Studi e ricerche

Aumentano le imprese modenesi: più 480 attività nel secondo semestre 2026.

Il tessuto imprenditoriale modenese si sta trasformando: meno manifattura, più servizi

Le imprese registrate in provincia di Modena risultano 68.845 al 30 giugno 2026. Nel secondo trimestre dell'anno sono 1.096 le iscrizioni di nuove attività e 616 le cessazioni, al netto delle cancellazioni d'ufficio; pertanto, il saldo risulta positivo di 480 attività. Il tasso di sviluppo risulta dello 0,70%, il più alto tra quelli delle province dell'Emilia-Romagna, che in media presenta un tasso dello 0,53%, leggermente inferiore alla media regionale dello 0,56%.

Queste le prime evidenze diffuse dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena che ha elaborato i dati della demografia imprenditoriale pubblicati da Infocamere.

Anche i risultati del primo semestre sono positivi in quanto da una parte indicano dinamicità delle iscrizioni, che risultano 2.605, in crescita del +1,5% se confrontate con quelle dello stesso periodo dello scorso anno. In parallelo, si evidenzia una contrazione del -0,8% delle cancellazioni che ammontano a 2.075 con un saldo di +530 attività.

Si conferma, tuttavia, la tendenza al progressivo ridimensionamento della consistenza del Registro Imprese, con un calo del -1,1% delle attività registrate rispetto al 30 giugno 2025, a causa dell'attività amministrativa di cancellazione d'ufficio di aziende non più operative da tempo. Tra le registrate, infatti, si contano anche imprese inattive, sospese, in liquidazione o con procedure concorsuali in atto.

Le imprese effettivamente attive in provincia sono 62.468 al 30 giugno 2026 con una perdita di 695 posizioni in un anno, pari al -1,1%. Il tessuto produttivo è sempre più composto da forme giuridiche strutturate come le società di capitali che aumentano del +3%, mentre le società di persone arretrano del -5,4% e le imprese individuali del -2,4%.

Uno sguardo ai settori di attività evidenzia la dinamicità dei settori del terziario quali i servizi di informazione e comunicazione (+3,6%), le attività finanziarie e assicurative (+6,7%), le attività immobiliari (+1,5%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+2,3%). Di contro, si registrano contrazioni per l'agricoltura (-2,8%), la manifattura (-3,4%), le costruzioni (-1,2%) e il commercio (-3,4%). Perdono imprese anche i servizi di trasporto (-3,0%) e di alloggio-ristorazione (-2,0%).

Nell'ambito dell'industria manifatturiera gli unici comparti in aumento sono la manutenzione e riparazione (+2,1%), e la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+2,7%). Perdono consistenza tutte le produzioni caratteristiche della provincia come il tessile abbigliamento (-8,9%), la ceramica (-4,3%) e la metalmeccanica (-3,4%).

Allegati

Grafici e tabelle

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Lun 27 Lug, 2026

Demografia d’impresa in Umbria – Dati Movimprese del secondo trimestre 2026

Primavera in positivo (+347 imprese), ma resta il nodo della tenuta nel lungo periodo

I dati del secondo trimestre 2026 (aprile-giugno) elaborati da Unioncamere e InfoCamere mostrano un saldo positivo per la demografia d’impresa umbra: 1.055 iscrizioni a fronte di 708 cessazioni, per un incremento netto di 347 attività che porta lo stock regionale a 89.186 imprese.

Gli elementi chiave del report:

  • Crescita regionale: Il tasso di crescita trimestrale si attesta allo 0,39%, ponendo l'Umbria al terzultimo posto tra le regioni italiane (media nazionale +0,56%).
  • Trend annuale: Nel confronto tra giugno 2025 e giugno 2026 la regione registra una perdita di 1.122 attività (-1,2%).
  • Performance provinciali: Terni cresce a un ritmo più sostenuto con uno +0,50% (+106 imprese), mentre Perugia garantisce il contributo numerico maggiore in valore assoluto con +241 attività (+0,35%).
  • Segnali positivi dall'artigianato: Dopo anni di contrazione, il comparto artigiano torna in territorio positivo nel trimestre con +55 unità (298 iscrizioni e 243 cessazioni).

«347 imprese in più rappresentano un recupero, ma la perdita annuale segnala una debolezza latente», ha evidenziato il Presidente della Camera di Commercio dell'Umbria, Giorgio Mencaroni. «L'obiettivo è creare le condizioni affinché le nuove realtà superino i primi anni di vita, investano e generino occupazione stabile».

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Lun 27 Lug, 2026

Come aprire un home restaurant

Pubblicata una nuova miniguida aggiornata con l'obiettivo di supportare chi intende avviare un'attività di ristorazione in un contesto domestico o privato.

Il Punto IdeaSì – Camera di commercio della Toscana Nord Ovest, in collaborazione con Fondazione ISI, ha reso disponibile una nuova scheda di approfondimento intitolata "Come avviare un Home Restaurant".

La scheda si articola nei principali aspetti strategici e gestionali legati al settore:

  • Inquadramento dell'Attività: Definizione delle diverse formule (dall'accoglienza in ambito domestico ai servizi di cucina a domicilio) e analisi dei requisiti professionali ed igienico-sanitari richiesti dalla normativa.
  • Modello di Business e Sostenibilità Economica: Indicazioni per strutturare la propria offerta, valutare i costi d'avvio e la gestione dei prezzi per garantire la stabilità finanziaria dell'iniziativa.
  • Analisi e Gestione del Rischio d'Impresa: Spunti di valutazione sui rischi operativi e di mercato per prevenire le criticità tipiche della fase di startup.
  • Promozione e Marketing: Strategie per posizionare il servizio sul mercato, intercettare la clientela target e utilizzare in modo efficace i canali digitali e le piattaforme di settore.

Per informazioni e supporto

Il testo integrale della scheda è consultabile e scaricabile direttamente dal portale SNI. Gli aspiranti imprenditori possono inoltre rivolgersi al Punto IdeaSì per percorsi di orientamento e primo supporto personalizzato.

Consulta e scarica la miniguida

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Ven 24 Lug, 2026

Primo Rapporto nazionale sulla Dimensione Subacquea Italiana

Una fotografia organica di un ecosistema produttivo strategico per il nostro Paese è quella contenuta nel Primo Rapporto nazionale sulla Dimensione Subacquea Italiana, curato dall'Osservatorio OsserMare di Informare in collaborazione con Centro Studi Tagliacarne, Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, Unioncamere e Assonautica Italiana.

Lo studio, presentato lo scorso 16 luglio a Roma presso  la Sala Capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva,  ha l'obiettivo di arrivare alla definizione, all’interno della nostra economia, del ruolo produttivo che rivestono le imprese attive nella dimensione sottomarina. Le 189 imprese censite, come evidenzia l'indagine, operano in diversi ambiti produttivi, generando complessivamente nel 2023 un fatturato di 30,5 miliardi di euro e un valore aggiunto di 7,3 miliardi, mediante l’impiego di 63.458 addetti, pari allo 0,34% dell'occupazione nazionale. Sul piano dell’innovazione, le imprese esaminate detengono complessivamente 12.659 brevetti.

La posizione centrale dell'Italia nell'area mediterranea - ha sottolineato nel suo intervento Andrea Prete, presidente di Unioncamere - ha favorito la concentrazione di infrastrutture critiche che rendono il nostro Paese uno snodo cruciale tra Europa, Africa e Medio Oriente. Da questa centralità derivano rischi e oneri di sorveglianza e manutenzione, ma anche opportunità che le imprese italiane stanno cogliendo: si tratta di un gruppo ristretto dalle grandissime potenzialità e fortemente qualificate, come dimostra l'alto numero dei laureati in esse presenti".

Il Rapporto è scaricabile al seguente link https://ossermare.org/pubblicazioni/1-rapporto-nazionale-sulla-dimensione-subacquea-italiana-2026/

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Ven 24 Lug, 2026

IO SONO CULTURA 2026, il rapporto annuale di Fondazione Symbola e Unioncamere

Io sono cultura 2026, il rapporto annuale che racconta il ruolo della cultura e della creatività nell’economia italiana e nella costruzione di uno sviluppo sostenibile, competitivo e inclusivo.
Arrivata alla sedicesima edizione, l'indagine è realizzata dalla Fondazione Symbola, da Unioncamere, dal Centro Studi Tagliacarne e da Deloitte con la collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo, Fornasetti e con il patrocinio del ministero della Cultura.

"Io sono cultura" è stato presentato il 16 luglio 2026 presso la sede di Universitas Mercatorum a Roma da Giovanni Cannata, rettore Universitas Mercatorum; Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola; Andrea Prete, presidente di Unioncamere; Ernesto Lanzillo, presidente di Deloitte & Touche; Beniamino Quintieri, presidente Istituto per il Credito Sportivo e Culturale.

In allegato :

Rapporto "Io sono cultura 2026"

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Ven 24 Lug, 2026

Imprenditorialità in Italia: la ripresa continua ad essere fragile

L’Italia non ha smesso di fare impresa, ma resta 30esima su 48 economie e continua a scontare burocrazia, poca fiducia e debolezza dell’ecosistema

ll Rapporto GEM 2025-2026 fotografa un’Italia in ripresa sull’attivazione imprenditoriale: il TEA, Total early-stage Entrepreneurial Activity, dato che misura chi sta avviando un’impresa o l’ha avviata da meno di 42 mesi, arriva infatti intorno all’11% della popolazione adulta. La nuova impresa nasce soprattutto dal tentativo di cogliere un’occasione di mercato o di costruire indipendenza economica, più che dall’assenza di alternative occupazionali. 

Se però si guarda agli altri Paesi, l’Italia risulta 30esima su 48 economie nel ranking globale GEM, con le iscrizioni di nuove imprese che restano ferme a circa 325mila nell’ultimo biennio, contro oltre 400mila nel 2010.

Il paradosso è qui: cresce l’attivazione, ma l’Italia resta strutturalmente poco favorevole alla nascita e alla crescita di nuove imprese. Molte persone dichiarano interesse per l’avvio di un’attività, ma solo una parte riesce a passare all’azione. 

Il rapporto identifica con chiarezza le principali aree critiche che si trasformano in ostacoli e difficoltà per chi vuole avviare una nuova impresa: politiche pubbliche a sostegno di startup e imprese in fase iniziale, programmi per l’imprenditorialità, trasferimento tecnologico, formazione imprenditoriale, finanza per l’imprenditorialità, sono tutte aree che non raggiungono la soglia di “accettabilità”.

Inoltre in Italia i tassi di coinvolgimento di giovani e donne sono molto più bassi che altrove: se la base dei potenziali imprenditori non si allarga, il sistema perde idee, competenze, reti e modelli di crescita.

La parte più dinamica del rapporto riguarda le caratteristiche delle nuove iniziative. Le imprese italiane nelle fasi iniziali mostrano un uso crescente delle tecnologie digitali e una forte sensibilità agli aspetti di sostenibilità.

Il Rapporto GEM racconta dunque un Paese che torna ad attivarsi, ma non ha ancora costruito un ambiente capace di trasformare con continuità intenzioni, competenze e idee in nuove imprese solide.

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Gio 23 Lug, 2026

Pubblicato il Rapporto Cuneo 2026

Disponibili i nuovi dati sull'Economia cuneese

La Camera di commercio ha pubblicato il nuovo Rapporto Cuneo 2026 relativo all'andamento economico dell'anno 2025. 

Di seguito alcuni dati macroecomici: 

La provincia di Cuneo nel 2026

  • 80.569 localizzazioni (sedi di impresa+unità locali)
  • +0,11% tasso di crescita del tessuto imprenditoriale
  •  24,7 miliardi di euro Prodotto Interno Lordo (+1,9%)
  •  37.775 euro Valore aggiunto pro-capite (+1,6%)
  •  10,98 miliardi di euro Export (-1,4%)
  •  72,6% tasso di occupazione 15-64 anni (+ 2,1%)
  •  3,3% tasso di disoccupazione 15-64 anni (+0,5%)
  •  2,3 milioni di presenze turistiche (+10,7%)

Per un imprenditore è fondamentale conoscere ed essere consapevoli del territorio in cui si opera! Approfondisci la tematica, individua delle opportunità e delle sfide per il tuo business!

Visita il sito della Camera di commercio di Cuneo: https://www.cn.camcom.it/focus/informazione-economica/rapporto-sulleconomia-provinciale-rapporto-cuneo/rapporto-cuneo-2026

 

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Mer 22 Lug, 2026

Fabbisogni occupazionali delle imprese: a Piacenza nuovi contratti in lieve calo a giugno, previsioni peggiori per il trimestre

A Piacenza a giugno è previsto un -1,1% (2.790 attivazioni). In calo marcato del 10,6% invece le previsioni per il trimestre giugno-agosto 2026. I dati provengono dal sistema Excelsior che ricostruisce, attraverso un'indagine mensile, il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese, svolgendo un’indagine campionaria che coinvolge circa 100.000 soggetti di tutti i settori economici e di tutte le dimensioni, analizzati a livello provinciale e regionale.
Per ogni impresa vengono rilevati i programmi di assunzioni di personale dipendente per i tre mesi successivi e le relative uscite (per pensionamenti, scadenze di contratto, ecc.). Per le assunzioni sono raccolte informazioni analitiche sulle caratteristiche del personale che l'impresa intende acquisire.

L'indagine sui fabbisogni occupazionali delle imprese è condotta da Unioncamere e Camere di commercio, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Sono disponibili i dati Excelsior relativi a Maggio 2026, i dati offrono una panoramica importante sul fabbisogno occupazionale nella provincia di Parma e le relative competenze richieste dal mercato del lavoro.

Nonostante i miglioramenti registrati a maggio e quelli previsti a giugno, continua a mantenersi al di sotto dei livelli registrati nel 2025 il numero dei nuovi contratti che le imprese piacentine intendono attivare.

Dopo il -1,9% registrato lo scorso mese rispetto al maggio 2025 (in aprile la variazione era stata del -8,0%), per il mese corrente le previsioni indicano una flessione che dovrebbe attestarsi all’1,1%, con 2.790 nuovi contratti e un calo limitato a 30 unità rispetto a un anno fa.

Decisamente peggiori, invece, le previsioni per il trimestre giugno-agosto 2026, periodo nel quale sono previste 7.650 attivazioni, con un calo del 10,6% e corrispondente a 910 unità in meno rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

Secondo l'analisi dei dati del rapporto Excelsior, curata dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia, nel mese di giugno sarà l’industria a subire la riduzione maggiore. Con una contrazione di 40 unità, infatti, il comparto vede scendere il totale dei nuovi contratti a quota 620, registrando una perdita del 6,1%. Nello specifico dei singoli segmenti si prevedono 450 nuovi contratti nel manifatturiero e nelle public utilities, mentre le costruzioni si fermeranno a 180. Anche i servizi piacentini, che da soli assorbono il 72,4% delle nuove attivazioni totali, mostrano un lieve calo (-1,0%) rispetto a giugno 2025, attestandosi a 2.020 unità (20 in meno). All'interno di questo macrosettore, la quota maggiore di nuovi contratti è appannaggio dei servizi alle imprese con 810 unità, seguiti dal commercio con 610, dalle attività di alloggio e ristorazione con 330 e dai servizi alla persona con 270.

L’unico segnale positivo arriva dal settore primario, che prevede 140 nuovi contratti, equivalenti a un incremento del 16,7%, 20 nuove entrate in più rispetto all'anno scorso.

Le proiezioni per l’intero trimestre giugno-agosto 2026, come si è detto, confermano un aggravamento della flessione, che si intensificherà in tutti i comparti.

L’industria scende a 1.690 nuovi contratti (210 rispetto al periodo di riferimento), con una flessione dell’11,1%.

Anche nei servizi è prevista una significativa diminuzione (-9,7%), con 590 attivazioni in meno rispetto allo stesso trimestre 2025.

La distribuzione trimestrale vedrà i servizi alle imprese assorbire 2.170 attivazioni, il commercio 1.800, il comparto dell'alloggio e della ristorazione 880 e i servizi alla persona 620.

Un'inversione di tendenza si registrerà invece in agricoltura, dove le stime indicano un significativo calo del 16,9%, che equivale a 100 unità in meno nei tre mesi, per un totale di 490 contratti.

Sul piano strutturale, le realtà provinciali interessate a incrementare i propri organici nel mese di giugno rappresentano il 18,0% del totale. Per quanto riguarda le tipologie contrattuali, le imprese si avvarranno della formula a tempo determinato nel 50,0% dei casi, seguita dalla somministrazione con il 24,0%. Per il tempo indeterminato e l’apprendistato si prevedono invece rispettivamente il 14,0% e il 4,0% delle nuove entrate.

Le aziende piacentine prevedono inoltre di indirizzare il 53,0% delle nuove attivazioni a candidati con esperienza professionale specifica nello stesso settore, mentre ai giovani lavoratori under 29 intendono riservare una quota del 32,1%.

Persiste, infine, la diffusa difficoltà nel reperimento delle risorse umane necessarie: le imprese stimano, infatti, che il 45,5% delle nuove entrate rimarrà vacante. Le cause di tale criticità vengono individuate principalmente nella mancanza di candidature per il 28,9% dei casi e nella non del tutto adeguata preparazione degli aspiranti per il 13,9%.

L’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea.

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Gio 16 Lug, 2026

Fabbisogni occupazionali delle imprese: in giugno accelera la flessione dei nuovi contratti in provincia di Parma

A Parma previste 4.200 attivazioni, con un calo del 10,3% rispetto allo stesso mese del 2025. I dati provengono dal sistema Excelsior che ricostruisce, attraverso un'indagine mensile, il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese, svolgendo un’indagine campionaria che coinvolge circa 100.000 soggetti di tutti i settori economici e di tutte le dimensioni, analizzati a livello provinciale e regionale.
Per ogni impresa vengono rilevati i programmi di assunzioni di personale dipendente per i tre mesi successivi e le relative uscite (per pensionamenti, scadenze di contratto, ecc.). Per le assunzioni sono raccolte informazioni analitiche sulle caratteristiche del personale che l'impresa intende acquisire.

L'indagine sui fabbisogni occupazionali delle imprese è condotta da Unioncamere e Camere di commercio, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Sono disponibili i dati Excelsior relativi a Maggio 2026, i dati offrono una panoramica importante sul fabbisogno occupazionale nella provincia di Parma e le relative competenze richieste dal mercato del lavoro.

odo nel quale sono previste 12.540 nuove attivazioni, con una contrazione di 1.290 unità su base annua.

Secondo le rilevazioni del rapporto mensile Excelsior, elaborate dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia, il settore dei servizi assorbirà, a giugno, la quota principale delle nuove attivazioni con 2.460 unità, subendo tuttavia un calo del 12,8%, corrispondente a 360 contratti in meno rispetto all'anno precedente. All'interno di questo comparto, che da solo copre il 58,6% delle nuove entrate, la distribuzione vede in prima fila i servizi alle imprese con 910 nuove attivazioni, seguiti dal comparto dell'alloggio e ristorazione con 560 unità, dal commercio con 540 e dai servizi alla persona con 450.

L'industria, dal canto suo, prevede 1.600 nuovi contratti, registrando una flessione di 110 unità nel mese, corrispondente a un -6,4%. Nello specifico, il comparto manifatturiero e delle public utilities esprimerà 1.290 nuove attivazioni, mentre le costruzioni si attesteranno a 310.

Di segno negativo risulta anche il settore primario che, con 150 nuovi contratti, registra un decremento percentualmente rilevante (-6,3%), ma corrispondente a sole 10 unità in meno.

Le proiezioni per l’intero trimestre giugno-agosto 2026 confermano flussi negativi nei due principali comparti aziendali parmensi. I servizi guideranno la domanda con 6.980 nuovi contratti, scontando però una contrazione di 850 unità rispetto al trimestre dell'anno precedente (-10,9%). Più nel dettaglio, si prevedono 2.710 nuove attivazioni nei servizi alle imprese, 1.570 nel comparto turistico e della ristorazione, 1.440 nel commercio e 1.270 nei servizi alla persona.

Il settore industriale esprimerà complessivamente 5.000 nuovi contratti, di cui 4.130 concentrati nella manifattura e 870 nell’edilizia, risentendo di un calo trimestrale di 500 unità (-9,1%).

Il comparto agricolo, infine, registrerà un’inversione di tendenza su base trimestrale, portandosi a quota 560 unità, 50 in più rispetto al 2025 (+9,8%).

Sul piano della natura contrattuale, il 21,0% delle nuove entrate sarà caratterizzato da stabilità attraverso formule a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il restante 79,0% sarà coperto da nuovi contratti a durata predefinita. Le realtà aziendali in provincia di Parma propense a investire in nuove risorse umane nel mese corrente rappresentano il 19,0% del tessuto produttivo locale. Le aziende intenzionate ad attivare nuovi contratti tengono particolarmente conto della qualificazione e delle esperienze già maturate dai candidati; nel 63% dei casi, infatti, è richiesta esperienza professionale specifica o, comunque, nello stesso settore.

La quota di nuove attivazioni riservata ai giovani lavoratori con meno di 30 anni si attesta al 33,2% del totale. Al contempo, permane una marcata difficoltà di reperimento dei profili desiderati, segnalata dalle imprese in 48,8 casi su 100 e motivata principalmente dalla carenza di candidati (30,0% dei casi) e da una non del tutto adeguata preparazione professionale per il 13,6%.

L’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea

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Gio 16 Lug, 2026

Fabbisogni occupazionali delle imprese: a Reggio Emilia anche a giugno nuovi contratti al di sotto dei livelli 2025

A Reggio Emilia le attivazioni saranno 4.440 nel mese e 11.120 nel trimestre giugno-agosto. I dati provengono dal sistema Excelsior che ricostruisce, attraverso un'indagine mensile, il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese, svolgendo un’indagine campionaria che coinvolge circa 100.000 soggetti di tutti i settori economici e di tutte le dimensioni, analizzati a livello provinciale e regionale.
Per ogni impresa vengono rilevati i programmi di assunzioni di personale dipendente per i tre mesi successivi e le relative uscite (per pensionamenti, scadenze di contratto, ecc.). Per le assunzioni sono raccolte informazioni analitiche sulle caratteristiche del personale che l'impresa intende acquisire.

L'indagine sui fabbisogni occupazionali delle imprese è condotta da Unioncamere e Camere di commercio, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Sono disponibili i dati Excelsior relativi a Maggio 2026, i dati offrono una panoramica importante sul fabbisogno occupazionale nella provincia di Parma e le relative competenze richieste dal mercato del lavoro.

Continua a mantenersi al di sotto dei livelli registrati nel 2025 il numero dei nuovi contratti che le imprese reggiane intendono attivare.

Anche per il mese di giugno, infatti, le nuove attivazioni previste si attestano a 4.440 unità, registrando una diminuzione di 110 unità nel confronto con giugno 2025 (-2,4%). La contrazione appare più pronunciata se proiettata sull'intero trimestre compreso tra giugno e agosto, arco temporale in cui si stimano 11.120 nuove attivazioni, evidenziando una flessione del 4,5% che corrisponde a 530 nuovi contratti in meno rispetto al medesimo trimestre del 2025.

Secondo l'analisi settoriale curata dal rapporto Excelsior ed elaborata dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia, il comparto dei servizi assorbirà la quota maggioritaria della domanda con 2.590 nuove entrate (cioè il 58,3% del totale), scontando tuttavia un calo mensile di 170 contratti, pari a un -6,2%. All'interno di questo
macrosettore, la ripartizione vede in prima fila i servizi alle imprese con 800 unità, seguiti dalle attività di alloggio e ristorazione con 790 nuove entrate, dal commercio con 550 e dai servizi alla persona con 450. L'industria esprimerà invece un totale di 1.690 nuovi contratti, mostrando una crescita di 110 unità nel mese, corrispondente a un +3,0%. Nello specifico del comparto industriale, 1.320 nuove attivazioni si concentreranno nell'industria manifatturiera e nelle public utilities, mentre le costruzioni si attesteranno a 370.

Di segno positivo risulta anche l'andamento del settore primario, che mostra una variazione positiva a giugno con 170 nuovi contratti, incrementando di 10 entrate la quota dell'anno precedente (+6,3%).

Le proiezioni complessive per il trimestre giugno-agosto 2026 vedono sempre i servizi guidare i flussi con 6.570 nuovi contratti, subendo però una riduzione di 480 unità (-6,8%) rispetto al corrispondente periodo del 2025. Nel dettaglio trimestrale dei servizi si prevedono 2.080 nuove attivazioni nei servizi alle imprese, 1.900 nel comparto della ristorazione e alberghiero, 1.390 nel commercio e 1.200 nei servizi alla persona.

Il settore dell'industria genererà nel complesso 4.070 nuovi contratti, ripartiti tra le 3.210 nuove entrate della manifattura e le 860 dell'edilizia, risentendo di un calo trimestrale di 50 unità e di 1,2 punti percentuali.

L'agricoltura, infine, invertirà il trend positivo mensile, chiudendo il trimestre con un -2,0% e un saldo di 480 nuovi contratti (10 in meno rispetto al medesimo periodo dello scorso anno).

Dal punto di vista della natura contrattuale il 22,0% delle nuove entrate sarà caratterizzato da stabilità attraverso l'utilizzo del tempo indeterminato o dell'apprendistato, mentre il restante 78,0% sarà coperto da nuovi contratti con durata predefinita. Le realtà aziendali reggiane propense ad investire in nuove risorse umane nel mese corrente rappresentano il 18,0% del tessuto produttivo della provincia. Il mercato locale esprime una forte richiesta di competenze consolidate, esigendo un'esperienza professionale specifica o nello stesso settore per il 62,0% delle posizioni offerte. La quota di nuove attivazioni destinata espressamente ai giovani lavoratori con meno di 30 anni si attesta al 36,6%. Permane, infine, una diffusa criticità legata al reperimento dei profili desiderati, segnalata dalle imprese in 51,5 casi su 100, causata principalmente dalla mancanza fisica di candidati nel 33,2% delle ricerche e da una non del tutto adeguata preparazione professionale per il 13,8%.

L’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea

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Gio 16 Lug, 2026