Via libera alla riforma degli ordinamenti professionali.
Il disegno di legge delega n. 1663 affida al Governo la riscrittura delle regole delle professioni ordinistiche non sanitarie.
La riforma copre le quindici professioni ordinistiche elencate nell’Allegato A del disegno di legge, mentre avvocati, dottori commercialisti e professioni sanitarie seguono percorsi di riforma separati.
Il testo raggruppa le professioni per affinità di competenze: - progettazione e gestione del territorio, con ingegneri, architetti, geometri e geologi; - terra e alimentazione, con dottori agronomi e forestali, agrotecnici, periti agrari e tecnologi alimentari; - servizi alla persona e al lavoro, con assistenti sociali e consulenti del lavoro; - settore tecnico industriale e doganale, con periti industriali, spedizionieri doganali e consulenti in proprietà industriale; - giornalisti e attuari, che compongono i due gruppi residui. Il criterio fissa in cinque anni il termine di prescrizione dell’azione di responsabilità connessa all’attività professionale, per tutte le controversie escluse dall’ambito di applicazione dell’art. 8 della L. 21 aprile 2023, n. 49. Oggi il termine è decennale per la prescrizione ordinaria previsto dall’art. 2946 C.C. La pattuizione del compenso nel contratto d’opera professionale deve essere libera, purché proporzionata a quantità, qualità, contenuto specifico e caratteristiche della prestazione. Per ciascun ordine i parametri di determinazione dei compensi saranno stabiliti o aggiornati con decreto del ministro vigilante, su proposta del consiglio nazionale, entro centoventi giorni dall’entrata in vigore del relativo decreto legislativo. Fra i criteri direttivi compare il riconoscimento agli iscritti agli albi dell’attività di consulenza nelle materie di competenza specifica della professione, accanto alle attività già attribuite dalla normativa vigente. L’attribuzione delle competenze dovrà essere coerente con titolo di studio, tirocinio e materie dell’esame di abilitazione, in linea con i quadri di riferimento nazionali ed europei sulla comparabilità delle competenze. Il testo conferma che tutte le attività non indicate dalla legge come riservate a una o più professioni sono libere e possono essere svolte da tutti i professionisti, con l’oggetto di ciascuna professione stabilito soltanto con legge. L’uso del titolo professionale è circoscritto agli iscritti agli albi, a tutela del decoro della categoria e del consumatore. L’esercizio della delega dovrà rispettare il test di proporzionalità del D.Lgs. n. 142/2020, che impone una valutazione preventiva prima di introdurre nuovi vincoli all’accesso. Il tirocinio professionale prevede che al praticante sia dovuto il rimborso delle spese sostenute per conto dello studio o del professionista ospitante e che, fuori dagli enti pubblici, possano essere riconosciuti un’indennità o un compenso con apposito contratto, commisurati all’effettivo apporto professionale. L’accesso alle professioni è libero in attuazione dell’art. 33, quinto comma, della Costituzione, previo superamento dell’esame di Stato per l’abilitazione dove la normativa vigente lo prevede, da sostenere dopo il perfezionamento degli studi universitari. Nelle società tra professionisti almeno due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto dovranno fare capo a professionisti iscritti all’albo di riferimento o ad albi di altre professioni, e la partecipazione agli utili dovrà essere sempre proporzionale alla quota di capitale. Il criterio limita l’ingresso di soci di puro capitale nel controllo dello studio. Gli Ordini professionali sono confermati come enti pubblici non economici a carattere associativo, dotati di autonomia patrimoniale e finanziaria e sottoposti alla vigilanza del ministro competente, con l’esclusione esplicita dell’attività sindacale. I consigli nazionali avranno la rappresentanza istituzionale della categoria, gli ordini e i collegi territoriali quella degli iscritti al relativo albo. L’attuazione della riforma richiederà almeno due anni dopo l’entrata in vigore della legge delega.
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Mer 05 Ago, 2026
Gio 30 Lug, 2026
Riapre il Bando Sviluppo competenze specialistiche delle PMI del Sud del MIMIT gestito da INVITALIA: riapertura sportello dal 10 settembre 2026
Con decreto direttoriale n. 2095 del 13 luglio 2026 sono state fornite le necessarie specificazioni per l’attuazione di un nuovo sportello agevolativo nell’ambito della misura prevista dal decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy 4 settembre 2025, volta a supportare le piccole e medie imprese nell’acquisizione di servizi finalizzati allo sviluppo delle competenze del personale dipendente aziendale.
Ulteriori disposizioni sono state definite con il decreto direttoriale 28 luglio 2026.
A partire dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026 e fino alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026 le PMI possono presentare le domande di agevolazione esclusivamente tramite la procedura informatica disponibile nell’apposita sezione del sito web del Soggetto gestore (www.invitalia.it).
Start Cup Puglia 2026: candidature entro il 4 settembre
Sino al 4 settembre startupper e team informali possono candidarsi alla Start Cup Puglia 2026, il Premio regionale per l’innovazione organizzato da ARTI – Agenzia regionale per la tecnologia, il trasferimento tecnologico e l’innovazione, in collaborazione con Regione Puglia, Comitato promotore e PNI – Premio nazionale per l’innovazione.
La competizione, giunta quest’anno alla sua 19esima edizione, premia le nuove iniziative imprenditoriali ad alto contenuto di conoscenza, offrendo la possibilità di trasformare un’idea di business in un’impresa vera e propria, attraverso attività di accompagnamento progettuale, assistenza tecnica e premi in denaro fino a 10mila euro.
Doppia opportunità di internazionalizzazione per la filiera nautica. Salone Nautico di Puglia, 22-26 ottobre 2026
In occasione della prossima edizione dello SNIM – Salone Nautico di Puglia, la Camera di commercio di Brindisi-Taranto, il consorzio CETMA, ENEA, ed Unioncamere Puglia, nell’ambito delle attività di supporto all’internazionalizzazione del sistema produttivo locale, promuovono
due iniziative pensate per supportare la crescita, la visibilità e le connessioni commerciali delle imprese del settore nautico e della blue economy. Per massimizzare il ritorno strategico, le due proposte sono state progettate come un percorso integrato e complementare: da un lato l’incontro diretto con i mercati esteri, dall’altro una rete
capillare di contatti profilati.
Approvato dalla Giunta regionale il programma della Giornata regionale del commercio equo e solidale
Approvato il programma dell’edizione 2026 della Giornata regionale del commercio equo e solidale, in programma a Taranto nel mese di ottobre 2026, con uno stanziamento pari a 10.000 euro.
L’economia generativa a Taranto: opportunità per lo sviluppo dal Piano JTF - 22 luglio ore 16.30
Si terrà a Taranto il prossimo 22 luglio, alle 16:30, presso il Salone degli Specchi Palazzo di Città, l’incontro pubblico dal titolo "L’economia generativa: opportunità per lo sviluppo dal Piano JTF", dedicato ad approfondire le opportunità offerte dal Just Transition Fund e dai diversi strumenti previsti a sostegno di imprese, innovazione e transizione energetica.
Il programma prevede:
Saluti istituzionali:
- Piero Bitetti, Sindaco di Taranto
- Vincenzo Cesareo, Presidente Camera di commercio di Brindisi–Taranto
A seguire gli interventi di:
- Gianna Elisa Berilngerio, Direttora del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia;
- Lorenzo Minnielli, Puglia Sviluppo SB Spa (Program manager Promozione del Lavoro e dell’innovazione)
- Francesco Corvace, Dirigente Sezione Transizione Energetica Regione Puglia
Modera e conclude l’incontro, Francesco Cosa, Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Taranto.
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Mar 21 Lug, 2026
Gio 16 Lug, 2026
JTF: FIRMATI I DISCIPLINARI DEI PROGETTI FILIERE VERDI E GREEN BELT
Siglati i disciplinari che regolano i rapporti tra la Regione Puglia e i soggetti attuatori dei progetti “Filiere Verdi” e “Green Belt”, entrambi finanziati nell’ambito dell’Azione 2.3 del Just Transition Fund, dedicata al sostegno di interventi innovativi per la transizione ecologica e la tutela delle risorse naturali.
L’azione prevede la realizzazione di quattro interventi strategici finalizzati al risanamento e alla migliore fruizione del territorio da parte di cittadini e imprese. Tra questi figurano anche i progetti “Sea Hub” e quello relativo alla “Riqualificazione e ripristino ambientale del sistema delle coste del Mar Grande e del Mar Piccolo e delle aree limitrofe. La sottoscrizione dei disciplinari rappresenta un passaggio decisivo per consentire ai due progetti di entrare nella fase operativa.
Per quanto riguarda “Filiere Verdi”, conclusa lo scorso marzo la procedura negoziale con la Regione Puglia, che con un provvedimento del Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità urbana ha autorizzato un finanziamento di 22.976.046 euro, a settembre sarà pubblicato il bando di gara a cura di Sogesid. La progettazione, infatti, è già stata completata.
Per “Green Belt”, invece, la procedura negoziale si è conclusa a maggio e prevede un investimento complessivo di oltre 84 milioni di euro. L’obiettivo è realizzare un ampio sistema di rigenerazione ambientale e paesaggistica, trasformando aree urbane e periferiche in una vera e propria infrastruttura ecologica.
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Gio 16 Lug, 2026
Mer 15 Lug, 2026
Donne in proprio: il lavoro autonomo si rafforza solo nei settori più qualificati
Il lavoro autonomo femminile in Italia resiste, ma non decolla. Mentre negli ultimi dieci anni l'occupazione delle donne è aumentata in modo significativo, il numero di imprenditrici, libere professioniste e lavoratrici in proprio è rimasto sostanzialmente fermo. Oggi sono circa 1,5 milioni e rappresentano il 15% dell'occupazione femminile, una quota ancora distante da quella maschile. Dietro questa apparente stabilità si nasconde però un cambiamento importante.
Il lavoro autonomo è sempre più una scelta per donne con un elevato livello di istruzione: il 42% delle lavoratrici indipendenti è laureato e la crescita degli ultimi anni riguarda quasi esclusivamente questa componente. Al contrario, diminuisce il numero delle autonome senza laurea, segno che fare impresa o esercitare una libera professione richiede competenze sempre più specialistiche.
Le professioni ad alta qualificazione sono infatti il principale motore del lavoro autonomo femminile. Un'occupata indipendente su cinque opera nelle attività professionali, scientifiche e tecniche: avvocate, architette, consulenti, commercialiste, ingegnere, traduttrici e altre professioniste rappresentano il gruppo più numeroso. Seguono il commercio, la sanità e assistenza sociale, i servizi alla persona e il settore dell'alloggio e della ristorazione.
Non tutti questi comparti, però, offrono le stesse opportunità. Nel commercio il lavoro autonomo continua a perdere terreno, riflettendo le difficoltà che da anni interessano il piccolo commercio tradizionale. La sanità e l'assistenza sociale mostrano una forte espansione delle libere professioni, grazie alla crescente domanda di servizi sanitari e assistenziali. Ancora più dinamico è il mondo delle attività artistiche, sportive e dell'intrattenimento, che comprende professioni sempre più diffuse come content creator, personal trainer, organizzatrici di eventi e professioniste dello spettacolo. Pur rappresentando una quota limitata dell'occupazione autonoma femminile, questo è il settore che registra la crescita più intensa dell'ultimo decennio. Positivo anche l'andamento dei servizi alla persona, dove continuano a svilupparsi attività come quelle di parrucchiere, estetiste e tatuatrici.
Il quadro che emerge è quello di un lavoro autonomo femminile sempre più selettivo. Crescono le professioni ad alta qualificazione e i servizi legati alla salute, alla creatività e alla cura della persona, mentre arretrano le attività tradizionali, in particolare nel commercio.
Nuovo Voucher 5 per finanziare le domande di IGP Artigianale
È disponibile dal 30 giugno 2026 un nuovo Voucher messo a disposizione dall'EUIPO, dedicato al finanziamento delle domande per indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali.
Esso copre fino al 50% dei costi ammissibili (tasse di registrazione e assistenza per la stesura del disciplinare di produzione), con un rimborso massimo di 2.000 euro.
Il Fondo PMI è un sistema di incentivi tramite voucher, specificamente dedicato alle piccole e medie imprese, creato e gestito da EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) dal 2022, e frutto della collaborazione tra l’Ufficio, la Commissione Europea e la Rete dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPN).
Per il deposito della fase italiana delle domande IGP non Agri non sono previste tasse, tuttavia è importante utilizzare tali fondi per redigere dei disciplinari di produzione che rispondano ai requisiti del Regolamento Ue 2023/2411. Possono farne richiesta i soggetti di cui al citato Regolamento (UE) purchè in possesso dei seguenti requisiti:
gruppi di produttori con almeno una PMI tra i membri;
produttori singoli che soddisfano i requisiti di PMI;
ove applicabile, autorità locali o regionali oppure enti privati designati ai sensi dell'art. 8 co. 4 del Regolamento sopra citato.
Le PMI italiane, attualmente possono attingere ai seguenti voucher EUIPO:
Voucher 3: rimborso delle tasse di deposito per brevetti nazionali e brevetti europei fino ad un massimo di 1.000 euro e rimborso delle spese di consulenza per la redazione e il deposito delle domande di brevetto europeo fino ad un massimo di 1.500 euro
Voucher 4: rimborso delle tasse di deposito e di esame online delle domande di varietà vegetali comunitarie fino ad un massimo di 1.500 euro
Voucher 5: rimborso delle tasse di registrazione e assistenza per la stesura del disciplinare di produzione fino ad un massimo di 2.000 euro
Il voucher 2, relativo al rimborso per tasse di registrazione di marchi e disegni nazionali ed esteri, fino ad un massimo di 700 euro è stato chiuso dal 24 aprile per esaurimento fondi. Una riapertura è prevista nel quarto trimestre 2026
Focus nazionale: sostenibilità, certificazione e biodiversità
Il webinar approfondisce il legame tra tutela della biodiversità, certificazioni di filiera e strumenti per misurare e comunicare la sostenibilità
La crescente attenzione alla tutela della biodiversità e all’uso responsabile delle risorse richiama le imprese, in particolare quelle della filiera agroalimentare e delle produzioni vegetali, a misurare in modo più accurato il proprio impatto ambientale e a valorizzare le azioni intraprese in un’ottica di sostenibilità e trasparenza.
Il webinar, mette a disposizione strumenti tecnici per misurare e comunicare la sostenibilità nelle produzioni vegetali, trasformando la valorizzazione del capitale naturale in un elemento di vantaggio competitivo per le imprese.