Imprenditoria

Artigianato, i dati del primo trimestre 2026 di MILOMB

I dati del primo trimestre 2026 mostrano un artigianato manifatturiero a più velocità tra Milano, Monza Brianza e Lodi. Un'indicazione importante per chi sta pensando di avviare un'impresa.

Milano si conferma il territorio più dinamico: crescono produzione (+3,1%), fatturato (+1,9%) e ordini (+0,9%). Un quadro che segnala un mercato vivace e una domanda in espansione, favorevole a nuovi investimenti.

Monza Brianza mantiene una buona tenuta. La produzione aumenta del 2% rispetto allo scorso anno e il fatturato cresce leggermente (+0,8%), anche se si registra una lieve flessione degli ordini (-0,6%). Un segnale che invita a puntare su qualità, innovazione e specializzazione.

Più difficile la situazione a Lodi, dove calano produzione (-5,5%), fatturato (-0,5%) e ordini (-2,4%). Un contesto che richiede maggiore attenzione, ma che può offrire opportunità a chi sa individuare nicchie di mercato e differenziarsi dalla concorrenza.

Per un aspirante imprenditore, la lezione è chiara: oltre alle competenze e all'idea di business, conta sempre di più la capacità di leggere il territorio e intercettare i mercati più dinamici.

 Per approfondire: 

https://ester.milomb.camcom.it/congiunture/artigianato/2026/primo

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Gio 18 Giu, 2026

Webinar gratuito_ Finanziare la tua impresa: strumenti e strategie per partire_30 Giugno 2026

L'incontro con gli esperti ha l'obiettivo di far comprendere agli aspiranti imprenditori, con un linguaggio semplice e pratico, le strategie e gli strumenti finanziari per avviare un'impresa.

In particolare, saranno approfonditi i seguenti temi:

-Riconoscere le diverse esigenze finanziarie della propria impresa;

-Finanziarsi con il crowdfunding;

-Conoscere altri strumenti finanziari (microcredito, investitori informati, ecc.)

 

Per iscriverti vai a questo LINK

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Gio 18 Giu, 2026

IV Rapporto Italia Generativa: le donne, risorsa decisiva ancora poco valorizzata

Perché le donne continuano a essere sottorappresentate nei luoghi delle opportunità e delle decisioni, nonostante il loro contributo sia fondamentale per la crescita del Paese? A questa domanda risponde il IV Rapporto Italia Generativa La colonna invisibile. Perché le donne sono importanti e perché contano ancora troppo poco, promosso dal Centro di Ricerca ARC dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e da Fondazione Poetica, in collaborazione con Unioncamere.

Attraverso dati e testimonianze di imprenditrici e manager, il Rapporto analizza otto dimensioni chiave della partecipazione femminile alla vita economica e sociale, evidenziando come persistano ostacoli culturali, organizzativi e istituzionali che limitano la piena valorizzazione del capitale umano femminile.

Per saperne di più e conoscere i dati e le storie dal Rapporto, puoi leggere l'Approfondimento dedicato.

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Gio 18 Giu, 2026

Laboratorio "F.A.R.E. impresa" - Finanza, Autonomia, Risorse, Empowerment

Laboratorio "F.A.R.E. impresa" - Finanza, Autonomia, Risorse, Empowerment

Il laboratorio è un percorso di educazione finanziaria per imprenditrici e aspiranti tali dedicato all’accesso ai finanziamenti per progetti al femminile. Il percorso accompagna le partecipanti nella comprensione del fabbisogno economico del proprio progetto, nella costruzione dei primi elementi del piano economico-finanziario e nell’individuazione dei canali di funding più coerenti: finanza agevolata, credito, microcredito, crowdfunding e investitori. 

Descrizione del laboratorio

Il laboratorio si inserisce all’interno del progetto Donne in Attivo con l’obiettivo di rafforzare le competenze di educazione finanziaria e imprenditoriale delle partecipanti, supportandole nello sviluppo sostenibile delle proprie idee d’impresa.

Il percorso è dedicato al tema dell’accesso ai finanziamenti e intende offrire una guida concreta e orientata all’azione per comprendere i principi base della costruzione di un piano economico finanziario e come individuare e attivare le principali opportunità di funding disponibili per progetti imprenditoriali femminili.

Attraverso tre incontri – due momenti online di apertura e restituzione e una sessione intermedia di confronto sulle tematiche della finanza alternativa – le partecipanti saranno accompagnate in un percorso che integra conoscenze teoriche e strumenti operativi. Verranno esplorati i principi base dei piani economici finanziari (costi variabili, costi fissi, punto di pareggio), i principali canali di finanziamento (finanza agevolata, credito, microcredito, crowdfunding, investitori), le logiche di accesso e i criteri di valutazione adottati da enti finanziatori e investitori.

Particolare attenzione sarà dedicata allo sviluppo della consapevolezza finanziaria, alla capacità di leggere i bisogni economici del proprio progetto e alla costruzione di una strategia di ricerca fondi coerente e sostenibile.

Il laboratorio mira a rendere le partecipanti più autonome, informate e consapevoli nelle proprie scelte finanziarie, contribuendo a ridurre il gap di accesso alle risorse economiche e a favorire la realizzazione di iniziative imprenditoriali al femminile.

 

  • 23 Luglio 2026, I incontro: Apertura e orientamento 
  • Il primo incontro introduce il percorso, stabilisce un clima di fiducia e fornisce alle partecipanti le basi concettuali e gli strumenti di orientamento necessari per affrontare il tema del finanziamento d’impresa.

 

  • 17 Settembre 2026, II Incontro: Approfondimento e consulenza individuale
  • La sessione intermedia offre uno spazio di confronto mirato sulle tematiche di finanza d’impresa. L’incontro è costruito a partire dalle domande e dai bisogni emersi nel primo appuntamento e integra indicazioni pratiche personalizzate con un approfondimento sui temi della finanza alternativa.

 

  • 8 Ottobre 2026, III Incontro: Follow-up e restituzione
  • Il terzo e ultimo incontro ha una funzione conclusiva e di consolidamento. Le partecipanti sono invitate a condividere i passi compiuti, le riflessioni maturate e gli eventuali ostacoli incontrati, in un momento di restituzione collettiva che valorizza l’apprendimento del gruppo

Per maggiori informazioni, visitare il sito.

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Gio 18 Giu, 2026

Rapporto Italia Generativa 2025: “La colonna invisibile”. Un’indagine sul valore delle donne nel lavoro e nell’impresa

Perché le donne sono fondamentali per la crescita del Paese e, allo stesso tempo, continuano a essere sottorappresentate nei luoghi del riconoscimento, delle opportunità e del potere decisionale? È questa la domanda al centro del IV Rapporto Italia Generativa intitolato La colonna invisibile. Perché le donne sono importanti e perché contano ancora troppo poco.

Il Rapporto è promosso dal Centro di Ricerca ARC – Centre for the Anthropology of Religion and Generative Studies dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e da Fondazione Poetica, in collaborazione con Unioncamere. L’obiettivo è offrire una lettura sistemica della condizione femminile nel lavoro e nell’impresa, individuando i principali fattori che ancora oggi limitano la piena valorizzazione del capitale umano femminile.

Otto capitoli per leggere la condizione femminile in Italia

L’edizione 2025 integra dati quantitativi e approfondimenti qualitativi per analizzare otto dimensioni cruciali della partecipazione femminile alla vita economica e sociale. Il percorso di analisi affronta temi quali istruzione, occupazione, imprenditorialità, leadership, conciliazione tra lavoro e cura, stereotipi culturali, mobilità sociale e trasformazioni organizzative.

Il Rapporto evidenzia come il ritardo italiano non dipenda da una singola causa, ma da un intreccio di fattori culturali, organizzativi e istituzionali che continuano a produrre disuguaglianze e a limitare il contributo delle donne allo sviluppo del Paese.

Il valore aggiunto: le voci delle imprenditrici e delle manager

Uno degli elementi più significativi del Rapporto è rappresentato dalla sezione dedicata alle interviste. Per affiancare l’analisi statistica con esperienze concrete, i ricercatori hanno raccolto 15 interviste semi-strutturate a imprenditrici e manager che ricoprono ruoli apicali in aziende e organizzazioni.

Le testimonianze affrontano temi centrali come l’accesso alla leadership, gli ostacoli incontrati lungo il percorso professionale, il rapporto tra lavoro e vita familiare, il valore della formazione e le strategie per promuovere ambienti di lavoro più inclusivi. Emergono storie differenti per settore, territorio e percorso personale, ma accomunate dalla consapevolezza del contributo economico e sociale che le donne apportano alle proprie organizzazioni e al sistema Paese.

Tra le protagoniste delle interviste figurano imprenditrici e manager provenienti da realtà diverse: 

Stefania Brancaccio - imprenditrice e Presidente di COELMO S.p.A.

Lella Miccolis - imprenditrice e fondatrice di Progeva S.r.l.

Lara Ponti - vicepresidente e membro del Consiglio di Amministrazione di Ponti S.p.A. SB

Alessandra Tore - co-fondatrice della Cooperativa Gea Ambiente e Turismo e

Ketty Panni - imprenditrice e co-fondatrice Beate Vivo Farm e Fondazione Relazionésimo ETS

Elena Dominique Midolo - imprenditrice digitale, manager italiana e co-fondatrice di ClioMakeUp, di cui è CEO

Francesca Failoni - co-fondatrice, CFO e Vicepresidente di Alps

Maria Chiara Barabino - Global HR Director di SAATI S.p.A.

Sabrina Florio - Direttore Affari Istituzionali della farmaceutica Sosepharm

Elena Goitini - Responsabile della Divisione Private Banking e Wealth Management BNL

Aurora Maggio - co-fondatrice di ZEFI.AI

Valentina Pellegrini - Presidente e Amministratore Delegato della Pellegrini S.p.A. 

Evelyn Isabel Pereira - Presidente di CNA World, fondatrice e CEO di Takeve e Presidente di PLASE

Stefania Rinaldi - imprenditrice e presidente di Rinaldi Group

Laura Venturini - imprenditrice, filologa e consulente SEO 

Una sfida che riguarda l’intero Paese

Il messaggio che emerge dal Rapporto è chiaro: la questione femminile non riguarda esclusivamente le donne, ma la capacità dell’Italia di generare sviluppo, innovazione e valore nel tempo. Rendere visibile questa “colonna invisibile” significa investire in politiche, organizzazioni e modelli culturali capaci di valorizzare pienamente competenze, talenti e leadership femminili, trasformando una risorsa oggi sottoutilizzata in uno dei principali motori di crescita del Paese.

Per leggere i numeri dal Rapporto

Puoi leggere i numeri dal rapporto visitando il sito https://www.italiagenerativa.it/rig2025/. 

Tipologia
Area

Varese PNIts Academy - Business plan: la previsione dei costi nel budget

L’attribuzione di un valore alle categorie di spesa nel budget

Quali sono i programmi di spesa del budget della tua attività?

I partecipanti di PNIts Academy Varese, studenti e i neodiplomati degli Istituti Tecnologici superiori (ITS) e dei corsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) hanno avuto l’occasione di proseguire con l’approfondimento della parte quantitativa del Piano di sviluppo in un BMP (business model plan) e, in particolare, dedicarsi alle spese previste.

Le spese previste nel piano di sviluppo del Business Plan assegnano i valori monetari alle categorie di spesa, come segue: 

-Categoria di spesa: Marketing; 

-Descrizione: Google Ads; 

-Fornitore: Agenzia

-Costo previsto: euro 1.200 al mese. 

Iscriviti ad un incontro di orientamento oppure ad un focus di approfondimento del PNI della Camera di Commercio di Varese.

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Gio 18 Giu, 2026

Self Diagnosis Tool

Con il Self Diagnosis Tool del progetto EntreComp4Transition gli imprenditori avranno la possibilità di autovalutare le proprie competenze digitali e green, individuando eventuali gap rispetto alle sfide della doppia transizione — digitale ed ecologica — dell’azienda.

Al termine del test viene fornito un feedback personalizzato, con l’indicazione del livello del profilo e delle competenze da sviluppare per affrontare con maggiore consapevolezza i prossimi passi di crescita.

Vai al test!

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Gio 18 Giu, 2026
Ci sono dei ragazzi intorno ad un computer, in basso un rettangolo blu e all'interno il titolo: nuove imprese, la tua esperienza conta

Torna il Focus Group della Camera di Commercio di Cuneo per le nuove imprese!

Sei un'impresa cuneese nata negli ultimi 5 anni? A luglio partecipa all'incontro in presenza presso la Camera di Commercio di Cuneo per far sentire la tua voce!

Dopo il successo del primo appuntamento di Alba dello scorso maggio, la Camera di Commercio di Cuneo fa il bis: mercoledì 8 luglio si terrà un nuovo focus group in presenza dedicato a chi ha avviato un'impresa sul territorio cuneese negli ultimi 5 anni.

Perché dovresti partecipare?

  • Condividere le criticità e le necessità reali della tua attività;
  • Confrontarti direttamente con altri imprenditori del territorio;
  • Contribuire a orientare i prossimi servizi della Camera di Commercio di Cuneo.

Dettagli:

  • Quando: Mercoledì 8 luglio, dalle 9.00 alle 11.00
  • Dove: Cuneo, via Emanuele Filiberto 3.

I posti sono limitati per garantire a tutti i partecipanti lo spazio di parola e un confronto reale.

Per iscriverti compila il form online 

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Mer 17 Giu, 2026

Bonus donne 2026: i requisiti e le istruzioni INPS per l’esonero contributivo

I datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato lavoratrici svantaggiate o molto svantaggiate potranno beneficiare di un esonero del 100% dei contributi previdenziali.

Il Bonus donne un’agevolazione contributiva introdotta dal Decreto Lavoro per favorire l’occupazione stabile delle lavoratrici svantaggiate e le pari opportunità nel mercato del lavoro. La misura prevede un esonero del 100% dei contributi previdenziali, con esclusione dei premi INAIL, per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate o molto svantaggiate effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.

Con la circolare del 14 maggio 2026, n. 57, l'INPS ha fornito le istruzioni tecniche per il bonus donne, che può essere riconosciuta per un periodo massimo di 24 mesi. L'agevolazione si rivolge a donne di qualsiasi età che rientrano in specifiche condizioni di svantaggio, a condizione che l’assunzione determini un incremento occupazionale netto.

L’incentivo prevede un esonero contributivo fino a 650 euro mensili, che può salire a 800 euro per le assunzioni di lavoratrici residenti nelle regioni della ZES Unica.

Requisiti per accedere al Bonus donne

Possono accedere al Bonus donne 2026 tutti i datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato donne svantaggiate o molto svantaggiate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.

L’incentivo spetta per l’assunzione di donne di qualsiasi età, ovunque residenti, che alla data dell’assunzione, risultino alternativamente:

  • prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi;
  • prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi e appartenenti a una delle categorie individuate dalla definizione europea di "lavoratore svantaggiato";
  • appartenenti a una delle categorie individuate dalla definizione europea di “lavoratore svantaggiato”, comprese le donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.

Tra le categorie considerate svantaggiate, previste dall'articolo 2, punto 4), del regolamento (UE) 651/2014 della Commissione europea, rientrano:

  • donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
  • giovani tra i 15 e i 24 anni;
  • donne senza diploma di scuola superiore o qualifica professionale o che abbiano completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non abbiano ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito;
  • lavoratrici over 50;
  • persone con familiari a carico;
  • lavoratrici occupate in settori con forte disparità di genere;
  • appartenenti a minoranze etniche che necessitano di formazione linguistica o professionale.

Per ottenere l’agevolazione i datori di lavoro devono inoltre:

  • essere in regola con il DURC (Documento unico di regolarità contributiva);
  • rispettare gli obblighi in materia di lavoro, salute e sicurezza;
  • rispettare gli accordi e i contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative;
  • garantire un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti;
  • applicare un trattamento economico non inferiore a quello previsto dai contratti
    collettivi di riferimento.

Il Bonus spetta anche in caso di:

  • contratti part-time;
  • rapporti instaurati tramite cooperative;
  • assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, anche se la missione presso l’utilizzatore è a termine.

Sono invece esclusi:

  • rapporti di lavoro domestico;
  • lavoro intermittente o a chiamata, anche a tempo indeterminato;
  • prestazioni di lavoro occasionale.

Importi, decorrenza e durata

Il Bonus donne consiste in un esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali complessivi a carico dei datori di lavoro privati, con esclusione dei premi e contributi INAIL.

L’importo massimo dell’agevolazione è pari a:

  • 650 euro mensili per ciascuna lavoratrice;
  • 800 euro mensili per le lavoratrici svantaggiate o molto svantaggiate residenti nella ZES unica.

La durata dell’incentivo varia in base alla categoria della lavoratrice:

  • 24 mesi per le donne molto svantaggiate prive di impiego da almeno 24 mesi;
  • 24 mesi per le donne prive di impiego da almeno 12 mesi appartenenti alle categorie svantaggiate previste dalla normativa UE;
  • 12 mesi per le donne svantaggiate rientranti nelle categorie previste dall’articolo 2 del regolamento UE 651/2014.

Lo sgravio contributivo si applica alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.

Il beneficio può essere sospeso esclusivamente nei casi di maternità obbligatoria, comprese le ipotesi di interdizione anticipata dal lavoro. In questo caso il periodo di fruizione dell’esonero viene differito.

Scadenze e termini per la presentazione delle domande

Per accedere al Bonus donne 2026 il datore di lavoro deve presentare domanda all’INPS tramite il modulo online disponibile nella sezione:

“Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) – Bonus donne 2026”

L’INPS comunicherà con un successivo messaggio la data di attivazione del modulo telematico.

La domanda può essere presentata:

  • per assunzioni già effettuate;
  • per rapporti di lavoro non ancora instaurati.

Nel modulo devono essere indicati:

  • dati dell’impresa;
  • dati della lavoratrice;
  • tipologia di svantaggio;
  • contratto applicato;
  • retribuzione prevista;
  • dichiarazioni relative al rispetto delle condizioni richieste dalla normativa.

Nel caso di domande presentate prima dell’assunzione, l’INPS accantona le risorse disponibili e il datore di lavoro deve completare l’assunzione e inviare la comunicazione obbligatoria entro 10 giorni.

Compatibilità con altre agevolazioni

Il Bonus donne 2026 non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni contributive previsti dalla normativa vigente sulla stessa contribuzione datoriale.

Invece l’incentivo è compatibile con:

  • la maggiorazione del costo ammesso in deduzione per nuove assunzioni prevista dalla legge di Bilancio 2025;
  • l’esonero per i datori di lavoro in possesso della Certificazione della parità di genere;
  • le agevolazioni che riducono la contribuzione previdenziale a carico della lavoratrice, come il bonus mamme lavoratrici.
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Mer 17 Giu, 2026

Bonus Zes per l’assunzione di over 35 nel Mezzogiorno

Focus sull'esonero contributivo per i datori di lavoro privati fino a 650 euro mensili per le assunzioni di disoccupati over 35 nelle regioni della Zona Economica Speciale.

Il Bonus Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno – ZES Unica 2026, introdotto dal Decreto Lavoro, prevede un esonero contributivo del 100% destinato ai datori di lavoro privati che assumono personale presso sedi situate nella ZES unica del Mezzogiorno e che occupano fino a 10 dipendenti nel mese dell’assunzione.

Le assunzioni, da effettuare entro il 31 dicembre 2026, devono essere a tempo indeterminato e riguardare lavoratori con almeno 35 anni di età, disoccupati da almeno 24 mesi.

L’agevolazione riconosce un esonero fino a 650 euro mensili per un periodo massimo di 24 mesi.

Il beneficio è subordinato all’applicazione di un trattamento economico non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

 

A chi spetta l’agevolazione: requisiti per aziende e lavoratori

L’incentivo è riconosciuto ai datori di lavoro privati che effettuano assunzioni presso sedi o unità produttive situate nelle regioni della ZES Unica e che occupano fino a 10 dipendenti nel mese dell’assunzione, a condizione che l’assunzione determini un incremento occupazionale netto.

L’esonero contributivo, disciplinato dall’articolo 3 del decreto Lavoro, si applica alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 di lavoratori che, alla data dell’assunzione:

  • abbiano almeno 35 anni;
  • siano disoccupati da almeno 24 mesi.

Per beneficiare legittimamente dell’agevolazione, la prestazione lavorativa deve essere svolta in una delle regioni comprese nella ZES Unica, indipendentemente dalla residenza del lavoratore assunto o dalla sede legale del datore di lavoro.

Le regioni che rientrano nella ZES unica sono:

  • Abruzzo;
  • Marche
  • Molise;
  • Campania;
  • Basilicata;
  • Sicilia;
  • Puglia;
  • Calabria;
  • Sardegna;
  • Umbria

Nel caso in cui la sede di lavoro venga trasferita al di fuori delle regioni agevolate, l’esonero non spetta più a partire dal mese successivo al trasferimento.

Il beneficio può essere riconosciuto anche per lavoratori già assunti a tempo indeterminato da un altro datore di lavoro che abbia fruito solo parzialmente dell’incentivo.

La fruizione dell’esonero può essere sospesa esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria per maternità. In queste situazioni, il periodo di utilizzo dell’agevolazione viene prorogato per il tempo corrispondente alla sospensione.

Condizioni per accedere agli esoneri contributivi

Il diritto a beneficiare degli esoneri contributivi è subordinato al rispetto di una serie di condizioni previste dalla normativa vigente.

In particolare, i datori di lavoro devono:

  • essere in regola con gli obblighi contributivi e con il Documento unico di regolarità contributiva (DURC);
  • non aver commesso violazioni in materia di lavoro, legislazione sociale, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • applicare i contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Dal 1° aprile 2026, inoltre, i datori di lavoro privati che richiedono incentivi contributivi finanziati con risorse pubbliche dovranno pubblicare le posizioni lavorative disponibili sul Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL). Tuttavia, in attesa del decreto attuativo che definirà le modalità operative, l’obbligo non è ancora effettivamente operativo, come chiarito dall’INPS.

La fruizione degli esoneri resta inoltre subordinata al rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione previsti dal decreto legislativo n. 150/2015.

Le condizioni specifiche

Per accedere legittimamente al beneficio, i datori di lavoro:

  • non devono aver effettuato, nei sei mesi precedenti l’assunzione, licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi;
  • non devono procedere, nei sei mesi successivi all’assunzione incentivata, al licenziamento del lavoratore assunto con l’esonero o di un dipendente con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva;
  • devono garantire un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti;
  • devono applicare ai lavoratori un trattamento economico non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Contratti ammessi

La misura, pensata per favorire l’occupazione stabile, non si applica:

  • alle assunzioni a tempo determinato;
  • alle trasformazioni di rapporti di lavoro già esistenti;
  • ai contratti di lavoro intermittente o a chiamata, anche se a tempo indeterminato.

L’esonero contributivo è invece riconosciuto per:

  • assunzioni a tempo indeterminato part-time;
  • rapporti di somministrazione a tempo indeterminato, anche quando la prestazione presso l’utilizzatore avviene a tempo determinato.

In questi casi, il requisito dimensionale dell’impresa va verificato con riferimento all’utilizzatore e non all’agenzia di somministrazione.

Ai fini del beneficio, inoltre, la sede di lavoro rilevante è quella in cui viene svolta concretamente l’attività lavorativa. Nel caso della somministrazione, quindi, conta il luogo in cui opera l’utilizzatore, indipendentemente dalla sede legale o operativa dell’agenzia.

Importo dello sgravio contributivo e durata dell’incentivo

L’agevolazione prevede l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con l’esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL. L’importo massimo riconosciuto è di 650 euro mensili per ciascun lavoratore.

Il beneficio è concesso nei limiti della spesa autorizzata dall’articolo 24, comma 7, del DL n. 60/2024 e in conformità ai criteri stabiliti dal Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027. L’aliquota di computo per il calcolo delle prestazioni pensionistiche rimane invariata.

Bonus ZES 2026: domanda e adempimenti per i datori di lavoro

Per conoscere con certezza l’importo dell’agevolazione spettante e l’eventuale disponibilità residua delle risorse, il datore di lavoro deve presentare all’INPS una domanda di ammissione al beneficio.

La richiesta va trasmessa esclusivamente in modalità telematica tramite l’apposito modulo online disponibile sul sito dell’INPS, nella sezione:

“Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) – Bonus ZES 2026”

L’Istituto comunicherà con un successivo messaggio la data di attivazione della procedura.

Nella domanda il datore di lavoro dovrà dichiarare, ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, di applicare ai lavoratori un trattamento economico non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi indicati dal decreto-legge n. 62/2026.

La richiesta potrà essere presentata:

  • sia per assunzioni già effettuate;
  • sia per rapporti di lavoro non ancora avviati.

L’INPS effettuerà inoltre il monitoraggio delle risorse disponibili. Qualora emerga, anche in via prospettica, il raggiungimento dei limiti di spesa previsti, l’Istituto non accoglierà ulteriori domande.

Compatibilità con altri incentivi

Come previsto dall’articolo 2, comma 10, del decreto-legge n. 62/2026, l’agevolazione non è cumulabile con altri esoneri contributivi o riduzioni delle aliquote previdenziali previsti dalla normativa vigente in relazione ai contributi dovuti dal datore di lavoro.

Non è quindi possibile, ad esempio, cumulare il beneficio con la cosiddetta “Decontribuzione Sud” per gli stessi lavoratori.

Inoltre, l’incentivo non può essere combinato:

  • con il bonus per l’assunzione di lavoratori disabili previsto dalla legge n. 68/1999;
  • con l’incentivo per l’assunzione di percettori NASpI, pari al 20% dell’indennità residua spettante al lavoratore.

La misura resta invece compatibile:

  • con l’esonero contributivo collegato alla certificazione della parità di genere, previsto dalla legge n. 162/2021;
  • con le agevolazioni che riducono la contribuzione a carico del lavoratore, come l’esonero IVS per le lavoratrici madri introdotto dalla legge di Bilancio 2024.
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Mer 17 Giu, 2026