Territoriale

Piacenza, in calo del 2,3% le imprese femminili

Sono scese a 5.418 unità le imprese femminili attive in provincia di Piacenza alla fine del 2025, con una contrazione del 2,3% che risulta di due punti superiore al -0,3% già registrato nel 2024.

Nonostante la flessione, che determina un saldo con 127 imprese “in rosa” in meno, Piacenza conserva la prima posizione, nell’area vasta dell’Emilia Occidentale, per l’incidenza delle imprese femminili sul totale delle attività imprenditoriali attive, attestata al 22,0% e, conseguentemente, anche al di sopra della media regionale del 21,4%.

“La nostra provincia - sottolinea la Vicepresidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio dell’Emilia, l’imprenditrice piacentina Federica Bussandri - si distingue non solo per il peso rilevante della componente femminile all’interno del sistema imprenditoriale, ma anche per la forte inclusività che le imprese “in rosa” esprimono”.

“Significativi, al proposito - prosegue Federica Bussandri - sono i valori che riguardano le imprese guidate da donne di origine straniera, che rappresentano il 15,3% di quelle femminili, così come quelli relativi alle realtà condotte da giovani, che nel caso delle imprese femminili rappresentano il 9,2%, mentre le imprese giovanili sul totale di quelle piacentine sono al 7,6%”.

“Anche per questo - conclude la Vicepresidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di commercio dell’Emilia - continuiamo a lavorare intensamente per aprire nuove opportunità per le imprese femminili del nostro territorio, ma anche per rilanciare quella cultura d’impresa che consenta alle donne di entrare nel sistema imprenditoriale con nuovi progetti che possono avere positive ricadute per tutti”.

Le analisi dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Infocamere, intanto, evidenziano la più forte presenza di imprese femminili piacentine nel commercio, dove le unità attive sono 1.290 con incidenza sul totale del 23,8%. Anche i servizi alle imprese giocano un ruolo fondamentale in questo tipo di analisi, con le loro 1.086 realtà imprenditoriali, che pesano per il 20,0%. Seguono poi, molto ravvicinate, le imprese ”in rosa” dei servizi alla persona (968 aziende e incidenza al 17,9%) e quelle agricole (891 e 16,4%), mentre sono 650 quelle impegnate nelle attività di alloggio e ristorazione (incidenza sul totale al 12,0%), nella manifattura 336 (6,2%) e, infine, nelle costruzioni 176 (3,2%).

Quanto alla natura giuridica, 3.689 imprese femminili sono ditte individuali, che vanno a incidere sul totale per il 68,1%, pur con un calo del 3,8% nel 2025.

Seguono le società di capitale che, con un +3,4%, hanno chiuso il 2025 a 1.052 unità e, infine, le società di persone (588 unità e -3,0%).

Riguardo, poi alle cosiddette “cariche femminili” registrate (titolari, soci, amministratori, altre cariche e soci di capitale), in provincia di Piacenza sono 18.658, delle quali il 25,9% sono presenti nei servizi alle imprese (4.839 cariche), seguite più da lontano da quelle del commercio, ferme al 19,4% (3.623).

Quanto alla distribuzione territoriale, il maggior numero di imprese femminili è concentrato, ovviamente, nel capoluogo, con 2.038 unità attive che incidono per il 22,4% sul totale delle realtà imprenditoriali presenti nel comune. Seguono, in graduatoria, Fiorenzuola d’Arda (299 imprese femminili e 22,9% sul totale), Castel San Giovanni (223 e 21,4%), Rottofreno (165 e 24,8%) e Carpaneto Piacentino (147 e 22,4%).


 

Regione

Parma, in lieve calo (-0,4%) le imprese femminili

Il 2025 si è chiuso con una lieve flessione del numero delle femminili attive in provincia di Parma.

Si tratta - secondo le analisi dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia - di un calo dello 0,4%, che corrisponde a 30 unità in meno rispetto al 2024.

“Numeri apparentemente esigui - sottolinea la Presidente del Comitato per l’Imprenditoria femminile della Camera di commercio dell’Emilia, l’imprenditrice parmense Linda
Davighi -, soprattutto se si pensa che le imprese femminili a Parma sono 8.235 e rappresentano il 21,4% del totale delle imprese attive in provincia”.

“Ciononostante - prosegue Linda Davighi - riteniamo sia necessario lavorare intensamente per invertire una tendenza - già presente nel 2024, quando il calo fu dello 0,3% - che evidenzia difficoltà particolari a carico dell’imprenditoria femminile, visto che delle 79 imprese parmensi attive in meno, quasi il 38,0% sono femminili”.

“Proprio per questo - conclude la Presidente del Comitato per l’Imprenditoria femminile - a livello camerale stiamo intensamente lavorando, sia per offrire sostegni ai percorsi di rafforzamento delle imprese femminili attive, sia per promuovere e rafforzare quella cultura imprenditoriale, che consenta alle donne di avviare nuove realtà d’impresa entro le quali esprimere talenti, capacità di visione e di lavoro che rappresentano un patrimonio per tutti”.

Dalle analisi dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia su dati Infocamere, intanto, emerge che le donne imprenditrici della provincia di Parma sono in buona misura presenti nel comparto dei servizi alle imprese, con 2.042 realtà attive che rappresentano il 24,8% sul totale delle imprese “in rosa”.

Molto significativa, poi, anche la presenza femminile nel commercio, con 1.800 aziende e un’incidenza del 21,9% sul totale.

Nella graduatoria, seguono i servizi alla persona (1.363 imprese e peso sul totale del 16,6%) e l’agricoltura (1.214 e 14,7%). La significativa diversificazione delle attività è confermata, infine, dalla presenza di 857 imprese femminili nel settore alloggio e ristorazione (10,4% sul totale), nella manifattura (642 e 7,8%) e nelle costruzioni (297 e 3,6%).

L’analisi camerale evidenzia, poi, che alla fine del 2025 le ditte individuali si sono confermate la forma giuridica prevalente scelta dalle imprenditrici, con 5.313 unità (il 64,5% sul totale), seppure in calo dello 0,9%.

Sono invece aumentate del 3,3% le società di capitale a maggioranza femminile, che hanno raggiunto quota 1.913.

In calo marcato, infine, le società di persone che, con un -4,9%, sono scese a 862.

Riguardo, poi, alle cosiddette “cariche femminili” registrate (titolari, soci, amministratori, altre cariche e soci di capitale), in provincia di Parma ammontano a 32.517, con una forte presenza nei servizi alle imprese (10.785 cariche, pari al 33,2% del totale), seguite più da lontano da quelle del commercio (5.165 e 15,9%).

Un’ulteriore analisi rivolta alle speciali categorie di imprenditoria femminile mostra la forte presenza della componente artigiana, con 1.852 imprese “in rosa” pari al 22,5% del totale, una meno marcata componente giovanile con 745 realtà attive (9,0%) e 1.395 imprese di proprietà femminile straniera (il 16,9%).

La maggior concentrazione numerica delle imprese femminili parmensi si registra, come è naturale, nel comune capoluogo, con 3.596 unità che rappresentano il 21,4% del numero complessivo delle imprese presenti; seguono Fidenza con 431 imprese femminili (21,6% del totale), Salsomaggiore Terme (318 e 20,8%), Collecchio (259 e 22,1%) e Langhirano (242 e 21,6%).


 

Regione

Riconoscimento degli incubatori e degli acceleratori d’impresa per la moda e il design e iscrizione all’elenco regionale

Con questa iniziativa Regione Lombardia promuove l’innovazione e l’attrattività del territorio lombardo, rafforzandone il ruolo di “officina d’avanguardia per la moda e il design”, attraverso la diffusione di servizi avanzati di qualità, la diffusione e l’utilizzo delle tecnologie più avanzate e il collegamento con le reti materiali e immateriali,
Possono richiedere il riconoscimento i soggetti di natura pubblica e privata che svolgano la funzione di incubatore e/o acceleratore d’impresa di comprovata esperienza con sede del corso in Lombardia al fine dell'erogazione del percorso di accelerazione anche internazionali.

Nell’ambito delle politiche regionali di rafforzamento della competitività economica dei territori lombardi, attraverso la condivisione e la promozione di strutture, lo scambio di conoscenze e competenze, il trasferimento di conoscenze, la creazione di reti e la collaborazione tra imprese, questa iniziativa promuove l’innovazione e l’attrattività del territorio lombardo, rafforzandone il ruolo di “officina d’avanguardia per la moda e il design”, attraverso la diffusione di servizi avanzati di qualità, la diffusione e l’utilizzo delle tecnologie più avanzate e il collegamento con le reti materiali e immateriali, anche internazionali.

L’obiettivo è quello di favorire la creazione una rete di incubatori e acceleratori d’impresa in grado di supportare le imprese dei settori della moda e del design nell’affrontare le sfide, opportunità e necessità gestionali specifiche di ciascuna fase della vita aziendale: dai suoi inizi sino a consolidamento, diversificazione e rinnovamento.

Attraverso un sistema di riconoscimento specifico gli incubatori e gli acceleratori potranno essere inseriti in un elenco regionale, aggiornato periodicamente, al quale i soggetti beneficiari di specifiche misure agevolative regionali potranno accedere per usufruire di servizi di accelerazione e accompagnamento allo sviluppo, offerti a prezzi di mercato.

Le richieste di iscrizione devono essere presentate direttamente dal soggetto interessato esclusivamente in forma telematica marketingterritoriale@regione.lombardia.it 
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Mar 17 Mar, 2026

EU Inc. il 28esimo regime UE per aprire una società in 48 ore: cosa prevede la proposta della Commissione

Il 28esimo regime UE entra nella fase più concreta della sua storia: domani, 18 marzo 2026, la Commissione europea presenterà la proposta legislativa per la EU Inc., la nuova forma societaria paneuropea che promette di consentire la costituzione di un’impresa in uno Stato membro in 48 ore, interamente online e con un costo massimo di 100 euro.
L’iniziativa già approvata dal Parlamento europeo con 492 voti a favore, è una delle misure cardine per rafforzare la competitività del mercato unico rispetto a Stati Uniti e Cina.
Il nome EU Inc. designa una nuova forma giuridica di società a responsabilità limitata valida in tutti e 27 gli Stati membri dell’Unione europea. Viene definita “28esimo regime” perché si affianca — senza sostituire — ai 27 sistemi societari nazionali esistenti, funzionando come un quadro giuridico alternativo e opzionale per le imprese che vogliono operare nel mercato unico con un unico set di regole armonizzate. Il punto di partenza è la constatazione che la frammentazione normativa tra 27 ordinamenti nazionali rappresenta uno degli ostacoli principali alla crescita.

I pilastri principali della bozza sono:
-    costituzione interamente online entro 48 ore, con modelli standard di statuto eu;
-    costo massimo di 100 euro, senza capitale minimo né accantonamento a riserve legali;
-    gestione completamente digitale di tutte le fasi della vita societaria;
-    possibilità di emettere azioni senza valore nominale e raccogliere capitali con venture capital per facilitare l’ingresso di investitori europei e internazionali;
-    trasmissione automatica dei dati alle autorità competenti, eliminando duplicazioni;
-    procedura di liquidazione semplificata e obbligo per il tribunale di chiusura entro sei mesi.
Base giuridica è l’articolo 114 del Trattato sul funzionamento dell’UE.
Il nuovo regime si configura come un’opzione aggiuntiva sul piano societario, destinata a convivere con quelli nazionali. In Italia, “startup e PMI innovative” sono definiti da normativa nazionale - aggiornata con la Legge 193/2024 e la Legge Startup 162/2024 - con requisiti, agevolazioni e incentivi specifici. 
La EU Inc. non nasce per sostituire questi strumenti né per modificarli direttamente.
Il punto di contatto riguarda soprattutto la semplificazione dell’avvio e della gestione transfrontaliera: una startup italiana che voglia espandersi in Germania, Francia o Spagna potrà operare con un’unica struttura societaria europea. Gli incentivi fiscali italiani resterebbero in vigore, affiancati dalla possibilità di adottare la forma EU Inc. per chi opera su più mercati.
Il regolamento dovrà essere negoziato tra Parlamento europeo e Consiglio dell’UE. 
Se l’iter procederà senza intoppi Bruxelles le prime EU Inc. potranno nascere dal 2027.
NEWS

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Mar 17 Mar, 2026

Gruppo Bei: Fei investe fino a 20 mln in DaVinci Growth Capital Fund -2-

EIF: nuovi fondi a sostegno delle PMI italiane attraverso il DaVinci Growth Capital
Il fondo finanzierà imprese innovative nei settori digitale industriale e life science per rafforzare competitività e innovazione
La strategia di investimento combina creazione di valore operativo, rafforzamento della governance e operazioni di buy-and-build, con un portafoglio atteso che contribuirà per circa il 70% agli obiettivi di innovazione e per il 15% a quelli di sostenibilità ambientale.
'Investimenti come questo consentono di sostenere la transizione digitale e rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano, accompagnando la crescita di Pmi innovative con elevato potenziale tecnologico' commenta Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Bei.

L’operazione rientra nell’ambito del programma InvestEU e beneficia dello strumento ESCALAR, iniziativa europea pensata per mobilitare capitali privati nei fondi di crescita migliorando il profilo di rischio e rendimento degli investimenti. 
Gli investimenti si concentreranno su imprese con fatturato in crescita e un EBITDA compreso tra uno e quattro milioni di euro, attraverso l’acquisizione di partecipazioni di maggioranza. Il fondo opera in un segmento di mercato ancora poco servito, quello del growth capital per le piccole imprese, caratterizzato da un numero limitato di investitori e da ampi margini di sviluppo.
L’iniziativa si inserisce in un contesto di crescente attenzione europea verso il sostegno alle imprese innovative. Nel 2025 il Fondo europeo per gli investimenti ha destinato all’Italia 687 milioni di euro in fondi attivi, il livello più elevato mai registrato nel Paese.
Scopri di più sull'iniziativa

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Mar 17 Mar, 2026

Chapeau intervista Maria Sebregondi, l’italiana che ha creato l’impero Moleskine

Da traduttrice a creatrice del taccuino più iconico al mondo: ai microfoni di Chapeau, Maria Sebregondi svela il successo di Moleskine, venduta per 506 milioni di euro.
Maria Sebregondi è la mente brillante dietro uno degli oggetti più diffusi e amati del nostro tempo: il taccuino Moleskine. La sua vocazione l’ha portata a rivoluzionare il mondo della cartoleria e dell’editoria trasformando un’affascinante intuizione letteraria in un’azienda globale che oggi vale mezzo miliardo di euro, dimostrando uno straordinario spirito imprenditoriale unito a una profonda e inclusiva visione culturale. Nell’intervista rilasciata a Chapeau, Maria Sebregondi ha ripercorso le tappe fondamentali della sua incredibile avventura imprenditoriale. Dagli inizi quasi casuali, nati da una folgorazione durante una lettura appassionata, fino alle immense sfide affrontate nei decenni successivi per portare il suo iconico taccuino nero in 114 Paesi. L’incontro è un dialogo intimo che svela i retroscena di un successo planetario, senza nascondere gli ostacoli, i fisiologici passi falsi e la filosofia di vita di una donna che ha saputo intercettare i bisogni dei creativi nell’era digitale.

L’idea alla base di Moleskine nasce a metà degli anni ’90, ispirata dalla lettura del libro “Le vie dei canti” di Bruce Chatwin. In un capitolo, lo scrittore raccontava la sua abitudine di acquistare speciali taccuini in una cartoleria di Parigi, gli stessi utilizzati un tempo da grandi artisti. Chatwin li chiamava “carnet moleskine”, adattando un termine inglese per descrivere la copertina nera simile alla pelle di talpa. Scoprendo che quei taccuini erano ormai introvabili, si accende una lampadina e Maria Sebregondi decide di riportare in vita quell’oggetto leggendario. Passa mesi a perfezionare i dettagli della produzione, dalla sfumatura avorio delle pagine alla curvatura degli angoli.
La strategia di posizionamento di Moleskine non doveva essere venduta in cartoleria ma in libreria, proposta come “un libro ancora da scrivere“. Nel 1996, i primi pezzi furono piazzati in conto vendita alle casse delle librerie Feltrinelli. Il successo fu tale che l’espansione internazionale partì quasi subito, raggiungendo le grandi catene di New York, Londra e Parigi. L’azienda scelse di non promuoversi come marchio del lusso esclusivo, ma come strumento di cultura inclusiva. La crescita, arrivata a 20 milioni di fatturato nei primi nove anni, fu spinta in modo organico anche grazie all’esplosione dei primi social network e dei blog, che trasformarono i clienti in veri e propri ambasciatori spontanei del brand.
Nel 2006, l’azienda affrontò una grande trasformazione quando fu acquisita per 60 milioni da un fondo di private equity. Segrebondi entrò come manager apicale e divenne azionista. Continuò a viaggiare per aprire nuovi mercati (Cina, India, Giappone), fino ad arrivare nel 2013 alla quotazione in Borsa Italiana. Il percorso finanziario non fu privo di ostacoli: inizialmente gli analisti faticarono a comprendere il brand, causando un crollo temporaneo del titolo. Tuttavia, l’azienda riuscì a risollevarsi, e nel 2016 Moleskine fu venduta al gruppo belga D’Ieteren per l’incredibile cifra di 506 milioni di euro, segnando l’uscita definitiva e ampiamente soddisfatta di Maria dalla società.
Non sono mancati gli errori, e uno dei più gravi fu il progetto dei “City Notebook” nel 2007, un tentativo prematuro di unire taccuini fisici e blog prima dell’avvento di Google Maps: “un bagno di sangue”. Eppure, il taccuino ha resistito all’urto del mondo digitale. La scrittura a mano continua ad avere un valore inestimabile: gli studi neuroscientifici dimostrano che scrivere su carta attiva la memoria e l’intelligenza emotiva in modi preclusi alla semplice digitazione, offrendo uno spazio vitale per nutrire la creatività e la distintività della propria grafia contro l’omologazione generale.
La video intervista di Chapeau a Maria Segrebondi

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Mar 17 Mar, 2026

Pubblicato il bando Micro Prestiti, 19 milioni di euro per giovani e donne

L’Avviso Unico “Abruzzo Micro prestiti”, ha la finalità di sostenere e facilitare l’accesso al credito per la creazione di nuove iniziative imprenditoriali o di lavoro autonomo, destinate ai giovani under 35 e alle donne in difficoltà nell’accedere ai canali tradizionali di finanziamento.

È stato pubblicato sui siti della Regione Abruzzo, di FiRA e di Coesione Abruzzo l’Avviso unico “Abruzzo Micro Prestiti”, il nuovo bando regionale finanziato con risorse del PR FSE+ Abruzzo 2021-2027, che mette a disposizione 19 milioni di euro per sostenere l’occupazione di giovani e donne attraverso prestiti a tasso zero e contributi a fondo perduto.

Il bando è stato presentato a Pescara nella Sala Camplone della Camera di Commercio di Chieti Pescara, alla presenza del presidente dell’ente camerale Gennaro Strever e dell’assessore regionale alle Attività produttive Tiziana Magnacca.

L’Avviso prevede due linee di finanziamento: la Linea A dedicata agli under 35 e la Linea B rivolta alle donne. L’obiettivo è facilitare l’accesso al credito per la creazione di nuove imprese e attività di lavoro autonomo, contribuendo a ridurre la precarietà giovanile e l’inattività femminile.

La misura prevede micro-prestiti a tasso zero tra 10mila e 80mila euro, accompagnati da un contributo a fondo perduto pari al 30% dell’importo concesso.

Per la Linea B sono previste anche premialità per i progetti presentati da imprese del settore moda e per le donne vittime di violenza.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 12 maggio, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Proseguirà nelle prossime settimane anche il tour informativo sul territorio regionale per presentare il bando e le opportunità offerte agli aspiranti imprenditori.

Consulta l'Avviso

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Lun 23 Mar, 2026

Fondo StartER - Apertura nuova call

Riapre il Fondo della Regione Emilia Romagna - Domande on line dal 15 aprile al 29 maggio 2026

La Regione Emilia-Romagna, nell'ambito del Pr Fesr Emilia-Romagna 2021-2027, ha costituito un fondo rotativo di finanza agevolata a compartecipazione privata finalizzato al sostegno della nuova imprenditorialità.

Il Fondo finanzia progetti attraverso la concessione di mutui di importo minimo di € 20.000,00 fino ad un massimo di € 500.000,00, di durata massima 96 mesi, a tasso zero per il 75% dell'importo ammesso, e ad un tasso convenzionato non superiore all'Euribor 6 mesi + 4,99% per il restante 25%.

La percentuale di risorse pubbliche è dell'80% nel caso di impresa femminile.

Le domande on line dal 15 aprile al 29 maggio 2026.

Per maggiori informazioni e dettagli QUI

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Lun 16 Mar, 2026

Versamento della tassa annuale vidimazione libri sociali

Le società di capitali devono obbligatoriamente versare la tassa annuale di concessione governativa per la numerazione e bollatura di libri e registri contabili di cui all’art. 2215 c.c.. tramite F24 telematico, entro il 16 marzo 2026.

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/pagamenti/f24verstassareg/f24-vidimazione-registri

A seguito della Legge 383/2001, la vidimazione è ora prevista solo per i libri sociali obbligatori (artt. 2421 e 2478 c.c.), nonché su ogni altro libro o registro per cui l’obbligo di bollatura sia previsto da norme speciali.
Contrariamente i libri contabili previsti dal Codice Civile (libro giornale e libro degli inventari) e quelli previsti dalla normativa fiscale (registri IVA, registro dei beni ammortizzabili), non sono più soggetti all’obbligo di bollatura, ferma restando la numerazione progressiva delle pagine di ciascun registro.
Il pagamento potrà essere effettuato utilizzando il modello F24, indicando il codice tributo appositamente istituito dall’Agenzia delle Entrate, ovvero con bollettino postale per le società costituite che versano per la prima volta. Per quanto riguarda l’importo da versare, il calcolo dovrà essere effettuato sulla base del capitale sociale risultante dall’ultimo Stato Patrimoniale. Si ricorda che per la bollatura dei libri sociali, dal giorno 16 marzo 2026 al modello L2 dovrà essere allegata obbligatoriamente copia della quietanza del versamento della tassa di concessione governativa relativa al 2026.

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Lun 16 Mar, 2026

Webinar 31 marzo 2026 “Agevolazioni per le PMI: Tutela di Marchi Brevetti Design”

Evento organizzato dalla Camera di commercio di Treviso Belluno, in collaborazione con il PatLib di T2I scarl - Centro per la promozione e diffusione della cultura della Proprietà Intellettuale riconosciuto dallo European Patent Office e dall'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

La Camera di commercio di Treviso Belluno, organizza in collaborazione con il PatLib di T2I scarl - Centro per la promozione e diffusione della cultura della Proprietà Intellettuale riconosciuto dallo European Patent Office e dall'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – il webinar gratuito “Agevolazioni per le PMI: Tutela di Marchi Brevetti Design” (dalle 15:00 alle 16:30) per presentare alle imprese dei territori di Treviso e Belluno misure agevolative per la valorizzazione dell'innovazione e degli asset di Proprietà Intellettuale - Marchi Brevetti e Design.

Programma

  • Ore 15:00: Benvenuto ai partecipanti
    Roberta Caser - Responsabile Ufficio Tutela del consumatore e della Proprietà Industriale
    CCIAA TREVISO BELLUNO
     
  • Ore 15:10: IL FONDO PMI DI EUIPO
    - Descrizione del Fondo e come le PMI possono aderire
    - Assistenza alle PMI trevigiane e bellunesi alla presentazione della domanda
    Elena Zanatta - t2i scarl
     
  • Ore 15:40: MISURE AGEVOLATIVE PER L'INNOVAZIONE E LA PROPRIETÀ INTELLETTUALE
    - Le opportunità offerte a livello regionale, nazionale e dall'UE s sostegno delle PMI
    per l'innovazione e la Proprietà Intellettuale
    - Il supporto alle PMI trevigiane e bellunesi
    Marco Galanti - t2i scarl
     
  • Ore 16:10: Domande dei partecipanti e Chiusura lavori


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Approfondisci le informazioni Fondo PMI 2026 EUIPO

Per ulteriori informazioni contattare: t2i Trasferimento Tecnologico e Innovazione, Piazza delle Istituzioni, 34/A 31100 - Treviso (TV); Tel. 0422 1742125; e-mail: patlib@t2i.it

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Lun 16 Mar, 2026