Campania

Investimenti sostenibili 4.0: sportello chiuso, e ora?

592 domande e agevolazioni richieste oltre 2,5 volte i fondi: cosa cambia per le PMI di Salerno e Caserta dopo la chiusura dello sportello.

Investimenti sostenibili 4.0, sportello chiuso con 592 domande: cosa succede ora alle imprese campane

Il decreto del MIMIT ha fermato l'invio delle domande dal 7 ottobre 2026. Le agevolazioni richieste superano di oltre 2,5 volte le risorse disponibili: ecco come funziona la graduatoria e che cosa possono fare le PMI.

Lo sportello chiude dopo il primo giorno di invio

Il bando Investimenti sostenibili 4.0 non accetta più richieste dal 7 ottobre 2026. Lo ha disposto un decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) del 6 ottobre, primo giorno utile per l'invio: alle ore 17:00 le istanze presentate superavano già i fondi stanziati.

Il comunicato del MIMIT del 9 ottobre fotografa i numeri. Le domande sono 592, per circa 1,5 miliardi di euro di investimenti da attivare e circa 1,15 miliardi di agevolazioni richieste, oltre 2,5 volte i 447.595.809 euro disponibili. Previsto dal DM 18 marzo 2026 e gestito da Invitalia, il bando destina il 25% delle risorse a micro e piccole imprese ed è aperto alle PMI di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Come funziona la graduatoria per le domande del giorno finale

Le candidature inviate il 6 ottobre sono considerate presentate nello stesso momento, quindi l'orario di invio non fa differenza. L'accesso all'istruttoria passa da una graduatoria, il cui punteggio somma due voci: le caratteristiche del soggetto proponente e la sostenibilità ambientale del programma. A parità di punteggio prevale il programma di costo minore.

Chi resta fuori dalla copertura finanziaria non viene respinto subito. Le pratiche prive di copertura sono sospese in attesa di eventuali economie emerse dalle istruttorie di quelle ammesse, e decadono se non si liberano risorse. L'esito arriva da Invitalia attraverso la procedura online, a cui si accede con SPID, CNS o CIE del legale rappresentante. Il decreto di chiusura è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mentre non risultano pubblicati i numeri di richieste ammesse, sospese o decadute.

Cosa resta da sapere per le imprese campane

La Campania è tra le regioni ammesse, perciò le PMI di Salerno e di Caserta rientrano tra i potenziali beneficiari. Ogni azienda poteva inoltrare una sola domanda.

Per chi non ha fatto in tempo, il comunicato non indica prossimi passi, risorse aggiuntive o date, e la chiusura non annuncia una riapertura. Il DM prevede che il Ministero possa integrare i fondi, ma nessuna fonte ufficiale dice che accadrà né quando.

I requisiti da tenere in ordine per eventuali nuove risorse

Le regole del DM 18 marzo 2026 valgono per questa edizione e non anticipano nulla di quel che verrà, ma restano il riferimento per chi vuole prepararsi. Le principali condizioni sono queste:

  • programma di investimento da 750.000 a 5 milioni di euro, entro il 70% del fatturato dell'ultimo bilancio approvato (per imprese individuali e società di persone, dell'ultima dichiarazione dei redditi);
  • contabilità ordinaria e almeno due bilanci depositati (per imprese individuali e società di persone, due dichiarazioni dei redditi);
  • riduzione dei consumi di almeno il 5% per i soli programmi di efficienza energetica;
  • ultimazione entro 18 mesi dalla concessione, con proroga fino a 6 mesi;
  • mantenimento dei beni per almeno 3 anni dopo il saldo.

Agevolazione e spese ammesse

L'agevolazione combina un contributo a fondo perduto pari al 35% e un finanziamento agevolato senza interessi, fino a 7 anni, pari al 40%, per una copertura massima del 75%. Il restante 25% almeno spetta all'impresa, che può attingere a risorse proprie o a un prestito esterno privo di sostegno pubblico.

Rientrano tra le voci finanziabili macchinari, impianti e attrezzature nuovi, opere murarie entro il 40%, software e licenze collegati ai beni materiali, certificazioni ambientali e consulenze specialistiche entro il 5%. Sono invece escluse le spese per leasing, attrezzature usate, terreni e fabbricati, costi di esercizio, commesse interne, formazione, mezzi di trasporto e fatture sotto i 500 euro IVA esclusa.

Due novità distinguono questa edizione: la polizza assicurativa contro calamità naturali e catastrofali, dove applicabile (art. 1, comma 101, legge 213/2023), e la classificazione ATECO 2025 per individuare le attività ammesse.

Cosa fare adesso

Chi ha presentato domanda deve attendere la comunicazione di Invitalia e custodire la documentazione del programma di investimento. Chi è rimasto fuori può approfittare di questa fase per controllare con il commercialista fatturato, bilanci e possibilità di sostenere la quota non agevolata, così da capire in anticipo se i requisiti reggono.

Per gli aggiornamenti ufficiali, il riferimento restano le pagine di MIMIT e Invitalia dedicate al bando, insieme ai canali informativi della propria Camera di Commercio, senza dare per scontato alcuno scenario.

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Ven 16 Ott, 2026

Voucher Cloud e Cybersecurity: date, requisiti e spese

Precompilazione dal 20 ottobre, invio dal 10 novembre: contributo del 50% fino a 20.000 euro per PMI e autonomi. Cosa sapere prima di candidarsi.

Voucher Cloud e Cybersecurity: cosa sapere prima dell'apertura delle domande

Per una micro impresa o un professionista, passare al cloud o mettere in sicurezza i propri sistemi informatici è una spesa che spesso si rimanda. Il Voucher Cloud e Cybersecurity, misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy gestita da Invitalia, offre un contributo a fondo perduto per farlo, e il calendario è ormai fissato: la compilazione delle domande si apre il 20 ottobre 2026, l'invio dal 10 novembre.

H2: Le date da segnare

Il decreto direttoriale del 4 agosto 2026 ha stabilito termini e modalità di presentazione. La fase di precompilazione parte dalle 12:00 del 20 ottobre 2026. L'invio delle domande si apre alle 12:00 del 10 novembre 2026 e resta aperto fino alle 12:00 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse. La precompilazione non vale come presentazione: serve a preparare la domanda in anticipo, in attesa dell'apertura dello sportello.

H2: Cosa prevede il voucher

Il voucher è un contributo a fondo perduto riservato a PMI e lavoratori autonomi, con regole precise su soggetti, importi e spese.

H3: Chi può chiederlo

Possono presentare domanda le piccole e medie imprese e i lavoratori autonomi e liberi professionisti titolari di partita IVA. Le indicazioni ufficiali chiariscono che non è richiesto alcun bilancio, quindi anche le imprese di recente costituzione possono partecipare. Ogni soggetto può presentare una sola domanda.

L'accesso alla piattaforma avviene con SPID, CNS o CIE del legale rappresentante, un requisito da verificare subito per chi non ha ancora un'identità digitale attiva.

H3: Quanto vale il contributo

Il contributo è a fondo perduto e copre il 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro. Il piano di spesa deve valere almeno 4.000 euro. L'aiuto è concesso in regime de minimis.

La misura dispone di 150 milioni di euro, provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020. Di questi, 71.065.813,34 euro sono riservati alle regioni del Mezzogiorno, Campania compresa, un dato che interessa direttamente le imprese di Salerno e Caserta.

H3: Il regime de minimis, da ricostruire prima della domanda

Il de minimis è la disciplina europea sugli aiuti di importo limitato: l'impresa dichiara gli aiuti ricevuti nel triennio e la somma non può superare il massimale previsto. Prima di candidarsi conviene ricostruire con il proprio consulente tutti gli aiuti già incassati, così da non scoprire un superamento solo in fase di istruttoria.

H3: Quali spese sono ammesse

Il voucher finanzia l'acquisto di servizi di cybersecurity, di infrastrutture e piattaforme cloud (IaaS e PaaS) e di software in cloud (SaaS), insieme a servizi collegati. I servizi sono ammessi con un limite del 30% della spesa. Gli abbonamenti devono avere una durata minima di 24 mesi.

I fornitori non si scelgono liberamente: devono essere presenti nell'elenco predisposto da MIMIT e Invitalia. Prima di firmare un preventivo, quindi, conviene verificare che il fornitore sia iscritto.

H2: Perché i tempi contano

Il termine del 20 gennaio 2027 vale salvo esaurimento anticipato delle risorse. Gli incentivi a sportello possono chiudere prima della scadenza formale, come è accaduto anche di recente con altre misure del Ministero, e questo rende utile non aspettare le ultime settimane.

H2: Come prepararsi nelle prossime settimane

Il tempo fino al 10 novembre può essere usato per tre passaggi pratici. Il primo è controllare di avere SPID, CNS o CIE attivi in capo a chi rappresenta l'impresa. Il secondo è individuare nell'elenco ufficiale i fornitori e raccogliere preventivi coerenti con la soglia minima di 4.000 euro. Il terzo è decidere quali servizi inserire nel piano, tenendo presente il limite del 30% per i servizi.

Trattandosi di un incentivo a sportello con risorse limitate, arrivare alla data di apertura con la domanda già precompilata riduce il rischio di restare fuori in caso di esaurimento anticipato. Per le regole complete, le FAQ e l'elenco dei fornitori, il riferimento è la scheda dell'incentivo sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e le pagine dedicate di Invitalia.

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Ven 16 Ott, 2026

Bando green economy Caserta: domande entro il 30 ottobre 2026

Contributi fino a 7.500 euro per macchinari green e digitali delle imprese agricole di Caserta. Invio via PEC entro le 12:00 del 30 ottobre 2026.

Mancano due settimane alla scadenza del bando della Camera di Commercio di Caserta che sostiene le imprese agricole nell'acquisto di macchinari e attrezzature green e digitali. Le domande si inviano entro le 12:00 del 30 ottobre 2026 esclusivamente via PEC, e visto che i contributi sono assegnati in ordine cronologico di invio, conviene preparare per tempo la documentazione.

Cosa finanzia il bando green economy 2026

Il bando, approvato dalla Giunta camerale con delibera n. 45 dell'8 luglio 2026 e pubblicato il 17 luglio, sostiene l'acquisto di macchinari e attrezzature green e digitali per l'attività agricola e per le filiere agroalimentari tradizionali. L'elenco è esemplificativo e comprende tecnologie per ridurre l'uso di fitofarmaci e concimi di sintesi, sistemi di irrigazione mirata, sensoristica, tracciabilità e agricoltura di precisione.
I beni devono essere nuovi di fabbrica. Sono esclusi i beni usati o noleggiati, il trasporto, l'installazione, la progettazione, le spese di missione e le altre spese generali, oltre agli atomizzatori e agli altri macchinari per la distribuzione dei fitofarmaci.

Quanto vale il contributo

L'importo dipende da dove ha sede l'impresa. Chi ha la sede legale in provincia di Caserta riceve il 50% delle spese ammissibili, fino a 7.500 euro. Chi ha in provincia solo un'unità locale riceve il 30%, fino a 4.500 euro. Il calcolo avviene sull'imponibile, al netto di tasse e imposte.La dotazione complessiva per il 2026 è di 150.000 euro. Le domande oltre la capienza finiscono in lista d'attesa. Il contributo è concesso in regime de minimis, con un limite di 50.000 euro in tre anni per impresa unica.

Perché l'ordine di arrivo conta

Il bando non prevede punteggi né graduatorie di merito: le domande ammissibili sono accolte nell'ordine in cui arrivano, fino a esaurimento dei 150.000 euro. Questo significa che una domanda completa e inviata presto ha più probabilità di rientrare nella dotazione di una presentata nelle ultime ore, quando eventuali correzioni non sono più possibili. Non risulta una proroga del termine del 30 ottobre.

Le regole per partecipare

Per partecipare servono requisiti d'impresa in regola, spese nel periodo giusto e un invio via PEC fatto a regola.

Chi può presentare domanda

Possono partecipare le imprese iscritte e attive nel Registro delle imprese di Caserta, con sede legale o unità locale in provincia e una PEC iscritta. Non devono essere in corso procedure concorsuali né aver ricevuto altri contributi pubblici per lo stesso acquisto.Due requisiti pesano più degli altri. Il DURC deve essere regolare: l'irregolarità comporta il rigetto immediato della domanda, senza possibilità di sanatoria successiva. Se invece è irregolare il diritto annuale camerale, l'ufficio concede sette giorni dalla ricezione della PEC per mettersi in regola. Serve inoltre il questionario di autovalutazione SUSTAINability, compilato dal 1° gennaio 2026.

Le spese ammesse e il periodo

Sono ammesse le spese con fattura emessa dal giorno di pubblicazione del bando fino al 30 ottobre 2026. Se una fattura contiene più voci, viene considerata solo quella di importo maggiore. Il bando non ammette contanti, assegni o circolari: i pagamenti devono avvenire con bonifico o strumento bancario o postale tracciabile.

Come inviare la domanda

La domanda si compila sul modulo disponibile sul sito della Camera, va firmata digitalmente dal legale rappresentante e inviata in formato PDF all'indirizzo promozioneregmercato@ce.legalmail.camcom.it. Fa fede la ricevuta della PEC. Altre modalità di trasmissione comportano il rigetto.

Cosa controllare prima dell'invio

Prima di premere invio conviene verificare quattro punti: la PEC dell'impresa risulti attiva e iscritta al Registro delle imprese, la firma digitale del legale rappresentante sia in corso di validità, il DURC sia regolare, il diritto annuale camerale sia in regola. Sono controlli rapidi, ma un errore su uno di questi punti può costare l'esclusione.

Dopo la concessione: rendicontazione

Dopo la comunicazione di concessione, l'impresa ha 45 giorni per inviare via PEC il modello di rendicontazione, con le copie delle fatture e le ricevute dei pagamenti. Le fatture devono riportare il CUP, pena l'inammissibilità. Se le spese rendicontate risultano inferiori a quelle previste, il contributo si riduce in proporzione, e il mancato rispetto del termine comporta la decadenza.

Il testo del bando, il modulo e i recapiti dell'ufficio sono pubblicati nella sezione bandi e incentivi del sito della Camera di Commercio di Caserta.

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Ven 16 Ott, 2026

Start Cup Campania 2026, il 30 ottobre la finale regionale a Napoli

Candidature chiuse e valutazione in corso: la business plan competition regionale dedicata alle idee d'impresa nate dalla ricerca si prepara ad assegnare i premi nel capoluogo campano.

Le candidature sono chiuse e il comitato scientifico sta completando la valutazione, che si concluderà entro il 16 ottobre. La Start Cup Campania 2026 si avvicina così al momento decisivo: il 30 ottobre, al Complesso di Santa Patrizia in via L. Armanni 5 a Napoli, si terrà la finale regionale.

Che cos'è la Start Cup Campania

La Start Cup Campania è la business plan competition regionale dedicata a idee d'impresa innovative basate sulla ricerca. 
Accoglie proposte di qualsiasi settore e a qualsiasi stadio di sviluppo, e la partecipazione è gratuita. Per il 2026 la direzione è affidata a Luigi Zeni.
Il concorso è promosso da sette atenei campani: Federico II, Vanvitelli, Parthenope, Suor Orsola Benincasa, Sannio, Salerno e L'Orientale. Il bando è stato lanciato il 29 aprile 2026 con un evento all'Aula Magna di Ingegneria, a Napoli.
Qui le proposte sono giudicate come progetti d'impresa: non basta l'intuizione tecnica, bisogna dimostrare come diventerà un'attività sostenibile. Il percorso comprende perciò formazione, un documento scritto e una presentazione breve, e offre ai team un banco di prova concreto sulle tappe che portano dalla prima intuizione all'impresa.

Chi ha potuto candidarsi

Servivano gruppi di almeno tre persone, italiane o straniere. Il capogruppo poteva essere un docente o ricercatore, un dottorando o assegnista, un laureato o dottore di ricerca degli ultimi cinque anni di un ateneo promotore, uno studente iscritto oppure un componente del personale tecnico-amministrativo. Gli altri membri potevano provenire anche da enti di ricerca campani, così la porta era aperta tanto a chi fa ricerca quanto a chi sta ancora completando gli studi.Chi non aveva vinto in passato poteva riprovarci, mentre gli ex vincitori potevano tornare solo con un'idea nuova. Il testo completo dei requisiti è nel bando 2026.

Il percorso dalla formazione alla finale

La competizione si articola in cinque passaggi: formazione gratuita, candidatura, gara, valutazione e finale regionale. I seminari online di preparazione si sono tenuti a giugno 2026, mentre il termine per la domanda è stato prorogato fino al 13 luglio 2026.
Nella fase di gara i gruppi hanno consegnato un business plan e un video pitch di massimo tre minuti, entro il 15 settembre 2026. 
Su questi materiali lavora il comitato scientifico, che conclude la valutazione entro il 16 ottobre 2026.

I premi in palio

Ai primi cinque classificati vanno premi lordi di 5.000, 3.000, 2.000, 1.000 e 1.000 euro. Accanto alla graduatoria generale sono previsti riconoscimenti speciali:

  • Premio Mario Raffa, riservato agli studenti: 5.500 euro, di cui 500 in denaro e 5.000 in consulenze.
  • Premio Enza Cappabianca per l'imprenditoria femminile, destinato alle compagini con oltre il 50% di donne: 6.000 euro, di cui 1.000 in denaro e 5.000 in consulenze.
  • Premio Innovazione culturale: 1.000 euro.
  • Premio Social innovation: 1.000 euro.

Nei premi Raffa e Cappabianca pesa soprattutto la parte in servizi: le consulenze valgono dieci volte la quota in denaro nel primo caso e cinque nel secondo. La direzione del concorso può inoltre assegnare ulteriori riconoscimenti.

Il passaggio al livello nazionale

I primi cinque classificati accedono al Premio Nazionale per l'Innovazione (PNI), in programma a Bari il 3 e 4 dicembre 2026, con la quota di iscrizione pagata dal concorso. Nell'edizione 2025 il riconoscimento assoluto è andato a una realtà campana, RethaiN, come ricordato nel programma di lancio della Start Cup 2026.

Perché interessa Salerno e Caserta

La sede della finale appartiene all'Università Vanvitelli, ateneo con sedi anche a Caserta, mentre l'Università di Salerno figura tra gli atenei promotori dell'iniziativa. Per chi si occupa di nuova impresa, ricerca e trasferimento tecnologico, è un modo per vedere da vicino come nascono e si presentano le idee innovative della regione.

Cosa seguire nei prossimi giorni

Orari, giuria e progetti finalisti non sono ancora stati comunicati. Programma e aggiornamenti si trovano sul sito ufficiale (startcupcampania.unina.it), dove sono pubblicati anche il bando completo e le informazioni sul concorso.

Per chiarimenti è possibile scrivere a startcupcampania@unina.it oppure contattare la segreteria COINOR al numero 081 2537574.

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Ven 16 Ott, 2026

Webinar " Le opportunità Invitalia per Le donne di ora"

Ente:Invitalia
Data: Oggi 16 ottobre 2026
Ora : 11:30
Modalità: on line

Per sostenere i progetti imprenditoriali di donne su tutto il territorio sono a disposizione diversi incentivi e iniziative, ma può essere difficile orientarsi e capire quale fa al caso tuo. Per fare ordine, Invitalia ha organizzato per oggi 16 ottobre, alle 11:30, il webinar "Le opportunità Invitalia per Le donne di ora", un appuntamento sull'imprenditoria femminile rivolto a imprenditrici, professioniste e aspiranti founder che vogliono avviare o far crescere un progetto.
Cosa prevede
L'incontro è pensato in chiave operativa. Invitalia annuncia che saranno presentate le principali misure a sostegno dell'imprenditoria femminile, con esempi concreti, casi reali e indicazioni su requisiti, modalità di accesso e tempistiche. Al termine è prevista una sessione di domande e risposte. L'iscrizione si fa sui canali ufficiali dell'Agenzia. "Le donne di ora" è anche il nome del premio nazionale promosso da Invitalia, la cui prima edizione si è chiusa con la cerimonia del 1° luglio 2026 a Roma, e della community che l'Agenzia ha avviato per imprenditrici e donne che vogliono mettersi in proprio, con webinar, eventi e aggiornamenti sulle opportunità.
Le misure a confronto
Quattro misure Invitalia ricorrono quando si parla di imprenditoria femminile, e tre sono oggi aperte.
 1. ON, Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero: donne di qualsiasi età. ON si rivolge a imprese costituite da non più di 60 mesi e a persone fisiche che vogliono costituirne una. Per oltre la metà di soci e quote, la compagine deve essere formata da persone tra i 18 e i 35 anni oppure da donne di qualsiasi età. Sono ammessi progetti nei settori produzione, servizi, commercio e turismo, fino a 3 milioni di euro, con agevolazioni che possono coprire fino al 90% delle spese.Il dato da conoscere prima di fare i conti riguarda la forma dell'aiuto. Con l'avviso del 30 giugno 2026 le risorse per il contributo a fondo perduto sono esaurite, quindi per le domande presentate dal 1° luglio l'agevolazione è concessa solo come finanziamento a tasso zero, da rimborsare in 10 anni. La domanda si presenta dall'area personale di Invitalia.

 2. Smart&Start Italia: più copertura per le startup al femminile. Smart&Start Italia è la misura per le startup innovative costituite da non più di 60 mesi. Offre un finanziamento a tasso zero pari all'80% delle spese ammissibili, che sale al 90% se la startup è composta interamente da donne e/o da under 36. Le startup con sede nel Centro-Sud ricevono inoltre un contributo a fondo perduto del 30%: la scheda ufficiale è il riferimento per verificare le condizioni della propria sede.I progetti finanziabili vanno da 100.000 euro a 1,5 milioni. Lo strumento è a sportello, senza graduatorie né scadenze: le domande vengono esaminate entro 60 giorni, in ordine di arrivo.

 3.Resto al Sud 2.0: per gli under 35, senza quote riservate.Resto al Sud 2.0 è rivolto a giovani tra i 18 e i 35 anni non compiuti in condizione di inattività, inoccupazione o disoccupazione, compresi i disoccupati del Programma GOL e i working poor, nelle regioni del Mezzogiorno tra cui la Campania. Sono esclusi i progetti in agricoltura, pesca e acquacoltura. Il voucher a fondo perduto arriva a 40.000 euro, elevabili a 50.000. Per i programmi fino a 120.000 euro il contributo a fondo perduto è del 75%, tra 120.000 e 200.000 euro del 70%. Lo sportello è aperto dal 15 ottobre 2025, le domande si presentano online e sono esaminate entro 90 giorni in ordine cronologico, fino a esaurimento delle risorse. La scheda non prevede riserve dedicate alle donne.

Le misure descritte non offrono lo stesso tipo di aiuto. Il contributo a fondo perduto non va restituito, mentre il finanziamento a tasso zero va rimborsato senza interessi: confrontando le misure conviene guardare quanta parte dell'agevolazione sia davvero un contributo e quanta un prestito, oltre alla percentuale di copertura.

 Il Fondo impresa femminile non accetta nuove domande. Chi cerca anche il Fondo impresa femminile deve sapere che lo sportello si è aperto dal 19 maggio al 7 giugno 2022 ed è chiuso: non si possono presentare nuove domande. Resta attivo solo per le imprese già ammesse, che gestiscono domande ed erogazioni tramite l'area personale.

Come prepararsi alle domande.Conviene arrivare al webinar con tre informazioni chiare: in che fase si trova il progetto (idea o impresa già costituita e da quanti mesi), l'età e la composizione della compagine, il tipo di spese che si prevede di sostenere. Sono i dati che decidono quale misura è accessibile e con quale intensità.Per le società già costituite, la presentazione delle domande passa dall'area personale di Invitalia, con la registrazione preventiva nel modulo "Anagrafica e deleghe". Per altre informazioni sulle misure è attivo il numero verde di Invitalia 800 77 53 97.

 

 

 

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Ven 16 Ott, 2026

Imprenditoria femminile Invitalia: webinar 16 ottobre

Venerdì 16 ottobre alle 11:30 il webinar Invitalia sulle misure per le donne che fanno impresa. Quali sono aperte, quali chiuse e come prepararsi.

Imprenditoria femminile, il 16 ottobre il webinar Invitalia sugli incentivi a disposizione delle imprenditrici

Per sostenere i progetti imprenditoriali di donne su tutto il territorio sono a disposizione diversi incentivi e iniziative, ma può essere difficile orientarsi e capire quale fa al caso tuo. Per fare ordine, Invitalia ha organizzato per venerdì 16 ottobre, alle 11:30, il webinar "Le opportunità Invitalia per Le donne di ora", un appuntamento sull'imprenditoria femminile rivolto a imprenditrici, professioniste e aspiranti founder che vogliono avviare o far crescere un progetto.

H2: Il webinar del 16 ottobre, cosa prevede

L'incontro è pensato in chiave operativa. Invitalia annuncia che saranno presentate le principali misure a sostegno dell'imprenditoria femminile, con esempi concreti, casi reali e indicazioni su requisiti, modalità di accesso e tempistiche. Al termine è prevista una sessione di domande e risposte. L'iscrizione si fa sui canali ufficiali dell'Agenzia.

"Le donne di ora" è anche il nome del premio nazionale promosso da Invitalia, la cui prima edizione si è chiusa con la cerimonia del 1° luglio 2026 a Roma, e della community che l'Agenzia ha avviato per imprenditrici e donne che vogliono mettersi in proprio, con webinar, eventi e aggiornamenti sulle opportunità.

H2: Le misure a confronto

Quattro misure Invitalia ricorrono quando si parla di imprenditoria femminile, e tre sono oggi aperte.

H3: ON, Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero: donne di qualsiasi età

ON si rivolge a imprese costituite da non più di 60 mesi e a persone fisiche che vogliono costituirne una. Per oltre la metà di soci e quote, la compagine deve essere formata da persone tra i 18 e i 35 anni oppure da donne di qualsiasi età. Sono ammessi progetti nei settori produzione, servizi, commercio e turismo, fino a 3 milioni di euro, con agevolazioni che possono coprire fino al 90% delle spese.

Il dato da conoscere prima di fare i conti riguarda la forma dell'aiuto. Con l'avviso del 30 giugno 2026 le risorse per il contributo a fondo perduto sono esaurite, quindi per le domande presentate dal 1° luglio l'agevolazione è concessa solo come finanziamento a tasso zero, da rimborsare in 10 anni. La domanda si presenta dall'area personale di Invitalia.

H3: Smart&Start Italia: più copertura per le startup al femminile

Smart&Start Italia è la misura per le startup innovative costituite da non più di 60 mesi. Offre un finanziamento a tasso zero pari all'80% delle spese ammissibili, che sale al 90% se la startup è composta interamente da donne e/o da under 36. Le startup con sede nel Centro-Sud ricevono inoltre un contributo a fondo perduto del 30%: la scheda ufficiale è il riferimento per verificare le condizioni della propria sede.

I progetti finanziabili vanno da 100.000 euro a 1,5 milioni. Lo strumento è a sportello, senza graduatorie né scadenze: le domande vengono esaminate entro 60 giorni, in ordine di arrivo.

H3: Resto al Sud 2.0: per gli under 35, senza quote riservate

Resto al Sud 2.0 è rivolto a giovani tra i 18 e i 35 anni non compiuti in condizione di inattività, inoccupazione o disoccupazione, compresi i disoccupati del Programma GOL e i working poor, nelle regioni del Mezzogiorno tra cui la Campania. Sono esclusi i progetti in agricoltura, pesca e acquacoltura.

Il voucher a fondo perduto arriva a 40.000 euro, elevabili a 50.000. Per i programmi fino a 120.000 euro il contributo a fondo perduto è del 75%, tra 120.000 e 200.000 euro del 70%. Lo sportello è aperto dal 15 ottobre 2025, le domande si presentano online e sono esaminate entro 90 giorni in ordine cronologico, fino a esaurimento delle risorse. La scheda non prevede riserve dedicate alle donne.

H3: Il Fondo impresa femminile non accetta nuove domande

Chi cerca anche il Fondo impresa femminile deve sapere che lo sportello si è aperto dal 19 maggio al 7 giugno 2022 ed è chiuso: non si possono presentare nuove domande. Resta attivo solo per le imprese già ammesse, che gestiscono domande ed erogazioni tramite l'area personale.

H2: Fondo perduto e tasso zero, una differenza da tenere presente

Le misure descritte non offrono lo stesso tipo di aiuto. Il contributo a fondo perduto non va restituito, mentre il finanziamento a tasso zero va rimborsato senza interessi: confrontando le misure conviene guardare quanta parte dell'agevolazione sia davvero un contributo e quanta un prestito, oltre alla percentuale di copertura.

H2: Come prepararsi alle domande

Conviene arrivare al webinar con tre informazioni chiare: in che fase si trova il progetto (idea o impresa già costituita e da quanti mesi), l'età e la composizione della compagine, il tipo di spese che si prevede di sostenere. Sono i dati che decidono quale misura è accessibile e con quale intensità.

Per le società già costituite, la presentazione delle domande passa dall'area personale di Invitalia, con la registrazione preventiva nel modulo "Anagrafica e deleghe". Per altre informazioni sulle misure è attivo il numero verde di Invitalia 800 77 53 97.

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Gio 15 Ott, 2026

Primo anno di Resto al Sud 2.0: cosa prevede l’incentivo per gli under 35 campani

Lo sportello Invitalia per i giovani che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno è aperto dal 15 ottobre 2025. Requisiti, agevolazioni e passaggi della domanda per chi vive in Campania, dalla provincia di Salerno a quella di Caserta.

Tra pochi giorni Resto al Sud 2.0 compie un anno: lo sportello gestito da Invitalia è aperto dal 15 ottobre 2025 e la scheda ufficiale lo indica ancora come attivo. Per un giovane di Salerno o di Caserta che pensa a una partita IVA o a una società, la questione pratica è capire se ha i requisiti e che cosa deve avere pronto prima di entrare nell’area personale.

Che cosa cambia rispetto al vecchio Resto al Sud

Resto al Sud 2.0 sostiene nuove iniziative imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo in otto regioni del Mezzogiorno, Campania compresa. È finanziato dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027, di titolarità del Ministero del Lavoro, e gestito da Invitalia con 356,4 milioni di euro.

La prima edizione, nata con il decreto-legge 91/2017 e rivolta a chi aveva meno di 56 anni, ha smesso di ricevere domande alle 24.00 del 14 ottobre 2025. Dalle 12.00 del giorno dopo le nuove iniziative di autoimpiego si presentano con le agevolazioni del decreto-legge 60/2024, tra cui il 2.0. Le richieste inviate al vecchio sportello entro quella scadenza si valutano in ordine cronologico. Il limite d’età è la differenza più evidente: oggi si può accedere dai 18 anni compiuti fino ai 35 non ancora compiuti.

Chi può chiedere le agevolazioni

L’incentivo è pensato per giovani inattivi (NEET)e per chi si qualifica come: 

  • inoccupato, chi non lavora o percepisce meno di 8.000 euro l’anno da lavoro subordinato o parasubordinato, oppure meno di 4.800 euro da lavoro autonomo; 
  • disoccupato, chi ha presentato la dichiarazione di immediata disponibilità; 
  • working poor, chi ha un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni dell’articolo 13 del Testo unico delle imposte sui redditi. 

La condizione si verifica alla data di avvio dell’attività.

L’iniziativa deve essere stata avviata nel mese della domanda o in quello precedente e deve risultare ancora inattiva: con una domanda inviata il 31 ottobre, ad esempio, l’avvio non può essere anteriore al 1° settembre. L’avvio coincide con l’apertura della partita IVA per autonomi e professionisti e con l’iscrizione al Registro delle Imprese per le imprese.

L’attività può avere la forma di lavoro autonomo, libera professione, ditta individuale, società di persone, srl (anche semplificata), cooperativa o società tra professionisti. Nelle società possono entrare anche soci senza i requisiti, purché i giovani che li hanno detengano il 50% più un euro delle quote e la maggioranza dell’organo di governo, dall’avvio e per i tre anni successivi alla conclusione del progetto.

Quanto si ottiene e che cosa si finanzia

Sono ammessi tutti i settori economici, con l’esclusione di agricoltura, pesca e acquacoltura. Le agevolazioni sono tre:

  • voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000;
  • contributo a fondo perduto del 75% per programmi di investimento fino a 120.000 euro;
  • contributo a fondo perduto del 70% per programmi tra 120.000 e 200.000 euro.

La maggiorazione del voucher, fino a 10.000 euro, va richiesta in domanda e spetta se almeno il 20% delle spese ammesse riguarda beni o servizi innovativi sul piano tecnologico-digitale, della sostenibilità ambientale o del risparmio energetico.

Le regole sulle spese sono severe. I beni devono essere nuovi di fabbrica, contano solo le spese documentate da titoli successivi alla presentazione della domanda e l’IVA è ammessa se non recuperabile. Opere edili e impianti generali rientrano solo nel contributo per programmi di investimento, fino al 50% del programma di spesa. Gli automezzi servono solo se strettamente necessari all’attività, quindi non per consulenza o libere professioni. I beni agevolati restano vincolati per tre anni dal completamento del programma.

Come si presenta la domanda

La procedura è interamente online e segue questi passaggi:

  1. Accesso all’area personale di Invitalia con SPID, CNS o CIE, avendo già a disposizione firma digitale e PEC.
  2. Registrazione dell’iniziativa da parte del titolare o legale rappresentante, che può indicare delegati per la sola compilazione. I dati dell’impresa arrivano dal Registro delle Imprese e vanno controllati prima.
  3. Compilazione, download del file generato dal sistema, firma digitale e nuovo caricamento insieme agli allegati della sezione Modulistica (voucher o contributo). Non si spedisce nulla su carta e i preventivi non sono obbligatori in questa fase.
  4. Invio da parte del titolare o legale rappresentante, che riceve l’attestazione con protocollo, data e orario.

Non esiste una scadenza né una graduatoria: Invitalia esamina le domande entro 90 giorni, in ordine cronologico e nei limiti delle risorse disponibili. Dopo un rigetto si può ripresentare la domanda, mentre non se ne possono avere più di una contemporaneamente. Un punteggio aggiuntivo spetta a chi ha seguito i corsi dell’Ente Nazionale per il Microcredito o a chi ha un socio di minoranza con cinque anni di esperienza nel settore; nessuna di queste cose è obbligatoria.

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Mar 13 Ott, 2026

ON Oltre Nuove Imprese a tasso zero: come funziona oggi l’incentivo Invitalia per giovani e donne

Chi in Campania sta preparando una nuova società, con soci under 36 o con una compagine a maggioranza femminile, trova oggi una misura Invitalia con una regola diversa rispetto a qualche mese fa. ON - Oltre Nuove imprese a tasso zero resta attiva in tutta Italia, ma per le domande presentate dal 1° luglio 2026 le agevolazioni vengono concesse nella sola forma del finanziamento agevolato. Con un avviso del 30 giugno 2026 Invitalia ha comunicato l’esaurimento delle risorse destinate ai contributi a fondo perduto. Il resto dell’impianto non cambia, a partire dalla modalità di presentazione delle domande.

Solo finanziamento a tasso zero per le domande dal 1° luglio

Per chi si candida adesso l’agevolazione è un finanziamento a tasso zero da rimborsare in 10 anni, senza quota a fondo perduto. Prima dell’esaurimento delle risorse il contributo a fondo perduto poteva arrivare, secondo la scheda dell’incentivo, fino al 20% della spesa ammissibile per le imprese con meno di 36 mesi di vita e fino al 15% per quelle tra 36 e 60 mesi, su macchinari, programmi informatici e servizi ICT, brevetti. Quel margine non c’è più.

Non si tratta quindi di una riforma della misura. Le regole dell’incentivo prevedono che il fondo perduto sia concesso nei limiti delle risorse disponibili alla data della delibera di ammissione e che, a risorse finite, resti il solo finanziamento agevolato. Per un progetto d’impresa significa rifare i conti: il piano finanziario va costruito sapendo che l’intera agevolazione andrà restituita.

Chi può presentare domanda

La misura si rivolge a micro e piccole imprese costituite in forma societaria da non più di 60 mesi e a team di persone fisiche che intendono costituire una nuova società. In questo secondo caso la costituzione e il possesso dei requisiti vanno dimostrati entro 45 giorni dalla comunicazione di ammissione.

Il requisito soggettivo riguarda la compagine: più della metà dei soci e più della metà delle quote devono essere in mano a persone tra i 18 e i 35 anni oppure a donne di qualsiasi età. Per Invitalia l’età si calcola alla data della domanda: servono 18 anni compiuti e non bisogna aver ancora compiuto 36 anni. Alle donne basta la maggiore età. Il controllo è doppio, sul numero dei soci e sulle quote, e una società con due soci, di cui uno over 35, non è ammessa: serve un terzo socio in possesso dei requisiti.

Le società costituite da meno di 36 mesi devono inoltre non aver ancora distribuito utili e, salvo eccezioni legate al fatturato, non aver rilevato l’attività di un’altra impresa.

Quanto si può finanziare e per quali spese

I limiti dipendono dall’età dell’impresa:

  • Società in via di costituzione o costituite da non più di 36 mesi: progetti fino a 1,5 milioni di euro;
  • società costituite da almeno 36 mesi e da non più di 60: progetti fino a 3 milioni di euro.

La scheda indica che le agevolazioni possono coprire fino al 90% delle spese. Sono ammesse spese per macchinari, impianti e attrezzature, programmi informatici e servizi ICT, brevetti e licenze d’uso, opere murarie e assimilate entro il 30% dell’investimento. Le imprese più giovani possono includere anche consulenze specialistiche, entro il 5%, e capitale circolante entro il 20%; le imprese più mature possono includere i marchi e, nel solo settore turistico, l’acquisto dell’immobile entro il 40%.

Il programma deve partire dopo la presentazione della domanda e concludersi nei tempi indicati nella delibera di ammissione, in ogni caso non oltre 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.

Sono ammessi i progetti di produzione di beni (industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli), di servizi alle imprese e alle persone, di commercio e di turismo. Restano fuori la produzione primaria di prodotti agricoli, il settore carboniero e le attività legate all’esportazione verso Paesi dell’Unione europea.

Sportello aperto, ordine cronologico, due colloqui

Sulla scheda di Invitalia l’incentivo risulta attivo, con apertura dal 19 maggio 2021. Funziona a sportello: le domande si presentano solo online sulla piattaforma di Invitalia, vengono esaminate in ordine cronologico e non esistono graduatorie. Servono un’identità digitale (SPID, CNS o CIE), la firma digitale e un indirizzo PEC, oltre al business plan e agli allegati. Alla chiusura dell’invio la domanda riceve un protocollo elettronico.

La valutazione ha due fasi. Il primo colloquio con il team di Invitalia verifica competenze tecniche, organizzative e gestionali dei proponenti e la coerenza del progetto rispetto al mercato. Il secondo valuta la sostenibilità economico-finanziaria dell’iniziativa, la congruità delle spese e l’idoneità della sede.

Chi aveva già una domanda in compilazione sulla piattaforma precedente deve tenere conto della migrazione dei dati avvenuta l’11 dicembre 2025: le società costituite devono registrare l’impresa sul modulo Anagrafica e deleghe, mentre le società non ancora costituite accedono all’Area personale con lo stesso compilatore.

Come valutare la candidatura prima di partire

Senza fondo perduto la sostenibilità del rimborso pesa di più, e proprio la sostenibilità economico-finanziaria è il tema del secondo colloquio. Per chi è ancora all’idea, Invitalia mette a disposizione servizi di orientamento agli incentivi e di accompagnamento alla domanda, oltre al Contact Center. Prima di inviare la domanda conviene verificare sulla scheda ufficiale di Invitalia i requisiti e lo stato dello sportello, perché le condizioni possono cambiare con nuovi avvisi.

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Lun 12 Ott, 2026

Resto al Sud 2.0 per gli under 35 in Campania: come funziona

A pochi giorni dal primo anno, requisiti, agevolazioni fino a 50.000 euro e passaggi della domanda Invitalia per i giovani di Salerno e Caserta.

Tra pochi giorni Resto al Sud 2.0 compie un anno: lo sportello gestito da Invitalia è aperto dal 15 ottobre 2025 e la scheda ufficiale lo indica ancora come attivo. Per un giovane di Salerno o di Caserta che pensa a una partita IVA o a una società, la questione pratica è capire se ha i requisiti e che cosa deve avere pronto prima di entrare nell’area personale.

Lo sportello Invitalia per i giovani che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno è aperto dal 15 ottobre 2025. Requisiti, agevolazioni e passaggi della domanda per chi vive in Campania, dalla provincia di Salerno a quella di Caserta.

Che cosa cambia rispetto al vecchio Resto al Sud

Resto al Sud 2.0 sostiene nuove iniziative imprenditoriali, libero-professionali e di lavoro autonomo in otto regioni del Mezzogiorno, Campania compresa. È finanziato dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027, di titolarità del Ministero del Lavoro, e gestito da Invitalia con 356,4 milioni di euro.

La prima edizione, nata con il decreto-legge 91/2017 e rivolta a chi aveva meno di 56 anni, ha smesso di ricevere domande alle 24.00 del 14 ottobre 2025. Dalle 12.00 del giorno dopo le nuove iniziative di autoimpiego si presentano con le agevolazioni del decreto-legge 60/2024, tra cui il 2.0. Le richieste inviate al vecchio sportello entro quella scadenza si valutano in ordine cronologico. Il limite d’età è la differenza più evidente: oggi si può accedere dai 18 anni compiuti fino ai 35 non ancora compiuti.

Chi può chiedere le agevolazioni

L’incentivo è pensato per giovani inattivi (NEET)e per chi si qualifica come: 

  • inoccupato, chi non lavora o percepisce meno di 8.000 euro l’anno da lavoro subordinato o parasubordinato, oppure meno di 4.800 euro da lavoro autonomo; 
  • disoccupato, chi ha presentato la dichiarazione di immediata disponibilità; 
  • working poor, chi ha un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni dell’articolo 13 del Testo unico delle imposte sui redditi. 

La condizione si verifica alla data di avvio dell’attività.

L’iniziativa deve essere stata avviata nel mese della domanda o in quello precedente e deve risultare ancora inattiva: con una domanda inviata il 31 ottobre, ad esempio, l’avvio non può essere anteriore al 1° settembre. L’avvio coincide con l’apertura della partita IVA per autonomi e professionisti e con l’iscrizione al Registro delle Imprese per le imprese.

L’attività può avere la forma di lavoro autonomo, libera professione, ditta individuale, società di persone, srl (anche semplificata), cooperativa o società tra professionisti. Nelle società possono entrare anche soci senza i requisiti, purché i giovani che li hanno detengano il 50% più un euro delle quote e la maggioranza dell’organo di governo, dall’avvio e per i tre anni successivi alla conclusione del progetto.

Quanto si ottiene e che cosa si finanzia

Sono ammessi tutti i settori economici, con l’esclusione di agricoltura, pesca e acquacoltura. Le agevolazioni sono tre:

  • voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000;
  • contributo a fondo perduto del 75% per programmi di investimento fino a 120.000 euro;
  • contributo a fondo perduto del 70% per programmi tra 120.000 e 200.000 euro.

La maggiorazione del voucher, fino a 10.000 euro, va richiesta in domanda e spetta se almeno il 20% delle spese ammesse riguarda beni o servizi innovativi sul piano tecnologico-digitale, della sostenibilità ambientale o del risparmio energetico.

Le regole sulle spese sono severe. I beni devono essere nuovi di fabbrica, contano solo le spese documentate da titoli successivi alla presentazione della domanda e l’IVA è ammessa se non recuperabile. Opere edili e impianti generali rientrano solo nel contributo per programmi di investimento, fino al 50% del programma di spesa. Gli automezzi servono solo se strettamente necessari all’attività, quindi non per consulenza o libere professioni. I beni agevolati restano vincolati per tre anni dal completamento del programma.

Come si presenta la domanda

La procedura è interamente online e segue questi passaggi:

  1. Accesso all’area personale di Invitalia con SPID, CNS o CIE, avendo già a disposizione firma digitale e PEC.
  2. Registrazione dell’iniziativa da parte del titolare o legale rappresentante, che può indicare delegati per la sola compilazione. I dati dell’impresa arrivano dal Registro delle Imprese e vanno controllati prima.
  3. Compilazione, download del file generato dal sistema, firma digitale e nuovo caricamento insieme agli allegati della sezione Modulistica (voucher o contributo). Non si spedisce nulla su carta e i preventivi non sono obbligatori in questa fase.
  4. Invio da parte del titolare o legale rappresentante, che riceve l’attestazione con protocollo, data e orario.

Non esiste una scadenza né una graduatoria: Invitalia esamina le domande entro 90 giorni, in ordine cronologico e nei limiti delle risorse disponibili. Dopo un rigetto si può ripresentare la domanda, mentre non se ne possono avere più di una contemporaneamente. Un punteggio aggiuntivo spetta a chi ha seguito i corsi dell’Ente Nazionale per il Microcredito o a chi ha un socio di minoranza con cinque anni di esperienza nel settore; nessuna di queste cose è obbligatoria.

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Lun 12 Ott, 2026

Finale Lab delle imprenditorialità

Data: Mercoledì 21 ottobre 2026
Ore: dalle 15:00
Modalità: online

Il Laboratorio delle Imprenditorialità si conclude con un evento dedicato alle idee e ai traguardi emersi durante il percorso. Sarà un momento per dare spazio alle esperienze dei partecipanti, valorizzare le competenze sviluppate e premiare i progetti che si sono distinti.

Segui l'evento da remoto

Programma

  • Ore 15:00 - Saluti istituzionali
  • Gianpaolo Basile Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese e Delegato del Rettore alla Terza Missione
  • Valerio Lucciarini De Vincenzi - Segretario Generale di ALI
  • Ore 15:15 - Presentazione Federterziario: Il ruolo della federazione nella nascita e nella sostenibilità di micro e piccole imprese
  • Dott. Alessandro Franco - Segretario Generale Federterziario
  • Ore 15:30 - Avvio lavori
  • Salvatore Novaco - Co-founder 012factory S.p.A. Società Benefit
  • Ore 15:45 - Pitch Competition
  • Domenico Giovinazzo - NetPilot
  • Maria Giovanna Carlini - AccompagnAMO
  • Maria Susanna Maio - B&B Mirai
  • Christian Zavattaro - ProDirectory
  • Ore 17:00 - Premiazione e Saluti
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Lun 12 Ott, 2026