Studi e ricerche

Servizio Dataview, indicatori congiunturali e tessuto imprenditoriale (gennaio 2026)

Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia: pubblicati i dati relativi agli indicatori congiunturali delle tre province.

Nella sezione “informazione economica” del sito della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, sono disponibili i dati relativi agli indicatori congiunturali e al tessuto imprenditoriale (gennaio 2026) del servizio Dataview.

Disponibili al seguente link: https://czkrvv.camcom.it/informazione-economica/studi/statistica/.

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Mar 07 Apr, 2026

Servizio Dataview, START-UP INNOVATIVE (FEBBRAIO 2026)

Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia: pubblicati i dati relativi alle start-up innovative nelle tre province.

Nella sezione “informazione economica” del sito della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, sono stati pubblicati i dati relativi alle start-up innovative (febbraio 2026) del servizio Dataview.

Disponibili al seguente link: https://czkrvv.camcom.it/informazione-economica/studi/statistica/.

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Mar 07 Apr, 2026

101 startup innovative che le aziende dovrebbero seguire nel 2026

Le startup sono giovani realtà imprenditoriali in grado di portare innovazione e trasformazione nei mercati e nelle industry, perciò le aziende che conoscono i benefici dell’open innovation sono interessate a monitorarle e valutarle.

In Italia, negli ultimi anni, ne sono nate migliaia, attive nei campi più svariati. EconomyUp ha elaborato una selezione, in ordine rigorosamente alfabetico, di startup che sono nate in questi ultimi anni e che sono da conoscere e seguire anche nel 2026.

Sono tutte imprese con sede in Italia, fondate dal 2020 in poi, e operano in diverse industry: dal banking al retail, dalla smart mobility all’automotive, dal proptech all’insurance e altro ancora. 

Fonte: EconomyUp, 18 dicembre 2025

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Mar 07 Apr, 2026

Identikit sulle aspiranti imprenditrici del territorio MILOMB_dati 2025

Sono circa 1.000 gli aspiranti imprenditori e imprenditrici che nel 2025 si sono rivolti a Formaper, società in house della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza e Lodi, per sviluppare la propria idea imprenditoriale. Le donne rappresentano circa il 48% del totale, confermando una presenza sempre più significativa nel panorama dell’imprenditoria locale. 

La distribuzione per fascia d’età mostra che la maggior parte ha tra i 35 e i 50 anni (43,5%), seguono le over 50 (28,4%), la fascia 25–35 anni (19,4%) e infine le più giovani tra i 18 e i 25 anni che rappresentano l’8,7% del totale.

Tra le aspiranti imprenditrici, circa la metà svolge già un’attività lavorativa. Eppure, il desiderio di mettersi in proprio rimane forte. Per molte di loro, la formazione diventa lo strumento chiave per acquisire competenze e trasformare un’idea in un vero progetto imprenditoriale. 

Le richieste di supporto riguardano soprattutto gli aspetti pratici legati all’avvio d’impresa: dalle procedure burocratiche e amministrative alla scelta della forma giuridica, fino alle opportunità di finanziamento e ai regimi fiscali. Grande interesse anche per gli strumenti di pianificazione, come il Business Model Canvas e il Business Plan, indispensabili per definire e sviluppare il proprio progetto d’impresa.

Formaper mette a disposizione gratuitamente colloqui di primo orientamento, incontri con professionisti e attività di formazione, confermandosi punto di riferimento per chi desidera trasformare una passione o un’idea in un lavoro indipendente.
Se sei di MILOMB e stai pensando di avviare una tua attività, contattaci tramite il FORM 

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Mar 07 Apr, 2026

L’Italia delle imprenditrici: un punto di forza per l’economia

L’Italia esprime un dato che merita di essere letto con particolare attenzione nel contesto europeo considerata la presenza del più elevato numero di donne imprenditrici nell’Unione Europea, con oltre 1,6 milioni di imprenditrici tra titolari di impresa e lavoratrici autonome, pari a oltre il 22% del totale del tessuto imprenditoriale nazionale, secondo le rilevazioni di Unioncamere

Questo dato restituisce un elemento ormai consolidato della nostra economia. L’imprenditoria femminile non rappresenta una dimensione marginale del sistema produttivo, ma una sua componente strutturale e dinamica.

La sfida oramai non riguarda soltanto la nascita di nuove imprese femminili, ma soprattutto la capacità di accompagnarle verso una fase di rafforzamento dimensionale, patrimoniale e competitivo, condizione indispensabile per affrontare le trasformazioni dell’economia contemporanea. Le criticità più ricorrenti si concentrano in particolare su alcuni ambiti ben noti: l’accesso al credito, la patrimonializzazione delle imprese e l’integrazione nei circuiti dell’innovazione. Non a caso, sebbene la presenza femminile nel sistema imprenditoriale sia ampia e diffusa, la partecipazione delle donne nell’ecosistema delle startup innovative si attesta ancora intorno al 13-14%. 

L’esperienza dell’imprenditorialità femminile sta progressivamente delineando un modello di leadership particolarmente coerente con le esigenze dell’economia contemporanea. Le donne imprenditrici dimostrano spesso una forte capacità di armonizzare competenze diverse, di costruire contesti organizzativi equilibrati e di coniugare competitività economica e qualità del lavoro. 

In un’economia sempre più fondata sulla conoscenza, sui servizi avanzati e sulle relazioni, queste caratteristiche non rappresentano soltanto un tratto distintivo della leadership femminile, ma un fattore competitivo per il futuro del sistema produttivo italiano.

Tratto dal post di Giuseppe Arleo, esperto in finanza agevolata e incentivi alle imprese e fondatore di Arleo & Partners

Articolo completo su https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2026/04/03/litalia-delle-imprenditrici-un-punto-di-forza-per-leconomia/?uuid=91_jOgOFlXT

 

 

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Mar 07 Apr, 2026

Comunità Energetiche Rinnovabili, via libera della Giunta regionale a ulteriori 2,5 milioni di euro

Di Sciascio: “La Puglia investe su energia condivisa, sostenibilità e sviluppo dei territori”

La Regione Puglia conferma il proprio impegno nel promuovere un sistema energetico decentrato, solidale e innovativo, in cui le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) diventano pilastri della transizione ecologica. La Giunta regionale ha difatti approvato un ulteriore stanziamento di 2,5 milioni di euro per finanziare progetti finalizzati alla costituzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, rafforzando l’Avviso pubblico a sportello già attivo nell’ambito del Programma Regionale POFESR 2021-2027.

Il bando regionale, aperto dal 25 giugno 2025 e con scadenza fissata al 16 aprile, sostiene i costi di avvio e costituzione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, finanziando studi di fattibilità, analisi energetiche, azioni di animazione territoriale, spese legali e amministrative necessarie alla creazione delle CER. L’avviso è disponibile sul portale regionale delle politiche energetiche e punta a favorire la nascita di nuove comunità energetiche su tutto il territorio pugliese.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano uno degli strumenti più innovativi per la transizione energetica: gruppi di cittadini, imprese, enti locali e soggetti pubblici che collaborano per produrre, condividere e consumare energia da fonti rinnovabili attraverso impianti locali, generando benefici ambientali, economici e sociali per le comunità e contribuendo alla riduzione dei consumi e della povertà energetica. Il modello si fonda sull’autoconsumo collettivo, sulla sostenibilità e sulla responsabilità intergenerazionale, promuovendo un sistema energetico più resiliente, diffuso e partecipato.

Questo nuovo stanziamento si inserisce in una strategia più ampia della Regione Puglia che prevede, nei prossimi mesi, un secondo avviso dedicato al finanziamento degli investimenti per la realizzazione degli impianti, con una dotazione prevista di circa 15 milioni di euro e contributi a fondo perduto fino al 40% delle spese. In caso di ulteriore successo della misura, è prevista anche una possibile integrazione di ulteriori 10 milioni di euro attraverso risorse FSC già destinate alla Regione. A ciò si aggiunge il bando a valere sul Piano territoriale per la Provincia di Taranto (JTF) di prossima pubblicazione, con una dotazione di 7,9 milioni di euro a sostegno delle CER, oltre al supporto a progetti pilota già avviati sul territorio.

“Con questo ulteriore stanziamento – dichiara l’assessore allo Sviluppo economico e lavoro, Eugenio Di Sciascio – la Regione Puglia rafforza una strategia chiara e coerente che mette al centro la crescita sostenibile dei territori, l’innovazione energetica e la partecipazione delle comunità locali. Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano uno strumento concreto per costruire un modello di sviluppo capace di coniugare sostenibilità ambientale, equilibrio economico e coesione sociale, in piena integrazione con le politiche nazionali ed europee sulla transizione energetica. Vogliamo accompagnare cittadini, enti locali e imprese in un percorso che renda l’energia un bene condiviso, accessibile e solidale, sostenendo sia la fase di costituzione sia quella di investimento. La Puglia crede in un sistema energetico diffuso, resiliente e partecipato, in cui le comunità diventano protagoniste della produzione e dell’utilizzo dell’energia rinnovabile, generando benefici economici per i territori, contrastando la povertà energetica e favorendo nuove opportunità di sviluppo. L’obiettivo è costruire una rete regionale di comunità energetiche forte e capillare, capace di accompagnare la transizione ecologica e di rendere la Puglia sempre più autonoma, competitiva e sostenibile. L’attualità di queste misure, nel pieno di una crisi energetica che mostra già i suoi effetti sulle famiglie e imprese, va quindi sottolineata e vista come una opportunità da cogliere dalla più ampia platea possibile”.

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Gio 02 Apr, 2026

Transizione 5.0: nuovi incentivi nel 2026

La chiusura anticipata dei fondi di Transizione 5.0 ha obbligato le imprese a fare i conti con una misura partita tardi e finita troppo presto. Le domande già inviate restano valide in ordine cronologico, mentre l’attenzione si sposta sul nuovo programma 2026 basato sui maxi-ammortamenti.

l piano Transizione 5.0, pensato per sostenere investimenti digitali e di efficientamento energetico nel biennio 2024–2025, ha terminato rapidamente le proprie risorse. Il piano disponeva inizialmente di 6,3 miliardi, poi ridotti a 2,5 miliardi con la revisione del PNRR. Il decreto attuativo, arrivato solo nell’agosto 2024, ne ha rallentato la partenza e la complessità normativa ha frenato l’adesione delle imprese.

Il contesto è cambiato con la Legge di Bilancio 2025, che ha introdotto semplificazioni significative, come l’unione dei primi due scaglioni e la presunzione di risparmio energetico per gli investimenti sostitutivi di beni obsoleti. Anche FAQ e chiarimenti pubblicati da Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e GSE (Gestore dei servizi energetici) hanno contribuito a rendere più accessibile la misura.

Nella seconda metà del 2025 le richieste sono aumentate con forza, superando i 2,8 miliardi di euro già il 6 novembre. Per evitare il superamento del limite concordato con la Commissione UE, il Mimit ha chiuso la piattaforma, consentendo solo il completamento delle domande già presentate.

Le imprese che hanno già inviato la documentazione possono procedere regolarmente. Le richieste saranno gestite anche se il totale dovesse superare il tetto disponibile. La possibilità di una riapertura è considerata remota e dipende esclusivamente da eventuali rinunce.
l nuovo scenario 2026: maxi-ammortamenti e ritorno a una politica industriale più stabile
Esaurita la Transizione 5.0, la politica industriale si sposta ora verso il nuovo piano incentivi previsto per il 2026. Il Governo ha delineato un programma da 4 miliardi di euro basato sui maxi-ammortamenti, che sostituirà definitivamente i crediti d’imposta. L’obiettivo è offrire uno strumento stabile, semplice da applicare e più prevedibile.

Il nuovo modello, ispirato al piano Industria 4.0, riconoscerà maggiorazioni fiscali differenziate sulla base dell’entità dell’investimento, con incrementi particolarmente vantaggiosi per le imprese che raggiungeranno obiettivi di riduzione dei consumi energetici. Il piano comprenderà investimenti in beni strumentali materiali e immateriali, oltre a soluzioni per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e impianti di stoccaggio.

A livello territoriale, la legge di bilancio introduce inoltre un credito d’imposta triennale per la Zona Economica Speciale del Mezzogiorno, attivo dal 2026 al 2028. Restano escluse, almeno per ora, le attività di formazione e innovazione tecnologica, mentre potrebbero aprirsi spazi limitati per il credito d’imposta del 10% dedicato all’ideazione estetica.

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Gio 02 Apr, 2026

NEL 2025 IN PROVINCIA DI CUNEO DIMINUISCONO LE REALTÀ GUIDATE DA IMPRENDITORI UNDER 35

Lieve flessione per le imprese giovanili cuneesi.

A fine 2025 le imprese giovanili registrate alla Camera di commercio di Cuneo sono 5.863 e rappresentano il 9,1% delle attività aventi sede legale sul territorio provinciale e il 16,2% delle 36.228 realtà guidate da giovani registrate in Piemonte. 

Nel 98,3% dei casi si tratta di microimprese, ovvero aziende con un numero di dipendenti inferiore alle dieci unità. 

A fronte di 1.055 nuove iscrizioni e 388 cessazioni (al netto delle cancellazioni d’ufficio), che hanno determinato un tasso di natalità del 17,9% e un tasso di mortalità del 6,6%, il saldo si conferma positivo con +667 unità, migliorando il risultato dell’anno precedente (+637). 

Malgrado questo saldo positivo, a livello di stock abbiamo assistito a una lieve flessione (-0,6%, -37 unità), dovuta al naturale invecchiamento degli imprenditori che, al compimento del 35° anno escono dalla categoria "under 35" e non possono più essere considerati imprese giovanili. 

Tuttavia, la tenuta di Cuneo è migliore rispetto al dato regionale (-0,8%) e nazionale (-2,6%).

Dai vitalità al territorio cuneese e realizza il tuo progetto!

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Gio 02 Apr, 2026

Divulgazione incentivo: credito d'imposta per incubatori e acceleratori certificati

Il Ministero delle Imprese e del made in Italy ha introdotto un nuovo incentivo destinato agli incubatori e acceleratori certificati che investono nel capitale di startup innovative.

Si tratta di un credito d’imposta pari all’8% dell’investimento effettuato nel capitale delle startup innovative:

  • ·        Importo massimo agevolabile: 500.000 € per periodo d’imposta;
  • ·         L’investimento deve essere mantenuto per almeno 3 anni;
  • ·         Il credito è concesso nel rispetto del regime de minimis (massimo 300.000 € in tre anni) ed è utilizzabile solo in        compensazione tramite F24.

 

Chi può accedere

Possono richiedere l’agevolazione gli incubatori e acceleratori certificati, regolarmente attivi e iscritti alla sezione speciale del Registro delle Imprese.

Sono esclusi invece:

·         Imprese in difficoltà o in liquidazione;

·         Soggetti che hanno ricevuto aiuti dall’UE illegali non restituiti;

·         Soggetti con sanzioni interdittive (D.Lgs. 231/2001).

 

Come fare domanda

·         Le domande possono essere presentate dal 30 marzo 2026 e fino ad esaurimento fondi;

·         La dotazione finanziaria è pari a 1,8 milioni di euro all’anno;

·         L’istanza va inviata tramite indirizzo di posta certificata (PEC):  creditoimpostaincubatori@postacert.invitalia.it, ed    utilizzando il modulo elettronico predisposto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).

Per maggiori informazioni, è possibile consultare il seguente link: https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/incentivi-credito-dimposta-dell8-per-incubatori-e-acceleratori-certificati

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Mer 25 Mar, 2026

Nuova Sabatini, rifinanziamento per 650 milioni di euro

La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato la Nuova Sabatini con 650 milioni di euro per gli anni 2026 e 2027.

Il rifinanziamento, che consente di assicurare continuità alla misura di sostegno agli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese, è pari a:

- 200 milioni di euro per l’anno 2026;
- 450 milioni di euro per l’anno 2027.

La Nuova Sabatini prevede la concessione di contributi (in conto impianti) da parte del Ministero a fronte di finanziamenti (bancari o leasing), erogati da banche/intermediari finanziari aderenti alla misura, destinati a:

  1. investimenti in beni strumentali, inerenti all’acquisto, o acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa, attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo e hardware, nonché di software e tecnologie digitali destinati a strutture produttive già esistenti o da impiantare;
  2. investimenti 4.0, relativi all’acquisto, o acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di beni materiali nuovi di fabbrica e immateriali, aventi come finalità la realizzazione di investimenti in tecnologie, compresi gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti;
  3. investimenti green, concernenti l’acquisto, o acquisizione nel caso di operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.

Dal 1° ottobre 2024 è attiva anche la nuova linea di intervento “Sostegno alla capitalizzazione”, che riconosce alle PMI, costituite in forma di società di capitali, un contributo maggiorato rispetto a quello ordinario a fronte di investimenti in beni strumentali, in beni 4.0 e green (coperti sempre con un finanziamento, bancario o in leasing) collegati ad un aumento del capitale sociale:

  • non inferiore al 30% dell’importo del finanziamento deliberato, interamente sottoscritto dalla PMI entro e non oltre i 30 giorni successivi alla concessione del contributo;
  • versato per almeno il 25% (oltre all’intero importo del sovrapprezzo delle azioni, se previsto) oppure per l’intero importo, qualora l’aumento di capitale sia effettuato dall’unico socio ovvero da una società a responsabilità limitata semplificata, entro e non oltre i 30 giorni successivi alla concessione del contributo.

 

Gestione domande

Accedi alla piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it per compilare una nuova domanda di contributo e gestire quelle già presentate.

Per maggiori informazioni, consulta la guida.

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Mer 25 Mar, 2026