La neo-imprenditorialità straniera in Italia e in Abruzzo

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Nel 2022, le nuove imprese straniere in Italia rappresentano il 14,5% del totale, con una significativa presenza femminile nel Sud e un'importante sfida formativa dovuta alla maggioranza di imprenditori senza titolo di studio.

In Italia le nuove imprese costituite nel 2022 da titolari stranieri rappresentano il 14,5% del totale di cui il 4,5% ha nazionalità comunitaria e il 10% extra comunitaria. Gli stranieri focalizzano le proprie attività soprattutto nei settori industriali (22,6% del totale relativo settore) e in particolare nelle “costruzioni e attività immobiliari” (25,7%). Nei servizi rappresentano solamente l’8,4% delle nuove aziende avviate nel 2022. Contrariamente al 2021, la distribuzione per genere è simile a quella delle imprese costituite da italiani: il 24,1% delle titolari sono donne (erano il 48,9% nel 2021), soprattutto nel settore “servizi alle persone” (76,1%). La neo-imprenditorialità femminile straniera si concentra nel Sud Italia: qui il 37% delle nuove imprese straniere è guidato da donne. Gli uomini primeggiano nel comparto “costruzioni” (95%) e nella parte Nord del Paese (78,5% al Nord Ovest e il 78,2% al Nord Est).

I valori totali mostrano invece che è in particolare al nord che si trova il numero più elevato di aziende con titolari non italiani - ma questa è anche l'area della penisola con il maggior numero di stranieri residenti. In numeri assoluti, è la Lombardia la regione dove è registrato il numero più elevato di imprese straniere. In Abruzzo al rappresentano il 10% delle imprese iscritte al Registro Imprese. (fonte Openpolis: 2022)

Tornando ai dati sulle nuove imprese, l’Abruzzo presenta valori simili a quelli nazionali, con un complessivo del 15% di nuove imprese con titolari stranieri, di cui 4,4% UE e 10,6% extra UE. Rispetto al dato nazionale gli immigrati che fanno impresa in Abruzzo sono di classi di età maggiori rispetto alla media nazionale. 

La distribuzione delle nuove imprese con titolare immigrato secondo il titolo di studio, considerando anche la difficile equipollenza, mostra una prevalenza per “nessun titolo di studio” (61,8%, in crescita rispetto al 53% dell’anno passato). A seguire con il 20,5% i neo-imprenditori con un titolo “secondario e postsecondario” e con il 10,9% i laureati. Questo trend è confermato anche dalla distribuzione per età dei neoimprenditori stranieri: il 54,5% ha tra i 35 e i 50 anni. In Abruzzo i titolari immigrati si dividono tra diplomati (19%) e nessun titolo di studio (71,%). 

Excelsior fornisce sempre un quadro esauriente da poter costruire dei percorsi formativi e di orientamento per le diverse tipologie di aspiranti imprenditori. Poiché una percentuale significativa dei titolari immigrati ha "nessun titolo di studio", emerge come sia essenziale offrire corsi di formazione imprenditoriale di base. Questi corsi dovrebbero coprire argomenti come la gestione aziendale, la contabilità, la pianificazione aziendale e la comprensione delle leggi commerciali italiane.

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