Studi e ricerche

Continua a crescere l’imprenditoria femminile nella Bergamasca

Nel 2025 le imprese femminili raggiungono quota 17.478, in aumento dello 0,8% rispetto al 2024

L’imprenditoria femminile a Bergamo è un motore di rinnovamento per l’economia locale: nel 2025 le imprese femminili, cioè le realtà in cui la presenza di donne negli organi di controllo e nelle quote di proprietà supera il 50%, raggiungono infatti quota 17.478 (+0,8% rispetto al 2024). Nello specifico il 77,8% delle imprese femminili è a partecipazione esclusiva di donne, il 17% presenta una forte partecipazione femminile (più del 60%) e il restante 5% una partecipazione maggioritaria. In pratica oltre un’impresa su 5 è guidata da donne, in linea con il trend regionale e nazionale, anche se la strada verso una piena rappresentanza nelle posizioni di controllo e gestione aziendale è ancora lunga: è donna solo il 27% sul totale delle persone che ricoprono cariche e qualifiche. Tra i settori di attività emerge il rafforzamento dei servizi, che si confermano il comparto di punta dell’imprenditoria femminile, seguito dal comparto artigiano legato in particolare alle attività di servizi. Stabili le imprese giovanili con 2.093 unità, mentre cresce l’imprenditoria straniera con 2.379 imprese. 

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Ven 20 Mar, 2026

The Good Farmer Award - CANDIDATURE ENTRO il 15 maggio 2026

Il Gruppo Davines, azienda attiva nel settore della cosmetica professionale con i marchi per l’haircare Davines e per lo skincare, annuncia, per il terzo anno consecutivo, l’apertura delle candidature per “The Good Farmer Award” 2026.

Realizzato in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, è il primo premio in Italia a sostenere i giovani agricoltori che guidano la transizione ecologica attraverso pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologiche, con un approccio sistemico e anche sociale. Il bando è esteso anche alle aziende agricole dedite all’allevamento e impegnate a migliorare il benessere e la salute animale con pratiche che includono, tra le altre, il pascolo all’aperto e la conseguente riduzione dell’uso di farmaci veterinari.

Il bando si rivolge ad agricoltori di età inferiore o uguale a 35 anni al 31 luglio 2026 che gestiscano imprese con certificazione biologica in corso di validità. I due progetti più innovativi e avanzati riceveranno dal Gruppo Davines 10.000 euro ciascuno per l’acquisto di materiali e per interventi finalizzati al miglioramento e allo sviluppo delle attività agroecologiche. Le candidature possono essere inviate dal 10 marzo fino al 15 maggio 2026 compilando il modulo online 
Requisiti necessari per accedere al bando sono l’avere una certificazione biologica in corso di validità e applicare i principi dell’agricoltura biologica rigenerativa e dell’agroecologia. In particolare i giovani agricoltori e le loro aziende dovranno dimostrare di utilizzare almeno tre tra le strategie e le pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologia identificate dal regolamento, tra cui la rotazione colturale, il minimo disturbo del suolo, l’utilizzo di fertilizzanti organici, la coltivazione di alberi associata a campi seminativi o a pascoli, l’uso di colture di copertura come le leguminose e la pacciamatura del terreno (ossia la copertura del terreno con materiale organico come paglia o foglie).
Per maggiori informazioni sulla compilazione e l’invio delle candidature visitare la pagina o inviare e-mail all’indirizzo 
Premiazione il 27 novembre 2026 presso il Davines Group Village a Parma.

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Gio 19 Mar, 2026

Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2025

Le Società Benefit sono imprese che, oltre a perseguire il profitto, integrano nel proprio oggetto sociale una o più finalità di beneficio comune, impegnandosi a generare un impatto positivo e misurabile su società e ambiente. Operano quindi secondo un modello di governance più evoluto, orientato al valore condiviso e alla tutela di tutti gli stakeholder, non solo di soci e azionisti.

Dalla Ricerca Nazionale sulle Società Benefit 2025 emerge che nel triennio 2021-2023, le Società Benefit hanno registrato una crescita del fatturato del +26%, contro il +15,4% delle non-benefit. Anche sul fronte occupazionale il dato è netto: il 62% ha aumentato gli addetti, rispetto al 43% delle altre imprese. 

Non solo crescita: le Benefit mostrano anche una maggiore attenzione al capitale umano. La ricerca evidenzia board più inclusivi, con più donne e più under 40 rispetto alle non-benefit. E proprio dove c’è una governance più giovane si osservano più dinamismo, più assunzioni e politiche salariali più generose. A fine 2024 le Società Benefit censite sono 4.593, diffuse in tutti i settori, con una forte concentrazione nel Nord e in Lombardia. 

Le Società Benefit si confermano così una delle espressioni più interessanti dell’evoluzione del fare impresa in Italia. Una direzione che parla di futuro: più valore economico, più valore sociale, più valore condiviso.

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Mar 17 Mar, 2026

Professione ‘influencer’: 25mila aziende danno spazio ai Digital Content Creator

Sono oltre 25mila le imprese italiane nate intorno alla creazione di contenuti digitali: YouTuber, tiktoker, influencer e video maker che hanno trasformato competenze digitali e creatività in vere e proprie attività economiche strutturate. 

È quanto emerge dalla prima ricerca italiana sul tema, condotta da InfoCamere in collaborazione con l'Università di Padova, che fotografa un fenomeno in forte espansione e mette a fuoco la mappa dell'imprenditorialità digitale nel Paese. Tra il 2015 e il 2024, il numero di Digital Content Creator è cresciuto del 185%, passando da circa 9mila a oltre 25mila imprese. Un'espansione trainata soprattutto dalle aziende "core" (+206%), cioè quelle che operano direttamente nei settori della produzione audiovisiva, del marketing digitale e della gestione di piattaforme online. Ma anche le imprese "ibride" – che integrano la content creation in settori tradizionali come moda, turismo, fitness e consulenza – sono più che raddoppiate (+155%). Il vero punto di svolta si colloca nel biennio 2020-2021, quando la pandemia ha accelerato la domanda di contenuti e servizi di comunicazione online, aprendo nuove opportunità di mercato. Da quel momento, la crescita non si è più fermata.

Fonte: InfoCamere

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Mar 17 Mar, 2026

Start-up innovative: in Molise crescita strutturale e forte specializzazione nell’energia

Il sistema delle start-up innovative del Molise conferma nel 2025 segnali di dinamismo e una crescente qualificazione settoriale. È quanto emerge dall’ultima analisi Dataview del Centro Studi delle Camere di Commercio “Guglielmo Tagliacarne”, su dati Unioncamere-Infocamere.

Densità e andamento nel tempo

Nel 2025 il Molise registra 14,7 start-up innovative ogni 100.000 abitanti, posizionandosi all’11° posto nella graduatoria nazionale. Il dato segna un arretramento rispetto al 2024 (4° posto) e al miglior piazzamento raggiunto nel 2023 (2° posto), ma conferma la presenza di un ecosistema imprenditoriale innovativo ormai strutturato.

Particolarmente significativo l’andamento nel medio periodo: tra il 2016 e il 2025 il numero di start-up innovative è cresciuto del +110%, collocando il Molise al 7° posto in Italia per dinamica di crescita.

Giovani e donne protagonisti dell’innovazione

Le start-up a prevalenza giovanile rappresentano il 16,7% del totale (7° posto nazionale), mentre quelle a prevalenza femminile si attestano al 14,3% (8° posto).

Il dato evidenzia una partecipazione qualificata delle nuove generazioni e una buona presenza dell’imprenditoria femminile nel comparto ad alta tecnologia, elemento strategico per la sostenibilità futura del sistema produttivo regionale.

Energia: un punto di forza distintivo

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la specializzazione settoriale: il 23,8% delle start-up innovative molisane opera in ambito energetico, valore che colloca la regione al 2° posto nazionale.

La concentrazione di imprese ad alto valore tecnologico nel settore dell’energia rappresenta un asset competitivo coerente con le prospettive legate alla transizione ecologica e allo sviluppo sostenibile.

Capitalizzazione: area di miglioramento

L’incidenza delle start-up con un capitale sociale pari o superiore a 10.000 euro si attesta al 19,0% (20° posto nazionale). Il dato evidenzia un livello di capitalizzazione ancora contenuto, aspetto che richiama l’importanza di strumenti di accompagnamento finanziario e di rafforzamento patrimoniale nelle prime fasi di vita dell’impresa.

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Ven 13 Mar, 2026

Impresa donna: la solidità vince sul numero

Nell’Alto Lazio rimane alto il tasso di femminilizzazione imprenditoriale

Nel Reatino le imprese guidate da donne al 31 dicembre 2025 sono 3.731 e l’incidenza delle imprese femminili sul totale resta una delle più alte d’Italia, pari al 26,2% (la media nazionale è del 22,3%) con un calo del 2,89% rispetto all’anno precedente ed un saldo negativo di 111 unità. Ancora più elevato il tasso di femminilizzazione delle imprese viterbesi, pari al 27,4% sul totale. Anche nella Tuscia, dove le imprese femminili sono a fine dicembre 9.980, si registra una flessione, pari al -1,16%, portando le imprese ad una perdita di 117 imprese nel 2025. 

A mostrarlo è l’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere, realizzato con il supporto di SiCamera e Centro studi Tagliacarne che ha rilevato anche a livello nazionale un piccolo passo indietro nei numeri (-0,3% nel 2025 rispetto al 2024, poco più di 4mila in meno) ma un salto di qualità: nella platea del milione e 303mila imprese femminili registrate a dicembre scorso, le aziende con un maggior numero di addetti, più forti e strutturate, stanno prendendo il posto delle piccole imprese al femminile.

Secondo quanto riportato dall’Osservatorio, a calare, in entrambe le province di Rieti e Viterbo, sono soprattutto le imprese individuali e le società di persone mentre sono in aumento le società di capitali.

Nell’Alto Lazio le imprese femminili sono concentrate maggiormente nei comparti dell’agricoltura, dei servizi, del commercio e del turismo.

I dati sono stati diffusi in occasione della prima tappa, in partenza da Lucca, dell’edizione 2026 del Giro d’Italia delle donne che fanno impresa. Il roadshow, promosso da Unioncamere con il coinvolgimento dei Comitati per l’Imprenditoria Femminile, è inserito nel Piano Nazionale dell’Imprenditoria Femminile, gestito da Invitalia in collaborazione con Unioncamere, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e finanziato dai fondi europei del Next Generation EU.

Per sostenere la propensione all’imprenditoria femminile nell’Alto Lazio la Camera di Commercio di Rieti Viterbo ricorda che è attivo con diverse iniziative il proprio il Comitato per l’imprenditoria femminile che è possibile contattare alla pagina dedicata del sito camerale https://www.rivt.camcom.it/it/attivita_34/supporto-alle-imprese_433/comitato-promozione-imprenditoria-femminile_82/

 

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Mer 11 Mar, 2026

Modena Economica n. 1-2026

Uno sguardo sull'economia modenese per i giovani imprenditori e non solo.

L'economia modenese e le strategie della Camera di Commercio di Modena per supportare le attività produttive.

Online puoi trovare il n. 1 del 2026. 

https://www.mo.camcom.it/notizie/online-modena-economica-n-1-2026

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Mer 11 Mar, 2026

Io sono Cultura 2025 - L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi

Quindicesima edizione del rapporto redatto da Fondazione Symbola, Centro Studi Guglielmo Tagliacarne & Deloitte con il sostegno di Unioncamere. 

Il report “Io sono cultura” annualmente quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale. Una filiera, in cui operano soggetti privati, pubblici e del terzo settore che, nel 2024 è cresciuto dal punto di vista del valore aggiunto (112,6 miliardi di euro, in aumento del +2,1% rispetto all’anno precedente e del +19,2% rispetto al 2021). Una filiera complessa e composita in cui si trovano ad operare quasi 289 mila imprese (in crescita del +1,8% rispetto al 2023) e più di 27.700 mila organizzazioni senza scopo di lucro che si occupano di cultura e creatività (il 7,6% del totale delle organizzazioni non-profit). Cultura e creatività, in maniera diretta o indiretta, generano complessivamente un valore aggiunto per circa 302,9 miliardi di euro.

Fonte: Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Guglielmo Tagliacarne & Deloitte. (2025)

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Mar 10 Mar, 2026

Lavori più pagati in Italia, chi sale nella classifica 2026

In Italia i ruoli che pagano di più nel 2026 si concentrano in quattro aree: tecnologia e intelligenza artificiale, finanza e management, ingegneria e supply chain, tecnici specializzati. La nuova mappa premia soprattutto le posizioni che uniscono specializzazione, responsabilità e scarsità di competenze sul mercato.
Il dato più interessante è che non salgono solo i ruoli dirigenziali tradizionali ma entrano stabilmente tra i profili più remunerati anche figure tecniche e operative molto ricercate, come data scientist, cyber security expert, automation engineer, programmatore PLC e meccatronico. È qui che la nuova classifica cambia passo rispetto ai vecchi ranking centrati quasi soltanto sui vertici aziendali.

La nuova classifica fotografa una distribuzione per aree professionali che oggi trainano le retribuzioni. I comparti con le RAL più competitive sono quattro:
- l’area IT e intelligenza artificiale, dove spiccano data scientist, cyber security expert, cloud engineer, IT manager e AI solutions architect. Le aziende italiane hanno investito in modo marcato nell’intelligenza artificiale e questa accelerazione ha spinto in alto i ruoli in grado di trasformare dati, infrastrutture e sicurezza in vantaggio competitivo. Non soltanto competenza tecnica, in questi ruoli pesa la capacità di tenere insieme business, automazione, protezione dei sistemi e impatto concreto sui processi. È questo che spiega perché il comparto tech resti il più forte sul piano retributivo;
- l’area finance, banche e management, con ruoli come CFO, business controller, risk manager e HR manager.  Nei contesti di mercato più incerti continuano a contare moltissimo il controllo dei costi, la gestione del rischio e la capacità di leggere i numeri in chiave strategica. E’ una conferma: le funzioni di governo aziendale continuano a essere tra quelle con il premio salariale più alto, soprattutto quando uniscono responsabilità economica e capacità decisionale.
- l’area ingegneria e supply chain, che valorizza automation engineer, ingegnere ambientale, supply-chain manager e plant manager. In questo cluster contano molto la rarità delle competenze, la capacità di tenere in equilibrio costi, tempi, qualità e trasformazione produttiva. È il motivo per cui questi profili restano al centro della domanda delle imprese industriali più strutturate.
- l’area dei tecnici specializzati, dove emergono meccatronico, programmatore PLC e tecnico commerciale. I tecnici specializzati continuano a spuntare retribuzioni competitive, perché la loro scarsità sul mercato si traduce in un potere negoziale più forte. 
Il tratto comune non è solo il titolo del ruolo, ma il peso strategico che queste figure hanno per le aziende: controllo del rischio, automazione, dati, sicurezza informatica, continuità produttiva, gestione della complessità.
La nuova geografia degli stipendi conferma che Milano e hinterland restano il polo più forte per finance e tech, con livelli retributivi superiori alla media nazionale. Resiste poi il quadrilatero industriale tra Emilia e Veneto, dove si concentrano molti dei profili tecnici e ingegneristici meglio pagati e si consolidano anche hub come Roma, Torino e Bologna, soprattutto nei comparti più avanzati legati a innovazione, difesa e aerospazio. La classifica dei lavori più pagati, quindi, non si legge solo per ruolo ma anche per ecosistema territoriale.

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Mar 10 Mar, 2026

Report "Un mare di opportunità: la Blue Economy nel Salento"

La blue economy incide per quasi il 7% sul complesso dell'economia della provincia di Lecce, collocandola all'11° posto in Italia per numero di imprese e occupati e al 21° per valore assoluto prodotto. Sono alcuni dei dati che emergono dallo studio "Un mare di opportunità: la Blue Economy nel Salento", presentato dal direttore generale del Centro Studi delle Camere di Commercio “G. Tagliacarne”, Gaetano Fausto Esposito, nel convegno organizzato dalla Camera di Commercio di Lecce nell’ambito del Salone nautico internazionale NautiGo 2026.

In allegato le slide presentate durante l'evento.

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Mar 10 Mar, 2026