Studi e ricerche

Donne in proprio: il lavoro autonomo si rafforza solo nei settori più qualificati

Il lavoro autonomo femminile in Italia resiste, ma non decolla. Mentre negli ultimi dieci anni l'occupazione delle donne è aumentata in modo significativo, il numero di imprenditrici, libere professioniste e lavoratrici in proprio è rimasto sostanzialmente fermo. Oggi sono circa 1,5 milioni e rappresentano il 15% dell'occupazione femminile, una quota ancora distante da quella maschile. Dietro questa apparente stabilità si nasconde però un cambiamento importante.

Il lavoro autonomo è sempre più una scelta per donne con un elevato livello di istruzione: il 42% delle lavoratrici indipendenti è laureato e la crescita degli ultimi anni riguarda quasi esclusivamente questa componente. Al contrario, diminuisce il numero delle autonome senza laurea, segno che fare impresa o esercitare una libera professione richiede competenze sempre più specialistiche.

Le professioni ad alta qualificazione sono infatti il principale motore del lavoro autonomo femminile. Un'occupata indipendente su cinque opera nelle attività professionali, scientifiche e tecniche: avvocate, architette, consulenti, commercialiste, ingegnere, traduttrici e altre professioniste rappresentano il gruppo più numeroso. Seguono il commercio, la sanità e assistenza sociale, i servizi alla persona e il settore dell'alloggio e della ristorazione.

Non tutti questi comparti, però, offrono le stesse opportunità. Nel commercio il lavoro autonomo continua a perdere terreno, riflettendo le difficoltà che da anni interessano il piccolo commercio tradizionale. La sanità e l'assistenza sociale mostrano una forte espansione delle libere professioni, grazie alla crescente domanda di servizi sanitari e assistenziali. Ancora più dinamico è il mondo delle attività artistiche, sportive e dell'intrattenimento, che comprende professioni sempre più diffuse come content creator, personal trainer, organizzatrici di eventi e professioniste dello spettacolo. Pur rappresentando una quota limitata dell'occupazione autonoma femminile, questo è il settore che registra la crescita più intensa dell'ultimo decennio. Positivo anche l'andamento dei servizi alla persona, dove continuano a svilupparsi attività come quelle di parrucchiere, estetiste e tatuatrici.

Il quadro che emerge è quello di un lavoro autonomo femminile sempre più selettivo. Crescono le professioni ad alta qualificazione e i servizi legati alla salute, alla creatività e alla cura della persona, mentre arretrano le attività tradizionali, in particolare nel commercio. 

Traatto dall'articolo di Alley Oop - Ilsole24ore

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Mer 15 Lug, 2026

La maggior parte delle startup nel mondo non fallisce per mancanza di idee, ma per problemi strutturali

Necessario l’aiuto delle istituzioni per incentivare l’avvio d’impresa e supportare la fase di crescita

I dati, presentati dal PoliMi GSoM Entrepreneurship Club durante l’Assintel Startup Speed Date, dicono che il 70% delle startup cessa l’attività per esaurimento della liquidità, il 42-43% per assenza di mercato reale, il 23% per composizione inadeguata del team. A questo si aggiunge il fattore timing, ovvero la capacità di arrivare sul mercato nel momento giusto, che spesso pesa sul successo di un’impresa più dell’idea stessa, del team e dei finanziamenti messi insieme. Alla luce di questi dati, servono urgentemente sostegni per le startup su più fronti, come un fondo pre-revenue dedicato in particolare alle startup ICT, a cui spesso manca ossigeno finanziario nelle fasi pre-revenue, incentivi fiscali per gli ecosistemi privati di supporto, semplificazione dell’accesso agli strumenti esistenti e riconoscimento istituzionale degli ecosistemi associativi come infrastrutture abilitanti.

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Mer 15 Lug, 2026

Italia quarta nell'UE per diffusione di imprese con brevetti in tecnologie strategiche

L'Italia è quarta nell'Unione europea per diffusione di imprese con brevetti in tecnologie strategiche (35 ogni 10.000 società di capitali contro una media UE di 21), secondo un working paper della Commissione Europea basato su dati del Centro Studi Tagliacarne

Le Strategic Technologies includono cloud, intelligenza artificiale, big data, quantum computing, tecnologie spaziali catture e stoccaggio dell'anidride carbonica, batteria e stoccaggio energetico ed energie rinnovabili

Queste tecnologie garantiscono un premio di produttività più alto rispetto alle altre: in Italia +10,2% meno di Germania (+16,6%) e Spagna (+15%). Nel dettaglio le tecnologie green Net Zero in Italia generano un aumento di produttività maggiore (+13,7%) rispetto alle Deep tech (+6,7%).

Infine, nello scenario UE, i Paesi piccoli ma tecnologicamente avanzati hanno la maggiore intensità brevettuale mentre i Paesi più grandi concentrano il maggior numero totale di imprese e brevetti nelle tecnologie strategiche

Fonte: Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne

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Mer 15 Lug, 2026

Lombardia e imprenditoria straniera: un tessuto produttivo sempre più vitale

Le imprese a conduzione straniera rappresentano oggi un importante motore per l’economia italiana, contribuendo al rafforzamento del tessuto produttivo e portando innovazione e diversità culturale.

In Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Imprese Migranti di Infocamere, superano le 670 mila unità, pari a circa il 12% del totale, in Lombardia sono 133.291 (14,2% del totale regionale).

L’imprenditoria straniera si manifesta in forme diverse: dal dinamismo urbano di Milano alla maggiore specializzazione artigiana dei territori più piccoli, contribuendo alla vitalità e alla diversificazione dell’economia locale.

Nel territorio MILOMB in particolare operano circa 77.300 imprese straniere, per lo più imprese individuali concentrate nel settore del commercio, dei servizi e delle costruzioni. Di queste il 21,3% sono imprese femminili, il 14% sono imprese giovanili e il 42% imprese artigiane. La crescente presenza di imprenditori stranieri nel comparto artigiano rende sempre più determinante il contributo degli stranieri per la tenuta e la continuità del tessuto produttivo locale, a fronte di una significativa diminuzione degli artigiani italiani.

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Mer 15 Lug, 2026

Gli aspiranti imprenditori del servizio SNI MILOMB

Dall’analisi dei dati del Registro Imprese è stato possibile sia misurare l’impatto del servizio SNI, verificando l'effettivo avvio di nuove imprese da parte dei partecipanti, sia osservare l’evoluzione delle idee di business e individuare i nuovi trend emergenti, attraverso l'analisi delle idee dei partecipanti

Nel triennio 2023, 2024 e primo semestre 2025 lo SNI Formaper- CCIAA Milano Monza Brianza e Lodi ha erogato i suoi servizi di assistenza e formazione a 1.425 partecipanti  di cui 1.364  aspiranti imprenditori/trici e 61 imprenditori/trici. La presenza anche di imprenditori segnala l’esigenza di formazione anche da parte delle imprese già costituite e attive sul mercato.

Le imprese costituite complessivamente nel triennio dai partecipanti, dopo aver fruito dei servizi, sono 171: 92 imprese individuali; 69 società di capitali; 8 società di persone; 2 associazioni

Significativo il numero di imprese avviate da donne (73), crescono anche le imprese create da under 35 (33, con un incremento del +3% dal 2023 al 2024)

L’analisi delle idee presentate dai partecipanti dall’inizio del 2026 ad oggi evidenzia un numero sempre più alto di idee che, pur senza avere un forte contenuto tecnologico, introducono novità nel prodotto, nel servizio o nel modello di business. Alcuni esempi: Cosmetica innovativa; Marketplace; Piattaforme di intermediazione; Business basati su abbonamento o community; Nuovi concept di ristorazione; Prodotti alimentari innovativi; Turismo esperienziale; Esperienze immersive; Videocorsi; Crioterapia; Recupero degli scarti; Servizi ESG

Il 3,6% delle idee rientra nella definizione di innovazione tecnologica: il gruppo più numeroso è quello AI + Software, che rappresenta circa il 62,5% delle iniziative tecnologiche presentate

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Mer 15 Lug, 2026

Veneto | Premio nazionale Olivetti per scuole e imprese. Seconda edizione 2026-2027

Partecipazione gratuita: iscrizioni dal 15 settembre 2026 al 28 febbraio 2027

La Fondazione Adriano Olivetti, in collaborazione con Unioncamere e il Sistema delle camerale, promuove la II edizione del  "Premio nazionale Adriano Olivetti".

Il concorso prevede due bandi: uno rivolto alle scuole e uno alle imprese. Si ispira ai valori di comunità e sostenibilità sociale, di cui Adriano Olivetti è stato convinto sostenitore.

SEZIONE SCUOLE
Il bando è rivolto agli studenti iscritti agli ultimi tre anni degli Istituti scolastici di istruzione secondaria superiore.
Pre-requisito per l'isrizione al concorso: è necessaria la partecipazione al progetto "Lezioni Olivettiane e Certificazione delle Competenze", come riportato nel Bando.
La partecipazione è gratuita.
Iscrizioni dal 15 settembre 2026 al 28 febbraio 2027

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SEZIONE IMPRESE
Il bando per le imprese è rivolto alle aziende con sede in Italia e che si saranno impegnate nel realizzare un progetto innovativo scelto fra le tematiche proposte dal bando.

Le imprese partecipanti dovranno impegnarsi nella realizzazione di un progetto innovativo scelto tra le seguenti aree tematiche:

  • Benessere dei dipendenti, servizi sociali (o welfare aziendale) sviluppo personale e organizzativo
  • Sviluppo locale, sostenibilità relazioni con altre realtà pubbliche e private
  • Attenzione alla cultura e alla ricerca, rapporti con le scuole, editoria industriale
  • Formazione continua del personale
  • Partecipazione, giustizia sociale, integrazione locale – globale
  • Impatto dell’impresa sul territorio e sulla comunità di appartenenza
  • Impegno dell’impresa nello sviluppo del Mezzogiorno 

Nello specifico viene chiesto alle imprese di realizzare e presentare un elaborato che descriva esperienze progettuali passate o in corso riferite ad una delle aree tematiche suindicate, evidenziando gli elementi di innovazione o di rinnovamento dei processi con annesso impatto sulla sostenibilità ambientale e sociale, nonché i benefici diretti apportati o potenzialmente apportabili alle comunità di riferimento.
La partecipazione è gratuita.
Iscrizioni dal 15 settembre 2026 al 28 febbraio 2027

Approfondisci qui 

Per maggiori informazioni Home Venezia Rovigo  

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Mar 14 Lug, 2026

Excelsior | Ravenna Le opportunità di lavoro previste per Giugno-Agosto 2026

Bollettino Excelsior: previsioni occupazionali per la provincia di Ravenna

Nel mese di giugno 2026, le imprese della provincia di Ravenna prevedono di effettuare circa 6.690 entrate. Sebbene il dato mostri un calo rispetto a giugno 2025 (-580 unità), la domanda di lavoro si mantiene significativa, con una proiezione di 14.850 ingressi per l'intero trimestre giugno-agosto.

Ecco i punti chiave rilevati dal Sistema Informativo Excelsior:

  • Settori trainanti: Il comparto dei servizi assorbe la quota maggiore con il 76% delle entrate totali (5.080 unità), trainato in particolare dai servizi di alloggio, ristorazione e turistici (2.470 entrate). L'industria prevede invece 1.130 ingressi.
  • Tipologia contrattuale: Prevalgono nettamente i contratti a termine (81% dei casi), mentre le assunzioni stabili (tempo indeterminato o apprendistato) rappresentano il 19%.
  • Profili ricercati: Le professioni commerciali e dei servizi sono le più richieste (46% del totale). Il 31% delle opportunità è rivolto a giovani con meno di 30 anni.
  • Difficoltà di reperimento: In 35 casi su 100, le imprese segnalano difficoltà nel trovare i profili desiderati. Le aree tecniche e della progettazione risultano le più critiche, con una difficoltà di reperimento che sfiora il 50%.
  • Istruzione ed esperienza: Solo il 4% delle entrate è destinato a laureati, mentre il 42% richiede un diploma di scuola media superiore. Per metà delle posizioni offerte (50%) viene richiesta un'esperienza professionale specifica.

I dati derivano dalle rilevazioni mensili di Unioncamere e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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Mar 14 Lug, 2026

Excelsior | Ferrara Le opportunità di lavoro previste per Giugno-Agosto 2026

Lavoro: a giugno oltre 3.000 assunzioni previste a Ferrara, ma il 41% è difficile da reperire

Nel mese di giugno 2026, le imprese della provincia di Ferrara prevedono di effettuare 3.210 nuove assunzioni. Se si considera l'intero trimestre compreso tra giugno e agosto 2026, le entrate programmate salgono a 9.020 unità.

Nonostante le numerose opportunità, le aziende segnalano una significativa difficoltà di reperimento per il 41% dei profili ricercati. Il mercato del lavoro locale si conferma fortemente orientato al settore dei servizi, che rappresenta il 70% della domanda totale, e alle piccole imprese con meno di 50 dipendenti.

Per quanto riguarda le tipologie contrattuali, l'88% delle entrate previste sarà a termine (principalmente a tempo determinato), mentre solo il 12% dei contratti offerti sarà stabile. I giovani sotto i 30 anni sono i destinatari del 30% delle ricerche di personale.

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Mar 14 Lug, 2026

Il valore del fattore umano nell'era dell'AI

In un mercato sempre più dominato da algoritmi e risposte automatizzate, paradossalmente il vero vantaggio competitivo per una nuova impresa sta diventando la capacità di connettersi autenticamente con le persone.

Gli ultimi studi di settore evidenziano un trend chiaro: mentre l'Intelligenza Artificiale standardizza l'accesso alle informazioni, elementi come la fiducia, la reputazione e il senso di appartenenza a una comunità generano un valore economico enorme e non replicabile dalle macchine.

Per chi sta lanciando una startup o una piccola attività locale nel Molise, questo significa che investire nel customer care, nella trasparenza e nelle relazioni personali non è un "optional romantico", ma una precisa strategia di marketing per fidelizzare i clienti e differenziarsi dai giganti del web.

Per approfondire: LINK 

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Lun 13 Lug, 2026

Rapporto "Medie imprese industriali italiane"

Tensioni internazionali e riflessi sull'economica. Le attese di crescita frenate dall'incertezza globale.

Rapporto "Medie imprese industriali italiane"

XXV Rapporto sulle medie imprese industriali italiane e studio "Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica" realizzati dall'Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e da Unioncamere. Presentati il 30 giugno 2026.

Per il 2026 attesi aumenti di fatturato ed export, ma l'incertezza globale frena le prospettive

Le medie imprese italiane continuano a crescere: per il 2026 stimano un aumento del 2,5% del fatturato e del 2,7% delle esportazioni. Tra le criticità segnalano l'instabilità dello scenario mondiale e le difficoltà nel reperimento di personale. 

Le medie imprese sono una realtà produttiva dinamica sempre più strategica nella nostra economia: producono il 16% del fatturato dell'industria manifatturiera italiana rappresentando il 15% del valore aggiunto e il 13% sia delle esportazioni sia dell'occupazione complessiva. Nell'arco dei ventinove anni osservati, il segmento è cresciuto per numero di imprese (da 3.377 a 3.491), giro d'affari complessivo (+178,3%), vendite oltreconfine (+290,7%) e occupazione (+47,2%).

Le analisi sono focalizzate sulle società di capitali manifatturiere con un assetto proprietario autonomo, una forza lavoro tra 50 e 499 addetti e un fatturato compreso tra 19 e 415 milioni.

Flessibilità, qualità e brand vengono indicate come leve per affrontare l'incertezza. In un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e volatilità dei costi di energia e materie prime, emerge un modello competitivo fortemente orientato all'adattamento, i cui cardini sono la flessibilità e la personalizzazione dell'offerta.

Il posizionamento si fonda soprattutto su asset immateriali, come notorietà e reputazione del brand, qualità dei prodotti con capacità di premium pricing, competenze e professionalità del personale, affiancati da un crescente ruolo di innovazione e know-how tecnologico. Più marginali le leve tradizionali, come prezzo, rete distributiva e sostenibilità.

Nonostante il contesto sfidante, le medie imprese nell'ultimo biennio sono riuscite a preservare redditività e margini, a rafforzare il posizionamento attraverso il consolidamento del brand e ad ampliare la propria offerta.

Esse confermano, inoltre, un'elevata capacità di creazione di valore con una continuità di performance superiore rispetto ad altri segmenti dimensionali. Questa stabilità evidenzia la maggiore resilienza del modello della media impresa italiana, meno esposto a oscillazioni cicliche.

L'85% delle medie imprese è fortemente orientato ai mercati internazionali nel duplice ruolo di importatore ed esportatore, a conferma della rilevanza di questa realtà produttiva nelle catene internazionali del valore. Ma per questo le Mid-Cap sono anche più esposte ai rischi globali, a partire dai costi di approvvigionamento.

Le medie imprese puntano sull'innovazione incrementale di prodotti, servizi o processi per sostenere la produttività, in continuità con un modello produttivo ancora prevalentemente concentrato in settori a bassa e medio-bassa tecnologia. Tuttavia, risulta in crescita la quota delle Mid-Cap pronte ad investire in tecnologie cosiddette "deep-tech" - dall'intelligenza artificiale alla robotica sino al cloud.

Nelle medie imprese italiane la proprietà è nel 65% dei casi in capo a un'unica famiglia o persona fisica. Oltre la metà delle aziende è oggi guidata dalla seconda generazione, mentre il 28% resta ancora nelle mani del fondatore. I board si confermano snelli ma con un profilo anagrafico maturo; nei ruoli decisionali resta limitata la presenza femminile e giovanile.

L'apertura del capitale è un'opportunità riconosciuta ma ancora rimandata. Quando presa in considerazione, è legata soprattutto a obiettivi di crescita come acquisizioni, investimenti e accesso a competenze manageriali esterne, oltre al rafforzamento finanziario.

In uno scenario globale sempre più instabile, le medie imprese italiane confermano la loro capacità di tenuta e adattamento, sostenendo crescita, occupazione e competitività delle filiere produttive. Ma il futuro del segmento si giocherà sempre più sulla capacità di affrontare nodi strutturali - dalle competenze alla governance, fino all'accesso ai capitali - che restano determinanti per consolidare nel tempo la creazione di valore e rafforzare il posizionamento internazionale del sistema produttivo.

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Rapporto "Medie imprese industriali italiane"

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Lun 13 Lug, 2026