Studi e ricerche

FSC 2021/2027 – Linea di Intervento 03.02 – Turismo e Ospitalità – Agevolazioni alle imprese del settore turistico alberghiero ed extra-alberghiero – Modifica Avviso pubblico e proroga

l Dipartimento del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo pubblica il DDG n. 2106/S11 del 25/06/2025 con il quale è stato approvato l’Avviso per la concessione di agevolazioni alle imprese del settore turistico alberghiero ed extra-alberghiero, che sostituisce il precedente Avviso, approvato con DDG n. 4613/S11 del 19/12/2024.

Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al presente Avviso le imprese, di tutte le dimensioni, incluse quelle inattive, in possesso, alla data di presentazione della domanda, di uno dei codici ATECO 2025 prevalente di cui alla tabella sotto riportata, che intendono realizzare i programmi di investimento di cui al successivo articolo 9 e che rientrano nella classificazione di cui alla L.R. n. 6 del 25.02.2025 e relativo decreto attuativo.

La domanda di agevolazione, previo assolvimento della relativa imposta di bollo, ai sensi di legge (di importo pari ad € 16,00), deve essere presentata all’Irfis esclusivamente attraverso la piattaforma informatica, resa disponibile dal medesimo Istituto, secondo le modalità indicate nel sito internet https://incentivisicilia.irfis.it .

 

 

AGGIORNAMENTO (26/11/2025)

l Dipartimento del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo,  pubblica il DDG n. 4037/S11 del 25/11/2025, con il quale sono stati modificati:

  • l’art. 9 comma 1 lett. c);

  • la voce D.2 della relativa Griglia di ordinamento e valutazione.

E inoltre, vengono prorogati i termini di scadenza per la presentazione delle domande alle ore 17:00 del novantesimo giorno successivo alla pubblicazione del medesimo decreto sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, ovvero al 26/02/2026.

L’intervento è a valere sul FSC 2021/2027 – Linea di intervento 03.02.

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Mar 27 Gen, 2026

Mimit: al via dal 19 gennaio le domande sullo sportello “Net Zero e Rinnovabili e Batterie” con nuove opportunità di accesso

Ampliata la lista delle tecnologie ammesse a seguito dell’aggiornamento del quadro normativo Ue

Dal 19 gennaio e fino al 21 aprile le imprese potranno presentare domanda di agevolazione nell’ambito dello sportello, tuttora aperto, “Net Zero e Rinnovabili e Batterie” dei Contratti di sviluppo, che amplia il proprio perimetro di intervento a seguito dell’aggiornamento del quadro normativo europeo.

La misura, attuativa dell’Investimento M2C2-5.1 del PNRR, è ora accessibile a un ventaglio più ampio di tecnologie pulite. Il provvedimento direttoriale adottato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in attuazione del decreto del ministro Adolfo Urso, ha infatti stabilito che, a decorrere dal 19 gennaio 2026, le agevolazioni possano essere richieste anche per programmi di investimento finalizzati al rafforzamento della capacità produttiva delle tecnologie individuate nella sezione 6 del Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF), nel rispetto dei vincoli propri delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Le domande di agevolazione dovranno essere presentate utilizzando i modelli disponibili nella sezione dedicata ai Contratti di sviluppo del sito invitalia.it, soggetto gestore della misura per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

 

Per maggiori informazioni

  • Decreto direttoriale 15 gennaio 2026 – Ampliamento delle tecnologie ammissibili allo sportello agevolativo “Net Zero e Rinnovabili e Batterie” dei Contratti di sviluppo e fissazione del termine ultimo per la presentazione delle domande di agevolazione

  • Vai alla pagina dedicata ai Contratti di sviluppo

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Mar 27 Gen, 2026

Inps, previsto contributo per le nuove imprese nei settori strategici: come richiederlo

L’Inps ha pubblicato la circolare n.148 nella quale introduce un pacchetto di misure utili per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e aiutarli a mettersi in proprio. Ecco a chi spetta e come funziona


A chi spetta
Il contributo è destinato ai ragazzi e alle ragazze disoccupate che non hanno ancora compiuto 35 anni e che decidono di avviare una nuova attività in Italia. L’agevolazione riguarda le imprese che operano in ambiti considerati importanti per l’innovazione, in particolare quelli legati alle nuove tecnologie, alla trasformazione digitale e alla sostenibilità ambientale. Attenzione ai tempi: il contributo è infatti valido per le attività avviate in un periodo temporale ben definito, compreso tra il 1° luglio del 2024 e il 31 dicembre del 2025.

A quanto ammonta
La disposizione prevede un contributo economico di 500 euro mensili per le imprese avviate tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025 nei settori considerati strategici per lo sviluppo di nuove tecnologie e per la transizione digitale ed ecologica.

L’obiettivo della misura
Le risorse utilizzate per finanziare questa misura provengono da fondi dedicati alle politiche per l’occupazione, con un’attenzione particolare ai giovani, alle persone in cerca di lavoro e a chi si trova in difficoltà nel trovare un’occupazione stabile. L’obiettivo è favorire l’inserimento professionale e incoraggiare anche il lavoro autonomo come alternativa concreta all’impiego tradizionale.

I settori interessati
Possono accedere al contributo le attività che operano nell’industria e nella produzione, ad esempio nei settori alimentare e delle bevande, tessile e abbigliamento, lavorazione della pelle, del legno e della carta, stampa, chimica, farmaceutica, gomma e plastica, materiali non metallici, metallurgia e siderurgia, oltre alla fabbricazione di macchinari, veicoli, apparecchi elettrici ed elettronici, strumenti medicali, mobili e ad altre produzioni industriali, comprese riparazione e manutenzione di impianti e macchinari. Rientrano anche le attività legate all’energia, come la produzione e distribuzione di elettricità, gas e aria condizionata, e quelle ambientali, tra cui la gestione dell’acqua, dei rifiuti e il recupero dei materiali. Il contributo riguarda inoltre l’edilizia e l’ingegneria civile, i trasporti su strada, mare e aria, la logistica e i servizi postali, il settore della comunicazione e dell’informatica (editoria, audiovisivo, telecomunicazioni, sviluppo software e servizi digitali), le professioni tecniche e scientifiche (consulenza, ricerca, architettura, ingegneria, pubblicità), i servizi alle imprese e agli edifici, la scuola e la formazione, la sanità e l’assistenza sociale, le attività culturali, artistiche e sportive, il mondo associativo, i servizi alla persona e la riparazione di beni come computer e oggetti di uso quotidiano.

Come inviare domanda
La richiesta del contributo deve essere presentata esclusivamente online, compilando un apposito modulo con i dati principali dell’impresa e del richiedente. In particolare, occorre indicare le informazioni essenziali sull’azienda (come la data di avvio), il settore in cui opera e la situazione lavorativa della persona che fa domanda al momento dell’apertura dell’attività sul portale online dedicato, utilizzando un’identità digitale. 

Dopo la presentazione della domanda
Una volta inviata la domanda, l’ente competente controlla che tutti i requisiti siano corretti. Se la verifica ha esito positivo, l’accesso al contributo decorre dal mese successivo alla presentazione della richiesta. Viene controllato anche che l’impresa rientri tra quelle ammesse e che la posizione contributiva sia regolare prima di ogni pagamento. La domanda deve essere inoltrata entro 30 giorni dall’effettivo inizio dell’attività. Attenzione: se l’azienda viene solo costituita ma non parte realmente con il lavoro, il beneficio non può essere richiesto finché non c’è l’avvio concreto dell’attività. In questo caso, i 30 giorni decorrono dalla data in cui l’impresa inizia davvero a operare. Dopo l’invio, è possibile controllare lo stato della pratica, scaricare ricevute, verificare eventuali problemi e seguire i pagamenti. Chi non possiede strumenti digitali può farsi aiutare da enti di assistenza o dal servizio telefonico dedicato.

In caso di rigetto della domanda
Se la domanda viene respinta, è possibile chiedere una nuova valutazione direttamente online, entrando nella stessa area del sito dove era stata presentata la richiesta iniziale. All’accesso, il sistema mostra la domanda tra le pratiche recenti e consente di visualizzarla anche in una sezione dedicata a tutte le richieste inviate. Aprendo il dettaglio della pratica respinta, si trova l’opzione per richiedere il riesame. È necessario spiegare i motivi della richiesta, fornire eventuali chiarimenti utili e allegare documenti che supportino la propria posizione. Una volta inviata la domanda di revisione, viene rilasciata una ricevuta con numero identificativo. Il consiglio è presentarla entro 30 giorni. Resta possibile anche rivolgersi al giudice.

Recupero delle somme e obblighi
Chi ottiene il contributo senza averne diritto o perde i requisiti durante il periodo di utilizzo è obbligato a restituire le somme ricevute a partire dal mese in cui le condizioni non sono più valide. Per conservare il beneficio, l’attività deve continuare regolarmente per tutta la durata del sostegno. Se l’impresa è costituita in forma societaria, il beneficiario deve restare parte dell’azienda: in caso di uscita o vendita delle quote, il contributo spetta solo fino a quella data. Le spese dichiarate devono essere reali, documentate e coerenti con le finalità del contributo. In caso di dichiarazioni false o irregolarità, possono scattare conseguenze anche di natura penale.

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Mar 27 Gen, 2026

Transizione 5.0: nuovi incentivi nel 2026

La chiusura anticipata dei fondi di Transizione 5.0 ha obbligato le imprese a fare i conti con una misura partita tardi e finita troppo presto. Le domande già inviate restano valide in ordine cronologico, mentre l’attenzione si sposta sul nuovo programma 2026 basato sui maxi-ammortamenti.

l piano Transizione 5.0, pensato per sostenere investimenti digitali e di efficientamento energetico nel biennio 2024–2025, ha terminato rapidamente le proprie risorse. Il piano disponeva inizialmente di 6,3 miliardi, poi ridotti a 2,5 miliardi con la revisione del PNRR. Il decreto attuativo, arrivato solo nell’agosto 2024, ne ha rallentato la partenza e la complessità normativa ha frenato l’adesione delle imprese.

Il contesto è cambiato con la Legge di Bilancio 2025, che ha introdotto semplificazioni significative, come l’unione dei primi due scaglioni e la presunzione di risparmio energetico per gli investimenti sostitutivi di beni obsoleti. Anche FAQ e chiarimenti pubblicati da Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e GSE (Gestore dei servizi energetici) hanno contribuito a rendere più accessibile la misura.

Nella seconda metà del 2025 le richieste sono aumentate con forza, superando i 2,8 miliardi di euro già il 6 novembre. Per evitare il superamento del limite concordato con la Commissione UE, il Mimit ha chiuso la piattaforma, consentendo solo il completamento delle domande già presentate.

Le imprese che hanno già inviato la documentazione possono procedere regolarmente. Le richieste saranno gestite anche se il totale dovesse superare il tetto disponibile. La possibilità di una riapertura è considerata remota e dipende esclusivamente da eventuali rinunce.
l nuovo scenario 2026: maxi-ammortamenti e ritorno a una politica industriale più stabile
Esaurita la Transizione 5.0, la politica industriale si sposta ora verso il nuovo piano incentivi previsto per il 2026. Il Governo ha delineato un programma da 4 miliardi di euro basato sui maxi-ammortamenti, che sostituirà definitivamente i crediti d’imposta. L’obiettivo è offrire uno strumento stabile, semplice da applicare e più prevedibile.

Il nuovo modello, ispirato al piano Industria 4.0, riconoscerà maggiorazioni fiscali differenziate sulla base dell’entità dell’investimento, con incrementi particolarmente vantaggiosi per le imprese che raggiungeranno obiettivi di riduzione dei consumi energetici. Il piano comprenderà investimenti in beni strumentali materiali e immateriali, oltre a soluzioni per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e impianti di stoccaggio.

A livello territoriale, la legge di bilancio introduce inoltre un credito d’imposta triennale per la Zona Economica Speciale del Mezzogiorno, attivo dal 2026 al 2028. Restano escluse, almeno per ora, le attività di formazione e innovazione tecnologica, mentre potrebbero aprirsi spazi limitati per il credito d’imposta del 10% dedicato all’ideazione estetica.

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Mar 27 Gen, 2026

Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025)

Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025)

Vi informiamo che sul sito www.unioncamereveneto.it è disponibile il “Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025), il report statistico mensile curato dall'Area studi e ricerche di Unioncamere del Veneto, che fornisce un quadro aggiornato dei principali indicatori economici. 

In questo numero sono stati aggiornati al terzo trimestre 2025 i dati su:

  • Occupati e tassi di attività, occupazione e disoccupazione
  • Esportazioni, Importazioni e relativo saldo commerciale
  • Compravendite immobiliari residenziali

Sono stati revisionati i dati sulle previsioni del Pil dell'Italia e dell'Area Euro.

Altre informazioni economiche sono disponibili:

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Ven 09 Gen, 2026

Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025)

Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025)

Vi informiamo che sul sito www.unioncamereveneto.it è disponibile il “Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025), il report statistico mensile curato dall'Area studi e ricerche di Unioncamere del Veneto, che fornisce un quadro aggiornato dei principali indicatori economici. 

In questo numero sono stati aggiornati al terzo trimestre 2025 i dati su:

  • Occupati e tassi di attività, occupazione e disoccupazione
  • Esportazioni, Importazioni e relativo saldo commerciale
  • Compravendite immobiliari residenziali

Sono stati revisionati i dati sulle previsioni del Pil dell'Italia e dell'Area Euro.

Altre informazioni economiche sono disponibili:

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Ven 09 Gen, 2026

Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025)

Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025)

Vi informiamo che sul sito www.unioncamereveneto.it è disponibile il “Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025), il report statistico mensile curato dall'Area studi e ricerche di Unioncamere del Veneto, che fornisce un quadro aggiornato dei principali indicatori economici. 

In questo numero sono stati aggiornati al terzo trimestre 2025 i dati su:

  • Occupati e tassi di attività, occupazione e disoccupazione
  • Esportazioni, Importazioni e relativo saldo commerciale
  • Compravendite immobiliari residenziali

Sono stati revisionati i dati sulle previsioni del Pil dell'Italia e dell'Area Euro.

Altre informazioni economiche sono disponibili:

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Ven 09 Gen, 2026

Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025)

Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025)

Vi informiamo che sul sito www.unioncamereveneto.it è disponibile il “Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025), il report statistico mensile curato dall'Area studi e ricerche di Unioncamere del Veneto, che fornisce un quadro aggiornato dei principali indicatori economici. 

In questo numero sono stati aggiornati al terzo trimestre 2025 i dati su:

  • Occupati e tassi di attività, occupazione e disoccupazione
  • Esportazioni, Importazioni e relativo saldo commerciale
  • Compravendite immobiliari residenziali

Sono stati revisionati i dati sulle previsioni del Pil dell'Italia e dell'Area Euro.

Altre informazioni economiche sono disponibili:

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Ven 09 Gen, 2026

Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025)

Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025)

Vi informiamo che sul sito www.unioncamereveneto.it è disponibile il “Barometro dell’economia regionale” (n.12/2025), il report statistico mensile curato dall'Area studi e ricerche di Unioncamere del Veneto, che fornisce un quadro aggiornato dei principali indicatori economici. 

In questo numero sono stati aggiornati al terzo trimestre 2025 i dati su:

  • Occupati e tassi di attività, occupazione e disoccupazione
  • Esportazioni, Importazioni e relativo saldo commerciale
  • Compravendite immobiliari residenziali

Sono stati revisionati i dati sulle previsioni del Pil dell'Italia e dell'Area Euro.

Altre informazioni economiche sono disponibili:

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Ven 09 Gen, 2026

DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE - III Trimestre 2025

Focus Vercelli

Il sistema imprenditoriale della provincia di Vercelli registra una stabilità nel corso del terzo trimestre 2025: il saldo anagrafico delle imprese della provincia è pari, infatti a +7 unità a fronte di 141 iscrizioni e 134 cessazioni (al netto delle 12 cancellazioni d’ufficio).

Il bilancio tra le imprese iscritte e le imprese cessate si traduce, pertanto, in un tasso pari al +0,05%.

Lo stock di imprese registrate al 30 settembre 2025 ammonta complessivamente a 14.813 unità.

A livello settoriale l’industria in senso stretto risulta in calo (-0,34%), così come il commercio (-0,37%), mentre crescono gli altri servizi (+0,67%).

Tra le forme giuridiche le società di capitali registrano un tasso di crescita positivo, pari al +0,59%.

Per quanto riguarda le imprese artigiane, nel corso del periodo in esame si rilevano 53 iscrizioni e 58 cessazioni (oltre ad una d’ufficio), portando il numero di imprese registrate a 4.246 unità. 

 

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Gio 08 Gen, 2026