Adempimenti amministrativi

Al via i contributi per la certificazione UNI/PdR 192:2026: da Governo e Unioncamere 7,5 milioni di euro per le imprese

Il Dipartimento per le Politiche della Famiglia e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme a Unioncamere, mettono in campo un intervento da 7,5 milioni di euro per accompagnare le aziende nell’adozione di una nuova certificazione strutturata proprio intorno alla conciliazione vita-lavoro, alla quale il governo ha associato anche un esonero dal versamento dei contributi previdenziali.

L'iniziativa predisposta dal Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità e da Unioncamere dà attuazione al Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e alla Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, con il preciso obiettivo di portare 1.000 imprese a conseguire la certificazione nell'arco di un anno.

Se ne è parlato il 22 luglio nel corso dell'incontro “Una Prassi per conciliare vita familiare e lavoro” che si è tenuto a Roma, presso gli Horti Sallustiani. L'incontro era articolato in tre sessioni di lavoro, una dedicata a regole certificazioni e incentivi della prassi UniPdR 192:2026, una alle molte dimensioni della prassi, in particolare la conciliazione, la natalità, e l'attrattività, e infine una rivolta a imprese e reti che sperimentano la conciliazione

Investire nel benessere organizzativo non è un’attività accessoria, ma una leva strategica che incide direttamente su produttività, attrazione dei talenti, innovazione e reputazione. Le imprese che investono in attività che migliorano la salute e il benessere dei propri lavoratori e che attuano iniziative dirette alla conciliazione dei tempi di vita familiare e di lavoro hanno anche performance migliori rispetto alle altre. E’ partendo da queste evidenze che Unioncamere ha confermato la collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità e il Dipartimento per la Famiglia, avviando da oggi una iniziativa diretta a quelle imprese che vogliano certificare il proprio impegno a favore della conciliazione tra vita familiare e lavoro. Un nuovo ambito di lavoro per il sistema camerale, in continuità con quanto fatto con la diffusione della certificazione della parità di genere”. E' quanto ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, presidente di Unioncamere, nel suo intervento di introduzione.

La ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella, nel suo intervento ha evidenziato come "La conciliazione tra lavoro e vita familiare è un pilastro essenziale nel sostegno alle famiglie ed è un fattore di sviluppo sia economico che sociale. La costruzione di ambienti di lavoro accoglienti per i genitori, e in particolare per le mamme che più risentono delle difficoltà nella conciliazione, non è una spesa a fondo perduto ma un investimento fruttifero per tutti: per le famiglie, per le imprese, per la società nel suo complesso. Per questo il nostro governo non solo ha potenziato i congedi, agevolato l’accesso ai servizi per l’infanzia, sostenuto le famiglie attraverso sostegni diretti e le lavoratrici madri con iniziative specifiche, ma ha promosso fin dal primo giorno un’alleanza strategica con il mondo del lavoro e dell’impresa. La nuova certificazione sulla conciliazione vita-lavoro va esattamente in questa direzione, e la scelta di associare ad essa uno sgravio contributivo per le aziende certificate vuole mandare un messaggio preciso nel senso della responsabilità sociale e della promozione di comunità accoglienti e vitali”.

L'incontro era articolato in tre sessioni di lavoro, una dedicata a regole certificazioni e incentivi della prassi UniPdR 192:2026, una alle molte dimensioni della prassi, in particolare la conciliazione, la natalità, e l'attrattività, e infine una rivolta a imprese e reti che sperimentano la conciliazione. Oltre al presidente Prete, per Unioncamere hanno portato il loro contributo Tiziana Pompei, vice segretario generale e Riccardo Cuomo, dirigente dell'Area politiche del lavoro e progetti istituzionali per la semplificazione.

Per ulteriori informazioni consultare il sito dedicato https://conciliazionevitalavoro.unioncamere.gov.it/

Allegati

Slide introduttive

Comunicato stampa

Programma


 

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Ven 24 Lug, 2026
Le locazioni turistiche già registrate in DMS Puglia alla data del 30.09.2025 devono presentare Scia e Cia entro il 30 settembre 2026

Le locazioni turistiche già registrate in DMS Puglia alla data del 30.09.2025 devono presentare Scia e Cia entro il 30 settembre 2026

La Sezione Turismo e Internazionalizzazione ricorda che entro il 30 settembre 2026 le locazioni turistiche (imprenditoriali e non imprenditoriali), già registrate in DMS Puglia alla data del 30.09.2025, sono tenute a presentare la Scia e la Cia in base a quanto previsto dal comma 8 dell'articolo 10 quater della legge regionale 1 dicembre 2017 n. 49 e ss. mm. e ii.

In dettaglio, le Scia / Cia dovranno essere rese, al SUAP del Comune territorialmente competente, dai gestori dalle attività di locazione turistica / locazione breve imprenditoriali / non imprenditoriali iscritte al DMS Puglia precedentemente alla data del 30.09.2025, e comunque per le quali non è stata resa precedente segnalazione / comunicazione di inizio attività ed in possesso di codice CIR / CIN. 

Approfondisci su https://www.regione.puglia.it/web/turismo/-/le-locazioni-turistiche-imprenditoriali-e-non-imprenditoriali-gi%C3%A0-registrate-in-dms-puglia-devono-presentare-scia-e-cia-e-stipulare-una-polizza-assicurativa 

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Gio 23 Lug, 2026
 Bonus Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno – ZES Unica 2026

Bonus Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno – ZES Unica 2026

Focus sull'esonero contributivo per i datori di lavoro privati fino a 650 euro mensili per le assunzioni di disoccupati over 35 nelle regioni della Zona Economica Speciale.

Il Bonus Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno – ZES Unica 2026, introdotto dal Decreto Lavoro, prevede un esonero contributivo del 100% destinato ai datori di lavoro privati che assumono personale presso sedi situate nella ZES unica del Mezzogiorno e che occupano fino a 10 dipendenti nel mese dell’assunzione.

Le assunzioni, da effettuare entro il 31 dicembre 2026, devono essere a tempo indeterminato e riguardare lavoratori con almeno 35 anni di età, disoccupati da almeno 24 mesi.

L’agevolazione riconosce un esonero fino a 650 euro mensili per un periodo massimo di 24 mesi.

Il beneficio è subordinato all’applicazione di un trattamento economico non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

 

A chi spetta l’agevolazione: requisiti per aziende e lavoratori

L’incentivo è riconosciuto ai datori di lavoro privati che effettuano assunzioni presso sedi o unità produttive situate nelle regioni della ZES Unica e che occupano fino a 10 dipendenti nel mese dell’assunzione, a condizione che l’assunzione determini un incremento occupazionale netto.

L’esonero contributivo, disciplinato dall’articolo 3 del decreto Lavoro, si applica alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 di lavoratori che, alla data dell’assunzione:

  • abbiano almeno 35 anni;
  • siano disoccupati da almeno 24 mesi.

Per beneficiare legittimamente dell’agevolazione, la prestazione lavorativa deve essere svolta in una delle regioni comprese nella ZES Unica, indipendentemente dalla residenza del lavoratore assunto o dalla sede legale del datore di lavoro.

Le regioni che rientrano nella ZES unica sono:

  • Abruzzo;
  • Marche
  • Molise;
  • Campania;
  • Basilicata;
  • Sicilia;
  • Puglia;
  • Calabria;
  • Sardegna;
  • Umbria

Nel caso in cui la sede di lavoro venga trasferita al di fuori delle regioni agevolate, l’esonero non spetta più a partire dal mese successivo al trasferimento.

Il beneficio può essere riconosciuto anche per lavoratori già assunti a tempo indeterminato da un altro datore di lavoro che abbia fruito solo parzialmente dell’incentivo.

La fruizione dell’esonero può essere sospesa esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria per maternità. In queste situazioni, il periodo di utilizzo dell’agevolazione viene prorogato per il tempo corrispondente alla sospensione.

Condizioni per accedere agli esoneri contributivi

Il diritto a beneficiare degli esoneri contributivi è subordinato al rispetto di una serie di condizioni previste dalla normativa vigente.

In particolare, i datori di lavoro devono:

  • essere in regola con gli obblighi contributivi e con il Documento unico di regolarità contributiva (DURC);
  • non aver commesso violazioni in materia di lavoro, legislazione sociale, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • applicare i contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Dal 1° aprile 2026, inoltre, i datori di lavoro privati che richiedono incentivi contributivi finanziati con risorse pubbliche dovranno pubblicare le posizioni lavorative disponibili sul Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL). Tuttavia, in attesa del decreto attuativo che definirà le modalità operative, l’obbligo non è ancora effettivamente operativo, come chiarito dall’INPS.

La fruizione degli esoneri resta inoltre subordinata al rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione previsti dal decreto legislativo n. 150/2015.

Le condizioni specifiche

Per accedere legittimamente al beneficio, i datori di lavoro:

  • non devono aver effettuato, nei sei mesi precedenti l’assunzione, licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi;
  • non devono procedere, nei sei mesi successivi all’assunzione incentivata, al licenziamento del lavoratore assunto con l’esonero o di un dipendente con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva;
  • devono garantire un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti;
  • devono applicare ai lavoratori un trattamento economico non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Contratti ammessi

La misura, pensata per favorire l’occupazione stabile, non si applica:

  • alle assunzioni a tempo determinato;
  • alle trasformazioni di rapporti di lavoro già esistenti;
  • ai contratti di lavoro intermittente o a chiamata, anche se a tempo indeterminato.

L’esonero contributivo è invece riconosciuto per:

  • assunzioni a tempo indeterminato part-time;
  • rapporti di somministrazione a tempo indeterminato, anche quando la prestazione presso l’utilizzatore avviene a tempo determinato.

In questi casi, il requisito dimensionale dell’impresa va verificato con riferimento all’utilizzatore e non all’agenzia di somministrazione.

Ai fini del beneficio, inoltre, la sede di lavoro rilevante è quella in cui viene svolta concretamente l’attività lavorativa. Nel caso della somministrazione, quindi, conta il luogo in cui opera l’utilizzatore, indipendentemente dalla sede legale o operativa dell’agenzia.

Importo dello sgravio contributivo e durata dell’incentivo

L’agevolazione prevede l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con l’esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL. L’importo massimo riconosciuto è di 650 euro mensili per ciascun lavoratore.

Il beneficio è concesso nei limiti della spesa autorizzata dall’articolo 24, comma 7, del DL n. 60/2024 e in conformità ai criteri stabiliti dal Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027. L’aliquota di computo per il calcolo delle prestazioni pensionistiche rimane invariata.

Bonus ZES 2026: domanda e adempimenti per i datori di lavoro

Per conoscere con certezza l’importo dell’agevolazione spettante e l’eventuale disponibilità residua delle risorse, il datore di lavoro deve presentare all’INPS una domanda di ammissione al beneficio.

La richiesta va trasmessa esclusivamente in modalità telematica tramite l’apposito modulo online disponibile sul sito dell’INPS, nella sezione:

“Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) – Bonus ZES 2026”

L’Istituto comunicherà con un successivo messaggio la data di attivazione della procedura.

Nella domanda il datore di lavoro dovrà dichiarare, ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, di applicare ai lavoratori un trattamento economico non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi indicati dal decreto-legge n. 62/2026.

La richiesta potrà essere presentata:

  • sia per assunzioni già effettuate;
  • sia per rapporti di lavoro non ancora avviati.

L’INPS effettuerà inoltre il monitoraggio delle risorse disponibili. Qualora emerga, anche in via prospettica, il raggiungimento dei limiti di spesa previsti, l’Istituto non accoglierà ulteriori domande.

Compatibilità con altri incentivi

Come previsto dall’articolo 2, comma 10, del decreto-legge n. 62/2026, l’agevolazione non è cumulabile con altri esoneri contributivi o riduzioni delle aliquote previdenziali previsti dalla normativa vigente in relazione ai contributi dovuti dal datore di lavoro.

Non è quindi possibile, ad esempio, cumulare il beneficio con la cosiddetta “Decontribuzione Sud” per gli stessi lavoratori.

Inoltre, l’incentivo non può essere combinato:

  • con il bonus per l’assunzione di lavoratori disabili previsto dalla legge n. 68/1999;
  • con l’incentivo per l’assunzione di percettori NASpI, pari al 20% dell’indennità residua spettante al lavoratore.

La misura resta invece compatibile:

  • con l’esonero contributivo collegato alla certificazione della parità di genere, previsto dalla legge n. 162/2021;
  • con le agevolazioni che riducono la contribuzione a carico del lavoratore, come l’esonero IVS per le lavoratrici madri introdotto dalla legge di Bilancio 2024.
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Mer 22 Lug, 2026

Piano Transizione 5.0: attiva la piattaforma per la prenotazione delle agevolazioni

Scadenza per la presentazione delle richieste 30 settembre 2028

A partire da venerdì 12 giugno 2026 è operativa sul portale del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la piattaforma per la prenotazione delle agevolazioni previste dal Piano Transizione 5.0, a supporto degli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e impianti FER.

Il Piano Transizione 5.0 rappresenta uno degli strumenti più rilevanti della politica industriale nazionale, con uno stanziamento complessivo di risorse pubbliche pari a 9,8 miliardi di euro. La misura agisce su tre direttrici strategiche:

  • l’adozione di tecnologie avanzate e digitali

  • la digitalizzazione dei processi aziendali

  • la transizione verso modelli produttivi a più elevata sostenibilità ambientale

Sono agevolabili tutti gli investimenti effettuati a partire dal primo gennaio 2026 e fino al 30 settembre 2028. 

Per maggiori informazioni | dl.camcom.it/Bando.aspx?cod_oggetto=10c48fe2622b40e7901fc6b1c3d1d0d6 

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Mar 21 Lug, 2026

Contributi artigiani e commercianti: il simulatore INPS

Pubblicato il nuovo simulatore per il calcolo della contribuzione dovuta in caso di iscrizione alle Gestioni autonome degli artigiani e degli esercenti attività commerciali.

L'INPS ha attivato il nuovo "Simulatore Calcolo Contributi Artigiani e Commercianti", uno strumento rivolto a chi intende avviare un'attività artigianale o commerciale e vuole conoscere in anticipo l'importo dei contributi previdenziali da versare.

Il servizio consente di effettuare una simulazione anonima sulla base dei dati inseriti dall'utente. I risultati hanno valore esclusivamente orientativo e sono utili per valutare l'impatto contributivo prima dell'iscrizione alle Gestioni autonome. L'Istituto raccomanda comunque di rivolgersi alle sedi territoriali INPS o a professionisti per verifiche e valutazioni definitive.

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Mar 14 Lug, 2026

Contributi INPS – Agricoltura

Coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali: contributi obbligatori dovuti per l’anno 2026.

L’Istituto, con la circolare INPS 18 giugno 2026, n. 67, comunica gli importi dei contributi obbligatori dovuti, per il 2026, da coltivatori diretti, coloni, mezzadri e dagli imprenditori agricoli professionali.

termini di scadenza per il pagamento sono:

-16 luglio 2026;

-16 settembre 2026;

-16 novembre 2026;

-18 gennaio 2027.

Si ricorda che il pagamento dei contributi deve essere effettuato in quattro rate utilizzando il modello F24.

Infine, la circolare riporta i riferimenti normativi per individuare i territori montani e le zone agricole che hanno accesso alle agevolazioni previste.

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Ven 03 Lug, 2026

Focus group nuove imprese: manca una settimana per iscriversi!

Nuove imprese cuneesi, a luglio un incontro per far sentire la tua voce

Ti aspettiamo mercoledì 8 luglio, presso la sede della Camera di Commercio di Cuneo, per un nuovo focus group in presenza dedicato a chi ha avviato un'impresa sul territorio cuneese negli ultimi 5 anni.

Perché dovresti partecipare?

  • Condividere le criticità e le necessità reali della tua attività;
  • Confrontarti direttamente con altri imprenditori del territorio;
  • Contribuire a orientare i prossimi servizi della Camera di Commercio di Cuneo.

Dettagli:

  • Quando: Mercoledì 8 luglio, dalle 9.00 alle 11.00
  • Dove: Cuneo, via Emanuele Filiberto 3.

I posti sono limitati per garantire a tutti i partecipanti lo spazio di parola e un confronto reale.

Per iscriverti compila il form online 

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Mar 30 Giu, 2026

Nuovo Piano Transizione 5.0 - Iperammortamento

Sostegno agli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e nell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili

Dal 12 giugno è operativa sul portale del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) la piattaforma per la prenotazione delle agevolazioni.

Cos’è

L’Iperammortamento è la nuova misura con cui, in continuità con i Piani Transizione 4.0 e 5.0, si sostiene il processo di trasformazione digitale ed energetica del sistema produttivo nazionale. La misura reintroduce la logica della maggiorazione del costo di acquisizione dei beni agevolabili, riconosciuta ai soli fini fiscali per il calcolo delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, in sostituzione dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0.

L’agevolazione si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

 

Quadro normativo

L’articolo 1, commi da 427 a 436, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026) ha introdotto la maggiorazione, ai fini delle imposte sui redditi, del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi, con rilevanza esclusivamente fiscale ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.

Le modalità attuative — con particolare riguardo all’ambito soggettivo e oggettivo, alla procedura di accesso, alle comunicazioni da trasmettere e agli oneri documentali — sono definite dal decreto attuativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 7 maggio 2026, adottato anche alla luce delle disposizioni del decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2026, n. 88.

 

Come funziona

La misura consiste in una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni nuovi, rilevante esclusivamente ai fini della deduzione fiscale extracontabile delle maggiori quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria. Non si configura quindi come credito d’imposta compensabile in F24, ma come riduzione dell’imponibile ai fini delle sole imposte sui redditi.

Sono agevolabili due categorie di investimenti:

  • beni materiali e immateriali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, ricompresi negli Allegati IV e V alla legge n. 199/2025 (che sostituiscono e aggiornano gli ex Allegati A e B alla legge n. 232/2016), interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura;
  • beni materiali nuovi finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, anche a distanza, compresi i relativi sistemi di stoccaggio. Il dimensionamento degli impianti di produzione di energia elettrica non può eccedere il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato sui consumi medi annui dell’esercizio precedente.

 

Misura della maggiorazione – beni materiali (Allegato IV) e impianti per l’autoproduzione

Quota di investimento

Maggiorazione del costo

fino a 2,5 milioni di euro

180%

oltre 2,5 e fino a 10 milioni di euro

100%

oltre 10 e fino a 20 milioni di euro

50%

 

Possono beneficiare della misura tutte le imprese residenti e le stabili organizzazioni con sede in Italia, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico, dalla dimensione e dal regime fiscale adottato per la determinazione del reddito d’impresa.

 

Procedura per l’accesso all’agevolazione

Per accedere al beneficio previsto dal Nuovo Piano Transizione 5.0 l’impresa trasmette, in via telematica tramite l’apposita piattaforma sviluppata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), le comunicazioni e le certificazioni concernenti gli investimenti agevolabili, sulla base di modelli standardizzati.

Le comunicazioni riguardano la prenotazione, l’avanzamento e il completamento degli investimenti, con indicazione dei dati relativi ai beni, alla data prevista di interconnessione o di entrata in funzione e all’applicazione della maggiorazione.

L’effettività e la conformità degli investimenti sono comprovate da una perizia tecnica asseverata e da una certificazione contabile.

Le istruzioni operative, la guida e il modello di comunicazione sono disponibili nella sezione dedicata dal sito GSE

La piattaforma informatica per la gestione delle comunicazioni è accessibile dall’Area Clienti del sito istituzionale del GSE.

 

Per accedere alla piattaforma è possibile consultare la sezione dedicata (gse.it) ed entrare nell'Area clienti GSE  per procedere alla gestione delle comunicazioni.

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Mar 30 Giu, 2026

Al via la VI edizione di Donne in Attivo - La tua guida all'educazione finanziaria

Il 24 giugno alle ore 14.30 parte la VI edizione di “Donne in Attivo – La tua guida all’educazione finanziaria”

Il 24 giugno alle ore 14.30 parte la VI edizione di “Donne in Attivo – La tua guida all’educazione finanziaria” con il 1° webinar “I nuovi modi di definire il benessere finanziario”.

La partecipazione è aperta e gratuita. Tra i temi: la sicurezza finanziaria e digitale; truffe, frodi e protezione delle credenziali personali; la componente psicologica nelle decisioni economiche; la costruzione di un primo piano di miglioramento personale.

Il progetto “Donne in attivo” è dedicato all’educazione finanziaria. È finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e realizzato da Unioncamere ed ha il riconoscimento del Comitato per l’educazione finanziaria. Ad oggi, il progetto ha coinvolto una comunità di 8.000 partecipanti.

Tutte le attività sono online e totalmente gratuite, previa registrazione.

I 4 i webinar del 2026, con esperti e testimonial, sono pensati per offrire strumenti pratici, utili ad affrontare con maggiore consapevolezza le scelte economiche e finanziarie della vita quotidiana (investimenti, fiscalità, pianificazione patrimoniale ecc. tenendo conto dell’impatto della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale e dei cambiamenti nel mercato del lavoro).

In particolare, i percorsi formativi mirano a sviluppare capacità di orientamento in scenari caratterizzati da incertezza e volatilità acquisire strumenti per una pianificazione consapevole nel medio-lungo periodo, sia fiscale che patrimoniale riconoscere e gestire i bias cognitivi che influenzano le decisioni economiche rafforzare il senso di controllo e sicurezza, anche rispetto ai rischi digitali e alle frodi.

Anche quest’anno si affronteranno concetti e principi dell’educazione finanziaria in relazione alle tematiche di genere e di gender equality. La novità di questa edizione è IL LABORATORIO, in cui verranno formati dei gruppi di lavoro per sviluppare idee progettuali con alla base i concetti di educazione finanziaria.

Ciascun webinar avrà una durata di 2 ore.

Al termine del ciclo di incontri può essere richiesto un attestato di partecipazione.

Per partecipare cliccare qui (PARTECIPA/ISCRIVITI) e si riceverà in automatico una mail con tutte le informazioni per prendere parte attiva ai singoli webinar e al laboratorio.

Per informazioni il Servizio della Camera risponde al numero (Resp. Annamaria Olivieri) Tel. 0761.234403 - internazionalizzazione@rivt.camcom.it

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Mer 24 Giu, 2026

Il regime forfettario perde lo sconto sui controlli legato all'uso della fattura elettronica: la novità è contenuta nello schema di Decreto correttivo Omnibus, con decorrenza dal 2026

La novità è contenuta nella bozza del Decreto correttivo Omnibus legato alla riforma fiscale, che all’articolo 20 cancella la riduzione di un anno dei termini di decadenza per gli accertamenti fiscali.
Il perché è evidente: con l’estensione erga omnes dell’e-fattura, anche per le partite IVA minori, la disposizione premiale in vigore dal 1° gennaio 2020 legata all’uso facoltativo delle modalità digitali perde valore.

Approvato in esame preliminare nel corso del Consiglio dei Ministri del 10 giugno, e atteso ora al vaglio delle Commissioni competenti di Camera e Senato, il Decreto correttivo Omnibus aggiusta il tiro su alcune delle misure introdotte nell’ambito della riforma fiscale.
Rientra nel calderone delle novità legate all’attuazione della legge delega n. 111/2023 anche lo stop al regime premiale in materia di controlli per i forfettari che hanno un fatturato annuo costituito esclusivamente da fatture elettroniche.
Come evidenziato nella bozza di relazione illustrativa allo schema di decreto, la norma si inserisce tra le misure che puntano a semplificare il procedimento amministrativo, anche se a ben vedere si tratta di una misura di coordinamento che pare essere sfuggita nel lavoro di progressiva estensione degli obblighi di fatturazione elettronica anche per le partite IVA minori.

L’estensione dell’e-fattura cancella il premio, ma solo dal 2026
Dal 1° gennaio 2024 la fatturazione elettronica è diventata obbligatoria per tutti i forfettari (indipendentemente dal fatturato). Venuto meno il carattere di “scelta volontaria”, decade anche la ratio di premiare chi la usa.
Dal punto di vista della cornice più ampia delineata dalla riforma fiscale, e in particolare dall’articolo 17 della legge delega n. 111/2023, l’eliminazione del bonus è motivata alla luce dell’esigenza di uniformare e semplificare le procedure di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, evitando regole frammentate e ormai superate dall’evoluzione tecnologica.

La cancellazione del beneficio non avrà valenza retroattiva.
Si specifica che il Decreto correttivo Omnibus non è ancora in vigore. 

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Mar 23 Giu, 2026