Territoriale

Vigneti, Ristrutturazione e riconversione e Investimenti: istruzioni operative AGEA

Possibile aumentare fino al 90% la percentuale dell’anticipo erogabile per le domande di aiuto presentate a valere sulla campagna 2025/2026

Con le Istruzioni operative n. 75 e n. 76, rilasciate da AGEA il 25 agosto 2026 e disponibili anche sul sito istituzionale www.agea.gov.it, l’Organismo pagatore ha disposto la procedura di urgenza per consentire la possibilità di innalzamento fino al 90% (rispetto all’80% in precedenza stabilito) della percentuale dell’anticipo erogabile per le domande di aiuto presentate in adesione alla campagna 2025/2026 degli interventi di cui all’art. 58 del Regolamento (UE) 2021/2115, per la Ristrutturazione e riconversione dei vigneti e per gli Investimenti,

L’erogazione dell’integrazione dell’anticipo è subordinata alla presentazione, da parte dell’Azienda richiedente, di un’appendice alla polizza iniziale (secondo i fac-simile allegati alle Istruzioni Op Agea), finalizzata all’adeguamento dell’importo garantito in relazione al nuovo massimale erogabile.

In considerazione dei vincoli di esecuzione dei pagamenti entro la chiusura perentoria dell’esercizio finanziario 2026, fissata al 15 ottobre 2026, la procedura dettata prevede termini ristretti.

Le ditte eventualmente interessate e ammesse all’aiuto per la campagna 2025/2026 con domande con previsione di pagamento anticipo su garanzia, devono operare nel rispetto dei seguenti termini perentori:

  • Entro mercoledì 2 settembre 2026 devono comunicare, tramite PEC indirizzata all’Area Decentrata Agricoltura competente all’istruttoria della domanda di aiuto, la propria decisione di aderire all’innalzamento della quota di anticipazione;
  • Entro mercoledì 9 settembre 2026 devono far pervenire agli uffici delle medesime Aree Decentrata Agricoltura l’appendice alla polizza iniziale (redatta secondo il fac-simile allegato alle Istruzioni Agea per i singoli Interventi e regolarmente sottoscritta), finalizzata all’adeguamento dell’importo garantito in relazione al nuovo massimale erogabile.

Per le ditte che non abbiano interesse ad accedere all’aumento dell’anticipazione, l’erogazione di anticipo e del successivo saldo resta confermata alle attuali percentuali (80% e 20%).

Circolare n. 75 del 25/08/2026 – Ristrutturazione e Riconversione dei vigneti di cui all’articolo 58 paragrafo 1 lettera a) del regolamento (UE) 2021/211, integrazione e rettifica delle Istruzioni Operative n. 6/2025 e smi prot. n. 3389 del 17/01/2025)

Circolare n. 76 del 25/08/2026 – Investimenti lett. b) par. 2), art. 58 Reg. UE n. 2021/2115 – Integrazione e rettifica delle Istruzioni Operative n. 18/2025 (prot. n. 11408 del 12/02/2025) e Addendum n. 56/2026

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Ven 28 Ago, 2026

Reggio Emilia: sostanzialmente stabile il numero delle imprese femminili

la lievissima crescita complessiva del numero delle imprese reggiane, che hanno chiuso la prima metà del 2026 con un +0,2%.

Al giugno scorso, dunque, le imprese in rosa si attestano a 8.971 unità, che rappresentano il 19,1% del totale delle imprese attive in provincia.

L’analisi per settori di attività, elaborata dall’Ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia su base dati Infocamere, evidenzia la più alta presenza di aziende femminili nei servizi alle imprese, con 2.093 unità attive.

Seguono il commercio con 2.046 realtà imprenditoriali, i servizi alla persona con 1.498, l’agricoltura con 1.168, il comparto manifatturiero con 979 unità, l’alloggio e ristorazione con 847 e infine le costruzioni con 315 imprese.

Analizzando le variazioni settoriali rispetto allo stesso periodo del 2025, si riscontra una crescita per i servizi alle imprese, in aumento del 3,0% (60 unità in più), per i servizi alla persona (+2,4%) e per le costruzioni (+1,9%).

Tutti gli altri settori si collocano invece in territorio negativo: il commercio perde il 3,3% rispetto allo stesso trimestre del 2025 registrando una flessione di 69 unità, l’agricoltura registra un -2,7%, la manifattura perde 16 imprese segnando un -1,6% e, infine, i servizi di alloggio e ristorazione arretrano dello 0,9%.

Per quanto riguarda la natura giuridica, la ditta individuale si conferma la forma più diffusa con 5.870 unità e un’incidenza del 65,4% sul totale, sebbene registri una diminuzione dello 0,3% nel confronto con lo stesso trimestre del 2025. Risultano invece sostanzialmente stabili le società di capitale a guida femminile, che con un +0,9% raggiungono quota 1.871 unità, mentre le società di persone flettono del 2,7% scendendo a 1.056 realtà.

In merito alle cariche detenute da donne all’interno delle imprese reggiane, l’analisi camerale evidenzia 35.579 posizioni, distribuite principalmente nei servizi alle imprese con 10.822 cariche e un'incidenza del 30,4%, nel commercio con 6.003 cariche pari al 16,9% e nel manifatturiero con 5.615 posizioni pari al 15,8%.

L’analisi delle categorie speciali rileva che le imprese femminili artigiane a Reggio Emilia sono 2.335 e pesano per il 26,0% sul totale del comparto, le imprese guidate da donne straniere ammontano a 1.541 unità pari al 17,2%, mentre le realtà giovanili sono 816, con un’incidenza del 9,1%.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, nel Comune capoluogo operano 3.074 imprese femminili, la cui incidenza sul sistema economico locale è del 17,2%.

È però il comune di Ventasso a esprimere la più alta incidenza dell’imprenditoria femminile sul totale delle attività d’impresa locali: le 121 imprese in rosa presenti nel comune, infatti, rappresentano il 25,5% delle aziende locali.

Seguono Casina con il 23,5% e 106 imprese femminili, Rio Saliceto con il 23,3% e 127 realtà e, infine, Guastalla, dove le 262 imprese femminili incidono per il 22,9% sul totale delle realtà imprenditoriali.

Tipologia
Regione

Imprese femminili a Piacenza: 5.408 (-2,2%) al 30 giugno 2026

L'imprenditoria femminile nella provincia di Piacenza ha chiuso il secondo trimestre del 2026 registrando un calo del -2,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.

La flessione appare inferiore a quella media del numero delle imprese piacentine (-3,3%), ma è comunque più marcata rispetto ai cali delle imprese guidate da donne a livello nazionale (-1,0%) e regionale (-1,2%).

Le imprese femminili piacentine si attestano, ora, a 5.408 unità, arrivando comunque a incidere per il 21,8% sul totale delle realtà imprenditoriali attive nel territorio, quota che rappresenta il dato più alto dell’area vasta emiliana ed è superiore alla media regionale del 21,3%.

Dall’analisi settoriale curata dall'Ufficio Studi della Camera di commercio dell'Emilia su dati Infocamere, emerge un panorama variegato in cui il commercio si conferma il pilastro principale dell’imprenditoria femminile con 1.291 unità attive. Seguono i servizi alle imprese con 1.110 realtà, i servizi alla persona con 965, l'agricoltura con 864, le attività di alloggio e ristorazione con 649, il comparto manifatturiero con 331 aziende e infine il settore delle costruzioni con 171 imprese.

Confrontando le variazioni settoriali con lo stesso periodo del 2025, si nota una crescita nei servizi alle imprese, che guadagnano 27 unità arrivando a un’incidenza del 20,5% sul totale delle imprese femminili, e nei servizi alla persona, in aumento dello 0,6% con 6 unità in più. Tutti gli altri settori si collocano invece in campo negativo: la contrazione più evidente si registra nelle costruzioni con un calo dell’11,9% e 23 unità in meno, seguite dal settore manifatturiero a -6,2%, dall’agricoltura a -4,8% con 44 aziende in meno, dalla ristorazione e alloggio in calo del 4,3% con 29 unità perse e dal commercio, che cede il 2,6% con un calo di 35 attività.

Sotto il profilo della forma giuridica, la ditta individuale resta il modello prevalente con 3.653 unità e un'incidenza del 67,5%, sebbene mostri una contrazione del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. In controtendenza si muovono le società di capitale a guida femminile, che crescono del 2,8% raggiungendo quota 1.072, mentre le società di persone scendono a 591 unità evidenziando un calo del 2,3%.

Contestualmente, lo studio rileva che complessivamente sono 18.636 le cariche detenute da donne nelle imprese della provincia, concentrate prevalentemente nei servizi alle imprese, con 4.863 posizioni pari al 26,1%, nel commercio, con 3.592 cariche pari al 19,3% e nei servizi alla persona con 2.249 posizioni pari al 12,1%.

Tra le categorie speciali spicca la presenza di 1.195 imprese femminili nell’artigianato, di 849 guidate da cittadine di origine straniera e di 455 aziende condotte da giovani donne.

A livello territoriale, nel capoluogo operano 2.054 imprese femminili attive, pari al 22,4% delle aziende del territorio, ma le punte di massima incidenza si registrano in altri Comuni della provincia: Ponte dell'Olio guida la classifica con il 29,6% grazie a 116 aziende in rosa, seguito da Bobbio con il 28,1% e 129 realtà, da Cerignale con il 28,0% e 7 imprese, e infine da Travo, che segna un'incidenza del 27,5% con le sue 76 attività al femminile.

Tipologia
Regione

Parma: stabile a quota 8.241 il numero delle imprese femminili

Sono 8.241 le imprese femminili attive in provincia di Parma alla fine del secondo trimestre 2026. Il dato, elaborato dall'Ufficio Studi della Camera di commercio dell'Emilia su dati Infocamere, fotografa una sostanziale tenuta dell'imprenditoria in rosa: rispetto allo stesso periodo del 2025, infatti, si registra un calo limitato allo 0,4% (29 imprese in meno), dato nettamente migliore di quello rilevato a livello nazionale (-1,0%).

Le imprese femminili rappresentano oggi il 21,3% del tessuto imprenditoriale provinciale, una quota in linea con la media regionale e di poco inferiore a quella nazionale, che si attesta al 22,7%.

A trainare la presenza delle imprenditrici sono soprattutto i servizi alle imprese, comparto che conta 2.069 aziende femminili e concentra il 25,1% del totale. Seguono il commercio con 1.786 imprese, i servizi alla persona con 1.373, l'agricoltura con 1.200, le attività di alloggio e ristorazione con 849, il manifatturiero con 649 e le costruzioni con 292 imprese guidate da donne.

Guardando all'andamento dei singoli settori rispetto al secondo trimestre del 2025, i segnali positivi arrivano ancora dai servizi; quelli alle imprese crescono dell'1,8%, con 36 aziende in più, mentre i servizi alla persona segnano un aumento dell'1,9%, equivalente a 26 imprese.

In flessione, invece, tutti gli altri comparti: manifatturiero e costruzioni registrano entrambi un calo del 2,7%, il commercio all'ingrosso perde il 2,2% (40 imprese in meno), l'agricoltura arretra dell'1,6% (-19 unità), mentre le attività di alloggio e ristorazione diminuiscono dell'1,3% (11 imprese in meno).

Per quanto riguarda la forma giuridica delle imprese femminili parmensi, continua a prevalere la ditta individuale, con 5.303 realtà che rappresentano il 64,3% delle imprese femminili, pur segnando una lieve flessione dello 0,9% rispetto a un anno fa. Prosegue invece la crescita delle società di capitale, che aumentano del 3,0% e raggiungono quota 1.954. In calo più marcato le società di persone, ferme a 845 unità, con una contrazione del 4,3%.

Complessivamente, poi, sono 32.678 le cariche ricoperte da donne nelle imprese della provincia di Parma. La maggiore concentrazione si registra nei servizi alle imprese, che contano 10.905 cariche e rappresentano il 33,4% del totale, seguiti dal commercio con 5.113 cariche (15,6%) e dalle attività manifatturiere con 4.271 (13,1%).

L'analisi delle categorie speciali evidenzia inoltre la presenza di 1.854 imprese artigiane femminili, pari al 22,5% del totale, di 1.411 imprese guidate da donne straniere e di 686 imprese femminili giovanili.

Dal punto di vista territoriale, nel comune di Parma si concentrano 3.610 imprese femminili, con un'incidenza del 21,4% sul sistema imprenditoriale locale.

Quanto al peso dell'imprenditoria femminile sul totale delle imprese presenti nei singoli comuni, il primato spetta però a Valmozzola, dove le 29 imprese femminili rappresentano il 36,7% del tessuto produttivo locale. Seguono Corniglio con 66 imprese femminili e un'incidenza del 28,4%, Varsi con 42 imprese e il 27,3% e Bardi con 89 attività guidate da donne, pari al 25,8% del totale.

Tipologia
Regione

Conciliazione vita-lavoro. Da Governo e Unioncamere 7,5 milioni di euro per le imprese. Al via i contributi per la certificazione

Contributi e servizi specialistici per rendere più accessibile la certificazione, soprattutto per le micro, piccole e medie imprese, riducendo l'impatto economico e organizzativo del percorso.
A partire dal 21 settembre 2026 sarà possibile presentare la domanda attraverso la piattaforma ReStart. Certificazione prassi UNI/PdR 192:2026

Favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro non è solo una scelta di responsabilità sociale, ma un vero e proprio motore di competitività e crescita economica per le aziende. A confermarlo sono i dati elaborati da Unioncamere e dal suo Centro Studi Tagliacarne: le imprese che investono in interventi per il benessere dei lavoratori e in una migliore gestione dei tempi di vita e di lavoro registrano performance superiori rispetto alle altre. Nel 2026, il 35% di queste imprese dichiara un aumento del fatturato rispetto all'anno precedente (contro il 22% di chi non realizza tali investimenti), il 20% segnala un incremento dell'occupazione (a fronte del 10% delle altre) e il 45% ha già adottato o sta per adottare tecnologie digitali (rispetto al 22% delle aziende meno attente a queste tematiche).

Proprio per consolidare questo legame tra benessere dei lavoratori e produttività, il Dipartimento per le Politiche della Famiglia e il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme a Unioncamere, mettono in campo un intervento da 7,5 milioni di euro per accompagnare le aziende nell’adozione di una nuova certificazione strutturata proprio intorno alla conciliazione vita-lavoro, alla quale il governo ha associato anche un esonero dal versamento dei contributi previdenziali. L'iniziativa messa in campo dal Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità e da Unioncamere dà attuazione al Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e alla Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, con il preciso obiettivo di portare 1.000 imprese a conseguire la certificazione nell'arco di un anno.

Il fulcro del programma è rappresentato dalla prassi di riferimento UNI/PdR 192:2026, la specifica tecnica che definisce i requisiti e gli indicatori di performance (KPI) per i sistemi di gestione volti alla conciliazione tra vita familiare e lavoro.

Attraverso l'Avviso pubblico, le aziende con sede e attività in Italia e almeno un dipendente – con una quota di riserva del 60% destinata alle micro, piccole e medie imprese – potranno accedere a contributi a fondo perduto erogati sotto forma di servizi gratuiti, finalizzati ad assistere e accompagnare le imprese nel raggiungimento della certificazione collegata alla nuova prassi.

L’agevolazione prevede due linee d'azione tra loro complementari.

La prima riguarda i servizi di assistenza tecnica e accompagnamento tecnico-gestionale. Per fornire questo supporto, Unioncamere istituirà un apposito elenco di esperti qualificati – sia singoli professionisti sia soggetti collettivi come società di consulenza e reti d'impresa – selezionati tramite un avviso pubblico che ne accerta l’esperienza nei sistemi di gestione o nella conciliazione vita-lavoro.

La seconda linea copre invece i costi per il rilascio della prima certificazione della conciliazione vita-lavoro. Le imprese beneficiarie dovranno scegliere l'Organismo di Certificazione accreditato tra quelli iscritti all'Elenco ufficiale. Il contributo per la certificazione varia in base alla dimensione aziendale (misurata in addetti) fino a un massimo di 12.000 euro per impresa.

Per accedere alle agevolazioni, le imprese dovranno superare un test di autovalutazione online volto a verificare il livello di maturità aziendale sui temi della conciliazione.

Le domande di partecipazione dovranno essere trasmesse tramite la piattaforma Restart di Infocamere a partire dalle ore 10:00 del 21 settembre 2026. Le istanze verranno valutate secondo una procedura a sportello in ordine cronologico di invio, mentre tutti i percorsi di accompagnamento e certificazione ammessi dovranno essere completati entro il 30 giugno 2027.

 

A partire dal 21 settembre 2026 sarà possibile presentare la domanda attraverso la piattaforma ReStart.


 

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Ven 28 Ago, 2026

Excelsior Orienta: orientamento negli studi e nelle scelte professionali

Piattaforma digitale interattiva per guidare gli studenti delle scuole medie e superiori (insieme a famiglie e docenti) nelle scelte scolastiche e professionali

Excelsior Orienta è un ponte digitale tra scuola e mondo del lavoro. Fornisce a docenti e tutor una bussola scientifica per supportare gli studenti, valorizzando l'unicità di ogni ragazzo in base a ciò che il mondo reale richiede.

Il sistema Excelsior – che ricostruisce, attraverso un'indagine mensile, il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese, svolgendo un’indagine campionaria che coinvolge circa 100.000 soggetti di tutti i settori economici e di tutte le dimensioni - è stato ulteriormente arricchito con la nuova piattaforma Excelsior Orienta, ideata per aiutare gli studenti a scegliere un futuro professionale in linea con i propri talenti e le proprie passioni.

Vuoi saperne di più? visita il sito excelsiorienta.unioncamere.it

Vuoi conoscere le Analisi dei fabbisogni occupazionali delle imprese per le provincie di Parma, Piacenza e Reggio Emilia? clicca qui

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Ven 28 Ago, 2026

Premio Storie di Alternanza 2026 IX edizione

La Camera di commercio dell'Emilia mette in palio € 30.000 destinati agli studenti partecipanti delle scuole delle province di Parma, Reggio Emilia e Piacenza. Iscrizioni entro il 9 ottobre

In questa edizione il Premio Storie di Alternanza è rivolto a:

  • Istituti tecnici (IT)
  • Istituti professionali (IP)
  • Licei
  • ITS Academy

L’iniziativa è promossa dalle Camere di commercio italiane e da Unioncamere con l’obiettivo di promuovere e dare visibilità alle esperienze realizzate in alternanza, tirocinio curriculare o apprendistato.

Le tematiche:

  • a) innovatività tecnologica e/o digitale;
  • b) attenzione alla sostenibilità;
  • c) inclusione e integrazione;
  • d) attenzione alla parità di genere;
  • e) promozione dell’attrattività e dell’accoglienza turistica;
  • f) imprenditoriali

Modalità di partecipazione

Per partecipare è necessario registrarsi sul sito https://www.storiedialternanza.it

Per maggiori informazioni: orientamento@emilia.camcom.it

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Ven 28 Ago, 2026

3 settembre Agenti AI in pratica: Rispondi automaticamente alle FAQ su WhatsApp

Primo appuntamento del ciclo "Dall'automazione all'intelligenza: agenti AI per i processi aziendali". 5 webinar gratuiti per scoprire come l'AI avanzata può rivoluzionare i flussi di lavoro quotidiani

3 settembre 2026, ore 16:00–17:00 | Webinar online

Rispondere alle domande dei clienti richiede tempo, attenzione e continuità. Quando le richieste si ripetono — orari, prezzi, disponibilità, procedure — il carico sul team cresce senza che il valore prodotto sia proporzionale all'impegno.

T2i trasferimento tecnologico e innovazione con il PID della Camera di Commercio Venezia Rovigo promuovono un webinar per mostrare come costruire un agente AI in grado di gestire in autonomia le domande frequenti dei clienti su WhatsApp: un sistema che comprende la richiesta, recupera le informazioni pertinenti e fornisce una risposta coerente, in qualsiasi momento della giornata, senza richiedere intervento umano per i casi standard.

Durante la sessione sarà presentata una dimostrazione pratica realizzata con strumenti no-code, con attenzione ai criteri che guidano la progettazione dell'agente: quali domande affidare all'automazione, come definire i limiti di competenza del sistema e quando prevedere il passaggio a un operatore.

Al termine del webinar i partecipanti avranno una comprensione chiara di: come funziona un agente AI applicato alla gestione delle comunicazioni su WhatsApp; quali componenti sono necessari per costruirlo con strumenti no-code; come valutare se e come questo scenario è applicabile alla propria realtà aziendale.

A conclusione dell'intero ciclo di webinar, è prevista la possibilità di richiedere un incontro individuale di approfondimento con i facilitatori, per valutare insieme l'applicabilità degli scenari presentati al proprio contesto.

La partecipazione è gratuita. La prenotazione è obbligatoria.

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Ven 28 Ago, 2026

Servizio Dataview: il sistema produttivo culturale e creativo (luglio 2026)

Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia: pubblicati i dati relativi al sistema produttivo culturale e creativo per le tre province.

Nella sezione “informazione economica” del sito della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, sono disponibili i dati relativi al sistema produttivo culturale e creativo per le tre province di competenza (luglio 2026) del servizio Dataview.

Disponibili al seguente link: https://czkrvv.camcom.it/informazione-economica/studi/statistica/.

 

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Gio 27 Ago, 2026

Servizio Dataview: indicatori congiunturali (luglio 2026)

Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia: pubblicati i dati relativi agli indicatori congiunturali per le tre province.

Nella sezione “informazione economica” del sito della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, sono disponibili i dati relativi agli indicatori congiunturali per le tre province di competenza (luglio 2026) del servizio Dataview.

Disponibili al seguente link: https://czkrvv.camcom.it/informazione-economica/studi/statistica/.

 

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Gio 27 Ago, 2026