Studi e ricerche

Demografia d’impresa artigiana 2025 ed andamento storico in provincia di Grosseto

È disponibile online, nella sezione Studi e Ricerche, il report del Centro Studi e Servizi della Camera di Commercio Maremma e Tirreno dal titolo "Demografia d’impresa artigiana 2025 ed andamento storico in provincia di Grosseto".

In Italia le sedi d’impresa artigiane ammontano a 1,23 milioni a fine 2025, quasi 17 mila in meno rispetto all’anno precedente, per una riduzione tendenziale dell’1,4%. La Toscana evidenzia un passo indietro di maggiore ampiezza (-1,9%), tanto che il patrimonio imprenditoriale scende ampiamente sotto la soglia delle centomila unità, esattamente 96.918. L’andamento della provincia di Grosseto è sicuramente migliore dei precedenti, dato che l’artigianato locale si attesta a 5.901 sedi censite, “perdendo” una sola unità in ragione d’anno. Nessuna provincia toscana riesce a far meglio.

Rif.: https://www.lg.camcom.it/sites/default/files/contenuto_redazione/INFORMAZIONE%20ECONOMICA%20E%20PREZZI/STUDI%20E%20RICERCHE/2026/Artigianato%20in%20prov%20di%20Grosseto%20-%20Demografia%202025%20e%20analisi%20storica.pdf

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Gio 30 Lug, 2026

Demografia delle imprese - II trimestre 2026

Focus Vercelli

Il sistema imprenditoriale della provincia di Vercelli registra un lieve aumento nel corso del secondo trimestre 2026: il saldo anagrafico delle imprese della provincia è pari a +52 unità, a fronte di 191 iscrizioni e 139 cessazioni (al netto di 63 cancellazioni d’ufficio). Il bilancio tra le imprese iscritte e le imprese cessate si traduce, pertanto, in un tasso pari al +0,35%. Lo stock di imprese registrate al 30 giugno 2026 ammonta complessivamente a 14.658 unità. A livello settoriale solo il commercio registra un calo (-0,22%), mentre l’industria in senso stretto e il turismo rimangono in assoluta stazionarietà (+0,00%). 

A differenza degli altri territori, crescono l’agricoltura (+0,40%), le costruzioni (+0,63%) e, in misura più dinamica, gli altri servizi (+0,89%). Tra le forme giuridiche le società di capitali registrano un tasso di crescita decisamente positivo, pari al +0,96%, in crescita anche le imprese individuali (+0,27%), stazionarie le società di persone (-0,04%), Per quanto riguarda le imprese artigiane, nel periodo in esame si rilevano 75 iscrizioni e 51 cessazioni (nessuna d'ufficio), portando il numero di imprese registrate a 4.246 unità. 

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Mar 28 Lug, 2026

Demografia delle imprese - II trimestre 2026

Focus Verbano Cusio Ossola

Il sistema imprenditoriale del VCO registra una lieve crescita nel corso del secondo trimestre 2026: il saldo anagrafico delle imprese della provincia è pari a +30 unità, a fronte di 145 nuove iscrizioni e 115 cessazioni (al netto di 34 cancellazioni d’ufficio). Il bilancio tra le imprese iscritte e le imprese cessate si traduce, pertanto, in un tasso pari al +0,25%. Lo stock di imprese registrate al 30 giugno 2026 ammonta complessivamente a 12.129 unità. A livello settoriale emergono andamenti differenti: l’industria in senso stretto (- 0,22%) e il commercio (-0,20%) continuano a registrare dati in contrazione. Crescono, invece, in misura sensibile gli altri servizi (+1,13%) e con valori analoghi le costruzioni (+0,74%) e il turismo (+0,78%). Tra le forme giuridiche crescono principalmente le imprese individuali (+0,39%). Per quanto riguarda le imprese artigiane, nel corso del periodo in esame si rilevano 58 iscrizioni e 41 cessazioni (nessuna cessazione d'ufficio), portando il numero di imprese registrate a 3.912 unità. 

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Mar 28 Lug, 2026

Demografia delle imprese - II trimestre 2026

Focus Novara

Il sistema imprenditoriale novarese registra un buon dinamismo nel corso del secondo trimestre 2026: il saldo anagrafico delle imprese della provincia è pari a +184 unità a fronte di 444 nuove iscrizioni e 260 cessazioni (al netto di 20 cancellazioni d’ufficio). Il bilancio tra le imprese iscritte e le imprese cessate si traduce, pertanto, in un tasso pari al +0,63%. Lo stock di imprese registrate al 30 giugno 2026 ammonta complessivamente a 29.332 unità. Le differenze, sebbene tutti i settori registrino un segno positivo, sono sensibili: il commercio è sostanzialmente stabile (+0,07%), l’industria in senso stretto si attesta al + 0,22%, l’agricoltura al + 0,40%. 

Continua il trend di crescita per gli altri servizi che, nel trimestre in esame, segnano il + 1,25%, dati positivi e analoghi per le costruzioni (+0,79%) e il turismo (+0,78%). Tra le forme giuridiche sono in crescita le società di capitali, che registrano un tasso del +1,16%, le imprese individuali (0,54%) mentre risultano stazionarie le società di persone, con un dato del -0,07%. Per quanto riguarda le imprese artigiane, nel periodo in esame si rilevano 151 iscrizioni e 114 cessazioni (con 1 cancellazione d'ufficio), portando il numero di imprese registrate a 8.669 unità. 

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Mar 28 Lug, 2026

Demografia delle imprese - II trimestre 2026

Focus Biella

Il sistema imprenditoriale biellese registra un dato di sostanziale stabilità nel corso del secondo trimestre 2026: il saldo anagrafico delle imprese della provincia è pari a 25 unità a fronte di 182 nuove iscrizioni e 157 cessazioni (al netto delle 34 cessazioni d’ufficio). Il bilancio tra le imprese iscritte e le imprese cessate si traduce, pertanto, in un tasso pari al +0,16%. Lo stock di imprese registrate al 30 giugno 2026 ammonta complessivamente a 15.773 unità. A livello settoriale emergono andamenti piuttosto differenti: il turismo (+1,39%) mostra il maggiore dinamismo, seguito a distanza dagli altri servizi (+0,52%). L’industria in senso stretto registra la maggiore contrazione (-0,55%) Tra le forme giuridiche crescono le società di capitali (+0,46%) mentre le società di persone appaiono in calo (-0,36%), con le imprese individuali in lieve crescita dopo un lungo periodo di contrazione (+0,30%). Per quanto riguarda le imprese artigiane, nel periodo in esame si rilevano 60 iscrizioni e 73 cessazioni (con nessuna cancellazione d'ufficio), portando a 4.382 il numero delle imprese registrate.

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Mar 28 Lug, 2026

V.I.T.A.: aperte le candidature al programma di Open Innovation per l'agricoltura del futuro

Un'iniziativa dedicata all'innovazione nel settore agricolo che mette in rete ricerca, imprese e giovani talenti per promuovere lo sviluppo di tecnologie sostenibili e ad alto impatto. Domande entro il 20 settembre 2026.

Sono aperte le candidature per V.I.T.A. – Vision and Innovation for Technological Agriculture, il nuovo programma di Open Innovation promosso dal Campus Bio-Medico, in collaborazione con Mercedes-Benz Italia, con l'obiettivo di favorire la nascita e lo sviluppo di soluzioni innovative capaci di contribuire all'evoluzione dell'agricoltura.

L'iniziativa punta a creare un ecosistema che metta in relazione ricerca scientifica, imprese, tecnologie avanzate e giovani talenti, favorendo la trasformazione di idee ad alto potenziale in progetti concreti con ricadute positive sul piano ambientale, economico e sociale.

Il programma è rivolto a un ampio pubblico di innovatori, tra cui:

  • startup;
  • ricercatori e spin-off universitari;
  • studenti e dottorandi;
  • giovani innovatori;
  • team multidisciplinari interessati allo sviluppo di soluzioni ad alto contenuto tecnologico per il settore agricolo.

Le candidature potranno essere presentate fino al 20 settembre 2026 attraverso la piattaforma dedicata, disponibile all'indirizzo: www.vitaopeninnovation.it., dove è possibile consultare i requisiti di partecipazione e tutte le informazioni utili sul programma.

L'iniziativa rappresenta un'interessante opportunità per valorizzare competenze, idee e progetti innovativi in un comparto strategico come quello dell'agritech, promuovendo la collaborazione tra mondo della ricerca, imprese e nuove generazioni di innovatori.

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Mar 28 Lug, 2026

Aumentano le imprese modenesi: più 480 attività nel secondo semestre 2026.

Il tessuto imprenditoriale modenese si sta trasformando: meno manifattura, più servizi

Le imprese registrate in provincia di Modena risultano 68.845 al 30 giugno 2026. Nel secondo trimestre dell'anno sono 1.096 le iscrizioni di nuove attività e 616 le cessazioni, al netto delle cancellazioni d'ufficio; pertanto, il saldo risulta positivo di 480 attività. Il tasso di sviluppo risulta dello 0,70%, il più alto tra quelli delle province dell'Emilia-Romagna, che in media presenta un tasso dello 0,53%, leggermente inferiore alla media regionale dello 0,56%.

Queste le prime evidenze diffuse dal Centro Studi e Statistica della Camera di Commercio di Modena che ha elaborato i dati della demografia imprenditoriale pubblicati da Infocamere.

Anche i risultati del primo semestre sono positivi in quanto da una parte indicano dinamicità delle iscrizioni, che risultano 2.605, in crescita del +1,5% se confrontate con quelle dello stesso periodo dello scorso anno. In parallelo, si evidenzia una contrazione del -0,8% delle cancellazioni che ammontano a 2.075 con un saldo di +530 attività.

Si conferma, tuttavia, la tendenza al progressivo ridimensionamento della consistenza del Registro Imprese, con un calo del -1,1% delle attività registrate rispetto al 30 giugno 2025, a causa dell'attività amministrativa di cancellazione d'ufficio di aziende non più operative da tempo. Tra le registrate, infatti, si contano anche imprese inattive, sospese, in liquidazione o con procedure concorsuali in atto.

Le imprese effettivamente attive in provincia sono 62.468 al 30 giugno 2026 con una perdita di 695 posizioni in un anno, pari al -1,1%. Il tessuto produttivo è sempre più composto da forme giuridiche strutturate come le società di capitali che aumentano del +3%, mentre le società di persone arretrano del -5,4% e le imprese individuali del -2,4%.

Uno sguardo ai settori di attività evidenzia la dinamicità dei settori del terziario quali i servizi di informazione e comunicazione (+3,6%), le attività finanziarie e assicurative (+6,7%), le attività immobiliari (+1,5%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+2,3%). Di contro, si registrano contrazioni per l'agricoltura (-2,8%), la manifattura (-3,4%), le costruzioni (-1,2%) e il commercio (-3,4%). Perdono imprese anche i servizi di trasporto (-3,0%) e di alloggio-ristorazione (-2,0%).

Nell'ambito dell'industria manifatturiera gli unici comparti in aumento sono la manutenzione e riparazione (+2,1%), e la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (+2,7%). Perdono consistenza tutte le produzioni caratteristiche della provincia come il tessile abbigliamento (-8,9%), la ceramica (-4,3%) e la metalmeccanica (-3,4%).

Allegati

Grafici e tabelle

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Lun 27 Lug, 2026

Demografia d’impresa in Umbria – Dati Movimprese del secondo trimestre 2026

Primavera in positivo (+347 imprese), ma resta il nodo della tenuta nel lungo periodo

I dati del secondo trimestre 2026 (aprile-giugno) elaborati da Unioncamere e InfoCamere mostrano un saldo positivo per la demografia d’impresa umbra: 1.055 iscrizioni a fronte di 708 cessazioni, per un incremento netto di 347 attività che porta lo stock regionale a 89.186 imprese.

Gli elementi chiave del report:

  • Crescita regionale: Il tasso di crescita trimestrale si attesta allo 0,39%, ponendo l'Umbria al terzultimo posto tra le regioni italiane (media nazionale +0,56%).
  • Trend annuale: Nel confronto tra giugno 2025 e giugno 2026 la regione registra una perdita di 1.122 attività (-1,2%).
  • Performance provinciali: Terni cresce a un ritmo più sostenuto con uno +0,50% (+106 imprese), mentre Perugia garantisce il contributo numerico maggiore in valore assoluto con +241 attività (+0,35%).
  • Segnali positivi dall'artigianato: Dopo anni di contrazione, il comparto artigiano torna in territorio positivo nel trimestre con +55 unità (298 iscrizioni e 243 cessazioni).

«347 imprese in più rappresentano un recupero, ma la perdita annuale segnala una debolezza latente», ha evidenziato il Presidente della Camera di Commercio dell'Umbria, Giorgio Mencaroni. «L'obiettivo è creare le condizioni affinché le nuove realtà superino i primi anni di vita, investano e generino occupazione stabile».

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Lun 27 Lug, 2026

Come aprire un home restaurant

Pubblicata una nuova miniguida aggiornata con l'obiettivo di supportare chi intende avviare un'attività di ristorazione in un contesto domestico o privato.

Il Punto IdeaSì – Camera di commercio della Toscana Nord Ovest, in collaborazione con Fondazione ISI, ha reso disponibile una nuova scheda di approfondimento intitolata "Come avviare un Home Restaurant".

La scheda si articola nei principali aspetti strategici e gestionali legati al settore:

  • Inquadramento dell'Attività: Definizione delle diverse formule (dall'accoglienza in ambito domestico ai servizi di cucina a domicilio) e analisi dei requisiti professionali ed igienico-sanitari richiesti dalla normativa.
  • Modello di Business e Sostenibilità Economica: Indicazioni per strutturare la propria offerta, valutare i costi d'avvio e la gestione dei prezzi per garantire la stabilità finanziaria dell'iniziativa.
  • Analisi e Gestione del Rischio d'Impresa: Spunti di valutazione sui rischi operativi e di mercato per prevenire le criticità tipiche della fase di startup.
  • Promozione e Marketing: Strategie per posizionare il servizio sul mercato, intercettare la clientela target e utilizzare in modo efficace i canali digitali e le piattaforme di settore.

Per informazioni e supporto

Il testo integrale della scheda è consultabile e scaricabile direttamente dal portale SNI. Gli aspiranti imprenditori possono inoltre rivolgersi al Punto IdeaSì per percorsi di orientamento e primo supporto personalizzato.

Consulta e scarica la miniguida

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Ven 24 Lug, 2026

Primo Rapporto nazionale sulla Dimensione Subacquea Italiana

Una fotografia organica di un ecosistema produttivo strategico per il nostro Paese è quella contenuta nel Primo Rapporto nazionale sulla Dimensione Subacquea Italiana, curato dall'Osservatorio OsserMare di Informare in collaborazione con Centro Studi Tagliacarne, Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, Unioncamere e Assonautica Italiana.

Lo studio, presentato lo scorso 16 luglio a Roma presso  la Sala Capitolare del Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva,  ha l'obiettivo di arrivare alla definizione, all’interno della nostra economia, del ruolo produttivo che rivestono le imprese attive nella dimensione sottomarina. Le 189 imprese censite, come evidenzia l'indagine, operano in diversi ambiti produttivi, generando complessivamente nel 2023 un fatturato di 30,5 miliardi di euro e un valore aggiunto di 7,3 miliardi, mediante l’impiego di 63.458 addetti, pari allo 0,34% dell'occupazione nazionale. Sul piano dell’innovazione, le imprese esaminate detengono complessivamente 12.659 brevetti.

La posizione centrale dell'Italia nell'area mediterranea - ha sottolineato nel suo intervento Andrea Prete, presidente di Unioncamere - ha favorito la concentrazione di infrastrutture critiche che rendono il nostro Paese uno snodo cruciale tra Europa, Africa e Medio Oriente. Da questa centralità derivano rischi e oneri di sorveglianza e manutenzione, ma anche opportunità che le imprese italiane stanno cogliendo: si tratta di un gruppo ristretto dalle grandissime potenzialità e fortemente qualificate, come dimostra l'alto numero dei laureati in esse presenti".

Il Rapporto è scaricabile al seguente link https://ossermare.org/pubblicazioni/1-rapporto-nazionale-sulla-dimensione-subacquea-italiana-2026/

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Ven 24 Lug, 2026