Territoriale

Newsbandi - Marzo 2026

NewsBandi di MARZO 2026, la guida della Cciaa di Pistoia-Prato sulle opportunità di finanziamento a disposizione di imprese, privati e pubbliche amministrazioni.

La guida è realizzata dalla Camera di commercio di Pistoia-Prato insieme alla provincia di Pistoia ed ha cadenza mensile. Puoi riceverla direttamente alla tua posta elettronica iscrivendoti alla newsletter camerale della Camera di Commercio di Pistoia-Prato.

SCARICA la Newsbandi di MARZO pubblicata il 17 Marzo 2026.

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Mar 17 Mar, 2026

Webinar gratuito_Il business plan: costruire un piano solido per la crescita aziendale _22 aprile 2026

Focus dal taglio pratico con l'obiettivo di educare gli imprenditori ad un'efficace gestione finanziaria, in cui si affronterà il business plan, la sua costruzione e l’affinamento.

Sarà esaminata l’importanza del business plan sia per l’impresa – o aspirante tale – sia per potenziali investitori e istituti di credito, facendo attenzione alle componenti fondamentali del documento e offrendo spunti per identificare punti di forza e di affinamento. 

L’incontro intende supportare i partecipanti nel costruire e affinare un business plan solido e credibile. L’obiettivo è quello di fornire strumenti per tradurre l’idea imprenditoriale in numeri e strategie, valorizzare i punti di forza del progetto e presentarsi in modo più efficace a banche e potenziali investitori.

Si rivolge ad aspiranti imprenditori in fase di seed ed imprese iscritte alla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. 


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Mar 17 Mar, 2026

Webinar gratuito_ Controllare i numeri per crescere: il controllo di gestione per le PMI _15 aprile 2026

Quarto appuntamento del ciclo “Educazione finanziaria per imprenditori” dedicato al controllo di gestione come strumento operativo per le PMI. Nel corso dell’incontro verranno fornite informazioni che permetteranno all’impresa di acquisire maggiore consapevolezza sui numeri chiave da monitorare, trasformare i dati in report utili alle decisioni aziendali e a intercettare in anticipo criticità e opportunità. 

Il webinar offrirà strumenti concreti per leggere e interpretare i numeri dell’impresa in modo efficace. Partecipando, si comprenderà meglio come individuare i dati davvero rilevanti, costruire report utili alle decisioni operative e anticipare criticità e opportunità, migliorando al tempo stesso il dialogo con le banche ed il merito creditizio della propria impresa.

Si rivolge ad aspiranti imprenditori in fase di seed ed imprese iscritte alla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

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Mar 17 Mar, 2026

Professione ‘influencer’: 25mila aziende danno spazio ai Digital Content Creator

Sono oltre 25mila le imprese italiane nate intorno alla creazione di contenuti digitali: YouTuber, tiktoker, influencer e video maker che hanno trasformato competenze digitali e creatività in vere e proprie attività economiche strutturate. 

È quanto emerge dalla prima ricerca italiana sul tema, condotta da InfoCamere in collaborazione con l'Università di Padova, che fotografa un fenomeno in forte espansione e mette a fuoco la mappa dell'imprenditorialità digitale nel Paese. Tra il 2015 e il 2024, il numero di Digital Content Creator è cresciuto del 185%, passando da circa 9mila a oltre 25mila imprese. Un'espansione trainata soprattutto dalle aziende "core" (+206%), cioè quelle che operano direttamente nei settori della produzione audiovisiva, del marketing digitale e della gestione di piattaforme online. Ma anche le imprese "ibride" – che integrano la content creation in settori tradizionali come moda, turismo, fitness e consulenza – sono più che raddoppiate (+155%). Il vero punto di svolta si colloca nel biennio 2020-2021, quando la pandemia ha accelerato la domanda di contenuti e servizi di comunicazione online, aprendo nuove opportunità di mercato. Da quel momento, la crescita non si è più fermata.

Fonte: InfoCamere

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Mar 17 Mar, 2026

Percorso formativo Donne in Digitale 2026

Donne in digitale è il percorso formativo promosso da Unioncamere per la diffusione della cultura e la formazione imprenditoriale femminile.
Il percorso si inserisce nell’ambito del Piano nazionale per la promozione dell'imprenditorialità femminile promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e realizzato da Invitalia in collaborazione con Unioncamere, finanziato a valere sul “Fondo a sostegno dell’impresa femminile” ex art. 1, commi 97-106 della Legge 178/2020 – Capo V, comprensiva della dotazione aggiuntiva del PNRR (Decreto interministeriale 24 novembre 2021).


Donne in Digitale sarà erogato in 3 edizioni, con le seguenti modalità di iscrizione:

Iscriviti alla prima edizione >> (dal 7 aprile 2026 al 21 aprile 2026)

   - le iscrizioni sono già aperte e si chiuderanno alle ore 12:00 del 2 Aprile

Iscriviti alla seconda edizione >> (dal 23 aprile 2026 all' 11 maggio 2026)

   - le iscrizioni si apriranno il 31 Marzo e saranno chiuse alle 12 del 20 Aprile

Iscriviti alla terza edizione >> (dal 13 maggio 2026 al 27 maggio 2026)

   - le iscrizioni si apriranno il 26 Aprile e saranno chiuse alle 12 del 12 Maggio

 

Il percorso formativo è rivolta alle:

  • componenti dei Comitati per l’imprenditoria femminile istituiti presso tutte le Camere di commercio d’Italia
  • donne che fanno impresa profit e no profit
  • aspiranti imprenditrici
  • libere professioniste e lavoratrici autonome
  • dipendenti del settore privato.

Al termine del Percorso, alle partecipanti che avranno frequentato almeno 16 ore su 20, sarà rilasciato l’attestato di partecipazione. 

 

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Mar 17 Mar, 2026

In flessione dell’1,3% le imprese femminili reggiane

Il 2025 si è chiuso con una nuova flessione delle imprese femminili attive in provincia di Reggio Emilia; un -1,3% che ha replicato, seppure con un lieve rallentamento, il negativo trend già registrato nel 2024, segnato da un calo dell’1,6% .

Le imprese “in rosa”, dunque, sono scese a 8.954, vale a dire 121 unità in meno rispetto al 2024.

“La flessione - sottolinea la Presidente del Comitato per l’Imprenditoria femminile della Camera di commercio dell’Emilia, Linda Davighi - è in linea con il calo registrato complessivamente nel panorama imprenditoriale reggiano (-1,2%), ma è necessario rafforzare ogni tipo di azione per invertire una tendenza che in provincia si associa ad una incidenza delle imprese femminili sulle unità totali che risulta già più bassa che altrove”.

“Oggi - prosegue Linda Davighi - a Reggio Emilia la quota di imprese guidate da donne sul totale delle imprese attive si colloca al 19,1%, cioè di oltre due punti al di sotto della media regionale del 21,4%”.

“Per questo - osserva la Presidente del Comitato per l’Imprenditoria femminile della Camera di commercio dell’Emilia - l’impegno camerale è orientato sia al rafforzamento delle realtà imprenditoriali femminili esistenti che alla promozione di quella cultura imprenditoriale che, tra l’altro, vede le imprese al femminile caratterizzate da una presenza di giovani imprenditrici (9,5%) più alta rispetto alla media generale”.

Il quadro imprenditoriale femminile locale, analizzato dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Infocamere, evidenzia, tra l’altro, che il 23,1% delle imprenditrici è impegnato nel commercio, con 2.071 unità attive. Poco distanti i valori che riguardano il comparto dei servizi alle imprese, con 2.048 unità e una quota del 22,9% sul totale delle imprese femminili.

La graduatoria relativa alla presenza settoriale vede, al terzo posto, i servizi alla
persona (1.476 imprese femminili e un’incidenza del 16,5% sul totale), seguiti dall’agricoltura (1.187 realtà attive e quota al 13,3%), la manifattura (983 e 11,0%), l’alloggio e ristorazione (857 e 9,6%) e, infine, le costruzioni (312 e 3,5%).

Per quanto riguarda la natura giuridica, la netta maggioranza delle imprese femminili è rappresentata da ditte individuali (65,5%, ma in calo numerico dell’1,8%), che si attestano a 5.867 unità. Le società di capitale sono 1.845 (+0,3%), mentre le società di persone sono scese a 1.069 (-3,0%).

Riguardo, poi alle cosiddette “cariche femminili” registrate (titolari, soci, amministratori, altre cariche e soci di capitale), in provincia di Reggio Emilia ammontano a 35.555, delle quali il 30,3% sono ricoperte nei servizi alle imprese (10.776 in tutto), il 17,0% nel commercio (6.036 cariche) e il 16,0% nella manifattura (5.687).

La distribuzione territoriale delle imprese femminili reggiane vede al primo posto, ovviamente, il capoluogo, dove le 3.076 aziende “in rosa” hanno comunque un’incidenza sul totale delle realtà imprenditoriali attive (17,3%), che è di quasi due punti al di sotto della media provinciale.

Per presenza numerica (e tutti con un peso dell’imprenditoria femminile superiore alla media) seguono Correggio (462 unità e incidenza del 21,7% sul totale delle imprese attive nel comune), Scandiano (455 e 21,2%), Casalgrande (278 e 20,8%) e Guastalla (258 e 22,5%).

Regione

Piacenza, in calo del 2,3% le imprese femminili

Sono scese a 5.418 unità le imprese femminili attive in provincia di Piacenza alla fine del 2025, con una contrazione del 2,3% che risulta di due punti superiore al -0,3% già registrato nel 2024.

Nonostante la flessione, che determina un saldo con 127 imprese “in rosa” in meno, Piacenza conserva la prima posizione, nell’area vasta dell’Emilia Occidentale, per l’incidenza delle imprese femminili sul totale delle attività imprenditoriali attive, attestata al 22,0% e, conseguentemente, anche al di sopra della media regionale del 21,4%.

“La nostra provincia - sottolinea la Vicepresidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio dell’Emilia, l’imprenditrice piacentina Federica Bussandri - si distingue non solo per il peso rilevante della componente femminile all’interno del sistema imprenditoriale, ma anche per la forte inclusività che le imprese “in rosa” esprimono”.

“Significativi, al proposito - prosegue Federica Bussandri - sono i valori che riguardano le imprese guidate da donne di origine straniera, che rappresentano il 15,3% di quelle femminili, così come quelli relativi alle realtà condotte da giovani, che nel caso delle imprese femminili rappresentano il 9,2%, mentre le imprese giovanili sul totale di quelle piacentine sono al 7,6%”.

“Anche per questo - conclude la Vicepresidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio dell’Emilia - continuiamo a lavorare intensamente per aprire nuove opportunità per le imprese femminili del nostro territorio, ma anche per rilanciare quella cultura d’impresa che consenta alle donne di entrare nel sistema imprenditoriale con nuovi progetti che possono avere positive ricadute per tutti”.

Le analisi dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Infocamere, intanto, evidenziano la più forte presenza di imprese femminili piacentine nel commercio, dove le unità attive sono 1.290 con incidenza sul totale del 23,8%. Anche i servizi alle imprese giocano un ruolo fondamentale in questo tipo di analisi, con le loro 1.086 realtà imprenditoriali, che pesano per il 20,0%. Seguono poi, molto ravvicinate, le imprese ”in rosa” dei servizi alla persona (968 aziende e incidenza al 17,9%) e quelle agricole (891 e 16,4%), mentre sono 650 quelle impegnate nelle attività di alloggio e ristorazione (incidenza sul totale al 12,0%), nella manifattura 336 (6,2%) e, infine, nelle costruzioni 176 (3,2%).

Quanto alla natura giuridica, 3.689 imprese femminili sono ditte individuali, che vanno a incidere sul totale per il 68,1%, pur con un calo del 3,8% nel 2025.

Seguono le società di capitale che, con un +3,4%, hanno chiuso il 2025 a 1.052 unità e, infine, le società di persone (588 unità e -3,0%).

Riguardo, poi alle cosiddette “cariche femminili” registrate (titolari, soci, amministratori, altre cariche e soci di capitale), in provincia di Piacenza sono 18.658, delle quali il 25,9% sono presenti nei servizi alle imprese (4.839 cariche), seguite più da lontano da quelle del commercio, ferme al 19,4% (3.623).

Quanto alla distribuzione territoriale, il maggior numero di imprese femminili è concentrato, ovviamente, nel capoluogo, con 2.038 unità attive che incidono per il 22,4% sul totale delle realtà imprenditoriali presenti nel comune. Seguono, in graduatoria, Fiorenzuola d’Arda (299 imprese femminili e 22,9% sul totale), Castel San Giovanni (223 e 21,4%), Rottofreno (165 e 24,8%) e Carpaneto Piacentino (147 e 22,4%).


 

Regione

Parma, in lieve calo (-0,4%) le imprese femminili

Il 2025 si è chiuso con una lieve flessione del numero delle femminili attive in provincia di Parma.

Si tratta - secondo le analisi dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia - di un calo dello 0,4%, che corrisponde a 30 unità in meno rispetto al 2024.

“Numeri apparentemente esigui - sottolinea la Presidente del Comitato per l’Imprenditoria femminile della Camera di commercio dell’Emilia, l’imprenditrice parmense Linda
Davighi -, soprattutto se si pensa che le imprese femminili a Parma sono 8.235 e rappresentano il 21,4% del totale delle imprese attive in provincia”.

“Ciononostante - prosegue Linda Davighi - riteniamo sia necessario lavorare intensamente per invertire una tendenza - già presente nel 2024, quando il calo fu dello 0,3% - che evidenzia difficoltà particolari a carico dell’imprenditoria femminile, visto che delle 79 imprese parmensi attive in meno, quasi il 38,0% sono femminili”.

“Proprio per questo - conclude la Presidente del Comitato per l’Imprenditoria femminile - a livello camerale stiamo intensamente lavorando, sia per offrire sostegni ai percorsi di rafforzamento delle imprese femminili attive, sia per promuovere e rafforzare quella cultura imprenditoriale, che consenta alle donne di avviare nuove realtà d’impresa entro le quali esprimere talenti, capacità di visione e di lavoro che rappresentano un patrimonio per tutti”.

Dalle analisi dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Infocamere, intanto, emerge che le donne imprenditrici della provincia di Parma sono in buona misura presenti nel comparto dei servizi alle imprese, con 2.042 realtà attive che rappresentano il 24,8% sul totale delle imprese “in rosa”.

Molto significativa, poi, anche la presenza femminile nel commercio, con 1.800 aziende e un’incidenza del 21,9% sul totale.

Nella graduatoria, seguono i servizi alla persona (1.363 imprese e peso sul totale del 16,6%) e l’agricoltura (1.214 e 14,7%). La significativa diversificazione delle attività è confermata, infine, dalla presenza di 857 imprese femminili nel settore alloggio e ristorazione (10,4% sul totale), nella manifattura (642 e 7,8%) e nelle costruzioni (297 e 3,6%).

L’analisi camerale evidenzia, poi, che alla fine del 2025 le ditte individuali si sono confermate la forma giuridica prevalente scelta dalle imprenditrici, con 5.313 unità (il 64,5% sul totale), seppure in calo dello 0,9%.

Sono invece aumentate del 3,3% le società di capitale a maggioranza femminile, che hanno raggiunto quota 1.913.

In calo marcato, infine, le società di persone che, con un -4,9%, sono scese a 862.

Riguardo, poi, alle cosiddette “cariche femminili” registrate (titolari, soci, amministratori, altre cariche e soci di capitale), in provincia di Parma ammontano a 32.517, con una forte presenza nei servizi alle imprese (10.785 cariche, pari al 33,2% del totale), seguite più da lontano da quelle del commercio (5.165 e 15,9%).

Un’ulteriore analisi rivolta alle speciali categorie di imprenditoria femminile mostra la forte presenza della componente artigiana, con 1.852 imprese “in rosa” pari al 22,5% del totale, una meno marcata componente giovanile con 745 realtà attive (9,0%) e 1.395 imprese di proprietà femminile straniera (il 16,9%).

La maggior concentrazione numerica delle imprese femminili parmensi si registra, come è naturale, nel comune capoluogo, con 3.596 unità che rappresentano il 21,4% del numero complessivo delle imprese presenti; seguono Fidenza con 431 imprese femminili (21,6% del totale), Salsomaggiore Terme (318 e 20,8%), Collecchio (259 e 22,1%) e Langhirano (242 e 21,6%).


 

Regione

Riconoscimento degli incubatori e degli acceleratori d’impresa per la moda e il design e iscrizione all’elenco regionale

Con questa iniziativa Regione Lombardia promuove l’innovazione e l’attrattività del territorio lombardo, rafforzandone il ruolo di “officina d’avanguardia per la moda e il design”, attraverso la diffusione di servizi avanzati di qualità, la diffusione e l’utilizzo delle tecnologie più avanzate e il collegamento con le reti materiali e immateriali,
Possono richiedere il riconoscimento i soggetti di natura pubblica e privata che svolgano la funzione di incubatore e/o acceleratore d’impresa di comprovata esperienza con sede del corso in Lombardia al fine dell'erogazione del percorso di accelerazione anche internazionali.

Nell’ambito delle politiche regionali di rafforzamento della competitività economica dei territori lombardi, attraverso la condivisione e la promozione di strutture, lo scambio di conoscenze e competenze, il trasferimento di conoscenze, la creazione di reti e la collaborazione tra imprese, questa iniziativa promuove l’innovazione e l’attrattività del territorio lombardo, rafforzandone il ruolo di “officina d’avanguardia per la moda e il design”, attraverso la diffusione di servizi avanzati di qualità, la diffusione e l’utilizzo delle tecnologie più avanzate e il collegamento con le reti materiali e immateriali, anche internazionali.

L’obiettivo è quello di favorire la creazione una rete di incubatori e acceleratori d’impresa in grado di supportare le imprese dei settori della moda e del design nell’affrontare le sfide, opportunità e necessità gestionali specifiche di ciascuna fase della vita aziendale: dai suoi inizi sino a consolidamento, diversificazione e rinnovamento.

Attraverso un sistema di riconoscimento specifico gli incubatori e gli acceleratori potranno essere inseriti in un elenco regionale, aggiornato periodicamente, al quale i soggetti beneficiari di specifiche misure agevolative regionali potranno accedere per usufruire di servizi di accelerazione e accompagnamento allo sviluppo, offerti a prezzi di mercato.

Le richieste di iscrizione devono essere presentate direttamente dal soggetto interessato esclusivamente in forma telematica marketingterritoriale@regione.lombardia.it 
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Mar 17 Mar, 2026

EU Inc. il 28esimo regime UE per aprire una società in 48 ore: cosa prevede la proposta della Commissione

Il 28esimo regime UE entra nella fase più concreta della sua storia: domani, 18 marzo 2026, la Commissione europea presenterà la proposta legislativa per la EU Inc., la nuova forma societaria paneuropea che promette di consentire la costituzione di un’impresa in uno Stato membro in 48 ore, interamente online e con un costo massimo di 100 euro.
L’iniziativa già approvata dal Parlamento europeo con 492 voti a favore, è una delle misure cardine per rafforzare la competitività del mercato unico rispetto a Stati Uniti e Cina.
Il nome EU Inc. designa una nuova forma giuridica di società a responsabilità limitata valida in tutti e 27 gli Stati membri dell’Unione europea. Viene definita “28esimo regime” perché si affianca — senza sostituire — ai 27 sistemi societari nazionali esistenti, funzionando come un quadro giuridico alternativo e opzionale per le imprese che vogliono operare nel mercato unico con un unico set di regole armonizzate. Il punto di partenza è la constatazione che la frammentazione normativa tra 27 ordinamenti nazionali rappresenta uno degli ostacoli principali alla crescita.

I pilastri principali della bozza sono:
-    costituzione interamente online entro 48 ore, con modelli standard di statuto eu;
-    costo massimo di 100 euro, senza capitale minimo né accantonamento a riserve legali;
-    gestione completamente digitale di tutte le fasi della vita societaria;
-    possibilità di emettere azioni senza valore nominale e raccogliere capitali con venture capital per facilitare l’ingresso di investitori europei e internazionali;
-    trasmissione automatica dei dati alle autorità competenti, eliminando duplicazioni;
-    procedura di liquidazione semplificata e obbligo per il tribunale di chiusura entro sei mesi.
Base giuridica è l’articolo 114 del Trattato sul funzionamento dell’UE.
Il nuovo regime si configura come un’opzione aggiuntiva sul piano societario, destinata a convivere con quelli nazionali. In Italia, “startup e PMI innovative” sono definiti da normativa nazionale - aggiornata con la Legge 193/2024 e la Legge Startup 162/2024 - con requisiti, agevolazioni e incentivi specifici. 
La EU Inc. non nasce per sostituire questi strumenti né per modificarli direttamente.
Il punto di contatto riguarda soprattutto la semplificazione dell’avvio e della gestione transfrontaliera: una startup italiana che voglia espandersi in Germania, Francia o Spagna potrà operare con un’unica struttura societaria europea. Gli incentivi fiscali italiani resterebbero in vigore, affiancati dalla possibilità di adottare la forma EU Inc. per chi opera su più mercati.
Il regolamento dovrà essere negoziato tra Parlamento europeo e Consiglio dell’UE. 
Se l’iter procederà senza intoppi Bruxelles le prime EU Inc. potranno nascere dal 2027.
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Mar 17 Mar, 2026