Studi e ricerche

Lombardia e imprenditoria straniera: un tessuto produttivo sempre più vitale

Le imprese a conduzione straniera rappresentano oggi un importante motore per l’economia italiana, contribuendo al rafforzamento del tessuto produttivo e portando innovazione e diversità culturale.

In Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Imprese Migranti di Infocamere, superano le 670 mila unità, pari a circa il 12% del totale, in Lombardia sono 133.291 (14,2% del totale regionale).

L’imprenditoria straniera si manifesta in forme diverse: dal dinamismo urbano di Milano alla maggiore specializzazione artigiana dei territori più piccoli, contribuendo alla vitalità e alla diversificazione dell’economia locale.

Nel territorio MILOMB in particolare operano circa 77.300 imprese straniere, per lo più imprese individuali concentrate nel settore del commercio, dei servizi e delle costruzioni. Di queste il 21,3% sono imprese femminili, il 14% sono imprese giovanili e il 42% imprese artigiane. La crescente presenza di imprenditori stranieri nel comparto artigiano rende sempre più determinante il contributo degli stranieri per la tenuta e la continuità del tessuto produttivo locale, a fronte di una significativa diminuzione degli artigiani italiani.

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Mer 15 Lug, 2026

Gli aspiranti imprenditori del servizio SNI MILOMB

Dall’analisi dei dati del Registro Imprese è stato possibile sia misurare l’impatto del servizio SNI, verificando l'effettivo avvio di nuove imprese da parte dei partecipanti, sia osservare l’evoluzione delle idee di business e individuare i nuovi trend emergenti, attraverso l'analisi delle idee dei partecipanti

Nel triennio 2023, 2024 e primo semestre 2025 lo SNI Formaper- CCIAA Milano Monza Brianza e Lodi ha erogato i suoi servizi di assistenza e formazione a 1.425 partecipanti  di cui 1.364  aspiranti imprenditori/trici e 61 imprenditori/trici. La presenza anche di imprenditori segnala l’esigenza di formazione anche da parte delle imprese già costituite e attive sul mercato.

Le imprese costituite complessivamente nel triennio dai partecipanti, dopo aver fruito dei servizi, sono 171: 92 imprese individuali; 69 società di capitali; 8 società di persone; 2 associazioni

Significativo il numero di imprese avviate da donne (73), crescono anche le imprese create da under 35 (33, con un incremento del +3% dal 2023 al 2024)

L’analisi delle idee presentate dai partecipanti dall’inizio del 2026 ad oggi evidenzia un numero sempre più alto di idee che, pur senza avere un forte contenuto tecnologico, introducono novità nel prodotto, nel servizio o nel modello di business. Alcuni esempi: Cosmetica innovativa; Marketplace; Piattaforme di intermediazione; Business basati su abbonamento o community; Nuovi concept di ristorazione; Prodotti alimentari innovativi; Turismo esperienziale; Esperienze immersive; Videocorsi; Crioterapia; Recupero degli scarti; Servizi ESG

Il 3,6% delle idee rientra nella definizione di innovazione tecnologica: il gruppo più numeroso è quello AI + Software, che rappresenta circa il 62,5% delle iniziative tecnologiche presentate

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Mer 15 Lug, 2026

Veneto | Premio nazionale Olivetti per scuole e imprese. Seconda edizione 2026-2027

Partecipazione gratuita: iscrizioni dal 15 settembre 2026 al 28 febbraio 2027

La Fondazione Adriano Olivetti, in collaborazione con Unioncamere e il Sistema delle camerale, promuove la II edizione del  "Premio nazionale Adriano Olivetti".

Il concorso prevede due bandi: uno rivolto alle scuole e uno alle imprese. Si ispira ai valori di comunità e sostenibilità sociale, di cui Adriano Olivetti è stato convinto sostenitore.

SEZIONE SCUOLE
Il bando è rivolto agli studenti iscritti agli ultimi tre anni degli Istituti scolastici di istruzione secondaria superiore.
Pre-requisito per l'isrizione al concorso: è necessaria la partecipazione al progetto "Lezioni Olivettiane e Certificazione delle Competenze", come riportato nel Bando.
La partecipazione è gratuita.
Iscrizioni dal 15 settembre 2026 al 28 febbraio 2027

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SEZIONE IMPRESE
Il bando per le imprese è rivolto alle aziende con sede in Italia e che si saranno impegnate nel realizzare un progetto innovativo scelto fra le tematiche proposte dal bando.

Le imprese partecipanti dovranno impegnarsi nella realizzazione di un progetto innovativo scelto tra le seguenti aree tematiche:

  • Benessere dei dipendenti, servizi sociali (o welfare aziendale) sviluppo personale e organizzativo
  • Sviluppo locale, sostenibilità relazioni con altre realtà pubbliche e private
  • Attenzione alla cultura e alla ricerca, rapporti con le scuole, editoria industriale
  • Formazione continua del personale
  • Partecipazione, giustizia sociale, integrazione locale – globale
  • Impatto dell’impresa sul territorio e sulla comunità di appartenenza
  • Impegno dell’impresa nello sviluppo del Mezzogiorno 

Nello specifico viene chiesto alle imprese di realizzare e presentare un elaborato che descriva esperienze progettuali passate o in corso riferite ad una delle aree tematiche suindicate, evidenziando gli elementi di innovazione o di rinnovamento dei processi con annesso impatto sulla sostenibilità ambientale e sociale, nonché i benefici diretti apportati o potenzialmente apportabili alle comunità di riferimento.
La partecipazione è gratuita.
Iscrizioni dal 15 settembre 2026 al 28 febbraio 2027

Approfondisci qui 

Per maggiori informazioni Home Venezia Rovigo  

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Mar 14 Lug, 2026

Excelsior | Ravenna Le opportunità di lavoro previste per Giugno-Agosto 2026

Bollettino Excelsior: previsioni occupazionali per la provincia di Ravenna

Nel mese di giugno 2026, le imprese della provincia di Ravenna prevedono di effettuare circa 6.690 entrate. Sebbene il dato mostri un calo rispetto a giugno 2025 (-580 unità), la domanda di lavoro si mantiene significativa, con una proiezione di 14.850 ingressi per l'intero trimestre giugno-agosto.

Ecco i punti chiave rilevati dal Sistema Informativo Excelsior:

  • Settori trainanti: Il comparto dei servizi assorbe la quota maggiore con il 76% delle entrate totali (5.080 unità), trainato in particolare dai servizi di alloggio, ristorazione e turistici (2.470 entrate). L'industria prevede invece 1.130 ingressi.
  • Tipologia contrattuale: Prevalgono nettamente i contratti a termine (81% dei casi), mentre le assunzioni stabili (tempo indeterminato o apprendistato) rappresentano il 19%.
  • Profili ricercati: Le professioni commerciali e dei servizi sono le più richieste (46% del totale). Il 31% delle opportunità è rivolto a giovani con meno di 30 anni.
  • Difficoltà di reperimento: In 35 casi su 100, le imprese segnalano difficoltà nel trovare i profili desiderati. Le aree tecniche e della progettazione risultano le più critiche, con una difficoltà di reperimento che sfiora il 50%.
  • Istruzione ed esperienza: Solo il 4% delle entrate è destinato a laureati, mentre il 42% richiede un diploma di scuola media superiore. Per metà delle posizioni offerte (50%) viene richiesta un'esperienza professionale specifica.

I dati derivano dalle rilevazioni mensili di Unioncamere e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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Mar 14 Lug, 2026

Excelsior | Ferrara Le opportunità di lavoro previste per Giugno-Agosto 2026

Lavoro: a giugno oltre 3.000 assunzioni previste a Ferrara, ma il 41% è difficile da reperire

Nel mese di giugno 2026, le imprese della provincia di Ferrara prevedono di effettuare 3.210 nuove assunzioni. Se si considera l'intero trimestre compreso tra giugno e agosto 2026, le entrate programmate salgono a 9.020 unità.

Nonostante le numerose opportunità, le aziende segnalano una significativa difficoltà di reperimento per il 41% dei profili ricercati. Il mercato del lavoro locale si conferma fortemente orientato al settore dei servizi, che rappresenta il 70% della domanda totale, e alle piccole imprese con meno di 50 dipendenti.

Per quanto riguarda le tipologie contrattuali, l'88% delle entrate previste sarà a termine (principalmente a tempo determinato), mentre solo il 12% dei contratti offerti sarà stabile. I giovani sotto i 30 anni sono i destinatari del 30% delle ricerche di personale.

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Mar 14 Lug, 2026

Il valore del fattore umano nell'era dell'AI

In un mercato sempre più dominato da algoritmi e risposte automatizzate, paradossalmente il vero vantaggio competitivo per una nuova impresa sta diventando la capacità di connettersi autenticamente con le persone.

Gli ultimi studi di settore evidenziano un trend chiaro: mentre l'Intelligenza Artificiale standardizza l'accesso alle informazioni, elementi come la fiducia, la reputazione e il senso di appartenenza a una comunità generano un valore economico enorme e non replicabile dalle macchine.

Per chi sta lanciando una startup o una piccola attività locale nel Molise, questo significa che investire nel customer care, nella trasparenza e nelle relazioni personali non è un "optional romantico", ma una precisa strategia di marketing per fidelizzare i clienti e differenziarsi dai giganti del web.

Per approfondire: LINK 

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Lun 13 Lug, 2026

Rapporto "Medie imprese industriali italiane"

Tensioni internazionali e riflessi sull'economica. Le attese di crescita frenate dall'incertezza globale.

Rapporto "Medie imprese industriali italiane"

XXV Rapporto sulle medie imprese industriali italiane e studio "Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica" realizzati dall'Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e da Unioncamere. Presentati il 30 giugno 2026.

Per il 2026 attesi aumenti di fatturato ed export, ma l'incertezza globale frena le prospettive

Le medie imprese italiane continuano a crescere: per il 2026 stimano un aumento del 2,5% del fatturato e del 2,7% delle esportazioni. Tra le criticità segnalano l'instabilità dello scenario mondiale e le difficoltà nel reperimento di personale. 

Le medie imprese sono una realtà produttiva dinamica sempre più strategica nella nostra economia: producono il 16% del fatturato dell'industria manifatturiera italiana rappresentando il 15% del valore aggiunto e il 13% sia delle esportazioni sia dell'occupazione complessiva. Nell'arco dei ventinove anni osservati, il segmento è cresciuto per numero di imprese (da 3.377 a 3.491), giro d'affari complessivo (+178,3%), vendite oltreconfine (+290,7%) e occupazione (+47,2%).

Le analisi sono focalizzate sulle società di capitali manifatturiere con un assetto proprietario autonomo, una forza lavoro tra 50 e 499 addetti e un fatturato compreso tra 19 e 415 milioni.

Flessibilità, qualità e brand vengono indicate come leve per affrontare l'incertezza. In un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e volatilità dei costi di energia e materie prime, emerge un modello competitivo fortemente orientato all'adattamento, i cui cardini sono la flessibilità e la personalizzazione dell'offerta.

Il posizionamento si fonda soprattutto su asset immateriali, come notorietà e reputazione del brand, qualità dei prodotti con capacità di premium pricing, competenze e professionalità del personale, affiancati da un crescente ruolo di innovazione e know-how tecnologico. Più marginali le leve tradizionali, come prezzo, rete distributiva e sostenibilità.

Nonostante il contesto sfidante, le medie imprese nell'ultimo biennio sono riuscite a preservare redditività e margini, a rafforzare il posizionamento attraverso il consolidamento del brand e ad ampliare la propria offerta.

Esse confermano, inoltre, un'elevata capacità di creazione di valore con una continuità di performance superiore rispetto ad altri segmenti dimensionali. Questa stabilità evidenzia la maggiore resilienza del modello della media impresa italiana, meno esposto a oscillazioni cicliche.

L'85% delle medie imprese è fortemente orientato ai mercati internazionali nel duplice ruolo di importatore ed esportatore, a conferma della rilevanza di questa realtà produttiva nelle catene internazionali del valore. Ma per questo le Mid-Cap sono anche più esposte ai rischi globali, a partire dai costi di approvvigionamento.

Le medie imprese puntano sull'innovazione incrementale di prodotti, servizi o processi per sostenere la produttività, in continuità con un modello produttivo ancora prevalentemente concentrato in settori a bassa e medio-bassa tecnologia. Tuttavia, risulta in crescita la quota delle Mid-Cap pronte ad investire in tecnologie cosiddette "deep-tech" - dall'intelligenza artificiale alla robotica sino al cloud.

Nelle medie imprese italiane la proprietà è nel 65% dei casi in capo a un'unica famiglia o persona fisica. Oltre la metà delle aziende è oggi guidata dalla seconda generazione, mentre il 28% resta ancora nelle mani del fondatore. I board si confermano snelli ma con un profilo anagrafico maturo; nei ruoli decisionali resta limitata la presenza femminile e giovanile.

L'apertura del capitale è un'opportunità riconosciuta ma ancora rimandata. Quando presa in considerazione, è legata soprattutto a obiettivi di crescita come acquisizioni, investimenti e accesso a competenze manageriali esterne, oltre al rafforzamento finanziario.

In uno scenario globale sempre più instabile, le medie imprese italiane confermano la loro capacità di tenuta e adattamento, sostenendo crescita, occupazione e competitività delle filiere produttive. Ma il futuro del segmento si giocherà sempre più sulla capacità di affrontare nodi strutturali - dalle competenze alla governance, fino all'accesso ai capitali - che restano determinanti per consolidare nel tempo la creazione di valore e rafforzare il posizionamento internazionale del sistema produttivo.

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Rapporto "Medie imprese industriali italiane"

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Lun 13 Lug, 2026

Tensioni internazionali e riflessi sull'economica.

Le tensioni internazionali frenano la ripresa iniziata negli ultimi mesi del 2025

Nel primo trimestre del 2026 sono in calo le esportazioni, frenano l'industria manifatturiera e il commercio. Gli approvvigionamenti di materie prime e gli aumenti dei prezzi dei combustibili fossili le principali sfide per le imprese modenesi.

Leggi l'approfondimento sul sito della Camera di Commercio di Modena

 

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Lun 13 Lug, 2026

"Coesione è competizione" - Rapporto di Unioncamere.

Le imprese coesive italiane in crescita, effetti su fatturato e occupazione. Modena ai vertici per concentrazione di queste realtà.

La coesione come base del futuro dell'economia. Studio di Unioncamere, Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, Fondazione Symbola e Intesa Sanpaolo.

Relazioni, fiducia, collaborazione, capacità di fare rete non rappresentano soltanto un elemento sociale o culturale, ma una leva concreta di resilienza e competitività economica nel medio lungo periodo. E' il valore strategico della coesione, approfondito nel rapporto "Coesione è competizione" di Unioncamere, Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, Fondazione Symbola e Intesa Sanpaolo.

Il rapporto analizza e racconta i fattori più significativi della competitività del nostro Paese, sottolineando l'importanza della collaborazione per le imprese. La coesione migliora il legame e il radicamento nelle comunità e nei territori, accresce il senso di appartenenza e soddisfazione di vita dei dipendenti, il coinvolgimento e il dialogo con i clienti: tutto ciò consente in ultima analisi di ottenere anche migliori performance aziendali.

In Italia nel corso dell'ultimo quinquennio le imprese coesive sono aumentate, passando dal 37,4% del 2020 al 43,5% del 2025, così come è cresciuto anche il numero medio di relazioni che le stesse hanno instaurato con i diversi attori delle filiere, dei mercati e dei territori (da 1,7 del 2020 a 2,9 del 2025). Si incrementa soprattutto la collaborazione con banche ed enti non-profit, scuole e università, altre imprese e associazioni di categoria, clienti e istituzioni. È il segno di una coesione più matura, orientata a costruire reti stabili per innovare e competere.

Le evidenze raccolte mostrano che le imprese più "coesive", radicate in reti strutturate di collaborazione, orientate alla qualità del lavoro, aperte al dialogo con istituzioni e società civile, sono anche quelle che investono di più in innovazione, che affrontano meglio le transizioni ambientali e digitali, e che reagiscono con maggiore resilienza agli shock.

L'analisi è stata condotta anche su base provinciale, considerando come il livello di coesività dipenda in larga misura dalla rete di relazioni che l'impresa sviluppa con i soggetti presenti nel contesto territoriale in cui opera. Da questa analisi è risultato che Modena è la terza provincia italiana per concentrazione di imprese coesive dopo Bolzano e Asti, seguita da Cuneo, Rimini, Biella, Rovigo, Trento, Bergamo, Vercelli.

La correlazione tra coesione imprenditoriale e benessere dei territori trova conferma nei dati relativi al valore aggiunto pro-capite. Le regioni che producono più ricchezza sono anche quelle dove le imprese coesive sono più diffuse. Un'evidenza che trova conferma guardando al dettaglio provinciale. Nelle province ad alta densità di imprese coesive, infatti, il valore aggiunto pro-capite è in media più alto rispetto alla media italiana, mentre nei territori con meno imprese coesive tale indicatore è mediamente più basso. Nello specifico, Modena è quinta nella graduatoria delle province "coesive" per valore aggiunto pro-capite preceduta da Milano, Bolzano, Bologna, e Aosta.

Il quadro si completa guardando alla povertà: nelle regioni con la maggiore incidenza di contribuenti con reddito fino a 15mila euro, tutte nel Mezzogiorno, la presenza di imprese coesive è più bassa. Nelle regioni del Nord, dove questo fenomeno è meno diffuso, accade il contrario. La correlazione è speculare e coerente con quanto osservato per il valore aggiunto. Anche in questo caso Modena è quinta tra le province coesive con minore incidenza di contribuenti con reddito fino a 15mila euro dopo Bologna, Monza e Brianza, Reggio Emilia e Novara.

Le motivazioni che danno vita a rapporti duraturi e collaborazioni si possono riassumere principalmente in cinque punti: sicurezza della filiera di fornitura, efficienza energetica e sostenibilità, innovazione, espansione sui mercati esteri, tutela delle professionalità del territorio.

Nel rapporto sono illustrati casi emblematici di collaborazioni tra imprese anche della nostra provincia, come quello della Lar di Campogalliano (Modena) che ha siglato nel 2025 con l'Arena di Macerata un contratto decennale per la produzione di occhialini da piscina, in reshoring dalla Cina, che prevede la progettazione congiunta di tecnologie per trattamenti anti-nebbia delle lenti. Accorciando la filiera, Arena ha ridotto i rischi geopolitici e guadagnato in qualità, sostenibilità e affidabilità produttiva. Lar ha potuto sostenere posti di lavoro e lo sviluppo di tecnologie all'avanguardia in un nuovo impianto unico in Europa.

Un rapporto di fornitura si è trasformato in coprogettazione anche per Ferrari spa e Med-Ex di Maranello. Ferrari ha inaugurato a marzo 2026 un nuovo centro diagnostico con apparecchiature di ultima generazione gestito da Med-Ex, storico partner medico dell'azienda, in cui i dipendenti possono eseguire esami di prevenzione e diagnostica avanzata, in convenzione, grazie al Fondo sanitario. E un accordo con l'Ausl di Modena offre gratuitamente screening mammografici alle donne dei comuni di Maranello, Formigine e Fiorano Modenese.

D'altronde, saper instaurare una relazione coesiva ed efficace con i propri lavoratori, attraverso progetti per migliorarne il benessere, la qualità della vita, le competenze e il coinvolgimento nelle decisioni, nei risultati e nei valori aziendali, è ormai riconosciuto come uno strumento imprescindibile per lo sviluppo della competitività aziendale.

Come accade anche in Gulliver, cooperativa sociale di Modena, citata tra le sette imprese italiane che hanno presentato i progetti di maggior valore finanziati dal bando pubblico #Riparto, per il sostegno alla genitorialità attraverso percorsi di welfare aziendale che agevolano il rientro al lavoro delle madri, favoriscono la natalità e il work-life balance.

Infine, nel report è citata una case history d'eccellenza, la Motor Valley University of Emilia-Romagna - MUNER, fondata nel 2017 in sinergia tra 22 aziende automotive e 4 atenei del territorio per formare i talenti indispensabili ad assicurare competitività e futuro alla filiera. L'iniziativa nasce per superare il mismatch occupazionale avvalendosi della co-progettazione dei piani di studio; un comitato di indirizzo, infatti, allinea costantemente le competenze in uscita con le reali esigenze del mercato. La didattica è svolta in collaborazione tra docenti accademici ed esperti provenienti dal mondo industriale, una vera e propria formazione immersiva con tirocini e tesi svolti per il 75% in azienda. L'efficacia del sistema è evidente: il tasso di occupazione sfiora il 98% a un anno dal titolo. MUNER attira studenti da tutto il mondo, contribuendo a consolidare il posizionamento della Motor Valley come hub globale dell'innovazione automotive e con ricadute positive anche sull'economia del territorio.

Da sempre le imprese collaborano. L'ennesima crisi che il sistema industriale italiano si trova oggi ad affrontare non fa che spingere l'acceleratore sull'importanza strategica di dare vita a modelli di cooperazione, alleanza, coesione industriale o commerciale, che diventano allo stesso tempo acceleratori di competitività, in grado di portare benefici a tutti i soggetti coinvolti.

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Rapporto "Coesione è competizione"

 

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Lun 13 Lug, 2026

"L'economia dell'Emilia-Romagna" con focus su innovazione e filiera automotive

Presentato presso la Camera di Commercio di Modena il Rapporto di Banca d'Italia.

E' disponibile il rapporto presentato lo scorso 18 giugno presso la Camera di Commercio di Modena.

L'anno 2025 è stato caratterizzato da uno scenario di crescita debole. I segnali di maggiore slancio registrati nell'ultimo trimestre si sono spenti con lo scoppio del conflitto nel Golfo Persico, che ha indebolito le già fragili prospettive. Il conseguente shock energetico ha spinto al rialzo i prezzi e abbassato il clima di fiducia. Al di là dell'incertezza geopolitica, appare sempre più evidente come l'innalzamento della produttività, attraverso investimenti in tecnologia e innovazione, sia la strada da intraprendere per il ritorno ad una crescita più intensa e duratura.

Questo, in sintesi, il quadro emerso il 18 giugno 2026 dalla presentazione del Rapporto di Banca d'Italia "L'economia dell'Emilia-Romagna", tenuta alla Camera di Commercio di Modena.

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Lun 13 Lug, 2026