Imprenditoria

“Avrei questa idea”, fino al 21 agosto la call di Giffoni Innovation Hub per proporre idee su film e serie tv

“Avrei questa idea”, fino al 21 agosto la call di Giffoni Innovation Hub per proporre idee su film e serie tv

Giffoni Innovation Hub offre la possibilità a giovani sceneggiatori e registi under 30 di raccontare le proprie idee di film e serie tv davanti ai microfoni di un video-podcast. Fino al 21 agosto è possibile iscriversi gratuitamente al contest su https://www.giffonihub.com/avrei-questa-idea/ consegnando il soggetto di un film o serie tv, il proprio curriculum vitae in formato PDF, un video self tape in formato MP4, di durata non superiore agli 8 minuti e di dimensioni massime 2GB. In questo il candidato dovrà presentarsi e raccontare in forma di pitch l’idea di film o serie tv presentata nel soggetto.

I vincitori saranno proclamati nelle 2 tappe della manifestazione la prima presso l’Isola Edipo (Venezia Lido) il 5 settembre durante la 80ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e, a seguire, il 9 ottobre presso Palazzo Barberini (Roma) in occasione del MIA -Mercato Internazionale dell’Audiovisivo.

Ultima modifica
Ven 04 Ago, 2023

Nati-mortalità delle imprese - I trimestre 2023

Molise: nel primo trimestre crollano le aperture di nuove imprese. Aumentano le chiusure, tengono le società

Tra gennaio e marzo 2023 il tessuto imprenditoriale molisano si è ridotto di -278 unità, pari a una variazione del -0,81% dello stock di imprese. A determinare tale risultato, da un lato la diminuzione delle iscrizioni al Registro delle Imprese della Camera di Commercio del Molise (441 unità, -14,7% rispetto allo stesso periodo del 2022, nell’ultimo ventennio di analisi non si era mai registrato un valore così basso), dall’altro un sensibile incremento delle chiusure (719 unità, +11,1% rispetto alle 647 di un anno fa). A livello di stock sono 33.911 le imprese registrate a marzo 2023. Per quanto attiene il dettaglio provinciale i dati fanno rilevare un andamento simile tra le due province in termini di tasso di crescita nel trimestre: Campobasso rileva un tasso pari a -0,82%, Isernia -0,79%.

Pur in un contesto negativo, alcuni settori vedono aumentare la propria base imprenditoriale. Tra questi si segnalano le attività professionali, scientifiche e tecniche (+3 unità), sanità e assistenza sociale (+2 unità) e il settore dell’istruzione con una unità in più. Sul fronte opposto ad arretrare maggiormente sono i settori dell’agricoltura (-129 unità), del commercio (-94 unità), dell’attività dei servizi di alloggi e ristorazione (-46 unità), delle costruzioni (-42 unità) e delle attività manifatturiere (-34 unità).

Tra le forme giuridiche, il segmento più dinamico del tessuto imprenditoriale continua a essere quello delle società di capitali, che aumenta nel trimestre di 22 unità (pari a un tasso di crescita dello 0,26%). Una vitalità che non riesce a controbilanciare, però, il saldo negativo delle ditte individuali, che nel periodo diminuiscono di 262 unità (pari allo 1,24% in meno), delle società di persone (-34 unità pari a un tasso di crescita di -1,03%) e delle “Altre forme”, che fanno segnare 4 unità in meno (pari allo 0,35% in meno).

L’analisi a livello territoriale mostra saldi negativi in tutte e quattro le grandi ripartizioni, ciascuna in arretramento rispetto a un anno fa. Tra le regioni, Lazio, Sardegna e Trentino-Alto Adige sono quelle che fanno registrare un saldo positivo - per quanto contenuto - rispettivamente con 1.157, 253 e 85 imprese in più. Delle altre, oltre al Molise, Piemonte e Sicilia sono quelle che hanno chiuso il primo trimestre 2023 con il risultato peggiore in termini assoluti, rispettivamente con 1.638 e 907 imprese in meno. Guardando
tuttavia alla variazione percentuale rispetto allo stock delle imprese registrate, la flessione è comunque nettamente inferiore a quella registrata dalla nostra regione (rispettivamente, - 0,38% e -0,19%).

Ultima modifica
Ven 04 Ago, 2023

Causa di esclusione dal regime forfettario: lavoro dipendente eccedente 30.000 euro

Il regime forfettario trova applicazione per tutti i contribuenti persone fisiche, senza limiti di età, che svolgono attività d'impresa, arti o professioni e per le imprese familiari e coniugali non gestite in forma societaria.

Un aspetto rimarchevole rispetto agli altri regimi agevolati applicati in passato, però, è rappresentato dalla possibilità di permanere nel regime forfettario senza limiti di tempo. Tale regime costituisce, dunque, il regime naturale, in quanto i soggetti che hanno i requisiti prescritti dalla norma non sono tenuti a esercitare un'opzione, comunicazione preventiva o successiva, per l'ingresso nel regime stesso.

L'Agenzia delle Entrate, con le circolari AE 10 aprile 2019 n. 8/E e Circ. AE 10 aprile 2019 n. 9/E, ha fornito i necessari chiarimenti per applicare in modo corretto le nuove regole sul regime forfettario. Da tenere presente che, la citata circolare n. 9/E/2019, dedicata completamente al regime forfettario, rinvia anche ai chiarimenti contenuti nel precedente documento di prassi circolare AE 4 aprile 2016 n. 10/E, che, pertanto, si intendono confermati.

Ultima modifica
Gio 03 Ago, 2023

News Macchine utensili: export 2022 e previsioni 2023

Il 2022 è stato un anno ottimo per l’industria italiana delle macchine utensili, robot e automazione; il 2023 sarà ancora positivo, ma la raccolta ordini sta rallentando.

Secondo i dati di consuntivo elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione ha messo a segno nuovi record nel 2022.

La produzione italiana di macchine utensili, robot e automazione si è attestata a 7.280 milioni di euro (+15% rispetto al 2021). Il consumo è cresciuto del 26%, a 6.311 milioni, determinando l’incremento sia delle consegne sul mercato interno (3.812 milioni; +21,6%) sia delle importazioni (2.499 milioni; +33,3%).

Le esportazioni nel 2022, hanno raggiunto i 3.468 milioni di euro (+8,5% rispetto all’anno precedente). Il rapporto export su produzione è sceso, dal 50,5% del 2021, al 47,6% del 2022.

I principali mercati di sbocco dell’offerta italiana sono risultati: Stati Uniti (482 milioni, +43,5%), Germania (306 milioni, -13,3%), Cina (226 milioni, -0,7%), Francia (193 milioni, +9,6%), Polonia (188 milioni, +6,2%), Turchia (124 milioni, -3,9%), Spagna (119 milioni, +19,7%), Russia (99 milioni, -3,9%), Messico (84 milioni, +5,2%), Svizzera (74 milioni, +36,8%).

L’industria di settore a livello internazionale è risultata quarta nella classifica di produzione, export e consumo.

Il livello di utilizzo della capacità produttiva è passato dall’80,2% del 2021 all’86,6% del 2022.

Previsioni 2023

Anche il 2023 chiuderà con segno positivo, ma la raccolta ordinativi del primo semestre sta rallentando.

La produzione si attesterà a 7.750 milioni di euro, il 6,5% in più rispetto all’anno precedente, segnando così un nuovo record assoluto nella storia dell’industria italiana di settore.

Il consumo crescerà fino a raggiungere il nuovo valore record di 6.835 milioni di euro (+8,3%), trainando le consegne dei costruttori sul mercato domestico, attestandosi a 4.155 milioni di euro (+9%). Anche le importazioni saliranno fino a toccare il valore di 2.680 milioni di euro (+7,3%).

L’export crescerà a 3.595 milioni (+3,7%), così da tornare sui livelli pre-covid.

Secondo l’elaborazione UCIMU sui dati ISTAT, nei primi tre mesi del 2023, principali mercati di sbocco dell’offerta italiana di macchine utensili sono risultati: Stati Uniti (126 milioni +35,4%), Germania (89 milioni, +43,8%), Cina (55,5 milioni, +23,3%), Francia (54 milioni, +33,9%), Polonia (38 milioni, +10,2%), Turchia (34 milioni +86,8%), Messico (29 milioni, +49,7%), Repubblica Ceca (27 milioni, +118%), Spagna (25 milioni, -16,5%) e India (24 milioni, +38,9%).

Oggi la sfida dei costruttori in tema di innovazione è l’abbinata alla digitalizzazione-sostenibilità che si traduce sia nella capacità di realizzare sistemi che assicurino all’utilizzatore processi efficienti, sia nella possibilità di misurare l’impatto ambientale di ogni fase del processo di lavorazione.

Sempre più aziende del settore stanno lavorando allo sviluppo di un’offerta che preveda, oltre alla vendita del prodotto fisico (la macchina), anche una serie di servizi a valore aggiunto per l’utilizzatore.

La presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE Barbara Colombo ha chiesto alle autorità di governo “più risorse per invito di buyer esteri in Italia e la riapertura del Fondo 394 per finanziamento, a fondo perduto e a tasso agevolato, delle attività di internazionalizzazione quali, per esempio, l’apertura di sedi e filiali e la creazione di reti di imprese all’estero così come i progetti di sviluppo in materia di transizione ecologica e digitale e la partecipazione a fiere internazionali”.

Fonte: UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE

Ultima modifica
Gio 03 Ago, 2023

Parlamento europeo delle imprese: Entrepreneurial voices, European choices - Bruxelles, 14 Novembre 2023

Il Parlamento europeo delle imprese™ (EPE) è il più grande evento a livello europeo che dà la parola direttamente agli imprenditori. Organizzato da Eurochambres in collaborazione con il Parlamento Europeo e promosso da Unioncamere Europa, giunto alla sua VI edizione, l’evento offre l’opportunità alle imprese di confrontarsi su temi cruciali come l’energia, lo sviluppo delle competenze e il commercio internazionale.

L'evento

In occasione dei 30 anni del Mercato Unico, oltre 705 imprenditori europei appartenenti ai 27 sistemi camerali europei, di cui 76 dall’Italia, avranno l’opportunità di discutere e di votare i temi discussi presso il Parlamento europeo. L’evento si terrà a Bruxelles il 14 Novembre 2023.

Promos Italia, anche nel quadro delle attività dell’Enterprise Europe Network (EEN), promuove la partecipazione delle imprese italiane all’evento e potrà essere di supporto per la preparazione e il follow-up e per l’eventuale assistenza sugli strumenti finanziari europei.

Come partecipare

La partecipazione è gratuita, restano a carico dei partecipanti i costi di trasferta a Bruxelles.
Le adesioni saranno confermate in base all’ordine di ricezione delle candidature. Per aderire vi invitiamo a manifestare il vostro interesse a questo link e poi compilare il modulo che vi verrà inviato contestualmente.

Per informazioni

euprojects@promositalia.camcom.it
www.parliament-of-enterprises.eu

Ultima modifica
Gio 03 Ago, 2023
png artigiano in fiera

Artigiano in fiera: XXVII mostra mercato internazionale dell'artigianato

Partecipazione della Camera di commercio del Sud est Sicilia ad artigianato in fiera. Milano, RHO 2-10 dicembre 2023

La Camera di Commercio del Sud Est Sicilia parteciperà alla mostra internazionale dell'artigianato Artigiano in fiera che si terrà a Rho, Milano dal 2 al 10 dicembre 2023.

Avviso di partecipazione e domanda disponibili al seguente link: https://ctrgsr.camcom.gov.it/it/blog/partecipazione-della-camera-di-commercio-del-sud-est-sicilia-ad-artigiano-fiera-27-mostra

Ultima modifica
Gio 03 Ago, 2023

Servizi di orientamento all’Imprenditorialità del territorio

Confcommercio Imprese per l'Italia Umbria, con i suoi 7.000 associati, è l’organizzazione più rappresentativa delle imprese del commercio, turismo, servizi, lavoro autonomo e professioni.

Per lo specifico ambito dell’avvio di impresa ha uno sportello dedicato, finalizzato a supportare la trasformazione delle idee di impresa in imprese reali, fornendo orientamento, informazione, formazione, consulenza e assistenza per l’avvio dell’impresa (ad esempio informazione sulle opportunità presenti sul mercato, Informazione e assistenza sugli obblighi tecnici da rispettare in caso di apertura di attività).

https://www.confcommercio.umbria.it/

 

Referente

Contatto mail

Laura Rossi

l.rossi@confcommercio.umbria.it

 

Ultima modifica
Gio 03 Ago, 2023

Campania Newsteel, ogni mercoledì l’incubatore apre le porte delle sue sedi a Napoli

Campania NewSteel è l’acceleratore nato a Napoli dall’esperienza ventennale di Città della Scienza

Campania NewSteel è l’acceleratore nato a Napoli dall’esperienza ventennale di Città della Scienza sulla creazione di impresa coniugata con le infrastrutture di ricerca e le competenze della Federico II. Ogni mercoledì mattina dalle  10:00 alle 12:00, le sue porte  sono aperte a imprese, startup, potenziali imprenditori, studenti, professionisti, startupper e creativi per approfondire spazi, servizi e altre opportunità dedicate alle aziende.

Per prenotare un appuntamento si può scrivere a incubatore@campanianewsteel.it o richiedere un incontro in modalità telematica compilando il form nella sezione “Accelerazione” del sito di https://www.campanianewsteel.it/ o telefonando ai numeri : 081/7352402 – 081/18757664 – 081/18757532.

Ultima modifica
Gio 03 Ago, 2023

Nuove imprese - Caratteristiche e fabbisogni professionali delle nuove imprese, Indagine 2022

Unioncamere e ANPAL pubblicano l’indagine 2022 NUOVE IMPRESE - CARATTERISTICHE E FABBISOGNI PROFESSIONALI DELLE NUOVE IMPRESE. I dati italiani e abruzzesi.

Il quadro generale del 2022 segnala un assestamento, rispetto al piccolo rimbalzo tecnico del 2021: si è passati dalle 143.880 nuove imprese del 2019 alle 129.300 del 2020 per poi risalire alle 151.890 del 2021 e assestarsi nel 2022 a 144.550 (-7.340, -4,83% sul 2021; +670, +0,44% sul 2019). 

Di queste circa due terzi fanno parte dei servizi, confermando che i tassi di natalità delle imprese sono più elevati laddove primeggiano le attività terziarie; rispetto a quelle industriali risultano meno capital intensive e con minori barriere all’ingresso.

La crescita di nuove imprese si concentra soprattutto nel settore “costruzioni ed attività immobiliari” per effetto delle massicce politiche di incentivo fiscale per la riqualificazione energetica che sono entrate nel 2021 e nel 2022 nella fase realizzativa. 

Stabile il settore "turismo", mentre c’è un calo per il settore “commercio” per via della coda lunga della crisi post-pandemica aggravata dai costi immobiliari ed energetici.

Il dato assoluto di 281.450 addetti delle nuove imprese esprime il miglior risultato dal 2017. L'industria vede contrarre a 2,42 addetti per nuova impresa, mentre la maggior parte degli altri comparti il dato cresce, in particolare per il turismo, il commercio e i servizi alle imprese.

Tra le motivazioni che spingono ad aprire nuove imprese, dal 2016 al 2022 crescono soprattutto le dichiarazioni degli imprenditori che motivano l’apertura della loro nuova impresa per “successo personale ed economico” (da 11,40% a 19,51%), “valorizzazione delle competenze” (da 16,30% a 18,82%), “sfruttamento di un’idea innovativa” (da 4,10% a 5,44%, in calo nell’ultimo anno). Mentre sono in discesa tutte le spinte più legate alla necessità di un lavoro: “difficoltà a trovare lavoro dipendente stabile” (da 10,90% a 6,19%), “necessità di trovare primo o nuovo lavoro” (da 17,40% a 8,14%). 

Per l’Abruzzo il 22,2% dei neo-imprenditori sono imprenditori che aprono un'ulteriore attività, dato superiore al 19,5% della media nazionale. Il dato abruzzese è leggermente superiore anche per operai e apprendisti che decidono di aprire un’impresa con il 20,9% contro il 19,1% nazionale ed è inferiore per studenti e soggetti in cerca di prima occupazione, disoccupati e casalinghe. 

In merito alle motivazioni che hanno spinto alla nascita delle "nuove imprese" nel 2022 il dato dell’Abruzzo è in linea con quello medio nazionale (Conoscenza / opportunità del mercato 54,3%, Necessità di trovare primo o nuovo lavoro 21%, Difficoltà a trovare lavoro dipendente stabile 16,1%, Insoddisfazione verso il precedente lavoro 23,4%, Valorizzazione competenze / esperienze professionali 49,3%, Successo personale ed economico 43,5%, Sfruttamento di un'idea innovativa 14,9%).

Scarica il volume

Ultima modifica
Mer 02 Ago, 2023

La movimentazione anagrafica delle imprese al 1° trimestre 2023

I dati pubblicati da Infocamere-Movimprese aggiornati al 31 marzo 2023 per le province di Chieti e di Pescara
di Renato De Iuliis

Sulla base dei più recenti dati pubblicati da Infocamere-Movimprese aggiornati al 31 marzo 2023 nel Registro delle Imprese delle Camere di Commercio le imprese registrate nella provincia di Chieti sono risultate 43.911 (erano 44.478 al 31 dicembre 2022) e 36.976 in quella di Pescara (erano 36.649 alla fine del 2022), che corrispondono insieme al 54,6% delle complessive 147.414 imprese abruzzesi (erano 148.436 alla fine del 2022).

Il confronto con il 2008 mostra sempre un trend positivo per la provincia di Pescara che da 35.473 ditte è cresciuta del 3,3%, e uno negativo per la provincia di Chieti che da 47.776 unità è diminuita dell’ 8,1%; in calo più modesto l’andamento regionale (-1,5%).

In particolare, nel corso del primo trimestre 2021 la tendenza dello stock complessivo delle imprese abruzzesi rispetto allo stesso periodo del 2022 continua ad essere negativa (- 1,27% con 1.897 imprese in meno) così come gli andamenti delle due province, anche se più marcato il decremento: – 2,54% con – 1.143 imprese a Chieti,  -2,64% con – 994 imprese a Pescara.

Riguardo ai settori di attività economica si conferma il primato delle imprese del settore commercio, che in Abruzzo continuano a rappresentare il comparto più consistente (33.327 unità, 22,6% sul totale, ma erano 33.694 nel 2022), con prevalenza nella provincia di Pescara con 9.857 unità (29,6% del totale regionale, erano 10.010 nel 2022) mentre a Chieti risultano 8.863 unità (26,6% rispetto al totale abruzzese, erano 8.955 nel 2022). 

Il commercio si conferma come una delle attività più diffuse anche nelle province considerate essendo svolto dal 26,9% di quelle pescaresi e dal 20,2% di quelle chietine, dove però prevale sempre il settore dell’agricoltura con 11.724 (il 46,1% rispetto al totale regionale e il 26,7% di tutte le ditte della provincia) anche se pure in calo rispetto alle 12.121 ditte del 2022. Il commercio durante il primo trimestre 2023 ha dovuto registrare, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un deciso decremento sia a livello regionale (-3% con – 1.023 imprese) ancor più marcato sia nella provincia di Chieti (-3,8% con 347 ditte in meno), che in quella di Pescara  (-5,3% con 551 ditte in meno).

L’agricoltura si conferma il secondo settore numericamente rilevante, svolta in Abruzzo da 25.456 imprese (il 17,3% sul totale) con maggior peso a Chieti (11.724 imprese pari al 46,1% del totale regionale) mentre le 3.990 unità di Pescara ne rappresentano il 15,7%.

L’agricoltura continua a rappresentare un ruolo fondamentale nella provincia di Chieti, dove viene svolta dal 26,7% delle imprese, valore di molto superiore a quello regionale (17,3%) e ancor di più a quello pescarese (10,9%), anche se pure nel corso del primo trimestre 2023, rispetto al allo stesso periodo del 2022, è continuato il calo delle imprese sia a Chieti (-4,6% con – 564 ditte, che a Pescara (-5% con – 209 unità), entrambi in misura maggiore del calo a livello regionale (-3,1% con – 821 imprese).

L’industria delle costruzioni continua a rappresentare un settore trainante con 19.451 imprese in Abruzzo (- 1,8% con 188 ditte in meno rispetto al primo trimestre 22), delle quali il 25,4% (pari a 4.934 unità con 194 unità in meno rispetto al 1° trimestre 22) a Chieti, e il 22,5% (pari a 4.378 ditte e 124 imprese in meno rispetto al 1° trimestre 22) a Pescara.

Nelle due province considerate la quota di imprese operanti nell’edilizia (Chieti: 11,2%; Pescara: 11,9%) è comunque appena inferiore al valore regionale (13,2%).

Le attività manifatturiere sono svolte, a livello regionale, da 13.053 imprese (delle quali 3.751 a Chieti e 2.855 a Pescara) pari all’ 8,85% del totale abruzzese (Chieti: 8,5% con –77 ditte rispetto al 1° trimestre 22; Pescara: 7,8% con – 121 imprese rispetto al 1° trimestre 22), dovendosi registrare ancora un decremento percentuale dell’ordine del -1,8% a livello regionale, del -2,0% per la provincia di Chieti e del -4,1% per la provincia di Pescara.

Nel primo trimestre 2023 anche l’industria in senso stretto ha dovuto registrare, rispetto allo stesso periodo del 2022, un calo delle imprese a livello regionale (-1,7% con – 239 ditte) con un andamento simile a Chieti (-1,9% con – 78 ditte) ed ancora più evidente  a Pescara (-3,8% con -121 ditte). Continua a svolgere un ruolo strategico il comparto delle imprese che si occupano dell’alloggio e ristorazione (in Abruzzo 11.673 di cui 2.661 a Pescara e 2.966 a Chieti) che costituiscono circa l’8% del totale ( 7,3% a Pescara e 6,8% a Chieti) anche se pure esse devono soffrire un lieve calo in consistenza (-0,5% con -62 ditte) in Abruzzo, (-0,8% con -25 imprese) a Chieti , (-2,7% con – 74 ditte)  a Pescara.

Sempre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dal gennaio al marzo 2023 è continuata la contrazione del numero delle imprese registrate sia a livello regionale che provinciale, che non si è bilanciata neppure dall’incremento nell’ambito dei servizi, tanto che a livello complessivo si deve segnalare un decremento percentuale sia a livello regionale (-1,3% con 1.897 unità in meno), sia in provincia di Chieti -2,5% con 1.143 unità in meno), sia in provincia di Pescara (-2,6% con 994 ditte in meno).

Sempre con riferimento al primo trimestre 2023 osservando la nati mortalità delle imprese il saldo tra iscrizioni e cancellazioni ha messo in risalto ancora un preoccupante segno negativo (pur se inferiori ai saldi negativi del 2022) pari a – 1.033 imprese nella regione e – 474 a Chieti e – 328 a Pescara, con andamento del tasso di sviluppo (considerato come differenza tra tasso di attività e tasso di mortalità) mediamente negativo (con valori in regione a -0,7, in provincia di Chieti a – 1,1 e in provincia di Pescara a – 0,9); tale fenomeno ha riguardato pressoché indistintamente tutti i settori di attività, dovendosi registrare  valori sensibilmente negativi nel settore dell’agricoltura  (Abruzzo: -2,7; Chieti: -3,5; Pescara: -3,3), del trasporto (Abruzzo: -1,5; Chieti: -1,2; Pescara: -2,3), nel commercio (Abruzzo: – 1,4;Chieti:-1,4; Pescara:-1,7), nelle Costruzioni (-0,6 in regione, -0,7 a Chieti, e -1,1 a Pescara) nelle attività di servizi di alloggio e ristorazione (con un – 1,4 in Abruzzo – 1,3 Chieti – 2,1 a Pescara), nelle attività manifatturiere (con un – 1,1 in Abruzzo – 0,7 Chieti – 2,2 a Pescara), mentre tra le imprese non classificate il dato è fortemente positivo tanto da compensare in parte quello degli altri comparti (Abruzzo: +6,8; Chieti:  +7; Pescara: +6,8).

Con riguardo alle tipologie di forma giuridica, la distribuzione osservata a livello regionale (società di capitale: 29,4%, società di persone: 13,2%, imprese individuali: 54,7%, altre forme giuridiche: 2,7%) non si replica identicamente nelle due province, in quanto a Chieti le imprese individuali continuano a mostrare un peso percentuale (61,0%) sensibilmente più alto di quello regionale al contrario delle altre tipologie (società di capitali: 25,7%, società di persone: 10,7%), e a Pescara hanno un peso specifico maggiore della media regionale le società di capitale (32,8%) e le società di persone (14,7%) mentre le imprese individuali sono poco meno rappresentate, ma comunque sempre con valore superiore alla metà del totale (50,4%).

L’artigianato in Abruzzo con  28.063 ditte registrate conferma di rappresentare il 19,0% del sistema imprenditoriale, sebbene a Chieti (con 7.665 ditte) e a Pescara (con 6.396 ditte) continua a contare lievemente meno (entrambe 17,5%).  

Approfondendo l’analisi settoriale la maggioranza delle imprese artigiane si occupa di edilizia (34,9% in Abruzzo, 30,1% a Pescara e 34,2% a Chieti). A seguire per numerosità quelle che svolgono attività manifatturiere (21,8% nella regione, 21,6 a Chieti e 21,8% a Pescara). Tra le più rappresentate sono anche le altre attività di servizi (18,6% in Abruzzo, 19,2% a Chieti e 21% a Pescara). Gli altri settori di attività economica costituiscono quote limitate che non arrivano alle due cifre decimali, tra cui spicca il commercio (7,5% in Abruzzo, 8,3% a Chieti e 7,4% a Pescara).

Anche durante il primo trimestre del 2023 rispetto allo stesso periodo del 2022 è proseguito il ciclo emorragico delle imprese artigiane sia a livello regionale, superiore a quello rilevato nel 2022, (-2,6%) sia nelle province di Chieti e Pescara (rispettivamente -4,7% e -4,5%). Tale riscontro conferma il trend in flessione riscontrato già da anni che ha visto le imprese artigiane diminuire rispetto al 2007 del 23,2% in Abruzzo (erano 36.524), del 26,2% nella provincia di Chieti (erano 10.389) e del 23,0% in quella di Pescara (8.309).

Le imprese giovanili, che in Abruzzo contano 12.687 imprese attive, si distribuiscono con 3.504 unità a Chieti (27,6% del totale regionale) e 3.199 a Pescara (25,2%). Nel 1° trimestre del 2023 in Abruzzo sono diminuite del 3,4% (-449 unità) rispetto allo stesso trimestre del 2022 e hanno rilevato flessioni sia a Chieti (- 4,9% con -173 unità) sia a Pescara (- 4,4% con -141 unità).

Le imprese femminili attive in regione si attestano a 33.032 (confermando di rappresentare il 26% di tutte le imprese attive) e risultano maggiormente presenti a Chieti (11.173, costituenti il 29% di tutte le imprese attive nella provincia) rispetto a Pescara (7.409 costituenti il 24% di tutte le imprese attive nella provincia). Con riferimento allo stesso periodo del 2022 hanno registrato una decrescita a livello regionale (-2,1%) più sensibile a a Pescara (-4,1%),Chieti (-2,9%), e come evidenziato anche dall’analisi del trend decennale.

Le imprese individuali straniere attive in Abruzzo al 31 marzo 2023 risultano 10.335 e si distribuiscono per il 22,2% a Chieti (2.291 ditte) e per il 26,3% a Pescara (2.723 ditte). Rispetto al 1° trimestre 2022 si è registrata in Abruzzo una costante contrazione (nella misura del -3,3%), di ancora maggiore consistenza nella provincia di Chieti (-7,2%) ed addirittura più marcata in quella di Pescara (- 8,7%).

Ultima modifica
Mer 02 Ago, 2023