantitativi e approfondimenti qualitativi per analizzare otto dimensioni cruciali della partecipazione femminile alla vita economica e sociale. Il percorso di analisi affronta temi quali istruzione, occupazione, imprenditorialità, leadership, conciliazione tra lavoro e cura, stereotipi culturali, mobilità sociale e trasformazioni organizzative.

Il Rapporto evidenzia come il ritardo italiano non dipenda da una singola causa, ma da un intreccio di fattori culturali, organizzativi e istituzionali che continuano a produrre disuguaglianze e a limitare il contributo delle donne allo sviluppo del Paese.

Il valore aggiunto: le voci delle imprenditrici e delle manager

Uno degli elementi più significativi del Rapporto è rappresentato dalla sezione dedicata alle interviste. Per affiancare l’analisi statistica con esperienze concrete, i ricercatori hanno raccolto 15 interviste semi-strutturate a imprenditrici e manager che ricoprono ruoli apicali in aziende e organizzazioni.

Le testimonianze affrontano temi centrali come l’accesso alla leadership, gli ostacoli incontrati lungo il percorso professionale, il rapporto tra lavoro e vita familiare, il valore della formazione e le strategie per promuovere ambienti di lavoro più inclusivi. Emergono storie differenti per settore, territorio e percorso personale, ma accomunate dalla consapevolezza del contributo economico e sociale che le donne apportano alle proprie organizzazioni e al sistema Paese.

Tra le protagoniste delle interviste figurano imprenditrici e manager provenienti da realtà diverse: 

Stefania Brancaccio - imprenditrice e Presidente di COELMO S.p.A.

Lella Miccolis - imprenditrice e fondatrice di Progeva S.r.l.

Lara Ponti - vicepresidente e membro del Consiglio di Amministrazione di Ponti S.p.A. SB

Alessandra Tore - co-fondatrice della Cooperativa Gea Ambiente e Turismo e

Ketty Panni - imprenditrice e co-fondatrice Beate Vivo Farm e Fondazione Relazionésimo ETS

Elena Dominique Midolo - imprenditrice digitale, manager italiana e co-fondatrice di ClioMakeUp, di cui è CEO

Francesca Failoni - co-fondatrice, CFO e Vicepresidente di Alps

Maria Chiara Barabino - Global HR Director di SAATI S.p.A.

Sabrina Florio - Direttore Affari Istituzionali della farmaceutica Sosepharm

Elena Goitini - Responsabile della Divisione Private Banking e Wealth Management BNL

Aurora Maggio - co-fondatrice di ZEFI.AI

Valentina Pellegrini - Presidente e Amministratore Delegato della Pellegrini S.p.A. 

Evelyn Isabel Pereira - Presidente di CNA World, fondatrice e CEO di Takeve e Presidente di PLASE

Stefania Rinaldi - imprenditrice e presidente di Rinaldi Group

Laura Venturini - imprenditrice, filologa e consulente SEO 

Una sfida che riguarda l’intero Paese

Il messaggio che emerge dal Rapporto è chiaro: la questione femminile non riguarda esclusivamente le donne, ma la capacità dell’Italia di generare sviluppo, innovazione e valore nel tempo. Rendere visibile questa “colonna invisibile” significa investire in politiche, organizzazioni e modelli culturali capaci di valorizzare pienamente competenze, talenti e leadership femminili, trasformando una risorsa oggi sottoutilizzata in uno dei principali motori di crescita del Paese.

Per leggere i numeri dal Rapporto

Puoi leggere i numeri dal rapporto visitando il sito https://www.italiagenerativa.it/rig2025/. 

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CyberStorie: phishing e ransomware contro un’impresa logistica italiana

Nel 2026 gli attacchi informatici, come quelli veicolati tramite phishing e ransomware, contro aziende e PMI hanno raggiunto livelli record sia in Italia che nel resto del mondo. Secondo il Rapporto Clusit 2026, gli attacchi cyber gravi globali sono aumentati del 49% rispetto all’anno precedente, superando quota 5.200 incidenti documentati.
 L’Italia si conferma uno dei Paesi più colpiti: nel 2025 ha subito il 9,6% degli incidenti cyber globali, con una crescita del 42% rispetto al 2024.
 

In questo scenario, una media impresa del settore logistico con sede nel Nord Italia è stata vittima di un grave attacco informatico che ha paralizzato le attività aziendali per diversi giorni. Il caso, simile a molti altri registrati recentemente in Europa, dimostra quanto le PMI siano oggi uno dei bersagli preferiti dei cyber criminali.

L’attacco è iniziato con una semplice email di phishing, ma nel giro di poche ore si è trasformato in un ransomware capace di bloccare server, documenti e comunicazioni interne. Leggi la storia nel  dettaglio.

Il caso della PMI: come è iniziato l’attacco informatico

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Le imprese al femminile superano il milione: boom al Sud

Sono 1.068.000 le imprese a gestione femminile in Italia, il 19,4% del totale: i dati CRIBIS 2026 su crescita, regioni e settori.

Le imprese a gestione femminile in Italia hanno superato quota un milione, raggiungendo 1.068.000 unità pari al 19,4% del totale nazionale. Nell’arco di due anni la crescita è stata del 12,4%, con oltre 120.000 nuove imprese guidate da donne entrate nel tessuto produttivo italiano dal 2024. A rilevarlo è l’aggiornamento del report Imprenditoria al Femminile di CRIBIS (gruppo CRIF), che considera femminili le società di capitali e di persone in cui le donne detengono la maggioranza nelle quote o negli organi di amministrazione, oltre alle ditte individuali con titolare donna. La stragrande maggioranza sono microimprese.

La specializzazione settoriale dell’imprenditoria femminile si concentra nei servizi di cura e assistenza, dove le donne rappresentano in alcuni comparti la maggioranza assoluta delle imprese attive. I settori con l’incidenza più alta sono:

  • le attività di assistenza sociale non residenziale, dove le imprese femminili raggiungono il 57,3% del totale di settore (in crescita rispetto al 52,5% rilevato nell’aggiornamento precedente);
  • i servizi alla persona, con un’incidenza del 47,1%;
  • le attività di assistenza residenziale, al 43,2%.
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Ad aprile ancora in calo (-6,8%) i nuovi contratti a Reggio Emilia

Nel trimestre aprile-giugno 2026 è previsto un rallentamento della flessione al -3,5%

Anche per il mese di aprile le previsioni per le nuove attivazioni contrattuali in provincia di Reggio Emilia confermano una tendenza alla flessione, sebbene meno marcata rispetto al dato di marzo, che aveva registrato un calo del 9,2% rispetto allo stesso mese del 2025.

Per il mese in corso si stimano complessivamente 3.450 nuovi contratti, con una diminuzione del 6,8%, corrispondente a 250 unità in meno rispetto all’aprile 2025.

Anche la proiezione per il trimestre aprile-giugno 2026 evidenzia una tendenza alla flessione. Tra aprile e giugno, in sostanza, sono previste 11.790 attivazioni complessive, vale a dire 430 in meno rispetto allo stesse trimestre 2025, con variazione negativa del 3,5%.

Dalle analisi dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Excelsior emerge che i servizi rappresentano il settore con la maggiore incidenza sul totale delle attivazioni di aprile (55,9%). Il comparto segna una flessione del 9,8% rispetto allo scorso anno, con 1.930 nuovi contratti e un calo di 210 unità. All'interno dei servizi, le attivazioni si concentreranno principalmente sui servizi alle imprese con 710 unità, seguiti più da lontano dalle attività di alloggio e ristorazione con 480 contratti, dal commercio (430) e dai servizi alla persona (310).

L’industria reggiana pianifica invece 1.290 nuovi contratti, in calo di 70 unità rispetto ad aprile 2025, pari a una flessione del 5,1%. Nel dettaglio, le imprese del manifatturiero e delle public utilities prevedono 1.020 attivazioni, mentre il comparto delle costruzioni ne stima 280. In netta controtendenza si pone il settore primario che, con 220 contratti previsti, registra una crescita di 40 unità, corrispondente a un incremento del 22,2%.

Per quanto riguarda l’orizzonte trimestrale aprile-giugno, la flessione coinvolge sia i servizi, con 6.820 attivazioni previste e un calo del 6,1%, sia l’industria che, con 4.410 entrate, flette dell’1,3%.

Nel dettaglio dei servizi, le previsioni trimestrali indicano 2.240 nuovi contratti in quelli alle imprese, 1.930 del comparto alloggio e ristorazione, 1.470 nel commercio e 1.170 nei servizi alla persona.

Tra i comparti industriali, il manifatturiero assorbirà 3.430 nuovi contratti e le costruzioni 970.

Infine, si conferma positivo, anche su base trimestrale, l’andamento dell’agricoltura che stima 570 nuovi contratti, 60 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un aumento dell’11,8%.

Le aziende reggiane che prevedono nuovi contratti - di cui il 26,0% a tempo indeterminato e di apprendistato - sono pari al 15,0% del totale per il mese di aprile. Le ricerche di personale si focalizzeranno per il 36,0% sui giovani con meno di 30 anni, mentre per il 66,0% delle entrate totali viene richiesta un’esperienza professionale specifica o già maturata nello stesso settore. Permangono tuttavia serie difficoltà di reperimento per le imprese locali, che prevedono di non riuscire a coprire i profili desiderati in 52 casi su 100 a causa della mancanza di candidati o di una preparazione non adeguata.

L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea.

 

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Ad aprile tornano in calo marcato i nuovi contratti a Parma

L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea.

Brusca inversione di tendenza, in aprile, per le attivazioni di nuovi contratti in provincia di Parma.

Dopo il positivo andamento di marzo, che aveva segnato un +0,3%, per il mese in corso si stimano complessivamente 3.880 entrate, con una variazione negativa di 230 unità rispetto ad aprile 2025, corrispondenti ad un calo del 5,6%.

Anche la proiezione per il trimestre aprile-giugno 2026 evidenzia un andamento sostanzialmente allineato al calo previsto in queste settimane, con un totale di 12.140 attivazioni previste e un calo del 5,4% (690 unità in meno) rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso.

Dalle analisi dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Excelsior, emerge che il comparto dei servizi sarà quello che subirà la contrazione più marcata nel mese di aprile, con 2.020 nuove attivazioni (230 in meno rispetto all’aprile 2025) e un calo del 10,2%. All'interno del settore (che da solo copre il 52,1% delle attivazioni totali) la richiesta maggiore si concentrerà nei servizi alle imprese con 850 unità, seguiti dal commercio con 480, dai servizi di alloggio, ristorazione e turistici con 370 e dai servizi alle persone con 310 ingressi.

L’industria parmense prevede invece 1.590 attivazioni, in calo di 50 unità rispetto ad aprile 2025, pari a una flessione del 3,0%. Nel dettaglio, le imprese del manifatturiero e delle public utilities prevedono 1.310 nuovi contratti, mentre il settore delle costruzioni ne stima 280. In controtendenza rispetto al dato generale si conferma il settore primario, che con 270 contratti previsti registra una crescita di 60 unità, pari a un incremento del 28,6%.

Per quanto riguarda il trimestre aprile-giugno, la tendenza negativa coinvolge sia i servizi, con 6.740 attivazioni previste e un calo dello 7,5%, sia l’industria che, con 4.770 entrate, flette del 4,6%.

All'interno dei servizi, nel trimestre spiccano le 2.690 unità di quelli alle imprese e le 1.520 del commercio, mentre l’alloggio e ristorazione e i servizi alla persona assorbiranno rispettivamente 1.380 e 1.140 unità.

Nell'industria, il manifatturiero e le public utilities prevedono di attivare 3.840 nuovi contratti nel trimestre; 930, invece, quelli previsti in edilizia.

Anche in questo orizzonte temporale l’unico segnale di crescita arriva dall’agricoltura, per la quale si stimano 640 entrate, 90 in più rispetto all'anno precedente con un aumento del 16,4%.

Le aziende parmensi che intendono effettuare assunzioni nel mese di aprile sono pari al 18,0% del totale.

Nel 29,0% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il 71,0% saranno a termine.

Le ricerche di personale, infine, si orienteranno per il 28,6% verso i giovani con meno di 30 anni e per il 65,0% delle entrate viene richiesta un'esperienza professionale specifica o maturata nello stesso settore. Resta tuttavia critica la questione del reperimento dei profili, poiché le imprese locali prevedono di incontrare difficoltà a coprire le posizioni aperte in 49 casi su 100.

L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea

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Piacenza: nuovi contratti in calo anche ad aprile

L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea

Anche nel mese di aprile resta alta la flessione dei nuovi contratti previsti dalle imprese piacentine. Le attivazioni, infatti, si attesteranno a 2.420 unità, segnando un calo dell’8,0% (corrispondente a 210 in meno) rispetto allo stesso periodo del 2025.

Le proiezioni indicano, però, un rallentamento della flessione nel corso del trimestre aprile-giugno 2026, quando le unità previste saranno 7.800, ovvero 160 in meno dell’anno scorso, con una variazione negativa contenuta nel 2,0%.

Dalle analisi dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Excelsior emerge che l’industria, a livello percentuale, sarà il settore che sconterà le perdite maggiori ad aprile, con sole 570 nuove attivazioni, 70 in meno in un anno e un calo percentuale del 10,9. All'interno dei comparti industriali sono previste 420 entrate nel manifatturiero e public utilities e 150 nel settore delle costruzioni.

Anche i servizi, che incidono per il 57,9% sul totale delle attivazioni provinciali, registreranno ad aprile un calo marcato, pari al 9,7%, con 1.400 contratti e una flessione di 150 unità. Il comparto che ricorrerà maggiormente al reclutamento di risorse umane sarà quello dei servizi alle imprese con 600 unità, mentre sono previsti 450 contratti nel commercio, seguiti dalle attività di alloggio e ristorazione con 200 attivazioni e dai servizi alla persona con 160.

Il quadro mensile del mercato del lavoro piacentino si completa con il settore primario, l'unico a mostrare un segno positivo con 450 contratti previsti e un aumento di 10 unità, corrispondente a un incremento del 2,3%.

Come accennato in precedenza, nel corso del trimestre aprile-giugno la flessione potrebbe ridursi al 2,0% grazie a 7.800 nuove attivazioni totali, in calo di 160 rispetto al periodo di confronto. Tuttavia resterà marcata la perdita di nuove entrate nell’industria, con 1.830 unità totali, 140 in meno e un calo del 7,1%. Il comparto manifatturiero conta di attivare 1.360 unità nel trimestre, mentre le costruzioni si fermeranno a 470.

I servizi mostreranno invece un calo più lieve, pari allo 0,8%, con 5.190 attivazioni e una riduzione di 40 unità. Anche nel trimestre la quota maggiore di contratti sarà riservata ai servizi alle imprese con 2.080 unità, seguiti dal commercio con 1.620 unità, dal comparto alloggio e ristorazione con 800 e dai servizi alla persona con 700. Si conferma l'andamento positivo dell’agricoltura anche nel trimestre, con 780 nuove entrate, ovvero 20 in più rispetto all'anno precedente e un aumento del 2,6%.

Le aziende piacentine propense ad attivare nuovi contratti nel mese di aprile raggiungono il 17,0% del totale.

Nel 23,0% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il 77,0% saranno a termine.

La ricerca si focalizzerà sui giovani lavoratori nel 32,7% dei casi e su candidati con esperienza già maturata nel settore per il 57,0% delle attivazioni complessive. Anche in questo mese, tuttavia, le imprese locali segnalano forti criticità nel reperimento dei profili richiesti, prevedendo che il 51,7% delle posizioni rimarrà scoperto per mancanza di candidati o competenze inadeguate.

L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea

 

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CERTIFICATI D'ORIGINE - NUOVO FRONT OFFICE

Nell'ambito delle attività sul Commercio Estero, in particolare sulle attività di on-boarding delle Imprese sull'utilizzo del Nuovo Front Office per la compilazione e l'invio dei Certificati d'Origine, Infocamere organizza due ulteriori webinar nel mese di settembre e ottobre, dedicati alle imprese.

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Imprese giovanili a Piacenza: -3,2% nel primo semestre 2025 Sono scese a 1.795 le imprese giovanili attive a Piacenza

Consolidando il trend già registrato a marzo, sono scese a 1.795 le imprese giovanili attive a Piacenza; il dato, riferito al 30 giugno scorso, emerge dalle analisi dell’Ufficio Studi Statistica della Camera di commercio dell’Emilia, che evidenziano un calo del 3,2% (-60 unità), rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’incidenza delle imprese guidate da giovani under 35 sul totale di quelle attive in provincia è ora pari al 7,0%, un dato sostanzialmente in linea con quello regionale (7,2%).

Rispetto ai primi sei mesi del 2024, solamente un settore ha aumentato il suo stock di unità giovanili attive, vale a dire quello dei servizi alla persona che, con 194 realtà imprenditoriali, è cresciuto del 7,2% (13 attività in più).

Tutti gli altri comparti dell’economia piacentina hanno invece registrato andamenti negativi; le costruzioni sono scese di 39 imprese giovanili (-10,3), con il totale attestato a 339 unità; l’agricoltura (202 unità attive) è scesa del 9,0% (20 imprese in meno), la manifattura ha perso due sole unità (ora è a 108), i servizi alle imprese sono rimasti sostanzialmente stabili (due aziende giovanili in meno, con 388 realtà), così come i servizi di alloggio e ristorazione (una impresa in meno con il totale fissato a 210 unità attive). Tra le flessioni più rilevanti, in termini assoluti, spicca quella del commercio, che al 30 giugno scorso ha registrato la presenza di 32 imprese giovanili in meno rispetto alla stessa data del 2024, pur confermandosi, con 346 imprese guidate da under 35, al secondo posto della graduatoria dei comparti, che contano la maggior presenza di imprese di questo tipo.

Quanto alla forma giuridica, le imprese giovanili sono per lo più società individuali (1.450 unità e 80,8% delle imprese under 35 attive); seguono, con 262 unità attive, le società di capitali (14,6%) e le società di persone (4,2% e 76 imprese).

L’impresa giovanile è valutata dall’indagine camerale anche in base al grado di presenza di giovani, vale a dire secondo la percentuale di quote possedute da under 35, identificando tre gradi di presenza crescenti: “maggioritaria”, “forte” ed “esclusiva”. Sul totale delle imprese della provincia individuate come “giovanili”, il 91,6% (1.645) delle imprese attive è a presenza “esclusiva” di giovani, il 6,6% delle imprese giovanili attive è a presenza “forte” (118 unità) e l’1,8% delle attive è a presenza “maggioritaria” (32 imprese).


 

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