Nell’Alto Lazio rimane alto il tasso di femminilizzazione imprenditoriale
Nel Reatino le imprese guidate da donne al 31 dicembre 2025 sono 3.731 e l’incidenza delle imprese femminili sul totale resta una delle più alte d’Italia, pari al 26,2% (la media nazionale è del 22,3%) con un calo del 2,89% rispetto all’anno precedente ed un saldo negativo di 111 unità. Ancora più elevato il tasso di femminilizzazione delle imprese viterbesi, pari al 27,4% sul totale. Anche nella Tuscia, dove le imprese femminili sono a fine dicembre 9.980, si registra una flessione, pari al -1,16%, portando le imprese ad una perdita di 117 imprese nel 2025.
A mostrarlo è l’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere, realizzato con il supporto di SiCamera e Centro studi Tagliacarne che ha rilevato anche a livello nazionale un piccolo passo indietro nei numeri (-0,3% nel 2025 rispetto al 2024, poco più di 4mila in meno) ma un salto di qualità: nella platea del milione e 303mila imprese femminili registrate a dicembre scorso, le aziende con un maggior numero di addetti, più forti e strutturate, stanno prendendo il posto delle piccole imprese al femminile.
Secondo quanto riportato dall’Osservatorio, a calare, in entrambe le province di Rieti e Viterbo, sono soprattutto le imprese individuali e le società di persone mentre sono in aumento le società di capitali.
Nell’Alto Lazio le imprese femminili sono concentrate maggiormente nei comparti dell’agricoltura, dei servizi, del commercio e del turismo.
I dati sono stati diffusi in occasione della prima tappa, in partenza da Lucca, dell’edizione 2026 del Giro d’Italia delle donne che fanno impresa. Il roadshow, promosso da Unioncamere con il coinvolgimento dei Comitati per l’Imprenditoria Femminile, è inserito nel Piano Nazionale dell’Imprenditoria Femminile, gestito da Invitalia in collaborazione con Unioncamere, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e finanziato dai fondi europei del Next Generation EU.
Attivato il "FinTech Factory MEF" il programma rivolto a startup e PMI che offrono nuove soluzioni tecnologiche per il settore pubblico
Il FinTech Factory MEF è un programma di open innovation promosso dal Dipartimento del Tesoro e finanziato dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. L’iniziativa sostiene startup, spin-off e PMI nello sviluppo e nella validazione di soluzioni innovative e tecnologie emergenti con possibili applicazioni nella pubblica amministrazione.
È stato pubblicato il nuovo Avviso pubblico “Startup a conduzione femminile – Misura 64 (2026)”, rivolto a imprese guidate da donne attive o interessate ai settori dell’innovazione tecnologica e della cybersicurezza. Dopo i primi bandi lanciati nella primavera dell’anno precedente, l’iniziativa torna con l’obiettivo di favorire la nascita e la crescita di imprese innovative femminili, offrendo contributi a fondo perduto e percorsi di validazione all’interno dei laboratori virtuali di innovazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il bando selezionerà progetti imprenditoriali che propongano soluzioni innovative, anche in fase iniziale, applicabili agli ambiti di interesse del MEF e delle autorità economico-finanziarie. In particolare, le proposte potranno riguardare:
strumenti per l’analisi e la ricerca economico-finanziaria, la regolamentazione e la vigilanza del sistema finanziario, la prevenzione di attività illecite e la valorizzazione del patrimonio pubblico;
soluzioni per migliorare processi operativi, gestione amministrativa e gestione documentale.
Le startup selezionate parteciperanno a un percorso di validazione della durata massima di sei mesi, durante il quale potranno sviluppare e testare le proprie soluzioni.
Possono candidarsi:
startup femminili già costituite, con almeno il 50% di socie donne oppure con una donna nel ruolo di amministratrice delegata o unica;
startup femminili costituende, ossia persone che intendono fondare una startup guidata da donne in caso di selezione.
Le proposte devono essere coerenti con gli obiettivi del bando e non devono aver già ricevuto finanziamenti analoghi nei precedenti avvisi del programma.
Imprese femminili: più solide e robuste, si rafforzano nella struttura.
Non crescono di numero ma sono molto più solide, organizzate e forti come struttura. Come mostra l’osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere, le imprese femminili stanno cambiando: le aziende con un maggior numero di addetti stanno prendendo il posto delle piccole imprese al femminile. I dati 2025, a confronto con quelli del 2024, mostrano che le imprese femminili più piccole, con 0-9 addetti, diminuiscono di oltre quattromila mentre aumentano quelle più grandi: +0,5% per le imprese femminili con 10-49 addetti (+246), +1,3% per quelle tra 50-249 addetti (+44), +3,8% per quelle oltre 250 addetti (+13).
Numeri piccoli ma di grande significato. La stessa evoluzione si riflette anche sulle forme giuridiche. Nel 2025 ad aumentare sono state le sole società di capitali (+2,6% rispetto al 2024). In valori assoluti ciò significa oltre novemila società in più guidate da donne e oltre settemila ditte individuali in meno. A fine dicembre 2025, le imprese guidate da donne hanno raggiunto il milione e 303mila unità, incidendo sul totale delle imprese per il 22,3%. Rispetto all’anno precedente si riducono dello 0,3%. Il calo è modesto e non si distribuisce in maniera uniforme. Le maggiori diminuzioni si concentrano nel Nord Est del paese, a seguire il Centro mentre sono minori le riduzioni nelle altre due aree Nord Ovest e Mezzogiorno. A livello regionale, il risultato più negativo si registra in Valle d’Aosta, Abruzzo, Calabria seguite da Emilia Romagna e Molise. Cresce invece in Trentino Alto Adige seguita da Sicilia e Sardegna. A livello provinciale sette le province che vedono crescere le imprese femminili, a partire da Sondrio, Gorizia, Palermo, Bolzano, Caltanisetta, Sassari e Trapani mentre il calo soprattutto a Crotone, Aosta, Rovigo e Isernia. Le attività legate alla cura della persona, alle attività per la salute umana, l’assistenza sociale, istruzione e formazione restano un caposaldo. In questi ambiti, le imprese femminili rappresentano il 30-40% del totale imprese registrate. Alta la partecipazione anche nei servizi di alloggio e ristorazione (vicini al 30%), nell’agricoltura (27,6%) e nel commercio (24,7%). Superiore al tasso medio anche la diffusione di imprese guidate da donne nelle attività sportive, artistiche e di intrattenimento, al 23,8% su base nazionale. In assoluto, il settore che registra il numero più contenuto di aziende a guida femminile sono le costruzioni, dove le 52mila imprese femminili registrate incidono per il 6,5%.
Diminuiscono le imprese femminili nelle province di Alessandria e di Asti
Secondo il rapporto diffuso dall'ufficio studi della Camera di commercio di Alessandria-Asti, il numero delle impresse femminili è in calo sia nella provincia di Alessandria che in quella di Asti, ma l’andamento rispecchia il trend generale delle imprese.
Le imprese femminili nell’area delle province di Alessandria-Asti, al 31 dicembre 2025, sono 13.763 sulle 59.464 totali; sono pari quindi al 23,1% delle imprese totali (dato superiore alla media regionale, 22,4%, e nazionale, 22,3%).
In quattro anni l’area Alessandria-Asti registra un calo del 6,5% di imprese femminili (-953 imprese); Alessandria registra -6,2%, Asti -6,9%. I settori dove le aziende femminili si concentrano sono l’agricoltura, il commercio, alloggio e ristorazione, attività immobiliari, manifattura.
Come peso percentuale di imprese femminili sul totale imprese, Alessandria si colloca in prima posizione regionale: 23,4%; Asti è al terzo posto con 22,6%, al pari di Vercelli; si tratta, in ogni caso di differenze minime fra le varie province del Piemonte, dove in generale un’impresa su quattro è donna.
Crescono le imprese femminili straniere: sono, al 31/12/25, 1.231, pari al 13,8% del totale delle imprese femminili.
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Lun 09 Mar, 2026
Gio 05 Mar, 2026
Zes Unica Mezzogiorno Bonus Assunzioni Giovani e Donne
Incentivo per imprese che assumono giovani under 35 e donne disoccupate nelle regioni ZES del Sud Italia.
Agevolazione con esonero totale o parziale dei contributi INPS per contratti a tempo indeterminato.
Domande telematiche tramite INPS, beneficio riconosciuto fino a esaurimento risorse.
Chi sono i beneficiari dell'agevolazione?
Imprese private con sede o unità produttiva in area ZES Sud
Datori di lavoro in regola con DURC e normativa sicurezza
Esclusa Pubblica Amministrazione
Destinatari delle assunzioni
Giovani under 35 (mai occupati a tempo indeterminato)
Donne disoccupate, in particolare:
residenti in regioni ZES
prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi (12 mesi in alcuni casi)
Regioni interessate: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna.
Agevolazione
Quali sono le agevolazioni previste?
Esonero contributivo fino al 100% dei contributi previdenziali INPS
Massimale annuo indicativo: fino a 8.000 € per lavoratore
Durata incentivo: fino a 24 mesi (variabile in base alla categoria)
Proroga 2026: Le assunzioni effettuate tra l'1 gennaio e il 30 aprile 2026 beneficiano del bonus, con una riduzione al 70% della percentuale base, che resta al 100% se si verifica un incremento occupazionale netto.
Richiesta: Deve essere inviata telematicamente all'INPS tramite il "Portale delle Agevolazioni".
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Lun 23 Mar, 2026
Gio 05 Mar, 2026
Partecipa al webinar gratuito "Building Leadership in Global Contexts: Voices of Women Driving Change"
Seminario di educazione finanziaria l ' ABC degli investimenti
9 marzo 2026, Imbarcadero 2 Castello Estense-Ferrara , ore 14:30-16.30.
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Gio 05 Mar, 2026
Mer 04 Mar, 2026
Webinar gratuito La tutela della genitorialità - 27 marzo 2026, ore 10.00/12.00
Focus su Imprenditoria, Lavoro Autonomo e Professioni
Il webinar gratuito affronta in modo pratico la normativa e gli istituti che regolano la genitorialità, con un focus in particolare sugli aspetti che riguardano imprenditrici/imprenditori, Lavoratrici e lavoratori autonomi e Libere professioniste.
Verranno fatti cenni anche ai bonus previsti per l'anno in corso (assegno unico e universale, bonus nuovi nati, bonus mamme (anche per autonome e libere professioniste, iscritte a qualsiasi cassa professionale), bonus asilo nido.
Nel 2025 sono state 304 le persone che si sono rivolte al Servizio Nuove Imprese della Camera di Commercio di Brescia!
L'utente medio è un aspirante imprenditore (uomo o donna in egual misura), prevalentemente under 45 e con un livello di istruzione medio-alto (diploma o laurea). Si tratta spesso di un lavoratore dipendente in cerca di autonomia o di un disoccupato, che si rivolge al servizio in una fase embrionale del progetto, quando sta ancora valutando la fattibilità dell'idea o raccogliendo le prime informazioni. Il Servizio offre gratuitamente, colloqui di primo orientamento, colloqui con un professionista, attività di formazione Se sei di Brescia e stai pensando di avviare una tua attività, contatta il Servizio Nuove Imprese della tua Camera di Commercio.
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Mer 04 Mar, 2026
Mer 04 Mar, 2026
Approvazione Avviso JTF “Piani per la Conciliazione vita-lavoro e il benessere organizzativo"
Con determinazione dirigenziale 146/1292 del 16.12.2025, è stato approvato l’avviso pubblico “Piani per la Conciliazione vita-lavoro e il benessere organizzativo nel territorio tarantino”.
Con l’Avviso, si intende favorire tra le PMI del territorio l’adozione di modelli di competitività basati sulla valorizzazione e il benessere delle risorse umane in funzione del miglioramento della produttività e della qualità del lavoro e della vita.
Modalità per la presentazione della Candidature La domanda di candidatura, corredata di tutta la documentazione indicata nell’avviso, deve essere presentata esclusivamente tramite la piattaforma telematica Bandi PugliaSociale disponibile all’indirizzo web: https://pugliasociale-spid.regione.puglia.it/ , a partire dalle ore 12 del 15 gennaio 2026 e fino a chiusura dello sportello, disposta con atto dirigenziale.
A far data dalle ore 12 del giorno feriale successivo alla pubblicazione del presente Avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, i soggetti proponenti potranno accreditarsi sulla piattaforma, secondo le modalità illustrate nel Manuale di Accreditamento disponibile nella piattaforma stessa.
La responsabile del procedimento è la Dott.ssa Francesca Venuleo. Eventuali chiarimenti e specificazioni potranno essere richiesti via email a: piano.conciliazione.jtf@regione.puglia.it
Le risposte saranno rese note attraverso la pubblicazione periodica sulla pagina dedicata all’Avviso all’interno della sezione del portale regionale relativo al PN JTF 2021-2027 al seguente link https://jtf-taranto.regione.puglia.it/