Lazio

Bioeconomy Changemakers Festival – Rome Edition

Una iniziativa dell’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE), FVA – New Media Research e del cluster della Bioeconomia circolare SPRING in collaborazione con Lazio Innova e Unitelma

n occasione dell’evento italiano del “Bioeconomy Changemakers Festivals” (il 14 marzo a Roma presso Spazio Europa), l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE), FVA – New Media Research ed il cluster della Bioeconomia circolare SPRING, in collaborazione con Lazio Innova e Unitelma Sapienza, organizzano una giornata formativa rivolta ai giovani, per renderli protagonisti di una transizione ecologica sostenibile e inclusiva, anche attraverso le opportunità offerte dalla bioeconomia circolare.

All’iniziativa parteciperanno, tra gli altri, gli studenti dei licei e degli istituti tecnici che prendono parte al programma Startupper School Academy di Lazio Innova. Altri eventi si terranno in contemporanea negli Spazi Attivi e nei FabLab di Lazio Innova.

Le scuole interessate possono scrivere a ssa@lazioinnnova.it

Il Bioeconomy Changemakers Festival, che si svolgerà il 13-14 marzo 2024 a Bruxelles, è un evento organizzato dalla Commissione Europea e dagli Bioeconomy Youth Ambassadors. Il festival sarà integrato da oltre 30 appuntamenti satellite in tutta Europa.

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Lun 26 Feb, 2024

Greenwashing: cos’è, come riconoscerlo e come evitarlo

Un fenomeno in crescita che minaccia la credibilità e la sostenibilità delle aziende e dei consumatori

Il greenwashing è una pratica scorretta che consiste nel presentare un’azienda, un prodotto o un servizio come ecologico, etico o sostenibile, quando in realtà non lo è. Si tratta di una forma di pubblicità ingannevole che sfrutta l’interesse e la sensibilità dei consumatori verso le tematiche ambientali e sociali.

Il termine greenwashing è nato negli anni '80, quando l’ambientalista statunitense Jay Westerveld denunciò le campagne di alcuni alberghi che invitavano i clienti a riutilizzare gli asciugamani per risparmiare acqua ed energia, mentre in realtà non adottavano alcuna misura concreta per ridurre il loro impatto ambientale.

Da allora, il fenomeno del greenwashing si è diffuso e amplificato, soprattutto con l’avvento dei social media e della comunicazione digitale, che hanno reso più facile e veloce diffondere messaggi e immagini a favore dell’ambiente, spesso senza alcuna verifica o certificazione.

Quali sono i rischi del greenwashing?

Il greenwashing non solo danneggia la fiducia dei consumatori, ma anche la reputazione e la competitività delle aziende che lo praticano. Infatti, il greenwashing può essere sanzionato dalle autorità competenti, come l’Antitrust, che possono infliggere multe salate o vietare la diffusione di messaggi pubblicitari falsi o ingannevoli.

Inoltre, il greenwashing può avere effetti negativi sul piano ambientale e sociale, in quanto distorce la percezione della realtà e impedisce di affrontare i veri problemi e le vere soluzioni. Il greenwashing può anche scoraggiare i consumatori a compiere scelte consapevoli e responsabili, facendoli cadere in una sorta di “falsa tranquillità” o di “illusione verde”.

Come difendersi dal greenwashing?

Per difendersi dal greenwashing, è necessario sviluppare un’attitudine critica e informata verso i messaggi e le informazioni che riceviamo dalle aziende e dai media. Alcuni consigli utili sono:

  • verificare la fonte e la credibilità delle informazioni, cercando di capire chi le ha prodotte e con quali scopi e interessi;
  • controllare la presenza e la validità di certificazioni, etichette, sigle o marchi che attestino la sostenibilità di un’azienda, di un prodotto o di un servizio, evitando di fidarsi di semplici slogan o immagini;
  • confrontare le informazioni con altre fonti indipendenti e affidabili, come associazioni di consumatori, organizzazioni ambientaliste, istituzioni pubbliche o accademiche, che possano fornire dati, analisi e opinioni oggettive e trasparenti;
  • approfondire le informazioni, cercando di capire quali sono gli impatti reali e le conseguenze di un’azienda, di un prodotto o di un servizio sul piano ambientale, sociale ed economico, sia a livello locale che globale.

Come riconoscere il greenwashing?

Il greenwashing si riconosce da alcuni segnali tipici della comunicazione ingannevole:

  • mancanza di prove o dati specifici che dimostrino quanto affermato;
  • presenza di informazioni e dati che si dichiarano certificati ma che non hanno il riconoscimento di enti autorizzati;
  • messa in evidenza di alcune caratteristiche isolate di quanto comunicato;
  • uso di informazioni vaghe o ambigue che generano confusione nei consumatori;
  • impiego di etichette false o alterate;
  • formulazione di dichiarazioni ambientali non veritiere.

 

Aziende virtuose e buone pratiche

Ci sono anche esempi di aziende che hanno dimostrato un reale impegno e una coerenza nella sostenibilità, adottando pratiche e strategie volte a ridurre il loro impatto ambientale e sociale, a creare valore per i propri stakeholder e a comunicare in modo trasparente e responsabile. Alcuni esempi sono:

  • la cooperativa agricola Alce Nero, che dal 1978 produce e distribuisce prodotti biologici e di qualità, rispettando i principi dell’agricoltura biologica, del commercio equo e solidale, della biodiversità e della filiera corta, e che si avvale di certificazioni e controlli indipendenti e rigorosi;
  • la società di energia elettrica Enel, che dal 2015 ha avviato un piano strategico per la decarbonizzazione, puntando sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, sull’efficienza energetica, sull’innovazione tecnologica e sulla mobilità elettrica, e che ha aderito agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e all’Accordo di Parigi sul clima;
  • la marca di cosmetici Lush, che dal 1995 produce e vende prodotti naturali, freschi, fatti a mano, cruelty-free e senza imballaggi, seguendo i valori dell’etica, della trasparenza, della solidarietà e dell’attivismo, e che coinvolge i propri clienti e dipendenti in campagne e iniziative a favore dell’ambiente e dei diritti umani.

La Tassonomia UE, uno strumento europeo contro il greenwashing

L’Europa è molto attenta alla questione e sta elaborando una normativa rigorosa su cosa si possa considerare green. La Tassonomia UE, votata dal Parlamento europeo nel 2020, ha aiutato a stabilire i criteri per determinare cosa sia realmente “un’attività economica ambientalmente sostenibile”.

La direttiva EU NFDR (Non Finance Reporting Directive) richiede poi che un numero sempre maggiore di aziende renda conto delle proprie attività sostenibili e dei risultati effettivi ottenuti mediante la dichiarazione non finanziaria delle imprese, mentre la SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation) impone che i fondi comuni di investimento indichino il livello di conformità dei propri asset alla Tassonomia, come previsto dalla SFDR.

Tuttavia, secondo gli esperti, questo non è sufficiente, perché è essenziale che i sistemi di standardizzazione siano chiari e obbligatori il più possibile. Così come è fondamentale che i consumatori o gli investitori si documentino bene prima di acquistare un prodotto o uno strumento di investimento per le sue caratteristiche green. L’unico modo possibile è affidarsi solo a certificazioni oggettive e valide, evitando di credere a termini generici come “naturale” o “zero emissioni” (obiettivo peraltro praticamente irraggiungibile per qualsiasi tipo di prodotto o servizio).

Conclusioni

Il greenwashing è un fenomeno in crescita che rappresenta una sfida e una minaccia per la sostenibilità delle aziende e dei consumatori. Per contrastarlo, è necessario sviluppare una cultura e una consapevolezza critica e informata, che ci permetta di riconoscere e di scegliere le aziende, i prodotti e i servizi che siano veramente ecologici, etici e sostenibili. Solo così potremo contribuire a creare un futuro migliore per noi e per il pianeta.

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Lun 26 Feb, 2024

Start up agricole innovative e tecnologiche: le 9 idee che stanno cambiando il mondo

Come le nuove tecnologie, l’IA e le soluzioni creative stanno rivoluzionando il settore agricolo e contribuendo alla sostenibilità ambientale

L’agricoltura è uno dei settori più importanti e strategici per l’economia e la società, ma anche uno dei più esposti ai cambiamenti climatici e alle sfide ambientali. Per questo motivo, molte start up agricole innovative stanno emergendo in tutto il mondo, proponendo soluzioni tecnologiche e creative per rendere l’agricoltura più efficiente, produttiva, resiliente e sostenibile. In questo articolo, ti presentiamo 9 delle start up agricole innovative che stanno cambiando il mercato, selezionate tra quelle che hanno partecipato o si sono distinte in alcuni dei principali eventi e concorsi dedicati all’innovazione agricola.

Eventi e iniziative per incentivare lo sviluppo e l’imprenditoria agricola sostenibile

Uno di questi eventi è stato il Thought for Food (TFF) Challenge, una competizione globale che coinvolge giovani innovatori e imprenditori che vogliono creare soluzioni per sfamare il pianeta in modo sostenibile.

Un’altra fonte di ispirazione per le start up agricole innovative è stata l’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia, che ha censito 98 start up italiane attive nell’innovazione tecnologica e digitale del settore agricolo e agroalimentare. 

Tra le tante start up agricole innovative che stanno emergendo e crescendo nel mondo, ne abbiamo scelte che ci sono sembrate particolarmente originali, efficaci e potenzialmente impattanti, raggruppate in base al tipo di soluzione che offrono per un’imprenditoria agroalimentare più sostenibile

Start up agricole innovative per l’agricoltura verticale e indoor

L’agricoltura verticale e indoor è una modalità di coltivazione che sfrutta lo spazio in altezza e in ambienti controllati, come serre, edifici o container, per produrre verdure e ortaggi freschi e nutrienti, senza l’uso di pesticidi, fertilizzanti o OGM. Questa soluzione permette di risparmiare acqua, energia e terreno, di ridurre le emissioni di CO2 e i trasporti, e di avvicinare i prodotti ai consumatori urbani. Alcune delle start up agricole innovative che si occupano di agricoltura verticale e indoor sono:

  • AeroFarms, una start up statunitense che ha sviluppato un sistema di agricoltura verticale, basato su coltivazioni idroponiche in ambienti controllati, senza l’uso di pesticidi, fertilizzanti o OGM. Questo sistema permette di risparmiare fino al 95% di acqua, di aumentare la resa fino a 390 volte e di ridurre l’impatto ambientale. AeroFarms ha realizzato la più grande fattoria verticale del mondo a Newark, nel New Jersey, e ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per la sua innovazione;
  • Bowery Farming, una start up statunitense che ha inventato un sistema di agricoltura indoor, che utilizza luce LED, sensori, robot e intelligenza artificiale per coltivare verdure fresche e nutrienti in spazi urbani. Il sistema consente di eliminare l’uso di pesticidi, di ridurre il consumo di acqua e di avvicinare i prodotti ai consumatori, garantendo una maggiore tracciabilità e sicurezza alimentare. Bowery Farming ha già aperto tre fattorie indoor a New York e nel New Jersey, e ha ricevuto il sostegno di importanti investitori;
  • Plenty, una start up statunitense che ha realizzato un sistema di agricoltura indoor su larga scala, che combina l’uso di luce LED, sensori, robot, intelligenza artificiale e machine learning per coltivare verdure in ambienti controllati, senza l’uso di pesticidi, OGM o suolo. Il sistema permette di ottenere raccolti più abbondanti, vari e nutrienti, con un minor consumo di acqua, energia e spazio. Plenty ha già aperto diverse fattorie indoor negli Stati Uniti e in Asia, e ha ricevuto il finanziamento di grandi aziende come Amazon, SoftBank e Driscoll’s;
  • Infarm, una start up tedesca che ha ideato un sistema di agricoltura urbana, che consiste in moduli verticali di coltivazione, installati in diversi luoghi della città, come supermercati, ristoranti, scuole e ospedali. I moduli sono dotati di tecnologie che regolano luce, temperatura, umidità e nutrienti, e sono collegati a una rete cloud, che monitora e ottimizza le condizioni di crescita delle piante. Infarm ha l’ambizione di creare una rete globale di fattorie urbane, che possano fornire cibo fresco, locale e sano a milioni di persone;
  • Cultivando Futuro, una start up colombiana che ha vinto il primo premio al TFF Challenge 2017, con il suo progetto di agricoltura verticale e sociale, che mira a creare una rete di coltivatori urbani che possano produrre e vendere verdure biologiche, usando una piattaforma digitale che li connette con i consumatori e con i servizi di supporto. Cultivando Futuro vuole contribuire a migliorare la sicurezza alimentare, la qualità della vita e la coesione sociale nelle aree urbane disagiate.

Start up agricole innovative per l’agricoltura di precisione e intelligente

L’agricoltura di precisione e intelligente è una modalità di coltivazione che si basa sull’uso di dati, sensori, droni, robot, intelligenza artificiale e altre tecnologie digitali per monitorare, analizzare e ottimizzare le attività e le decisioni degli agricoltori, migliorando l’efficienza, la produttività, la qualità e la sostenibilità delle colture. Alcune delle start up agricole innovative che operano con questa metodologia sono:

  • CropX, una start up israeliana che ha creato un sensore per l’irrigazione intelligente, che misura il livello di umidità, temperatura e conducibilità del suolo, e invia i dati a una piattaforma cloud, che calcola la quantità e il momento ottimali per irrigare le colture. Il sensore è facile da installare e da collegare a un’app mobile, che permette agli agricoltori di controllare e gestire l’irrigazione da remoto;
  • AppHarvest, una start up statunitense che si occupa di agricoltura indoor, che coltiva pomodori, fragole e altre verdure in grandi serre, usando luce solare, acqua piovana e tecniche idroponiche, senza l’uso di pesticidi, OGM o suolo. Attraverso il controllo e la raccolta svolta da droni e automazioni regolate dalle IA, la start up ha l’obiettivo di produrre cibo fresco, sano e sostenibile, e di distribuirlo nei mercati del Midwest e della costa orientale degli Stati Uniti, riducendo le emissioni e i trasporti. AppHarvest ha già aperto quattro fattorie indoor nel Kentucky, e ha ricevuto il sostegno di investitori come Martha Stewart e Jeff Ubben;
  • AgroSustain, una start up svizzera che ha sviluppato un trattamento naturale contro la muffa, che prolunga la durata e la freschezza dei prodotti agricoli, riducendo gli sprechi e i costi. Il trattamento si basa su un estratto vegetale, derivato da piante resistenti alla muffa, che inibisce lo sviluppo dei funghi patogeni. AgroSustain ha ottenuto la certificazione biologica e ha già collaborato con diversi partner commerciali in Europa;
  • Agrivi, una start up croata che ha creato un software cloud-based per la gestione agricola, che aiuta gli agricoltori a pianificare, monitorare e analizzare le loro attività, ottimizzando l’uso delle risorse e migliorando la qualità e la quantità dei raccolti. Il software offre anche soluzioni personalizzate per diversi tipi di colture, clima e mercato, e integra funzionalità di intelligenza artificiale e big data per fornire previsioni e suggerimenti.

Conclusioni

  1. Le start up agricole innovative presentate in questo articolo sono solo alcuni esempi di come le nuove tecnologie e le soluzioni creative stanno rivoluzionando il settore agricolo e contribuendo alla sostenibilità ambientale. 
  2. Queste start up rappresentano non solo delle opportunità di business, ma anche delle sfide e delle responsabilità per gli agricoltori, i consumatori, i policy maker e la società nel suo insieme. 
  3. L’agricoltura del futuro sarà sempre più digitale, intelligente, verde e circolare, e richiederà una maggiore collaborazione, innovazione e adattamento.
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Lun 26 Feb, 2024

Blue Economy: cos'è, come funziona e quali sono i vantaggi per l'Italia

Un modello di sviluppo sostenibile che valorizza le risorse marine e costiere, con esempi concreti di applicazione nel nostro Paese.

La Blue Economy è un concetto che sta guadagnando sempre più attenzione nel mondo, soprattutto in vista degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Ma di cosa si tratta esattamente? E quali sono i benefici che può portare all'Italia, un Paese circondato dal mare e ricco di biodiversità?

Cos'è la Blue Economy

La Blue Economy è un modello di sviluppo economico che si basa sullo sfruttamento sostenibile delle risorse marine e costiere, in armonia con la tutela dell'ambiente e della salute umana. Si tratta di un approccio innovativo e integrato, che considera il mare non solo come una fonte di materie prime, energia, cibo e turismo, ma anche come un elemento chiave per la regolazione del clima, la conservazione della biodiversità, la prevenzione dei rischi naturali e la coesione sociale.

Questo modello si propone di creare valore aggiunto, occupazione e benessere, riducendo al minimo gli impatti negativi sull'ecosistema marino e favorendo la sua resilienza e rigenerazione. Per farlo, si ispira ai principi dell'economia circolare, dell'innovazione tecnologica e della cooperazione tra i diversi attori coinvolti, a livello locale, nazionale e internazionale.

Come funziona la Blue Economy

La Blue Economy si articola in diversi settori, che possono essere raggruppati in tre categorie principali:

  • Settori tradizionali, che comprendono le attività storiche legate al mare, come la pesca, l'acquacoltura, il trasporto marittimo, il turismo costiero e le costruzioni navali. Questi settori rappresentano una parte significativa dell'economia marina, ma devono affrontare le sfide della sostenibilità ambientale, della competitività e della digitalizzazione;
  • Settori emergenti, che includono le attività che sfruttano le nuove opportunità offerte dal mare, come le energie rinnovabili marine, la biotecnologia blu, l'osservazione e la sorveglianza marina, la robotica e l'intelligenza artificiale applicate al mare, il turismo sostenibile e il patrimonio culturale marino. Questi settori hanno un forte potenziale di crescita, ma richiedono investimenti, ricerca e innovazione, e una regolamentazione adeguata;
  • Settori abilitanti, che riguardano le infrastrutture, i servizi e le competenze necessari per sostenere lo sviluppo della Blue Economy, come i porti, le reti di comunicazione, la formazione e l'istruzione, la governance e la pianificazione marittima. Questi settori sono fondamentali per creare le condizioni favorevoli alla Blue Economy, ma devono essere coordinati e armonizzati tra loro e con le altre politiche pubbliche.

Quali sono i vantaggi per l'Italia

L'Italia ha una posizione geografica privilegiata, con una costa di oltre 8.000 km e una superficie marina di circa 500.000 km2, pari a circa il 60% della sua superficie terrestre. Il mare rappresenta quindi una risorsa strategica per il nostro Paese, sia dal punto di vista economico che ambientale e sociale.

Secondo i dati del Rapporto 2020 sull'Economia del Mare, pubblicato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il valore aggiunto generato dalle attività marittime in Italia ammonta a circa 36 miliardi di euro, pari al 2% del PIL nazionale, e occupa oltre 600.000 persone. Tra i settori più rilevanti, spiccano il turismo costiero, con 17 miliardi di euro e 300.000 occupati, il trasporto marittimo, con 7 miliardi di euro e 100.000 occupati, e la pesca e l'acquacoltura, con 2 miliardi di euro e 50.000 occupati.

Tuttavia, il mare italiano offre ancora ampi margini di sviluppo, soprattutto se si considerano i settori emergenti e abilitanti della Blue Economy. Alcuni esempi di progetti e iniziative in corso nel nostro Paese sono:

  • InnBlue, un progetto finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca, che mira a creare una rete di centri di ricerca e innovazione dedicati alla Blue Economy, con l'obiettivo di promuovere la trasferibilità dei risultati scientifici e tecnologici alle imprese e alla società;
  • BlueMed, un'iniziativa strategica di cooperazione tra i Paesi del Mediterraneo, coordinata dall'Italia, che si propone di sviluppare una visione condivisa e un piano d'azione per la Blue Economy nel bacino mediterraneo, con particolare attenzione alla protezione dell'ambiente, alla sicurezza alimentare, alla salute umana e alla crescita inclusiva;
  • Blue Italian Growth (BIG), un programma lanciato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che intende valorizzare il patrimonio marino e costiero italiano, attraverso la promozione delle eccellenze nazionali nei settori della Blue Economy, sia a livello bilaterale che multilaterale.

 

Conclusione

La Blue Economy è un modello di sviluppo economico che offre grandi opportunità per l'Italia, un Paese fortemente legato al mare e alla sua cultura. Per cogliere queste opportunità, è necessario investire nella ricerca e nell'innovazione, nella formazione e nelle competenze, nella governance e nella cooperazione, nel rispetto dell'ambiente e della biodiversità. Solo così il mare potrà essere una fonte di ricchezza, benessere e sostenibilità per le generazioni presenti e future.

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Lun 26 Feb, 2024

EID - Webinar gratuito “La reputazione online: come gestire un’immagine digitale”

Eccellenze in Digitale, il percorso formativo gratuito che fa parte del programma organizzato da Unioncamere e Google.org per accompagnare le aziende nell'utilizzo del web per promuoversi e sviluppare la loro attività, proseguirà mercoledì 28 febbraio dalle ore 15.00 con l’ultimo webinar dedicato a “La reputazione online: come gestire un’immagine digitale”.

Il modulo si focalizzerà sui temi della credibilità e della reputazione online.
Si illustreranno alcuni aspetti fondamentali delle recensioni nel customer journey e su come riconoscere e arginare quelle false o tendenziose. Si approfondiranno, inoltre, le caratteristiche delle piattaforme di recensione più utilizzate e le buone pratiche di incentivazione degli utenti.
L’incontro si concluderà con una rassegna degli asset che contribuiscono a costruire e preservare una solida reputazione aziendale (corporate reputation).
L'iscrizione è gratuita previa registrazione online https://forms.gle/11cFjhNnry9bCDu97

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi alla Segreteria Organizzativa EID promozionedelterritorio@frlt.camcom.it   tel. 0775.275274

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Ven 23 Feb, 2024

Osservatorio giovani e specializzazioni territoriali

La Camera di Commercio di Frosinone Latina, in collaborazione con la Fondazione Bruno Visentini, che rappresenta un punto di riferimento a livello nazionale sulle tematiche giovanili, ha svolto un’indagine biennale sulle prospettive dei giovani delle province di Frosinone e Latina.
In particolare, nel corso della prima annualità, è stato condotto un sondaggio conoscitivo, che ha coinvolto circa 1.800 studenti delle scuole superiori delle due province in relazione al loro contesto familiare e al contesto locale, che offre una panoramica sulle aspirazioni professionali dei giovani, il loro orientamento per gli studi terziari, le priorità per lo sviluppo del territorio e la propensione all’attività di impresa. Inoltre, si è misurata la propensione del sistema locale a sostenere l'imprenditorialità giovanile locale e gli incentivi per le start-up.

Al riguardo, al fine di condividere i risultati della ricerca, di cui si allega un estratto (cap. 3 e 4) con i focus realizzati sugli studenti, si ha il piacere di invitare le SS.LL. a partecipare alla tavola rotonda programmata presso la sala Papetti della sede camerale di Frosinone, per lunedì 11 marzo 2024, alle ore 15,00.

L’incontro, partendo dagli spunti offerti dalla ricerca, vuole essere un’occasione di confronto sulle prospettive dei giovani del territorio; dopo la relazione tecnica sui principali risultati illustrata dal Prof. Luciano Monti, direttore dell’Osservatorio Politiche Giovanili della Fondazione Bruno Visentini, che ha coordinato il progetto di indagine, è previsto l’intervento della dott.ssa Azzurra Mottolese, Dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Ambito territoriale di Frosinone.

Al riguardo, sarà gradito un Vostro contributo nel corso del dibattito che seguirà, in quanto la Vostra costante interlocuzione con gli studenti rappresenta un punto di vista privilegiato qualificante per i lavori della tavola rotonda.

Per eventuali ulteriori informazioni sono a disposizione:

la dott.ssa S. Cervini                   Tel. 0773 672251 (mail: sofia.cervini@frlt.camcom.it)

la dott.ssa S. Ceccarelli               Tel.0775 275268 (mail: s.ceccarelli@informare.camcom.it)

 

 

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Gio 22 Feb, 2024

Aperto il bando per il Nuovo Fondo Piccolo Credito della Regione Lazio

La Regione Lazione apre il bando del Nuovo Fondo Piccolo che offre finanziamenti a tasso zero fino a 50.000 euro alle MPMI.

La Regione Lazio ha aperto la prima finestra 2024 del Nuovo Fondo Piccolo Credito (NFPC), un'iniziativa che mira a sostenere le Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) con esigenze finanziarie di minore importo. Il bando prevede la possibilità di richiedere un finanziamento a tasso zero fino a 50.000 euro, rimborsabile in massimo 60 mesi, per realizzare progetti di investimento, innovazione, sviluppo o rafforzamento delle attività imprenditoriali.

Il NFPC è finanziato dal Programma Regionale FESR Lazio 2021-2027 e dal POC Lazio 2014-2020, con una dotazione complessiva di 27,5 milioni di euro. La procedura di presentazione delle domande è a sportello, ovvero fino a esaurimento delle risorse disponibili. Le domande possono essere presentate a partire dalle ore 09.00 del 9 febbraio 2024, tramite la piattaforma online di LazioInnova, l'agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione.

Per accedere al finanziamento, i beneficiari devono essere MPMI, Consorzi o Reti di Imprese con soggettività giuridica, o Liberi Professionisti, con sede operativa nel Lazio o che intendano aprirla entro la data di sottoscrizione del contratto. Devono inoltre avere gli ultimi due bilanci chiusi depositati, o le ultime due dichiarazioni dei redditi nel caso dei Liberi Professionisti, e avere un'esposizione complessiva limitata a 100.000 euro nei confronti del sistema bancario sui crediti per cassa a scadenza. Infine, devono rispettare i requisiti di ammissibilità generale indicati nell'Avviso, come la regolarità contributiva attestata dal DURC.

I progetti ammissibili a finanziamento devono avere una delle seguenti finalità: rafforzamento delle attività generali dell'Impresa, realizzazione di nuovi progetti, penetrazione di nuovi mercati, nuovi sviluppi da parte delle imprese. 

Nell'ambito del progetto possono essere previste spese per investimenti materiali e immateriali, spese di consulenza e copertura del fabbisogno di circolante. Il progetto deve essere organico e funzionale e dovrà essere realizzato entro 12 mesi dall'erogazione. Al termine dei 12 mesi il beneficiario dovrà presentare una relazione che illustri il progetto effettivamente realizzato.

Il NFPC rappresenta una grande opportunità per le imprese del Lazio che vogliono accedere al credito in modo semplice e veloce, senza dover sostenere costi e interessi. Si tratta di uno strumento di sostegno alla ripresa economica e alla competitività del territorio, in linea con le strategie regionali di sviluppo sostenibile e innovazione.

Per maggiori informazioni e per consultare il bando completo, si può visitare il sito di LazioInnova o quello di LazioEuropa.

 

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Sab 17 Feb, 2024

Nuovo fondo per il piccolo credito energia: opportunità per le imprese del Lazio

Fondo per il piccolo credito energia: finanziamenti agevolati per le imprese laziali che investono in efficienza energetica, rinnovabili e mobilità sostenibile.

Le imprese del Lazio che vogliono investire in efficienza energetica, fonti rinnovabili e mobilità sostenibile possono beneficiare del nuovo fondo per il piccolo credito energia, promosso da LazioInnova e gestito da Finlombarda.

Il fondo, dotato di 10 milioni di euro, offre alle imprese la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati, con un tasso di interesse pari allo 0,5% e una durata massima di 10 anni e copre fino al 100% dell'investimento, con un importo compreso tra 20 mila e 500 mila euro.

Si rivolge a tutte le imprese, di qualsiasi forma giuridica e settore di attività, che hanno sede legale o operativa nel Lazio e che presentano un progetto di investimento in una delle seguenti aree:

  • efficienza energetica, interventi di riduzione dei consumi energetici degli edifici, degli impianti e dei processi produttivi;
  • fonti rinnovabili, installazione di impianti per la produzione di energia elettrica o termica da fonti rinnovabili, quali solare, eolico, biomasse, geotermia, idroelettrico;
  • mobilità sostenibile, acquisto di veicoli elettrici, ibridi o a gas naturale, nonché di infrastrutture di ricarica.

Per accedere al fondo, le imprese devono presentare una domanda online sul portale di Lazio Innova, entro il 31 dicembre 2024. Le domande saranno valutate in base all'ordine cronologico di arrivo e alla completezza della documentazione.

Il fondo per il piccolo credito energia è una delle iniziative previste dal Piano regionale per l'energia e il clima del Lazio, che ha l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra, aumentare la quota di energia da fonti rinnovabili e migliorare l'efficienza energetica del territorio.

Per maggiori informazioni, è possibile consultare il bando e la modulistica sul sito di LazioInnova.

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Sab 17 Feb, 2024

Bonus per il sostegno delle eccellenze della gastronomia e dell'agroalimentare italiano - "Macchinari e beni strumentali"

Bonus Ristoranti Gelaterie e Pasticcerie per Acquisto Macchinari e beni strumentali

 70% Fondo perduto
 Max. € 30.000
 Apertura Bando: 1° marzo
BENEFICIARI: Codici Ateco
56.10.11 Ristorazione con somministrazione

56.10.30 Gelaterie e pasticcerie

10.71.20 Produzione di pasticceria fresca

 

Per info: 800 77 53 97 (numero verde gratuito attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle ore 18.00)

Per approfondimenti invia una p.e.c. all'indirizzo eccellenzegastronomiche@postacert.invitalia.it specificando in oggetto la denominazione della misura "GIOVANI DIPLOMATI" oppure "MACCHINARI E BENI STRUMENTALI"

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Ven 16 Feb, 2024

Bonus assunzioni apprendisti ristoranti, gelaterie e pasticcerie

70% Fondo perduto
Spese per il NUOVO PERSONALE da assumere con contratto di Apprendistato

 Requisiti
 Diplomati IPSEOA (Alberghiero) da non oltre 5 anni
 Max. 29 anni
 Max. € 30.000
BENEFICIARI: Codici Ateco
56.10.11 Ristorazione con somministrazione

 56.10.30 Gelaterie e pasticcerie
10.71.20 Produzione di pasticceria fresca
 Apertura Bando: 1° marzo

Per info: 800 77 53 97 (numero verde gratuito attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle ore 18.00)

Per approfondimenti invia una p.e.c. all'indirizzo eccellenzegastronomiche@postacert.invitalia.it specificando in oggetto la denominazione della misura "GIOVANI DIPLOMATI" oppure "MACCHINARI E BENI STRUMENTALI"

 

 

 

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Ven 16 Feb, 2024