Emilia-Romagna

Fabbisogni occupazionali delle imprese: a Piacenza nuovi contratti in lieve calo a giugno, previsioni peggiori per il trimestre

A Piacenza a giugno è previsto un -1,1% (2.790 attivazioni). In calo marcato del 10,6% invece le previsioni per il trimestre giugno-agosto 2026. I dati provengono dal sistema Excelsior che ricostruisce, attraverso un'indagine mensile, il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese, svolgendo un’indagine campionaria che coinvolge circa 100.000 soggetti di tutti i settori economici e di tutte le dimensioni, analizzati a livello provinciale e regionale.
Per ogni impresa vengono rilevati i programmi di assunzioni di personale dipendente per i tre mesi successivi e le relative uscite (per pensionamenti, scadenze di contratto, ecc.). Per le assunzioni sono raccolte informazioni analitiche sulle caratteristiche del personale che l'impresa intende acquisire.

L'indagine sui fabbisogni occupazionali delle imprese è condotta da Unioncamere e Camere di commercio, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Sono disponibili i dati Excelsior relativi a Maggio 2026, i dati offrono una panoramica importante sul fabbisogno occupazionale nella provincia di Parma e le relative competenze richieste dal mercato del lavoro.

Nonostante i miglioramenti registrati a maggio e quelli previsti a giugno, continua a mantenersi al di sotto dei livelli registrati nel 2025 il numero dei nuovi contratti che le imprese piacentine intendono attivare.

Dopo il -1,9% registrato lo scorso mese rispetto al maggio 2025 (in aprile la variazione era stata del -8,0%), per il mese corrente le previsioni indicano una flessione che dovrebbe attestarsi all’1,1%, con 2.790 nuovi contratti e un calo limitato a 30 unità rispetto a un anno fa.

Decisamente peggiori, invece, le previsioni per il trimestre giugno-agosto 2026, periodo nel quale sono previste 7.650 attivazioni, con un calo del 10,6% e corrispondente a 910 unità in meno rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

Secondo l'analisi dei dati del rapporto Excelsior, curata dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia, nel mese di giugno sarà l’industria a subire la riduzione maggiore. Con una contrazione di 40 unità, infatti, il comparto vede scendere il totale dei nuovi contratti a quota 620, registrando una perdita del 6,1%. Nello specifico dei singoli segmenti si prevedono 450 nuovi contratti nel manifatturiero e nelle public utilities, mentre le costruzioni si fermeranno a 180. Anche i servizi piacentini, che da soli assorbono il 72,4% delle nuove attivazioni totali, mostrano un lieve calo (-1,0%) rispetto a giugno 2025, attestandosi a 2.020 unità (20 in meno). All'interno di questo macrosettore, la quota maggiore di nuovi contratti è appannaggio dei servizi alle imprese con 810 unità, seguiti dal commercio con 610, dalle attività di alloggio e ristorazione con 330 e dai servizi alla persona con 270.

L’unico segnale positivo arriva dal settore primario, che prevede 140 nuovi contratti, equivalenti a un incremento del 16,7%, 20 nuove entrate in più rispetto all'anno scorso.

Le proiezioni per l’intero trimestre giugno-agosto 2026, come si è detto, confermano un aggravamento della flessione, che si intensificherà in tutti i comparti.

L’industria scende a 1.690 nuovi contratti (210 rispetto al periodo di riferimento), con una flessione dell’11,1%.

Anche nei servizi è prevista una significativa diminuzione (-9,7%), con 590 attivazioni in meno rispetto allo stesso trimestre 2025.

La distribuzione trimestrale vedrà i servizi alle imprese assorbire 2.170 attivazioni, il commercio 1.800, il comparto dell'alloggio e della ristorazione 880 e i servizi alla persona 620.

Un'inversione di tendenza si registrerà invece in agricoltura, dove le stime indicano un significativo calo del 16,9%, che equivale a 100 unità in meno nei tre mesi, per un totale di 490 contratti.

Sul piano strutturale, le realtà provinciali interessate a incrementare i propri organici nel mese di giugno rappresentano il 18,0% del totale. Per quanto riguarda le tipologie contrattuali, le imprese si avvarranno della formula a tempo determinato nel 50,0% dei casi, seguita dalla somministrazione con il 24,0%. Per il tempo indeterminato e l’apprendistato si prevedono invece rispettivamente il 14,0% e il 4,0% delle nuove entrate.

Le aziende piacentine prevedono inoltre di indirizzare il 53,0% delle nuove attivazioni a candidati con esperienza professionale specifica nello stesso settore, mentre ai giovani lavoratori under 29 intendono riservare una quota del 32,1%.

Persiste, infine, la diffusa difficoltà nel reperimento delle risorse umane necessarie: le imprese stimano, infatti, che il 45,5% delle nuove entrate rimarrà vacante. Le cause di tale criticità vengono individuate principalmente nella mancanza di candidature per il 28,9% dei casi e nella non del tutto adeguata preparazione degli aspiranti per il 13,9%.

L’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea.

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Gio 16 Lug, 2026

Fabbisogni occupazionali delle imprese: in giugno accelera la flessione dei nuovi contratti in provincia di Parma

A Parma previste 4.200 attivazioni, con un calo del 10,3% rispetto allo stesso mese del 2025. I dati provengono dal sistema Excelsior che ricostruisce, attraverso un'indagine mensile, il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese, svolgendo un’indagine campionaria che coinvolge circa 100.000 soggetti di tutti i settori economici e di tutte le dimensioni, analizzati a livello provinciale e regionale.
Per ogni impresa vengono rilevati i programmi di assunzioni di personale dipendente per i tre mesi successivi e le relative uscite (per pensionamenti, scadenze di contratto, ecc.). Per le assunzioni sono raccolte informazioni analitiche sulle caratteristiche del personale che l'impresa intende acquisire.

L'indagine sui fabbisogni occupazionali delle imprese è condotta da Unioncamere e Camere di commercio, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Sono disponibili i dati Excelsior relativi a Maggio 2026, i dati offrono una panoramica importante sul fabbisogno occupazionale nella provincia di Parma e le relative competenze richieste dal mercato del lavoro.

odo nel quale sono previste 12.540 nuove attivazioni, con una contrazione di 1.290 unità su base annua.

Secondo le rilevazioni del rapporto mensile Excelsior, elaborate dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia, il settore dei servizi assorbirà, a giugno, la quota principale delle nuove attivazioni con 2.460 unità, subendo tuttavia un calo del 12,8%, corrispondente a 360 contratti in meno rispetto all'anno precedente. All'interno di questo comparto, che da solo copre il 58,6% delle nuove entrate, la distribuzione vede in prima fila i servizi alle imprese con 910 nuove attivazioni, seguiti dal comparto dell'alloggio e ristorazione con 560 unità, dal commercio con 540 e dai servizi alla persona con 450.

L'industria, dal canto suo, prevede 1.600 nuovi contratti, registrando una flessione di 110 unità nel mese, corrispondente a un -6,4%. Nello specifico, il comparto manifatturiero e delle public utilities esprimerà 1.290 nuove attivazioni, mentre le costruzioni si attesteranno a 310.

Di segno negativo risulta anche il settore primario che, con 150 nuovi contratti, registra un decremento percentualmente rilevante (-6,3%), ma corrispondente a sole 10 unità in meno.

Le proiezioni per l’intero trimestre giugno-agosto 2026 confermano flussi negativi nei due principali comparti aziendali parmensi. I servizi guideranno la domanda con 6.980 nuovi contratti, scontando però una contrazione di 850 unità rispetto al trimestre dell'anno precedente (-10,9%). Più nel dettaglio, si prevedono 2.710 nuove attivazioni nei servizi alle imprese, 1.570 nel comparto turistico e della ristorazione, 1.440 nel commercio e 1.270 nei servizi alla persona.

Il settore industriale esprimerà complessivamente 5.000 nuovi contratti, di cui 4.130 concentrati nella manifattura e 870 nell’edilizia, risentendo di un calo trimestrale di 500 unità (-9,1%).

Il comparto agricolo, infine, registrerà un’inversione di tendenza su base trimestrale, portandosi a quota 560 unità, 50 in più rispetto al 2025 (+9,8%).

Sul piano della natura contrattuale, il 21,0% delle nuove entrate sarà caratterizzato da stabilità attraverso formule a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il restante 79,0% sarà coperto da nuovi contratti a durata predefinita. Le realtà aziendali in provincia di Parma propense a investire in nuove risorse umane nel mese corrente rappresentano il 19,0% del tessuto produttivo locale. Le aziende intenzionate ad attivare nuovi contratti tengono particolarmente conto della qualificazione e delle esperienze già maturate dai candidati; nel 63% dei casi, infatti, è richiesta esperienza professionale specifica o, comunque, nello stesso settore.

La quota di nuove attivazioni riservata ai giovani lavoratori con meno di 30 anni si attesta al 33,2% del totale. Al contempo, permane una marcata difficoltà di reperimento dei profili desiderati, segnalata dalle imprese in 48,8 casi su 100 e motivata principalmente dalla carenza di candidati (30,0% dei casi) e da una non del tutto adeguata preparazione professionale per il 13,6%.

L’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea

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Gio 16 Lug, 2026

Fabbisogni occupazionali delle imprese: a Reggio Emilia anche a giugno nuovi contratti al di sotto dei livelli 2025

A Reggio Emilia le attivazioni saranno 4.440 nel mese e 11.120 nel trimestre giugno-agosto. I dati provengono dal sistema Excelsior che ricostruisce, attraverso un'indagine mensile, il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese, svolgendo un’indagine campionaria che coinvolge circa 100.000 soggetti di tutti i settori economici e di tutte le dimensioni, analizzati a livello provinciale e regionale.
Per ogni impresa vengono rilevati i programmi di assunzioni di personale dipendente per i tre mesi successivi e le relative uscite (per pensionamenti, scadenze di contratto, ecc.). Per le assunzioni sono raccolte informazioni analitiche sulle caratteristiche del personale che l'impresa intende acquisire.

L'indagine sui fabbisogni occupazionali delle imprese è condotta da Unioncamere e Camere di commercio, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Sono disponibili i dati Excelsior relativi a Maggio 2026, i dati offrono una panoramica importante sul fabbisogno occupazionale nella provincia di Parma e le relative competenze richieste dal mercato del lavoro.

Continua a mantenersi al di sotto dei livelli registrati nel 2025 il numero dei nuovi contratti che le imprese reggiane intendono attivare.

Anche per il mese di giugno, infatti, le nuove attivazioni previste si attestano a 4.440 unità, registrando una diminuzione di 110 unità nel confronto con giugno 2025 (-2,4%). La contrazione appare più pronunciata se proiettata sull'intero trimestre compreso tra giugno e agosto, arco temporale in cui si stimano 11.120 nuove attivazioni, evidenziando una flessione del 4,5% che corrisponde a 530 nuovi contratti in meno rispetto al medesimo trimestre del 2025.

Secondo l'analisi settoriale curata dal rapporto Excelsior ed elaborata dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia, il comparto dei servizi assorbirà la quota maggioritaria della domanda con 2.590 nuove entrate (cioè il 58,3% del totale), scontando tuttavia un calo mensile di 170 contratti, pari a un -6,2%. All'interno di questo
macrosettore, la ripartizione vede in prima fila i servizi alle imprese con 800 unità, seguiti dalle attività di alloggio e ristorazione con 790 nuove entrate, dal commercio con 550 e dai servizi alla persona con 450. L'industria esprimerà invece un totale di 1.690 nuovi contratti, mostrando una crescita di 110 unità nel mese, corrispondente a un +3,0%. Nello specifico del comparto industriale, 1.320 nuove attivazioni si concentreranno nell'industria manifatturiera e nelle public utilities, mentre le costruzioni si attesteranno a 370.

Di segno positivo risulta anche l'andamento del settore primario, che mostra una variazione positiva a giugno con 170 nuovi contratti, incrementando di 10 entrate la quota dell'anno precedente (+6,3%).

Le proiezioni complessive per il trimestre giugno-agosto 2026 vedono sempre i servizi guidare i flussi con 6.570 nuovi contratti, subendo però una riduzione di 480 unità (-6,8%) rispetto al corrispondente periodo del 2025. Nel dettaglio trimestrale dei servizi si prevedono 2.080 nuove attivazioni nei servizi alle imprese, 1.900 nel comparto della ristorazione e alberghiero, 1.390 nel commercio e 1.200 nei servizi alla persona.

Il settore dell'industria genererà nel complesso 4.070 nuovi contratti, ripartiti tra le 3.210 nuove entrate della manifattura e le 860 dell'edilizia, risentendo di un calo trimestrale di 50 unità e di 1,2 punti percentuali.

L'agricoltura, infine, invertirà il trend positivo mensile, chiudendo il trimestre con un -2,0% e un saldo di 480 nuovi contratti (10 in meno rispetto al medesimo periodo dello scorso anno).

Dal punto di vista della natura contrattuale il 22,0% delle nuove entrate sarà caratterizzato da stabilità attraverso l'utilizzo del tempo indeterminato o dell'apprendistato, mentre il restante 78,0% sarà coperto da nuovi contratti con durata predefinita. Le realtà aziendali reggiane propense ad investire in nuove risorse umane nel mese corrente rappresentano il 18,0% del tessuto produttivo della provincia. Il mercato locale esprime una forte richiesta di competenze consolidate, esigendo un'esperienza professionale specifica o nello stesso settore per il 62,0% delle posizioni offerte. La quota di nuove attivazioni destinata espressamente ai giovani lavoratori con meno di 30 anni si attesta al 36,6%. Permane, infine, una diffusa criticità legata al reperimento dei profili desiderati, segnalata dalle imprese in 51,5 casi su 100, causata principalmente dalla mancanza fisica di candidati nel 33,2% delle ricerche e da una non del tutto adeguata preparazione professionale per il 13,8%.

L’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea

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Gio 16 Lug, 2026

Imprenditoria Femminile: percorso formativo gratuito Digit@Donna

Il 22 settembre prende il via ilpercorso aperto a aspiranti imprenditrici, lavoratrici, studentesse e, più in generale, a tutte le donne che hanno un’idea di impresa

Il 22 Settembre prende avvio l'attività formativa di Digit@Donna, il percorso gratuito dedicato alle donne che vogliono sviluppare o avviare un progetto imprenditoriale utilizzando il digitale come strumento per passare dall’idea all’azione. 

Il percorso è aperto a aspiranti imprenditrici, lavoratrici, studentesse e, più in generale, a tutte le donne che hanno un’idea di impresa in fase iniziale o che desiderano sviluppare un progetto già avviato, ma che si scontrano con un sovraccarico informativo o con la mancanza di criteri chiari per utilizzare il digitale in modo efficace.

Oltre alle attività formative, le partecipanti potranno usufruire di un colloquio online di primo orientamento gratuito per mettere a punto i primi aspetti del proprio progetto.

Gli incontri si svolgeranno online, in modalità webinar, secondo il seguente calendario:

  • 22 settembre 2026 | 9.30–12.30
  • 24 settembre 2026 | 9.30–12.30
  • 29 settembre 2026 | 9.30–12.30
  • 1 ottobre 2026 | 9.30–12.30

L’iniziativa, progettata ed erogata da Si.Camera, rientra nel Servizio Nuove Imprese di Unioncamere, nell’Area Tematica dedicata all’Imprenditoria Femminile e si inserisce nelle attività realizzate insieme a Invitalia nell’ambito del Programma Imprenditoria Femminile, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e finanziato con risorse del PNRR.

Per partecipare al percorso compila il modulo al link.

Per maggiori informazioni consultare la pagina

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Gio 16 Lug, 2026

Corsi gratuiti di italiano per stranieri CENTRO PROVINCIALE PER L'ISTRUZIONE DEGLI ADULTI (CPIA) di Ferrara

Il CPIA di Ferrara offre percorsi di alfabetizzazione in lingua italiana finalizzati al conseguimento del livello di competenza A2 del Quadro Comune Europeo di riferimento (QCER) per le lingue, elaborato dal Consiglio d’Europa.

Il percorso di alfabetizzazione ha  una durata minima di 200 ore ed è articolato in due  moduli:

  1. modulo A1: che ha una durata di 100 ore
  2. modulo A2: che ha una durata di 80 ore
  3. modulo di educazione civica da 20h

Per l’accesso ai corsi è necessario sostenere un test di ingresso per la valutazione del livello.

Per gli stranieri scarsamente alfabetizzati o provenienti da aree linguistiche con alfabeto diverso da quello latino sono previsti corsi di riallineamento  PreA1, della durata di 200h , suddivise in due moduli da 100 h.

I corsi sono previsti in  5 fasce orarie, da due ore ciascuna lungo l’orario giornaliero dalle 9.00 alle 20.00 e si articolano in due quadrimestri: ottobre-febbraio e febbraio- giugno. Ogni corso prevede una frequenza di 6 h settimanali.

Al termine del corso A2, previo superamento di un esame, si consegue  l’attestazione di competenza della lingua di livello A2, secondo il Qcer, valido ai fini dell’ottenimento del permesso di lungo soggiorno.

 La scuola Cpia organizza anche corsi di apprendimento dell’italiano di livello B1, con 2 moduli da 100 h ciascuno, eventualmente ripetibili.

CPIA FERRARA
Via Via Giuseppe Fabbri, 412, 44124.
Tel. 3484531901   femm07000r@istruzione.it   femm07000r@pec.istruzione.it 
https://www.cpiaferrara.edu.it/

I percorsi di alfabetizzazione/apprendimento della lingua italiana sono in atto in diversi punti della Provincia di Ferrara, nelle sedi di:

CPIA PORTOMAGGIORE
c/o IISAP sede di Portomaggiore Piazzale degli studenti, 4 - 44015 - PORTOMAGGIORE (FE)
Tel.:0532811301 - 3314032933 anche WhatsApp

CPIA CENTO
Via Rigone, 1 - 44042 - CENTO (FE)
Tel.: 0516859711 -3314032840

CPIA CODIGORO
Viale della Resistenza, 3/b - 44021 - CODIGORO (FE)
Tel.: 0533714093 - 3314032944

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Mer 15 Lug, 2026
Fondazione Golinelli

Percorsi formativi gratuiti rivolti ai liberi professionisti

Tornano per l’autunno i percorsi formativi gratuiti rivolti ai liberi professionisti dell'Emilia-Romagna di G-Lab srl, Impresa Sociale, società operativa di Fondazione Golinelli. Particolare attenzione a chi opera nel settore sanitario (biologi, chimici, farmacisti, fisioterapisti, infermieri, medici, nutrizionisti, odontoiatri, ostetrici, psicologi, tecnici sanitari e veterinari).

I corsi sono pensati per supportare liberi professionisti, chi ha da poco avviato la propria attività o chi ha scelto di passare alla libera professione in Emilia-Romagna. Offrono competenze pratiche e immediatamente applicabili, dalle nozioni economiche agli ultimi sviluppi in ambito IA, favorendo l’autoimprenditorialità, l’intraprendenza e una mentalità proattiva.

Tutti i percorsi hanno una durata di 20 ore e sono progettati per conciliarsi facilmente con l’attività professionale, grazie a un maggior ricorso a modalità online e miste, che rendono la frequenza più agevole.
Le candidature e tutti i dettagli sui singoli corsi sono disponibili sul sito di Fondazione Golinelli a questo link: https://www.fondazionegolinelli.it/innovazione-digitale-e-sostenibilita-per-i-liberi-professionisti/

I corsi sono gratuiti in quanto finanziati dalla Regione Emilia-Romagna con risorse del FSE+.

Le attività si svolgeranno, a seconda dei corsi online, presso l’Opificio Golinelli a Bologna (via Paolo Nanni Costa 14) e in modalità mista.

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Mer 15 Lug, 2026

Excelsior | Ravenna Le opportunità di lavoro previste per Giugno-Agosto 2026

Bollettino Excelsior: previsioni occupazionali per la provincia di Ravenna

Nel mese di giugno 2026, le imprese della provincia di Ravenna prevedono di effettuare circa 6.690 entrate. Sebbene il dato mostri un calo rispetto a giugno 2025 (-580 unità), la domanda di lavoro si mantiene significativa, con una proiezione di 14.850 ingressi per l'intero trimestre giugno-agosto.

Ecco i punti chiave rilevati dal Sistema Informativo Excelsior:

  • Settori trainanti: Il comparto dei servizi assorbe la quota maggiore con il 76% delle entrate totali (5.080 unità), trainato in particolare dai servizi di alloggio, ristorazione e turistici (2.470 entrate). L'industria prevede invece 1.130 ingressi.
  • Tipologia contrattuale: Prevalgono nettamente i contratti a termine (81% dei casi), mentre le assunzioni stabili (tempo indeterminato o apprendistato) rappresentano il 19%.
  • Profili ricercati: Le professioni commerciali e dei servizi sono le più richieste (46% del totale). Il 31% delle opportunità è rivolto a giovani con meno di 30 anni.
  • Difficoltà di reperimento: In 35 casi su 100, le imprese segnalano difficoltà nel trovare i profili desiderati. Le aree tecniche e della progettazione risultano le più critiche, con una difficoltà di reperimento che sfiora il 50%.
  • Istruzione ed esperienza: Solo il 4% delle entrate è destinato a laureati, mentre il 42% richiede un diploma di scuola media superiore. Per metà delle posizioni offerte (50%) viene richiesta un'esperienza professionale specifica.

I dati derivano dalle rilevazioni mensili di Unioncamere e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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Mar 14 Lug, 2026

Excelsior | Ferrara Le opportunità di lavoro previste per Giugno-Agosto 2026

Lavoro: a giugno oltre 3.000 assunzioni previste a Ferrara, ma il 41% è difficile da reperire

Nel mese di giugno 2026, le imprese della provincia di Ferrara prevedono di effettuare 3.210 nuove assunzioni. Se si considera l'intero trimestre compreso tra giugno e agosto 2026, le entrate programmate salgono a 9.020 unità.

Nonostante le numerose opportunità, le aziende segnalano una significativa difficoltà di reperimento per il 41% dei profili ricercati. Il mercato del lavoro locale si conferma fortemente orientato al settore dei servizi, che rappresenta il 70% della domanda totale, e alle piccole imprese con meno di 50 dipendenti.

Per quanto riguarda le tipologie contrattuali, l'88% delle entrate previste sarà a termine (principalmente a tempo determinato), mentre solo il 12% dei contratti offerti sarà stabile. I giovani sotto i 30 anni sono i destinatari del 30% delle ricerche di personale.

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Mar 14 Lug, 2026
Locandina Summer School di Media Education

Ferrara ospita la 35ª Summer School di Media Education

Dal 14 al 16 luglio 2026, il Laboratorio Aperto – ex Teatro Verdi di Ferrara sarà la sede della 35ª Summer School di Media Education, promossa da MED – Associazione italiana per l’educazione ai media e alla comunicazione in collaborazione con CIDAS e con il patrocinio del Comune di Ferrara.

L’edizione di quest’anno, dal titolo “Imparare la cittadinanza, praticare la democrazia – Media Education: dalla consapevolezza critica all’azione civico-partecipativa”, offrirà tre giornate di workshop, laboratori, sessioni plenarie e incontri aperti alla cittadinanza dedicati ai temi dell’educazione ai media, della cittadinanza digitale e dell’impatto dell’intelligenza artificiale, dei social media e dei contenuti online sulla vita quotidiana.

L’iniziativa si rivolge a insegnanti, educatori, operatori sociali, professionisti dei media e studenti universitari, proponendo un percorso formativo multidisciplinare che unisce approfondimento teorico ed esperienze pratiche.

Il programma comprende inoltre webinar introduttivi online, una conferenza dedicata a docenti e dirigenti scolastici sul tema dell’educazione civica nell’era dell’intelligenza artificiale e una sessione conclusiva di formazione professionale accreditata per i giornalisti.

La Summer School è inserita nella piattaforma SOFIA del Ministero dell’Istruzione e del Merito e consente agli insegnanti partecipanti di ottenere crediti formativi.

Per consultare il programma completo e iscriversi è disponibile il form online sul sito di MED.

per informazioni mandare una mail a segreteria@medmediaeducation.it.

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Lun 13 Lug, 2026

Rapporto "Medie imprese industriali italiane"

Tensioni internazionali e riflessi sull'economica. Le attese di crescita frenate dall'incertezza globale.

Rapporto "Medie imprese industriali italiane"

XXV Rapporto sulle medie imprese industriali italiane e studio "Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica" realizzati dall'Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e da Unioncamere. Presentati il 30 giugno 2026.

Per il 2026 attesi aumenti di fatturato ed export, ma l'incertezza globale frena le prospettive

Le medie imprese italiane continuano a crescere: per il 2026 stimano un aumento del 2,5% del fatturato e del 2,7% delle esportazioni. Tra le criticità segnalano l'instabilità dello scenario mondiale e le difficoltà nel reperimento di personale. 

Le medie imprese sono una realtà produttiva dinamica sempre più strategica nella nostra economia: producono il 16% del fatturato dell'industria manifatturiera italiana rappresentando il 15% del valore aggiunto e il 13% sia delle esportazioni sia dell'occupazione complessiva. Nell'arco dei ventinove anni osservati, il segmento è cresciuto per numero di imprese (da 3.377 a 3.491), giro d'affari complessivo (+178,3%), vendite oltreconfine (+290,7%) e occupazione (+47,2%).

Le analisi sono focalizzate sulle società di capitali manifatturiere con un assetto proprietario autonomo, una forza lavoro tra 50 e 499 addetti e un fatturato compreso tra 19 e 415 milioni.

Flessibilità, qualità e brand vengono indicate come leve per affrontare l'incertezza. In un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e volatilità dei costi di energia e materie prime, emerge un modello competitivo fortemente orientato all'adattamento, i cui cardini sono la flessibilità e la personalizzazione dell'offerta.

Il posizionamento si fonda soprattutto su asset immateriali, come notorietà e reputazione del brand, qualità dei prodotti con capacità di premium pricing, competenze e professionalità del personale, affiancati da un crescente ruolo di innovazione e know-how tecnologico. Più marginali le leve tradizionali, come prezzo, rete distributiva e sostenibilità.

Nonostante il contesto sfidante, le medie imprese nell'ultimo biennio sono riuscite a preservare redditività e margini, a rafforzare il posizionamento attraverso il consolidamento del brand e ad ampliare la propria offerta.

Esse confermano, inoltre, un'elevata capacità di creazione di valore con una continuità di performance superiore rispetto ad altri segmenti dimensionali. Questa stabilità evidenzia la maggiore resilienza del modello della media impresa italiana, meno esposto a oscillazioni cicliche.

L'85% delle medie imprese è fortemente orientato ai mercati internazionali nel duplice ruolo di importatore ed esportatore, a conferma della rilevanza di questa realtà produttiva nelle catene internazionali del valore. Ma per questo le Mid-Cap sono anche più esposte ai rischi globali, a partire dai costi di approvvigionamento.

Le medie imprese puntano sull'innovazione incrementale di prodotti, servizi o processi per sostenere la produttività, in continuità con un modello produttivo ancora prevalentemente concentrato in settori a bassa e medio-bassa tecnologia. Tuttavia, risulta in crescita la quota delle Mid-Cap pronte ad investire in tecnologie cosiddette "deep-tech" - dall'intelligenza artificiale alla robotica sino al cloud.

Nelle medie imprese italiane la proprietà è nel 65% dei casi in capo a un'unica famiglia o persona fisica. Oltre la metà delle aziende è oggi guidata dalla seconda generazione, mentre il 28% resta ancora nelle mani del fondatore. I board si confermano snelli ma con un profilo anagrafico maturo; nei ruoli decisionali resta limitata la presenza femminile e giovanile.

L'apertura del capitale è un'opportunità riconosciuta ma ancora rimandata. Quando presa in considerazione, è legata soprattutto a obiettivi di crescita come acquisizioni, investimenti e accesso a competenze manageriali esterne, oltre al rafforzamento finanziario.

In uno scenario globale sempre più instabile, le medie imprese italiane confermano la loro capacità di tenuta e adattamento, sostenendo crescita, occupazione e competitività delle filiere produttive. Ma il futuro del segmento si giocherà sempre più sulla capacità di affrontare nodi strutturali - dalle competenze alla governance, fino all'accesso ai capitali - che restano determinanti per consolidare nel tempo la creazione di valore e rafforzare il posizionamento internazionale del sistema produttivo.

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Rapporto "Medie imprese industriali italiane"

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Lun 13 Lug, 2026