Idee Imprenditoriali, Rischio d'impresa, Avvio d'impresa, Franchising

Città più vivibili e sostenibili: la soluzione delle smart city

Il bando per finanziare i digital twin urbani e innovare i servizi pubblici. Le nuove professioni delle città intelligenti

Che cosa sono le smart city? Tutti ne parlano ma pochi sanno cosa siano realmente: alcuni pensano coincidano con città ipertecnologiche dove conta solo la tecnologia, altri che siano luoghi urbani di un futuro fantascientifico che mai arriverà.
Per iniziare, partiamo dalla definizione delle “città intelligenti” fatta dalla Commissione Europea:
Una smart city si legge dal sito dell’istituzione europeaè un luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti con l’uso di soluzioni digitali a beneficio dei suoi abitanti e delle imprese (…); va oltre l’uso delle tecnologie digitali per un migliore utilizzo delle risorse e minori emissioni. Ciò significa reti di trasporto urbano più intelligenti, migliori strutture per l’approvvigionamento idrico e lo smaltimento dei rifiuti e modi più efficienti per illuminare e riscaldare gli edifici. Significa anche un’amministrazione cittadina più interattiva e reattiva, spazi pubblici più sicuri e la capacità di soddisfare le esigenze di una popolazione che invecchia”.

Questa definizione sfata un mito: la “città intelligente” non è solo digitale e tecnologia ma si nutre anche di altri valori e obiettivi; però, è proprio attraverso tecnologia e digitale che si raggiunge l’obiettivo delle smart city: migliorare la vita delle persone che può significare, tra le altre cose, più salute, riduzione dell’inquinamento, più lavoro.

La città intelligente sfrutta questi strumenti per ottimizzare e innovare i servizi pubblici in modo da rendere le infrastrutture urbane in linea con le aspettative e le esigenze dei cittadini e degli altri attori sociali.

Si lavora allora per trasformare in realtà la smart city, anche attraverso i finanziamenti messi a disposizioni degli enti sovranazionali.
Tra i bandi attivi in questo momento, c’è quello della Federico II di Napoli: nell’ambito Spoke 9 - Digital Society & Smart City dell’Innovation and Competence Service Center (ICSC), uno dei cinque Centri Nazionali istituiti dal PNRR dedicati a settori strategici per lo sviluppo del Paese, l'ateneo napoletano propone un nuovo bando di ricerca sulle smart city.Le imprese possono inviare proposte per realizzare un progetto molto ambizioso: creare una rappresentazione digitale delle strutture sociali e organizzative della città e dei cittadini, includendo i contesti fisici e virtuali.

Come si può fare una cosa del genere? Attraverso i big data disponibili e sfruttando l’AI.
Il bando è destinato alle micro, piccole e medie imprese che possono partecipare singolarmente o in collaborazione; anche le grandi imprese esterne e gli organismi di ricerca sono ammessi nei modi e nei tempi descritti dal provvedimento.
In particolare, sono tante le proposte progettuali con cui le imprese possono rispondere a questa sfida.
Attraverso i dati, è possibile realizzare un “digital twin urbano”: il cosiddetto “gemello digitale” è una copia fedele di una città nel mondo virtuale che permette uno scambio continuo di dati e riesce a incorporare modelli e algoritmi che descrivono fedelmente la controparte fisica, anticipandone il comportamento.

Tra i temi presi in considerazione c’è la salute dei cittadini: le proposte possono infatti avere a oggetto una piattaforma tecnologica incentrata sul benessere delle persone; c’è spazio per traffico e mobilità urbana: l’idea è quella di realizzare un “gemello digitale” con il compito di monitorare il flusso di traffico nella rete stradale urbana o, attraverso tecniche di machine learning e intelligenza artificiale, di monitorare la mobilità dal punto di vista della qualità del servizio, dell’esperienza e dell’impatto sociale; ma anche privacy, sicurezza, decoro urbano e tanti altri temi possono essere gestiti attraverso un approccio smart e diventare progetti finanziati attraverso i fondi dello Spoke 9.

Il budget totale messo a disposizione dell’università di Napoli è di 3 milioni di euro di cui poco più della metà sono riservati a interventi in Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Se l’obiettivo è trasformare le città, però, è necessario creare una squadra di professionisti. Chi deve compiere questo cambiamento? Una recente indagine condotta dalla Randstad Research ha delineato le professioni richieste dalle Smart City come analisti di big data, architetti di edifici intelligenti e broker delle tecnologie.
In particolare, per creare un digital twin urbano ci vorranno modellisti (digital twin modelist) ma anche esperti di intelligenza artificiale e data scientist, una delle professioni più richieste dal mercato del lavoro.

Nella sua ricerca Il lavoro del futuro nella città del futuro, Ranstad racconta le oltre 100 nuove professioni che vengono proprio dalle smart city e dalla necessità di essere investiti dal cambiamento tecnologico il prima possibile. Dal designer di intermodalità, all’analista della sostenibilità, dai dronisti per le consegne da remoto, a esperti di advanced air mobility, fino a waste manager, water manager e wellbeing designer: queste sono solo alcune delle professioni che nascono e crescono nelle smart city.
Dopo aver analizzato casi di studio e le nuove professioni per favorire le nuove realtà urbane, Randstad ha scritto il report che suddivide le nuove professioni in base al settore in cui s’inseriscono i professionisti (connettività, demografia e mobilità).

 

 


 

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Mer 08 Mag, 2024

Parlamento delle Imprese: nuovo incontro a Cosenza

Mercoledì 14 maggio 2024, alle ore 18:30, presso la Sala Petraglia della Camera di Commercio di Cosenza, si terrà un nuovo incontro del Parlamento delle Imprese.

Ospite d'eccezione sarà Cordula Wolf, coproprietario della Birreria Forst, che interverrà sul tema: "Longevità dell'impresa, responsabilità sociale e legame con il territorio".

Un'occasione unica per approfondire il ruolo fondamentale delle imprese come attori chiave dello sviluppo sostenibile, capaci di coniugare successo economico con impegno sociale e rispetto per l'ambiente.

 

L'incontro è aperto a tutti gli imprenditori e alle parti sociali interessate.

Per assistere in presenza ai lavori del Parlamento è necessario registrarsi al seguente modulo:

https://forms.gle/jzCw2za6XECge9q68

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Mar 07 Mag, 2024

Il tuo B&B può crescere con i finanziamenti agevolati e i contributi a fondo perduto

Una guida ai finanziamenti agevolati e ai contributi a fondo perduto che possono dare una spinta alla tua attività di B&B.

Gestire un Bed & Breakfast può essere impegnativo, soprattutto quando si tratta di coprire le spese di gestione e investire in miglioramenti. Ma non temere, esistono soluzioni per te!

Finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto sono disponibili per i proprietari di B&B e host. Questi possono aiutarti a coprire le spese di gestione come luce, acqua, gas, wi-fi, e anche le spese per la manutenzione.

Come ottenere questi finanziamenti: Nuove imprese a tasso zero e Resto al Sud 

Esistono bandi a livello regionale e nazionale. Un esempio è l’agevolazione “Nuove imprese a tasso zero” offerta da Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa. Questo finanziamento è rivolto ai giovani tra i 18 e i 35 anni, alle donne di qualsiasi età, e alle imprese già esistenti, costituite da non più di 12 mesi.

Il finanziamento può coprire fino al 75% delle spese totali ammissibili, con una dotazione finanziaria di circa 150 milioni di euro. Le spese ammissibili includono l’acquisto e la ristrutturazione, macchinari, impianti di produzione e attrezzature, programmi informatici, servizi TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione), brevetti, licenze e marchi, formazione specialistica e consulenza specialistica.

Il bando “Resto al Sud”, invece, un’iniziativa per sostenere la creazione di nuove imprese nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree del centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017. Dal 9 dicembre 2019, anche i liberi professionisti e le persone sotto i 46 anni possono richiedere il finanziamento.

“Resto al Sud” offre un contributo a fondo perduto del 35% dell’investimento totale e un finanziamento bancario a tasso zero per il restante 65%, garantito dal Fondo di garanzia per le Piccole e medie imprese. Può essere richiesto per avviare imprese in vari settori, tra cui il turismo. Le spese ammissibili includono la ristrutturazione o manutenzione di immobili, l’acquisto di impianti e attrezzature, programmi informatici e tutte le spese necessarie per avviare una nuova attività.

Quali sono i requisiti per ottenere questi finanziamenti?

Per ottenere questi finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto, è necessario soddisfare alcuni requisiti:

  • località, alcuni finanziamenti sono specifici per determinate regioni. Ad esempio, il programma “Resto al Sud 2024” è rivolto a chi intende investire nelle regioni del Mezzogiorno e del Centro Italia;
  • tipo di attività, i finanziamenti sono disponibili solo per chi gestisce professionalmente un B&B o una casa vacanza. La gestione occasionale non è compatibile con la richiesta di incentivi;
  • forma giuridica, si può accedere ai finanziamenti solo se si è una società o si ha la partita IVA;
  • documentazione, gli enti locali potrebbero richiedere vari documenti per effettuare una valutazione, come mappe catastali dell’immobile, business plan, atto costitutivo della società;
  • fatturato, per alcuni contributi, come quelli erogati dall’Agenzia delle Entrate, è necessario che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’analogo ammontare del mese di aprile 2019;

inizio dell’attività, per alcuni contributi, come quelli erogati dall’Agenzia delle Entrate, è necessario che l’attività sia iniziata a partire dal 1° gennaio 2019

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Mar 23 Apr, 2024

Da B&B a impresa: la trasformazione in Affittacamere

Scopri come un Bed & Breakfast può evolvere in un’attività imprenditoriale, superando limitazioni e sfruttando nuove opportunità.

Il mondo dell’ospitalità è in continua evoluzione. Un esempio lampante è la trasformazione di un semplice Bed & Breakfast (B&B) in un’attività imprenditoriale. Ma come avviene questa metamorfosi?

Un B&B, per sua natura, non richiede una struttura organizzativa complessa. È un’attività che può essere gestita con facilità, comporta pochi adempimenti e offre notevoli agevolazioni fiscali. Tuttavia, ci sono delle limitazioni. Ad esempio, chi gestisce un B&B deve necessariamente avvalersi dell’organizzazione familiare e non può avere lavoratori dipendenti o collaboratori.

Differenze tra un B&B e un’affittacamere

Ecco le principali differenze tra un Bed & Breakfast (B&B) e un’attività di affittacamere:

  1. Natura dell’attività, mentre un B&B è spesso gestito su piccola scala, l’affittacamere è considerato un’attività imprenditoriale;
  2. Organizzazione, a differenza di un B&B, un affittacamere può impiegare personale dipendente o collaboratori;
  3. Servizi offerti, un affittacamere può offrire servizi aggiuntivi rispetto a un B&B;
  4. Adempimenti burocratici, l’affittacamere è soggetto all’iscrizione alla Camera di commercio, al regime IVA e ai relativi adempimenti burocratici, contabili e fiscali;
  5. Continuità e stabilità, l’attività di affittacamere deve essere continuativa e stabile, sia nel proprio alloggio che in altre strutture di proprietà;
  6. Personale qualificato, se necessario, un affittacamere può ricorrere a personale dipendente qualificato o a collaboratori.

In sintesi, mentre un B&B è spesso una piccola attività gestita a livello familiare, un affittacamere è una vera e propria impresa che offre una gamma più ampia di servizi e ha una struttura organizzativa più complessa.

 

Da B&B ad Affittacamere

Ma cosa succede quando un B&B vuole crescere e superare queste limitazioni? Ecco che entra in gioco l’attività di affittacamere. Questa formula, simile al B&B, può essere esercitata in forma abituale e imprenditoriale; la trasformazione comporta una serie di cambiamenti, ad esempio, l’imprenditore deve individuare la forma giuridica più adatta per costituire la propria impresa. Questa scelta è legata a vari fattori, tra cui l’idea imprenditoriale, le caratteristiche soggettive dei proponenti e gli aspetti fiscali.

In sintesi, l’affittacamere è un’attività extra-alberghiera svolta in modo continuo e professionale. Questa attività rappresenta un’impresa economica organizzata con l’obiettivo di offrire beni e servizi.

È importante notare che il titolare dell’attività di affittacamere non è obbligato a risiedere nello stesso edificio destinato all’attività di affittacamere. Questo offre una flessibilità significativa nella gestione dell’attività.

 

Legislazioni regionali

Le strutture di affittacamere, secondo le varie legislazioni regionali, sono costituite da un massimo di sei camere, situate in al massimo due appartamenti arredati all’interno dello stesso edificio. Queste strutture offrono alloggio e servizi aggiuntivi, inclusa la possibile fornitura di cibo e bevande agli ospiti.

Gli spazi utilizzati per l’attività di affittacamere devono essere destinati ad uso residenziale, con regolare abitabilità, e devono rispettare le norme igienico-sanitarie previste dalle leggi e dai regolamenti edilizi locali.

Inoltre, è essenziale che le strutture assicurino un servizio di accoglienza di almeno 8-12 ore al giorno (alcune Regioni prevedono anche un servizio notturno su chiamata), un servizio di pulizia e riordino delle camere almeno una volta al giorno, il cambio della biancheria da letto e da bagno almeno una o due volte a settimana e, in ogni caso, ad ogni cambio di ospite, e la fornitura continua di acqua calda, energia e riscaldamento.

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Mar 23 Apr, 2024

#failimpresagiusta2024: crea la tua impresa in Emilia-Romagna

Questa Guida è uno degli strumenti che le Camere di commercio dell’Emilia – Romagna hanno deciso di mettere a disposizione di aspiranti e neoimprenditori non solo per orientarli nel percorso per l’avvio di un’impresa, ma anche per presentare i diversi aspetti utili da conoscere per intraprendere un’iniziativa imprenditoriale con maggiori possibilità di successo.

Regione

Laboratorio Progetto Futurae

Il giorno 8 aprile, dalle ore 14 alle ore 18, presso la sala azzurra si svolgerà un laboratorio rivolto ai partecipanti del percorso FUTURAE che hanno concluso la fase di formazione.

Durante l'attività laboratoriale i corsisti si cimenteranno, in particolare, con la redazione del piano di comunicazione dell'attività di impresa/lavoro autonomo che desiderano realizzare.
Relatori: Dott.ssa Stefania Cardinale - Dott. Giuseppe Mangialavori

>>> Per ulteriori informazioni: 080.2174.515 - 280

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Gio 18 Apr, 2024