Sicilia

Al via il Bonus ZES per l’assunzione di over 35 nel Mezzogiorno

Incentivo ZES – Agevolazione per le imprese del Sud Italia

L’agevolazione ZES (Zone Economiche Speciali) è rivolta alle aziende del Mezzogiorno che assumono a tempo indeterminato lavoratori over 35 disoccupati da lungo tempo.

Il decreto attuativo del 7 gennaio 2025, firmato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, è stato pubblicato oggi e definisce le condizioni per l’applicazione dell’esonero totale dai contributi previdenziali (ad eccezione dei premi INAIL).

Agevolazione prevista:

Durata: esonero contributivo per 2 anni;

Importo massimo: fino a 650 euro mensili per ogni lavoratore assunto.
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Gio 27 Mar, 2025

Nuove Imprese Tasso Zero Incentivi fino al 90% per l'avvio di nuove imprese giovanili e femminili

Chi può beneficiare della misura?
La misura si rivolge a micro e piccole imprese su scala nazionale, composte prevalentemente da giovani tra i 18 e i 35 anni o da donne di qualsiasi età.
Le aziende ammissibili devono avere una struttura societaria in cui almeno il 51% sia detenuto da giovani under 35 e/o da donne, sia in termini di numero di componenti che di quote di capitale sociale. Ad esempio, una società composta esclusivamente da un uomo over 35 e una donna o un uomo under 35 non è idonea, a meno che non sia presente un terzo socio con i requisiti richiesti.
Sono ammesse al finanziamento le imprese costituite da un massimo di 5 anni, con modalità differenziate:
Imprese costituite da non più di 3 anni;
Imprese costituite da almeno 3 e non oltre 5 anni.
Anche le persone fisiche possono presentare domanda, a condizione che si impegnino a costituire l’impresa dopo l’eventuale approvazione della richiesta.
Incentivi
Quali sono le agevolazioni disponibili?
La misura offre una combinazione di finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto per progetti con un importo massimo di spesa pari a 3 milioni di euro, coprendo fino al 90% delle spese totali ammissibili.
Le imprese possono richiedere l’agevolazione per:
Avviare nuove attività;
Ampliare, diversificare o trasformare attività già esistenti.
Il rimborso dei finanziamenti avviene in 10 anni a tasso zero.
Garanzie richieste:
Nessuna garanzia per finanziamenti fino a 250.000 euro;
Privilegio speciale per i finanziamenti superiori a 250.000 euro;
Ipoteca obbligatoria per progetti che prevedono l’acquisto di immobili.
Tempistiche di attuazione
I progetti devono partire successivamente alla presentazione della domanda;
L’investimento deve essere completato entro 24 mesi dalla firma del contratto di finanziamento.
Tipologie di finanziamento
La misura prevede due linee di intervento, con programmi di spesa e regimi di aiuto differenti:
Per imprese costituite da non più di 3 anni;
Per imprese attive da almeno 3 e non oltre 5 anni.
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Gio 27 Mar, 2025

SIMEST Transizione digitale e sostenibile delle imprese Finanziamenti agevolati fino a 5 milioni e Contributi a fondo perduto fino a 100mila euro

Chi può accedere all’agevolazione?
Il bando si rivolge a tutte le imprese, con particolare attenzione a Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI).
Possono inoltre beneficiare del finanziamento:
PMI appartenenti a filiere produttive strategiche;
Imprese con interessi economici nei Balcani Occidentali;
Aziende situate nei territori colpiti dalle alluvioni avvenute a partire dal 1° maggio 2023;
Imprese orientate al rafforzamento patrimoniale per favorire la loro competitività internazionale.
Incentivi
Quali sono le opportunità di finanziamento previste dal bando?
Finanziamento agevolato
Caratteristiche:
Durata: 6 anni, di cui 2 anni di pre-ammortamento.
Tasso agevolato: utilizzabile fino al 50% per sostenere investimenti mirati alla Transizione Digitale e/o Transizione Ecologica. Il restante 50% può essere destinato al rafforzamento patrimoniale dell’impresa.
Questa quota può aumentare fino a:
70% dell’importo deliberato per le imprese che hanno subito un aumento dei costi energetici pari almeno al 100% o che vantano un fatturato export pari ad almeno il 20% al momento della domanda;
80% per le imprese con interessi nei Balcani Occidentali;
90% per le aziende localizzate nei territori alluvionati indicati nell’Allegato I del Decreto Legge n. 61/2023.
Importo finanziabile
L’importo massimo che l’impresa può richiedere è pari al valore più basso tra:
35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci (voce A1 del conto economico)
Fino a:
€ 500.000 per le Microimprese;
€ 2.500.000 per le PMI e PMI innovative;
€ 5.000.000 per le altre imprese.
Importo minimo richiedibile: € 10.000.
Contributo a fondo perduto
Le imprese richiedenti possono ottenere un contributo a fondo perduto pari a:
Fino al 10% dell’importo complessivo agevolato, con un limite massimo di € 100.000;
Tale incentivo viene concesso se l’azienda soddisfa i requisiti previsti dal bando.
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Gio 27 Mar, 2025

Bando Inail 2025 Fondo perduto 65% per attrezzature e macchinari nuovi Contributi con il bando ISI Inail

Chi può accedere al Bando Inail?

L’Inail ha pubblicato un nuovo bando per l’erogazione di finanziamenti a fondo perduto rivolti a diverse categorie di imprese.

Possono fare domanda e ottenere il contributo del 65% le imprese attive su tutto il territorio nazionale, appartenenti ai seguenti settori:

Commercio

Industria

Artigianato

Agricoltura

Enti del terzo settore: organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, e altri enti senza scopo di lucro.

Incentivo
Quali sono le modalità di finanziamento?

Il bando prevede un contributo a fondo perduto in conto capitale pari al 65% dell’investimento, fino a un massimo di 130.000 euro.

Modalità di erogazione
L’importo del contributo, in caso di approvazione della domanda, viene accreditato direttamente sul conto corrente bancario dell’impresa destinataria.

Nota: Non si tratta di un credito d’imposta, ma di un incentivo a fondo perduto erogato sotto forma di bonifico bancario.
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Gio 27 Mar, 2025

Contributo TRATTORI 2025: dal 65% all'80% bando inail a fondo perduto agricoltura macchinari agricoli

Chi può partecipare al Bando Inail?

Le imprese agricole di qualsiasi Regione d’Italia possono partecipare al bando.

Le micro e piccole imprese che operano nel settore della produzione agricola primaria di prodotti agricoli, e il cui titolare o rappresentante legale sia un Coltivatore diretto, rientrano tra i destinatari delle agevolazioni previste.

Incentivo
Quali sono gli incentivi previsti dal Bando Inail?
Contributo a fondo perduto: 65% per Imprenditori Agricoli Professionali (IAP) o Coltivatori diretti con età superiore a 41 anni
Giovani agricoltori: 80% a fondo perduto per chi non ha ancora compiuto 41 anni.
Pagamento diretto
Come viene erogato il contributo?
L’incentivo non consiste in un credito d’imposta, ma in un bonifico diretto sul conto corrente bancario dell’impresa agricola destinataria del contributo, in caso di esito positivo della domanda.
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Gio 27 Mar, 2025

Programmi occupazionali Messina e la sua provincia

Le analisi del presente bollettino si focalizzano sulle principali caratteristiche delle entrate programmate nel mese di Marzo 2025, con uno sguardo sulle tendenze occupazionali per il periodo marzo - maggio 2025.

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Mer 26 Mar, 2025

La Fattoria Didattica: cosa serve per aprirne una

Come fare per aprire una fattoria didattica

Erano i primi anni del ‘900 quando un gruppo di giovani dava vita ad un movimento che si riassumeva nello slogan learn to do by doing ovvero “imparare facendo”: era il Club 4H, in cui le quattro h stavano per head-testa, health-salute, heart-cuore e hand-mani. Il movimento, tutt’ora esistente, partì spontaneamente dagli Stati Uniti facendosi promotore di uno sviluppo armonico dell’individuo negli anni in cui l’agricoltura stava vivendo un momento di cambiamento e innovazione.

Attorno agli anni ’70 il movimento arriva in Europa, prima al Nord e poi al Sud e con esso l’idea di offrire un servizio di tipo sociale da parte di chi lavora in campagna. Da allora in tutt’Europa si sono sviluppate fattorie didattiche. Oggi, solo in Italia, le fattorie didattiche accreditate sono ben 2.650.

 

Per fattoria didattica si intende un’azienda agricola o agrituristica a tutti gli effetti in cui si svolgono anche attività educative, in particolare per bambini e ragazzi, che mirano a diffondere la conoscenza sulle attività svolte in fattoria, coinvolgendo gli ospiti (bambini, ragazzi e anche adulti) nella realizzazione di un prodotto tipico o in altre attività agricole, come la raccolta di prodotti ortofrutticoli.

Vorresti aprire una fattoria agricola? Leggi le schede seguenti e scopri come fare

 

 

La Carta della qualità

L'iter per trasformare la propria azienda agricola in Fattoria Didattica accreditata cambia da regione a regione. Anche se si fa riferimento alla legge quadro dello Stato che disciplina l’attività agrituristica (Legge 20 febbraio 2006, n. 96), sono poi le singole amministrazioni locali a stabilire i criteri e i parametri per accreditare l’azienda come fattoria didattica.

Nella quasi totalità dei casi, tali requisiti sono inseriti nella Carta della qualità, il documento che fissa, appunto, gli standard di qualità rispetto a sicurezza, formazione, competenza degli operatori e affidabilità dell'impostazione pedagogica.  

In generale i parametri comuni a tutte le Regioni sono:

  • Una produzione ecocompatibile, ovvero di agricoltura biologica o integrata;
  • La partecipazione dell’imprenditore agricolo ad un corso specifico per la didattica;
  • La presenza di locali e ambienti coperti in grado di accogliere adeguatamente le attività didattiche, anche in caso di maltempo;
  • Il rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza vigenti in materia;
  • Un'assicurazione di responsabilità civile che includa i rischi di intossicazione alimentare.

Il sito web fattoriedidattiche.biz riunisce in un unico elenco tutte le carte della qualità italiane: eccole


L'esempio della Sicilia

Prendiamo una regione italiana, la Sicilia. Qui l'accreditamento viene rilasciato dall'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste, subordinato al rilascio di specifico nulla osta per l'attività agrituristica/didattica da parte del competente ispettorato provinciale per l'agricoltura, come disciplinato dal decreto dell’1 aprile 2009
Innanzitutto l'accreditamento come "fattoria" è riservato alle aziende in cui è presente un'attività zootecnica, ma è anche necessario essere in possesso di altri requisiti, tra cui: 

  • svolgere attività agricola realmente presente e comprovata e attività zootecnica riguardante almeno 2 specie animali, complessivamente non inferiore a 7 UBA (unità bovine adulte) e superficie agricola utilizzata (compresi i pascoli) pari almeno a 15 ettari;
  • avere disponibilità di spazi e locali sufficienti per svolgere le azioni didattiche, di accoglienza e intrattenimento, in relazione alle attività proposte, anche in caso di sfavorevoli condizioni meteorologiche;
  • avere disponibilità di attrezzature e strumenti per l'illustrazione e la dimostrazione dei processi produttivi e di gestione aziendale;
  • avere servizi igienici (di cui almeno uno accessibile ai disabili) e lavabi con acqua potabile, sufficiente in rapporto alla capacità di accoglienza;
  • avere disponibilità di attrezzature di primo soccorso efficaci e in buono stato di conservazione;
  • avere una copertura assicurativa dei gruppi di visitatori.

Se in possesso dei requisiti, il legale rappresentante dell'azienda agricola/agrituristica deve richiedere l'accreditamento all’Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste (dipartimento regionale interventi strutturali, servizio IV U.O. 19 - viale Regione Siciliana – Palermo) facendo pervenire i documenti seguenti:

  • copia del nulla osta agrituristico per l'attività didattica rilasciato al richiedente dall'ispettorato provinciale agricoltura competente;
  • relazione, debitamente sottoscritta e corredata della documentazione ritenuta utile, sulle attività didattiche di cui si prevede lo svolgimento. La relazione dovrà comprendere anche tutti gli elementi atti a comprovare il possesso dei requisiti necessari per l'accreditamento;
  • attestato di partecipazione del richiedente allo specifico corso di formazione;
  • polizza assicurativa di responsabilità civile verso terzi (multirischio, in corso di validità, con copertura specifica per i visitatori. 

Tra i requisiti necessari per la Regione Sicilia c’è la partecipazione ai corsi di formazione. 

Come diventare operatore di fattoria didattica

Molte regioni italiane, come la Sicilia o l’Umbria, rilasciano la certificazione di fattoria didattica solo a quelle aziende agricole o agrituristiche che dimostrano di avere al loro interno figure professionali specializzate in questo ambito, ovvero operatori di fattoria didattica. 

Per ottenere tale qualifica è necessario frequentare appositi corsi. In generale sono organizzati dalle tre principali organizzazioni professionali agricole (ColdirettiConfagricolturaConfederazione Italiana Agricoltori) e le loro rispettive associazioni di rappresentanza del comparto agrituristico (TerranostraAgriturist e Turismo Verde), ma molto spesso sono anche le singole Regioni, attraverso gli Assessorati all’Agricoltura, ad offrire dei pacchetti formativi. Ci sono poi corsi online, come quello di Alimos

Si tratta di corsi perlopiù relativi al settore agricolo (zootecnia, principali coltivazioni, botanica, trasformazioni alimentari, etc.), ma che forniscono anche nozioni di pianificazione aziendale, gestione d’impresa e comunicazione, oltre a informare sulle normative fiscali ed amministrative e sulle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei prodotti.

Molti corsi mirano a trasmettere anche conoscenze e competenze di tipo progettuale e gestionale per l’accoglienza di visitatori nell’azienda agricola, soprattutto delle scolaresche che sviluppano all’interno delle fattorie didattiche dei veri e propri percorsi educativi.

Per gli imprenditori agricoli, gli operatori agrituristici e in ogni caso per i possessori di lauree attinenti al mondo agricolo, è possibile richiedere il riconoscimento di crediti formativi validi ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di frequenza dei corsi. In alternativa si può richiedere la certificazione diretta, percorso da seguire per chi può dimostrare di aver svolto l'attività di animazione didattica in fattorie agricole.

Tipologia
Regione

PMI, incentivi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili: apertura sportello 4 aprile

320 milioni di euro per impianti fotovoltaici e mini eolici. Il 40% delle risorse al Mezzogiorno

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con provvedimento direttoriale, ha definito i termini di apertura dello sportello agevolativo e le modalità di presentazione delle domande per il sostegno ai programmi di investimento delle piccole e medie imprese finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica ricavata da impianti solari fotovoltaici o mini eolici per l’autoconsumo immediato e, eventualmente, per sistemi di accumulo/stoccaggio dell’energia dietro il contatore per autoconsumo differito.

Le domande per gli incentivi potranno essere inviate a partire dalle ore 12.00 del 4 aprile e fino alle ore 12.00 del 5 maggio 2025 allo sportello online Invitalia, soggetto gestore della misura per conto del Ministero.

Il provvedimento, che ha uno stanziamento economico di 320 milioni di euro a valere sull’Investimento 16 della Missione 7 del PNRR, fa seguito all’adozione del decreto del 13 novembre 2024 del ministro Adolfo Urso.

Potranno beneficiare delle agevolazioni le PMI operanti sull’intero territorio nazionale, ad esclusione delle imprese che operano nel settore carbonifero e della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura.

Gli incentivi saranno assegnati ai programmi di investimento per un ammontare di spese ammissibili non inferiore a 30.000 euro e non superiore a 1.000.000 di euro nella misura massima del:

  • 30% per le medie imprese
  • 40% per le micro e piccole imprese
  • 30% per l’eventuale componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento
  • 50% per la diagnosi energetica.

Il 40% sarà riservato alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e un altro 40% alle micro e piccole imprese.

Qualora, in fase di definizione della graduatoria, le risorse destinate alle predette riserve non dovessero essere pienamente assorbite, saranno rese disponibili per il finanziamento delle domande di agevolazione riferite ai restanti territori e alle imprese di media dimensione.

Per maggiori informazioni clicca qui: Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI

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Mer 26 Mar, 2025

Moda, agevolazioni per le imprese della filiera di trasformazione delle fibre tessili naturali e della concia della pelle: apertura sportello 3 aprile

Oltre 30 milioni di euro per i programmi di crescita, innovazione e sostenibilità ambientale delle imprese tessili

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con provvedimento direttoriale, ha definito i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazione inerenti la valorizzazione della filiera di trasformazione delle fibre tessili naturali e di concia della pelle, con particolare attenzione alla certificazione della loro sostenibilità.

Le domande per gli incentivi potranno essere inviate a partire dalle ore 12.00 del 3 aprile e fino alle ore 12.00 del 3 giugno allo sportello online Invitalia, soggetto gestore della misura per conto del Ministero.

 

Il provvedimento, che ha l'obiettivo di potenziare l’autonomia di approvvigionamento delle materie prime naturali nell’industria tessile nazionale, fa seguito all’adozione del decreto del 10 dicembre 2024 del ministro Adolfo Urso, di concerto con i ministri dell’Economia e delle Finanze e dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e al rifinanziamento della misura in Legge di Bilancio 2025.

Le risorse assegnate alla misura sono pari a 30.042.500,00 al netto degli oneri di gestione (30.500.000 lordi) di cui circa 20 milioni destinati alla concessione di contributi a fondo perduto e oltre 10 milioni per la concessione di finanziamenti agevolati.

Le linee di intervento della misura rivolta alle micro, piccole e medie imprese operanti nei settori del tessile (codice ATECO 13) e della concia del cuoio (codice ATECO 15.11) riguardano:

  • "Crescita e innovazione" con investimenti finalizzati all’aumento della capacità produttiva, nel rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale e riduzione degli sprechi e certificati da soggetti qualificati, a cui sono destinate risorse pari a euro 14.019.833,00 (di cui 10.014.167,00 per le micro e piccole imprese e 4.005.666,00 per le medie imprese).
  • "Sostenibilità ambientale" con l’acquisizione di beni strumentali, certificazioni ambientali di prodotto e di processo, utilizzo di fibre tessili di origine naturale e di materiali provenienti da processi di riciclo e di scarto di lavorazioni, a cui sono destinate risorse pari a euro 16.022.667,00 (di cui 12.017.000,00 per le micro e piccole imprese e 4.005.667,00 per le medie imprese).

Per i programmi di investimento comportanti spese di importo non superiore a 100mila euro, il contributo a fondo perduto concesso sarà pari al 60% delle spese.

Per i programmi di investimento comportanti spese tra 100mila e 200mila euro, il contributo a fondo perduto sarà pari al 60% delle spese fino a 100.000 euro e con finanziamento agevolato all’80% per la quota restante.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la sezione "Rafforziamo le imprese" del sito https://www.invitalia.it/  o chiamare il numero verde gratuito 800 77 53 97 attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00.

Ultima modifica
Mer 26 Mar, 2025

Imprenditoria femminile, timidi segnali di ripresa nel Messinese

Nel 2024, le imprese femminili registrate sono 14.672 e rappresentano il 23,3% delle imprese totali della provincia. Il settore maggiormente rappresentato è quello del Commercio che pesa per il 33,16% (4.195 imprese), seguito dall’Agricoltura (14% con 1.771 registrate) e dai Servizi di alloggio e ristorazione (11,51% pari a 1.456 imprese registrate).

Dai dati elaborati dall’ufficio statistica della Camera di commercio e presentati questa mattina dal presidente dell’Ente camerale, Ivo Blandina, nel corso del convegno “Parità di genere e certificazione, dalle opportunità ai vantaggi: verifica dello stato di attuazione in provincia di Messina”, emerge una generale e timida ripresa dell’imprenditoria femminile. «Il saldo tra iscrizioni e cessazioni, comprese quelle d’ufficio, pari a + 28 unità, è in contro tendenza rispetto al dato del 2023 – rileva Blandina - che, aveva fatto registrare un – 153. Il segno positivo nel saldo è trainato dalla consistenza delle iscrizioni delle imprese “non classificate”, ovvero di quelle nuove attività che, al momento della loro iscrizione nel Registro imprese, non indicano il codice di importanza e prevalenza dell’attività esercitata. Le imprese non classificate hanno registrato 395 iscrizioni e 87 cessazioni, con un conseguente saldo positivo di 308 unità».

Il settore maggiormente rappresentato è quello del Commercio che pesa per il 33,16% (4.195 imprese), seguito dall’Agricoltura (14% con 1.771 registrate) e dai Servizi di alloggio e ristorazione (11,51% pari a 1.456 imprese registrate). «Pur in un contesto di leggera ripresa – prosegue il presidente - è da segnalare il permanere di un trend negativo nei settori del Commercio (-141 unità), dell’Agricoltura (- 45), delle Attività di Alloggio e ristorazione (- 37) e delle Attività Manifatturiere (-30)». Poi, Blandina si sofferma sulla certificazione della parità di genere, evidenziando come, in provincia di Messina, siano poco più di 40 le imprese che l’hanno conseguita: «La parità di genere è uno dei 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030 – aggiunge - ed è riconosciuta dall’Unione europea anche come fattore trainante della crescita economica. In base a uno studio dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere EIGE del 2017, potrebbe portare a un aumento del Pil pro capite dell’Unione europea compreso tra il 6,1% e il 9,6 % entro il 2050. Le politiche di parità di genere e inclusività sui luoghi di lavoro portano certamente all’azienda più valore, più crescita e più ricchezza. Diversi sono i vantaggi e le opportunità per le aziende che conseguono la certificazione, della quale Unioncamere è soggetto attuatore».

L’incontro, organizzato dalla Camera di commercio in collaborazione con il Comitato imprenditoria dell’Ente camerale e in sinergia con l’Ordine dei consulenti del lavoro e con l’ufficio della Consigliera di parità, è stato introdotto e moderato dalla presidente del Cif e referente del Tavolo interprofessionale pari opportunità, Cettina Scaffidi: «Le disparità di genere costituiscono uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo sostenibile, alla crescita economica e alla lotta contro la povertà. L’iniziativa si inserisce nel contesto delle attività programmate dal Comitato imprenditoria femminile e dal Tavolo interprofessionale per avviare una riflessione e un confronto sui tanti benefici della certificazione. Oggi più che mai, è determinante garantire la stessa valorizzazione di competenze e possibilità di avanzamento professionale a uomini e donne. La parità di genere è un valore fondamentale e un pilastro dei diritti sociali, che va assolutamente garantito».  

Tipologia
Regione