Territoriale

Causa di esclusione dal regime forfettario: lavoro dipendente eccedente 30.000 euro

Il regime forfettario trova applicazione per tutti i contribuenti persone fisiche, senza limiti di età, che svolgono attività d'impresa, arti o professioni e per le imprese familiari e coniugali non gestite in forma societaria.

Un aspetto rimarchevole rispetto agli altri regimi agevolati applicati in passato, però, è rappresentato dalla possibilità di permanere nel regime forfettario senza limiti di tempo. Tale regime costituisce, dunque, il regime naturale, in quanto i soggetti che hanno i requisiti prescritti dalla norma non sono tenuti a esercitare un'opzione, comunicazione preventiva o successiva, per l'ingresso nel regime stesso.

L'Agenzia delle Entrate, con le circolari AE 10 aprile 2019 n. 8/E e Circ. AE 10 aprile 2019 n. 9/E, ha fornito i necessari chiarimenti per applicare in modo corretto le nuove regole sul regime forfettario. Da tenere presente che, la citata circolare n. 9/E/2019, dedicata completamente al regime forfettario, rinvia anche ai chiarimenti contenuti nel precedente documento di prassi circolare AE 4 aprile 2016 n. 10/E, che, pertanto, si intendono confermati.

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Gio 03 Ago, 2023

News Macchine utensili: export 2022 e previsioni 2023

Il 2022 è stato un anno ottimo per l’industria italiana delle macchine utensili, robot e automazione; il 2023 sarà ancora positivo, ma la raccolta ordini sta rallentando.

Secondo i dati di consuntivo elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione ha messo a segno nuovi record nel 2022.

La produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione si è attestata a 7.280 milioni di euro (+15% rispetto al 2021). Il consumo è cresciuto del 26%, a 6.311 milioni, determinando l’incremento sia delle consegne sul mercato interno (3.812 milioni; +21,6%) sia delle importazioni (2.499 milioni; +33,3%).

Le esportazioni nel 2022, hanno raggiunto i 3.468 milioni di euro (+8,5% rispetto all’anno precedente). Il rapporto export su produzione è sceso, dal 50,5% del 2021, al 47,6% del 2022.

I principali mercati di sbocco dell’offerta italiana sono risultati: Stati Uniti (482 milioni, +43,5%), Germania (306 milioni, -13,3%), Cina (226 milioni, -0,7%), Francia (193 milioni, +9,6%), Polonia (188 milioni, +6,2%), Turchia (124 milioni, -3,9%), Spagna (119 milioni, +19,7%), Russia (99 milioni, -3,9%), Messico (84 milioni, +5,2%), Svizzera (74 milioni, +36,8%).

L’industria di settore a livello internazionale è risultata quarta nella classifica di produzione, export e consumo.

Il livello di utilizzo della capacità produttiva è passato dall’80,2% del 2021 all’86,6% del 2022.

Previsioni 2023

Anche il 2023 chiuderà con segno positivo, ma la raccolta ordinativi del primo semestre sta rallentando.

La produzione si attesterà a 7.750 milioni di euro, il 6,5% in più rispetto all’anno precedente, segnando così un nuovo record assoluto nella storia dell’industria italiana di settore.

Il consumo crescerà fino a raggiungere il nuovo valore record di 6.835 milioni di euro (+8,3%), trainando le consegne dei costruttori sul mercato domestico, attestandosi a 4.155 milioni di euro (+9%). Anche le importazioni saliranno fino a toccare il valore di 2.680 milioni di euro (+7,3%).

L’export crescerà a 3.595 milioni (+3,7%), così da tornare sui livelli pre-covid.

Secondo l’elaborazione UCIMU sui dati ISTAT, nei primi tre mesi del 2023, principali mercati di sbocco dell’offerta italiana di macchine utensili sono risultati: Stati Uniti (126 milioni +35,4%), Germania (89 milioni, +43,8%), Cina (55,5 milioni, +23,3%), Francia (54 milioni, +33,9%), Polonia (38 milioni, +10,2%), Turchia (34 milioni +86,8%), Messico (29 milioni, +49,7%), Repubblica Ceca (27 milioni, +118%), Spagna (25 milioni, -16,5%) e India (24 milioni, +38,9%).

Oggi la sfida dei costruttori in tema di innovazione è l’abbinata alla digitalizzazione-sostenibilità che si traduce sia nella capacità di realizzare sistemi che assicurino all’utilizzatore processi efficienti, sia nella possibilità di misurare l’impatto ambientale di ogni fase del processo di lavorazione.

Sempre più aziende del settore stanno lavorando allo sviluppo di un’offerta che preveda, oltre alla vendita del prodotto fisico (la macchina), anche una serie di servizi a valore aggiunto per l’utilizzatore.

La presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE Barbara Colombo ha chiesto alle autorità di governo “più risorse per invito di buyer esteri in Italia e la riapertura del Fondo 394 per finanziamento, a fondo perduto e a tasso agevolato, delle attività di internazionalizzazione quali, per esempio, l’apertura di sedi e filiali e la creazione di reti di imprese all’estero così come i progetti di sviluppo in materia di transizione ecologica e digitale e la partecipazione a fiere internazionali”.

Fonte: UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE

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Gio 03 Ago, 2023

Mercati mondiali dei beni personali di lusso

Altagamma ha presentato gli aggiornamenti del Monitor sui mercati mondiali dei beni personali di lusso (realizzato da Bain & Company) e dell’Altagamma Consensus, elaborato con il contributo di analisti e partner internazionali.

MONITOR ALTAGAMMA-BAIN

Nonostante le condizioni economiche di incertezza, il mercato globale del lusso personale ha messo a segno un anno record nel 2022, a 345 miliardi di euro (+19% rispetto al 2021). Nel primo trimestre di quest’anno, il mercato del lusso ha registrato una crescita del +9/11%.

Per il 2023 le stime di crescita sono state riviste in rialzo, grazie alla ripresa del consumo cinese e alla buona performance di quello europeo, nonostante il permanere di elementi di attenzione (costi energetici, inflazione ancora alta seppur in rallentamento, difficile reperibilità di materie prime, tensioni geopolitiche).

La base dei consumatori ultra-abbienti rimane forte, mentre si riscontra una volontà di elevazione che spinge i clienti ad acquistare “meno”, ma “meglio”. Per quanto riguarda le categorie: orologi e gioielli registrano le performance migliori.

Le principali opportunità per il settore nel medio termine sono legate all’evoluzione ESG (anche in virtù di un aumento delle pressioni normative) e alle nuove tecnologie che hanno un potenziale impatto sull’intera catena del valore dei beni di lusso.

Bain & Company prevede per quest’anno un’ulteriore crescita compresa tra il 5% e l’8%, con un potenziale scenario “ottimistico” che tocca quota +9-12%, a seconda degli sviluppi dello scenario economico.

A lungo termine le prospettive del mercato, grazie alla solidità dei suoi fondamentali, rimangono positive, con l’industria che avrà un valore di 530-570 miliardi di euro entro la fine del decennio.

Consensus Altagamma 2023

Malgrado l’incertezza macroeconomica e geopolitica, il comparto dell’alto di gamma si conferma in stabile e solida crescita. Le stime degli analisti e dei partner coinvolti parlano di un 2023 che procede agilmente verso una marginalità del 10%.

Questo è dovuto ai sostenuti flussi turistici internazionali verso l’Europa e alla riapertura della Cina. Anche Giappone ed Emirati Arabi Uniti vivono un momento di grande slancio.

Le strategie retail dei marchi dell’alto di gamma tornano a puntare sul canale fisico (pur armonizzate con quello digitale), adottano accurate politiche di pricing e nuove e sempre più esperienziali modalità di relazione con i clienti.

Il retail digitale è previsto continuare la sua espansione (+10%) pur con tassi di crescita non paragonabili al raddoppio delle vendite degli anni precedenti.

L’Europa beneficia del ritorno dei turisti. Milano e Parigi fra le mete più amate anche per i flussi provenienti da UK (tax free). Il consumo locale tiene meglio del previsto, portando gli analisti ad alzare le stime dal 5 al 10%.

Per gli Stati Uniti, il quadro è chiaroscuro. L’effetto dell’inflazione sulla classe media è in atto. Soffrono brand e prodotti aspirazionali; crescono i top brand. Gli high-end consumers americani, tornano a viaggiare e spendono fuori US. La stima di crescita sull’anno è del 3%.

Il Giappone, spinto dal turismo di breve tratta cinese e coreano, mostra prospettive di crescita al rialzo (+10%) e si conferma un mercato rilevante per i brand del lusso che qui puntano di più sul canale offline, potenziato da esperienze di hospitality.

Cina e Asia tornano a splendere (+14%). La Cina si candida a diventare il primo mercato mondiale: cresce la classe media, nuove città residenziali e turistiche, competenza digitale delle nuove generazioni.

La Corea del Sud è tra i più promettenti mercati, di enorme interesse per la sua influenza culturale nell’area. Cresce anche la Thailandia.

In crescita anche il Middle East +10%, grazie alle aree come gli Emirati Arabi Uniti (ma anche la Turchia) che traggono vantaggio dai consumi dei russi.

Categorie prodotto

È della pelletteria (+11%) la maggiore crescita prevista per il 2023 e anche le calzature (+9%) registrano una previsione al rialzo.

Prevista in crescita del +8% la categoria dell’abbigliamento e della cosmesi che consolida il proprio trend sostenuto da una spinta al benessere e alla cura del corpo che si estende all’uomo e che fa volare i profumi di nicchia. L’Asia sempre top-performer per la cosmesi.

In rialzo con un +8% le previsioni per gli orologi percepiti sempre più come investimento senza tempo confermato dalla crescita continua del valore degli usati negli ultimi anni: il mercato dei modelli storici e fuori produzione costituisce un terzo del mercato complessivo dei beni di lusso.

L’hard luxury prosegue il trend positivo e la gioielleria veleggia con un +10% grazie al suo status di bene rifugio e di investimento, con una forte domanda di prodotti super top, brandizzati e iconici.

Matteo Lunelli, Presidente di Altagamma, ha dichiarato: “Sul piano della promozione, siamo lieti sia stata accolta dal Ministro Urso la nostra proposta dell’istituzione della Giornata Nazionale del Made in Italy fissata per il 15 aprile, data della nascita di Leonardo che è artista, scienziato, inventore... Questa giornata potrà anche valorizzare il comparto di alta gamma nel percepito nazionale e indirizzare i giovani verso questa industria che per crescere avrà bisogno di nuovi talenti”.

Fonte: Fondazione Altagamma

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Gio 03 Ago, 2023

Rapporto annuale Istat 2023

L’edizione di quest’anno affronta quattro temi: demografia, lavoro, ambiente e imprese.

Il sistema produttivo italiano vede una presenza rilevante di aziende (3,6 milioni, pari al 16% delle imprese dell’industria e dei servizi di mercato residenti nell’Ue27 nel 2020) superiore a quella di Francia, Spagna e Germania.

In Italia la dimensione media di impresa è pari a 4 addetti, in linea con quella di Spagna e Paesi Bassi (la media europea è 5,5 addetti, mentre in Germania è 12 addetti).

La quota di imprese medio-grandi (con almeno 50 addetti) si attesta in Italia intorno all’1%, con un contributo al valore aggiunto del 55%. Il resto è ripartito tra piccole (20%) e micro-imprese (25%) quote sensibilmente superiori alla media dell’Unione.

L’Italia condivide con la Germania un sistema produttivo a forte vocazione manifatturiera. Oltre un terzo del valore aggiunto prodotto dalle imprese italiane attive nell’industria e nei servizi proviene da questo settore.

Costi del personale, produttività e investimenti

I dati Eurostat mostrano che, in Italia, la crescita nominale dei costi medi del personale nel secondo decennio degli anni Duemila è stata inferiore a quella nominale della produttività.

Questa evidenza è in contrapposizione con quanto si osserva in Francia, Spagna e, soprattutto in Germania, che hanno invece registrato una crescita in termini nominali dei salari superiore a quella della produttività.

Le imprese con forme più complesse di internazionalizzazione mostrano una produttività del lavoro maggiore, ancor più se appartengono a gruppi multinazionali.

Le imprese manifatturiere italiane, pur presentando elevati margini di redditività, si caratterizzano per una ridotta intensità degli investimenti fissi, che è particolarmente contenuta nelle piccole e nelle micro-imprese. Il persistente clima di incertezza sugli scenari evolutivi dell’economia condiziona le imprese italiane nel realizzare investimenti industriali.

La composizione degli investimenti fissi delle imprese manifatturiere italiane mostra, rispetto agli altri paesi europei, la più bassa incidenza dei prodotti di proprietà intellettuale (che includono gli investimenti in R&S). In Italia, nel 2020, la quota è del 2,8%, sensibilmente inferiore a Germania e Francia (rispettivamente, 6 e 7,5%).

Propensione all’export delle imprese manifatturiere

Nel complesso, poco meno di un quarto delle imprese manifatturiere italiane esporta sui mercati internazionali, una quota in linea con la Spagna, ma inferiore alla Germania di circa 10 punti percentuali.

  • Il manifatturiero italiano si caratterizza per una maggiore vocazione esportativa nelle classi medio-grandi, dove oltre il 90% delle imprese esporta.
  • Anche nelle piccole imprese (10-49 addetti) l’incidenza delle imprese esportatrici appare rilevante (oltre il 50%) e superiore a quella di Germania e Francia.
  • La quota di imprese esportatrici si riduce al 13% tra le micro-imprese italiane, circa 7 punti percentuali sotto la Germania, ma in linea con la Spagna e sensibilmente al di sopra della Francia (4,3%).

Rispetto al pre-pandemia, il 2022 si caratterizza per un graduale ridimensionamento delle quote del volume esportato per i settori dei macchinari e degli autoveicoli, a fronte della crescita dei prodotti alimentari. Aumenta anche la quota di esportazioni dell’elettronica e dei mezzi di trasporto diversi dagli autoveicoli, assieme alle bevande e ai mobili. Le quote di abbigliamento e pelletteria, si ridimensionano, nonostante qualche segno di recupero.

I principali partner commerciali dell’Italia (Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Russia e Cina) concentrano nel complesso circa la metà dei flussi di esportazioni della manifattura.

Germania, Francia e Stati Uniti sono i tre principali mercati di sbocco per i prodotti di tipo più tradizionale, connessi con l’abbigliamento e l’arredamento. Nel 2022, il 46% delle esportazioni delle bevande è stato destinato a Stati Uniti, Germania e Regno Unito.

La Francia continua a rappresentare il principale mercato di sbocco per abbigliamento, pelletteria e arredamento.

Le quote dell’abbigliamento verso Cina e Spagna sono significative. Rispetto al 2019, le prime sono in aumento e le seconde sostanzialmente invariate.

Fonte: Rapporto annuale Istat 2023

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Gio 03 Ago, 2023

Parlamento europeo delle imprese: Entrepreneurial voices, European choices - Bruxelles, 14 Novembre 2023

Il Parlamento europeo delle imprese™ (EPE) è il più grande evento a livello europeo che dà la parola direttamente agli imprenditori. Organizzato da Eurochambres in collaborazione con il Parlamento Europeo e promosso da Unioncamere Europa, giunto alla sua VI edizione, l’evento offre l’opportunità alle imprese di confrontarsi su temi cruciali come l’energia, lo sviluppo delle competenze e il commercio internazionale.

L'evento

In occasione dei 30 anni del Mercato Unico, oltre 705 imprenditori europei appartenenti ai 27 sistemi camerali europei, di cui 76 dall’Italia, avranno l’opportunità di discutere e di votare i temi discussi presso il Parlamento europeo. L’evento si terrà a Bruxelles il 14 Novembre 2023.

Promos Italia, anche nel quadro delle attività dell’Enterprise Europe Network (EEN), promuove la partecipazione delle imprese italiane all’evento e potrà essere di supporto per la preparazione e il follow-up e per l’eventuale assistenza sugli strumenti finanziari europei.

Come partecipare

La partecipazione è gratuita, restano a carico dei partecipanti i costi di trasferta a Bruxelles.
Le adesioni saranno confermate in base all’ordine di ricezione delle candidature. Per aderire vi invitiamo a manifestare il vostro interesse a questo link e poi compilare il modulo che vi verrà inviato contestualmente.

Per informazioni

euprojects@promositalia.camcom.it
www.parliament-of-enterprises.eu

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Gio 03 Ago, 2023

INCUBATORE TORRICELLI

L’Incubatore di Impresa Torricelli supporta la nascita e la crescita di nuove idee imprenditoriali e startup innovative attraverso un’offerta strutturata di spazi, infrastrutture, servizi, consulenza ad alto valore aggiunto.

Uno spazio per lo sviluppo dell’eccellenza

L’Incubatore di Impresa Torricelli nasce con lo scopo di favorire la crescita di nuove idee imprenditoriali e startup innovative attraverso un’offerta strutturata di spazi, infrastrutture, servizi, consulenza e sinergie con le altre realtà presenti nel distretto della Ricerca e dell’Innovazione di Faenza: CNR, ENEA, Università, Alta Formazione, Spin-off della ricerca, altre aziende incubate.

Realizzato su iniziativa del Comune di Faenza e della Fondazione Amleto Bertoni, co-finanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, l’incubatore è gestito da Romagna Tech.

Grazie alla sua modularità, l’incubatore – un edificio moderno, costruito con materiali e soluzioni ecosostenibili – si configura come una struttura eclettica che ben si presta ad accogliere sia startup in ambito digitale, dei servizi e dell’economia della conoscenza, sia fablab, artigiani digitali e laboratorl. Si articola in tre moduli di oltre 2.300 mq che ospitano neoimprese, uffici, laboratori e ambienti per attività didattica e divulgativa, per un totale di undici uffici, quindici laboratori, una sala riunioni multimediale, tre locali server e un deposito.

Per informazioni:

http://www.romagnatech.eu
dario.monti@romagnatech.eu 
Tel. 3480130923

 

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Gio 03 Ago, 2023
png artigiano in fiera

Artigiano in fiera: XXVII mostra mercato internazionale dell'artigianato

Partecipazione della Camera di commercio del Sud est Sicilia ad artigianato in fiera. Milano, RHO 2-10 dicembre 2023

La Camera di Commercio del Sud Est Sicilia parteciperà alla mostra internazionale dell'artigianato Artigiano in fiera che si terrà a Rho, Milano dal 2 al 10 dicembre 2023.

Avviso di partecipazione e domanda disponibili al seguente link: https://ctrgsr.camcom.gov.it/it/blog/partecipazione-della-camera-di-commercio-del-sud-est-sicilia-ad-artigiano-fiera-27-mostra

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Gio 03 Ago, 2023

Varese Startup in vetrina - Intervista n.10

Coaching

Michela ha seguito il corso di formazione e tutoraggio della Camera di Commercio di Varese per avviare la sua impresa. Si racconta e ci descrive il suo progetto imprenditoriale in questa intervista.

L'obiettivo dell'imprenditrice è fornire un supporto agli altri e questa idea, che è  nata durante la pandemia, prosegue nel tempo con il suo coaching.

 

https://www.youtube.com/watch?v=RnVKUPHr0LE&list=PLPWM5fg6HNS5ywOBas5C9kidtZ7hLjmOB&index=14

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Gio 03 Ago, 2023

Varese Startup in vetrina - Intervista n.9

My Gilet

Arianna crede nel territorio e in una delle ricchezze della provincia di Varese: essere la culla del tessile. La sua città natale è Busto Arsizio, il suo progetto d'impresa sartoriale nasce da queste radici.

L'iniziativa è stata finanziata dal progetto Interreg Italia Svizzera Trasform - TransFormAzione e imprenditorialità aperta (realizzato in partenariato con Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte e SUPSI Dipartimento tecnologie innovative).

https://www.youtube.com/watch?v=t4JoNzVNz6g&list=PLPWM5fg6HNS5ywOBas5C9kidtZ7hLjmOB&index=13

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Gio 03 Ago, 2023

Varese Startup in vetrina - Intervista n.8

Intervista doppia: Moda e fisioterapia?

Teresa e Filippo hanno seguito il corso di formazione e tutoraggio della Camera di Commercio di Varese per avviare le loro startup. Si raccontano e parlano del loro progetto imprenditoriale. 

L'iniziativa rientra nel progetto Interreg Italia Svizzera Transform - TransFormAzione e imprenditorialità aperta (realizzato in partenariato con Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte e SUPSI Dipartimento tecnologie innovative).

https://www.youtube.com/watch?v=mh7dnroSfS4&list=PLPWM5fg6HNS5ywOBas5C9kidtZ7hLjmOB&index=10

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Gio 03 Ago, 2023