Studi e ricerche

Le attività che non conoscono crisi: 8 idee su cui puntare nel 2024

Scopri 8 esempi di attività che non conoscono crisi, spiegando le loro caratteristiche, i loro vantaggi e il loro funzionamento.

Le attività che non conoscono crisi sono quelle che riescono a soddisfare bisogni sempre presenti nel mercato, indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali. Si tratta di settori che offrono prodotti o servizi essenziali o molto richiesti, che non subiscono la concorrenza di nuove tendenze o tecnologie, e che possono adattarsi ai cambiamenti della domanda. In questo articolo vedremo 8 esempi di attività che non conoscono crisi, su cui investire nel 2024.

Agroalimentare

Il settore agroalimentare è uno dei più resistenti alle crisi, perché riguarda l’alimentazione, uno dei bisogni primari delle persone. Si tratta di un settore che comprende diverse attività, dalla produzione alla trasformazione, dalla distribuzione alla vendita di prodotti alimentari. Le attività che si distinguono in questo settore sono quelle che offrono prodotti di qualità, tipici, biologici o a km zero, che rispondono alle esigenze di una clientela sempre più attenta alla salute e all’ambiente.

Industria del farmaco

L’industria del farmaco è un altro settore che non conosce crisi, perché riguarda la salute, un altro bisogno primario delle persone. Si tratta di un settore che comprende diverse attività, dalla ricerca alla produzione, dalla distribuzione alla vendita di farmaci e dispositivi medici. Le attività che si distinguono in questo settore sono quelle che offrono prodotti innovativi, efficaci e sicuri, che rispondono alle esigenze di una clientela sempre più esigente e informata.

Pompe funebri

Il settore delle pompe funebri è un settore che non conosce crisi, perché riguarda la morte, un evento inevitabile e imprevedibile. Si tratta di un settore che comprende diverse attività, dalla gestione delle pratiche burocratiche alla fornitura di servizi funebri, dalla vendita di articoli funerari alla cura dei cimiteri. Le attività che si distinguono in questo settore sono quelle che offrono servizi professionali, discreti e personalizzati, che rispettano le volontà e le tradizioni dei defunti e dei loro familiari.

Assistenza sanitaria e alla persona

Il settore dell’assistenza sanitaria e alla persona è un settore che non conosce crisi, perché riguarda il benessere, un bisogno sempre più sentito dalle persone. Si tratta di un settore che comprende diverse attività, dalla fornitura di servizi sanitari e sociali alla vendita di prodotti per la cura della persona, dalla consulenza psicologica alla formazione professionale. Le attività che si distinguono in questo settore sono quelle che offrono servizi qualificati, umani e personalizzati, che migliorano la qualità della vita delle persone.

E-commerce

Il settore dell’e-commerce è un settore che non conosce crisi, perché riguarda il commercio online, una modalità di acquisto sempre più diffusa e apprezzata dalle persone. Si tratta di un settore che comprende diverse attività, dalla vendita di prodotti e servizi online alla gestione di piattaforme e marketplace, dalla logistica alla promozione digitale. Le attività che si distinguono in questo settore sono quelle che offrono prodotti e servizi di qualità, convenienti e sicuri, che soddisfano le esigenze e le preferenze dei consumatori.

Pet care

Il settore del pet care è un settore che non conosce crisi, perché riguarda la cura degli animali domestici, una passione sempre più diffusa e condivisa dalle persone. Si tratta di un settore che comprende diverse attività, dalla vendita di prodotti e servizi per gli animali alla gestione di strutture e attività ricreative, dalla veterinaria alla toelettatura. Le attività che si distinguono in questo settore sono quelle che offrono prodotti e servizi di qualità, professionali e personalizzati, che garantiscono il benessere e la felicità degli animali e dei loro padroni.

Pulizia e sanificazione

Il settore della pulizia e sanificazione è un settore che non conosce crisi, perché riguarda l’igiene, un requisito fondamentale per la salute e la sicurezza delle persone. Si tratta di un settore che comprende diverse attività, dalla fornitura di servizi di pulizia e sanificazione di ambienti e superfici alla vendita di prodotti e attrezzature per la pulizia e la sanificazione, dalla formazione del personale alla certificazione della qualità. Le attività che si distinguono in questo settore sono quelle che offrono servizi efficaci, rapidi e sicuri, che rispettano le norme e le aspettative dei clienti.

E-learning

Il settore dell’e-learning è un settore che non conosce crisi, perché riguarda la formazione online, una modalità di apprendimento sempre più richiesta e utilizzata dalle persone. Si tratta di un settore che comprende diverse attività, dalla creazione di contenuti e corsi online alla gestione di piattaforme e sistemi di e-learning, dalla valutazione dell’apprendimento alla certificazione delle competenze. Le attività che si distinguono in questo settore sono quelle che offrono contenuti e corsi di qualità, accessibili e interattivi, che soddisfano le esigenze e gli obiettivi dei discenti.

 

Queste sono solo alcune delle attività che non conoscono crisi, e che possono rappresentare delle opportunità di business per chi vuole avviare o rilanciare la propria attività nel 2024. Si tratta di settori che offrono prodotti o servizi essenziali o molto richiesti, che non subiscono la concorrenza di nuove tendenze o tecnologie, e che possono adattarsi ai cambiamenti della domanda. Per avere successo in questi settori, però, è necessario offrire qualità, professionalità e innovazione, e saper cogliere le esigenze e le preferenze dei clienti.

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Ven 29 Mag, 2026

Agenzia delle Entrate - Comunicato stampa del 5 dicembre 2023 Nuovo regime forfetario in chiaro. Pronte le indicazioni delle Entrate

Ingresso, permanenza e fuoriuscita dal regime dei forfetari sono i punti clou della circolare - pdf 32/E del 5 dicembre. Nel documento di prassi, che nell’ultimo paragrafo riporta le risposte ai quesiti proposti dagli operatori del settore, l’Agenzia fa il punto sugli effetti delle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2023 al regime sostitutivo con aliquota fissa del 15% riservato alle persone fisiche titolari di partita Iva che esercitano un’attività di impresa, arte o professione in forma individuale.

Le novità in sintesi – Il regime forfetario ora prevede una soglia non superiore a 85mila euro (legge di Bilancio 2023). Questo nuovo requisito è applicabile già a partire dal 2023, e consente la permanenza nel regime agevolato a chi già lo applicava nel 2022 (circolare n. 9/ E del 2019) oppure riguarda l’ingresso di nuovi soggetti. È stata, inoltre, introdotta una speciale causa di fuoriuscita “immediata” dal regime forfetario, consistente nel superamento della soglia di 100mila euro di ricavi o compensi percepiti nel corso dell’anno.
Vedi la circolare – pdf 32/E del 5 dicembre 2023

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Mar 12 Dic, 2023

Convenienza del regime forfettario da valutare

Le macro-variabili di ordine generale da considerare nel vagliare il regime forfettario sono quattro:
1. Esclusione da Iva
I contribuenti forfettari sono esclusi dall’applicazione dell’Iva, sia in entrata che in uscita.
Ciò significa che assume rilevanza la circostanza in cui il contribuente effettui molti o pochi acquisti e si rivolga principalmente a clienti privati oppure ad altre partite Iva. Nel primo caso ha un vantaggio e competitivo e un maggior guadagno, rispetto a un competitor che addebita l’Iva.
2. Imposizione diretta
L’imposizione del regime forfettario dipende dal coefficiente di redditività (a seconda del codice Ateco) e l’aliquota impositiva, generalmente pari al 15%, è ridotta al 5% solo per i primi 5 anni di nuova attività. L’aliquota fiscale è molto inferiore rispetto alle aliquote Irpef.

3.    Regime previdenziale Inps agevolato
L’art.1, c.77, L. 190/2014, prevede un regime previdenziale agevolato, per artigiani e commercianti, per il quale è possibile avere una riduzione contributiva del 35%. 
4. Semplificazioni negli adempimenti fiscali, che sono molte: - esclusione da tutti gli obblighi Iva; - esonero da registrazione e tenuta scritture contabili; - esclusione dall’applicazione degli Isa ed esonero dall’obbligo di operare le ritenute alla fonte.
Nuovo obbligo invece anche per loro, che prevede, dal 1.1.2024 l’emissione delle fatture in formato elettronico.

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Mar 12 Dic, 2023

Report Movimprese III trimestre 2023 - Camera di Commercio di Brescia

Nel III trimestre dell’anno sono state avviate in provincia di Brescia 1.283 imprese.

Movimprese è l'analisi statistica trimestrale della nati-mortalità delle imprese.
Il bilancio della nati-mortalità delle imprese bresciane tra luglio e settembre si è chiuso con un nuovo saldo positivo di 390 unità.
Dall’analisi dei flussi della natalità d’impresa, realizzata dal Servizio Studi della CCIAA di Brescia, emerge che nel III trimestre dell’anno sono state avviate 1.283 imprese, in aumento del 2,5% rispetto all’analogo periodo del 2022.

Maggiori informazioni alla pagina Movimprese.

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Mar 03 Dic, 2024

Startup innovative leggermente in calo nel primo trimestre 2023: i dati di una ricerca nazionale

Il settore delle startup innovative in Italia ha registrato una lieve contrazione degli investimenti

Il numero di startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese nel primo trimestre dell’anno in corso ha raggiunto le 14.029 unità, in leggero calo (nell’ordine dell’1,6%) rispetto allo stesso periodo del 2022. Il calo è principalmente dovuto agli elevati tassi di interesse che rendono più difficili i finanziamenti sia per le nuove aziende sia per gli investitori, ma in generale a tutta la situazione congiunturale in atto (Pil fermo a zero nel terzo trimestre, un bilancio annuo atteso a un modesto più 0,7%, il conflitto in Ucraina a cui si sono aggiunte le tensioni in Medio Oriente).

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Mar 12 Dic, 2023
Imprenditoria femminile e autoimpiego: gli incentivi a cui possono accedere le donne

Imprenditoria femminile e autoimpiego: gli incentivi a cui possono accedere le donne

Leggi l’articolo per conoscere quali sono gli strumenti che puntano a sostenere l’occupazione femminile, per favorire l’autoimpiego, ma soprattutto nuova imprenditorialità per lo sviluppo del nostro territorio.

Negli ultimi tre anni l’occupazione femminile è cresciuta nel nostro Paese, ma l’Italia è tra i Paesi in Europa con una percentuale più bassa rispetto alla media UE.

Secondo l’Istat l’occupazione femminile ha una percentuale molto alta di lavoro “non-standard” e cioè un’occupazione caratterizzata da una ridotta continuità nel tempo del rapporto di lavoro unita a una bassa intensità; circa il 30% delle donne occupate ha contratti a termine o part-time involontario, contro il 16% degli uomini. Si tratta quasi del doppio: quando lavorano, le donne lo fanno in modalità precarie, e la percentuale sale se parliamo di donne giovani e nel Mezzogiorno.

I dati ci dicono che le donne non solo sono in media meno occupate degli uomini, ma guadagnano anche di meno, e quando lavorano hanno tipologie di contratti non sempre duraturi.

In questa situazione, mettersi in proprio, avviando una piccola attività imprenditoriale grazie a forme di incentivazione istituzionale, rappresenta anche un’opportunità concreta di inserimento nel mondo del lavoro per tutte le donne disoccupate.

In Abruzzo, gli strumenti a cui possono accedere le donne aspiranti imprenditrici sono: finanziamenti agevolati, contributi a fondo perduto, sostegni al credito, che permettono di favorire forme di imprenditoria al femminile che altrimenti non nascerebbero per mancanza di sostegno economico.

Invitalia ha diversi progetti in cantiere per finanziare le donne imprenditrici: in particolare, all’interno del programma Garanzia Giovani, il progetto SelFIEmployment, in fase di rifinanziamento per il 2024, garantisce prestiti a tasso zero e senza necessità di offrire garanzie finanziarie, per avviare piccole iniziative imprenditoriali promosse da donne inattive.

Una ulteriore possibilità è data dai contributi a fondo perduto e i finanziamenti a tasso zero per il sostegno delle piccole imprese composte da giovani fino a 35 anni e donne di qualsiasi età del progetto On - Oltre Nuove Imprese A Tasso Zero. Per approfondire, leggi anche la news al link seguente.

Inoltre, da maggio 2023 Invitalia finanzia anche il progetto Investimenti innovativi sostenuti da imprese femminili nei Comuni montani - IFIM, un’agevolazione rivolta alle startup innovative costituite in prevalenza da donne nei comuni montani.

O ancora, Smart e Start Italia e Resto al Sud.

Il primo è un bando per sostenere la nascita di startup innovative tecnologiche in Italia. Attualmente, le risorse ammontano a 100 milioni solo per le imprese al femminile, grazie al PNRR e agli investimenti destinati in modo specifico alla creazione delle imprese a prevalenza femminile. Puoi approfondire l’argomento a questo link.

Il secondo sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in Centro e Sud Italia ed è rivolto a chi ha un’età compresa tra 18 e 55 anni. I fondi disponibili ammontano a 1 miliardo e 250 milioni di euro. Leggi la news per saperne di più.

Per rimanere aggiornato sui bandi e sulle agevolazioni, seguici anche sul sito camerale www.chpe.camcom.it

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Lun 11 Dic, 2023

Startup e PMI innovative: quali sono le competenze richieste?

Le startup e le PMI innovative sono imprese che si occupano di sviluppare prodotti, servizi o processi basati su tecnologie avanzate o su modelli di business innovativi. Ecco le quattro aree principali di competenze richieste dalle startup e dalle PMI innovative nel mondo dell’innovazione.

Queste imprese hanno bisogno di personale qualificato e competente, in grado di affrontare le sfide e le opportunità del mercato globale.

Ma quali sono le competenze più richieste dalle startup e dalle PMI innovative? 

Le skills più ricercate dalle aziende in fase di sviluppo in nuovi collaboratori possono essere distinte in quattro macrocategorie:

  • competenze digitali (e-skills): si tratta di tutte le abilità necessarie per utilizzare efficacemente le tecnologie digitali, sia per la comunicazione che per la gestione dei dati, dei processi e dei progetti. Le competenze digitali includono anche la capacità di apprendere e aggiornarsi continuamente sulle novità tecnologiche, di proteggere i propri dati e quelli dei clienti, e di sfruttare le potenzialità del web e dei social media;
  • competenze trasversali (soft skills): si tratta di quelle competenze che non sono legate a un settore specifico, ma che sono utili in diversi contesti lavorativi. Le competenze trasversali comprendono la capacità di lavorare in team, di comunicare efficacemente, di risolvere problemi, di gestire il tempo e lo stress, di adattarsi ai cambiamenti, di essere creativi e proattivi, e di avere una visione strategica e orientata al cliente;
  • competenze linguistiche: si tratta della capacità di esprimersi e comprendere una o più lingue straniere, soprattutto l’inglese, che è la lingua più diffusa nel mondo degli affari e dell’innovazione. Le competenze linguistiche sono fondamentali per comunicare con i clienti, i fornitori, i partner e gli investitori internazionali, e per accedere a informazioni, risorse e opportunità provenienti da altri paesi;
  • competenze tecniche (hard skills): si tratta delle competenze specifiche relative al settore di attività della startup o della PMI innovativa. Le competenze tecniche possono riguardare la conoscenza di determinati software, strumenti, metodologie, normative, standard di qualità, ecc. Le competenze tecniche sono indispensabili per garantire la professionalità e la competitività dell’impresa, e per soddisfare le esigenze e le aspettative dei clienti.

Queste sono le quattro aree principali di competenze richieste dalle startup e dalle PMI innovative, ma non sono le uniche. Ogni impresa ha le sue specificità e le sue esigenze, e può richiedere altre competenze in base al suo modello di business, al suo mercato di riferimento, ai suoi obiettivi e alla sua cultura organizzativa.

Per questo motivo, è importante che i lavoratori delle startup e delle PMI innovative siano sempre pronti a imparare, a migliorarsi e a sviluppare nuove competenze, in modo da essere all’altezza delle sfide e delle opportunità che il mondo dell’innovazione offre.

 

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Ven 29 Mag, 2026

Il crowdfunding in Europa: cosa cambia con il nuovo regolamento

Emesso il Nuovo regolamento europeo sul crowdfunding: novità, vantaggi e limitazioni.

Il crowdfunding è una forma di finanziamento collettivo che permette a chi ha un progetto o un’idea imprenditoriale di raccogliere fondi online da una comunità di sostenitori. Esistono diverse tipologie di crowdfunding, tra cui il donation-based, il reward-based, il lending-based e l’equity-based.

  • il donation-based crowdfunding consiste nel donare denaro a un progetto senza ricevere nulla in cambio, se non la soddisfazione di aver contribuito a una causa sociale, culturale o ambientale; 
  • il reward-based crowdfunding prevede invece una ricompensa per i donatori, che può essere un prodotto, un servizio o un’esperienza legata al progetto finanziato; 
  • il lending-based crowdfunding è una forma di prestito tra privati, in cui i finanziatori prestano denaro a un progetto e ricevono in cambio degli interessi;
  • l’equity-based crowdfunding è invece una modalità di investimento in capitale di rischio, in cui i finanziatori acquistano quote o azioni di una società e partecipano ai suoi utili e alle sue perdite.

Il crowdfunding è una pratica in forte crescita in Europa, ma fino ad ora era regolata da normative nazionali diverse e spesso frammentarie. Per favorire lo sviluppo di questo settore e creare un mercato unico europeo, il 10 novembre 2020 è stato approvato il Regolamento (UE) 2020/1503 sul crowdfunding. Il regolamento entrerà in vigore il 10 novembre 2021 e si applicherà a partire dal 10 maggio 2022.

Il regolamento introduce una serie di novità e vantaggi per i soggetti coinvolti nel crowdfunding, tra cui:

  • la possibilità per le piattaforme di crowdfunding di operare in tutta l’Unione Europea con una sola autorizzazione, senza dover richiedere licenze nazionali in ogni paese;

  • la definizione di requisiti armonizzati per le piattaforme di crowdfunding in termini di governance, trasparenza, gestione dei conflitti di interesse, protezione dei dati e dei fondi dei clienti;
  • la definizione di regole comuni per la tutela degli investitori, tra cui il diritto di recesso entro quattro giorni dalla sottoscrizione di un’offerta, l’obbligo di fornire informazioni chiare e complete sui rischi e le opportunità del crowdfunding, e la possibilità di sottoporre i reclami a un meccanismo di risoluzione extragiudiziale;
  • la possibilità per le imprese di raccogliere fino a 5 milioni di euro in 12 mesi tramite il crowdfunding, senza dover pubblicare un prospetto informativo.

Il regolamento si applica solo al lending-based e all’equity-based crowdfunding, mentre il donation-based e il reward-based crowdfunding restano soggetti alle normative nazionali. Inoltre, il regolamento non si applica al crowdfunding immobiliare, al crowdfunding basato su strumenti finanziari diversi dalle quote o dalle obbligazioni, e al crowdfunding rivolto esclusivamente a investitori professionali.

Il regolamento rappresenta un passo importante per lo sviluppo del crowdfunding in Europa, che potrà beneficiare di un quadro normativo più chiaro, uniforme e competitivo. Il crowdfunding potrà così diventare uno strumento sempre più efficace e accessibile per sostenere l’innovazione, la crescita e l’occupazione nel continente.

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Ven 29 Mag, 2026

Azienda unicorno: cos’è e quali sono le caratteristiche di questa impresa

Un’azienda unicorno è un’impresa che ha raggiunto una valutazione di mercato superiore a un miliardo di dollari, pur non essendo quotata in borsa. Quali sono le sue caratteristiche comuni e quali sono le più famose e di maggior valore.

Si tratta di imprese giovani, innovative e in forte crescita, che operano principalmente nel settore tecnologico o digitale.

Il termine unicorno è stato coniato nel 2013 da Aileen Lee, fondatrice di Cowboy Ventures, un fondo di venture capital specializzato in startup. Lee ha usato questa metafora per sottolineare la rarità e l’eccezionalità di queste imprese, che rappresentano solo lo 0,07% delle startup finanziate dai venture capitalist.

Le aziende unicorno hanno alcune caratteristiche comuni, tra cui:

  • una visione ambiziosa e una missione chiara, le aziende unicorno puntano a risolvere problemi rilevanti per il mercato e per la società, offrendo soluzioni innovative e scalabili, che creano valore per i clienti e per gli stakeholder;
  • un team di talenti e una cultura organizzativa forte, sono imprese che attraggono e mantengono personale qualificato, motivato e appassionato, che condivide la visione e i valori dell’impresa, e che lavora in modo collaborativo, flessibile e orientato al risultato;
  • un modello di business scalabile e sostenibile, queste aziende hanno una proposta di valore distintiva e differenziata, che si basa su tecnologie avanzate o su modelli di business innovativi, che consentono di raggiungere un ampio mercato potenziale, di generare ricavi ricorrenti e di ridurre i costi operativi;
  • un accesso a fonti di finanziamento elevate e diversificate, le aziende unicorno ricevono investimenti consistenti e frequenti da parte di fondi di venture capital, di private equity, di corporate venture, di business angelsl e di altri attori del mercato finanziario, che ne supportano la crescita e la valutazione.

Secondo il report di CB Insights, al 31 dicembre 2020, nel mondo esistevano 493 aziende unicorno, con una valutazione complessiva di 1.523 miliardi di dollari. Tra queste, le più famose e di maggior valore sono: ByteDance (200 miliardi di dollari), SpaceX (74 miliardi di dollari), Stripe (36 miliardi di dollari), Airbnb (35 miliardi di dollari) e Didi Chuxing (34 miliardi di dollari).

In Italia, le aziende unicorno sono ancora poche, ma in crescita. Nel 2022, due startup italiane - Scalapay e Satispay - hanno superato la valutazione di un miliardo di euro, attestandosi come realtà in forte crescita:

  • Scalapay è una piattaforma di pagamento che consente ai clienti di acquistare online e pagare in tre rate senza interessi; 
  • Satispay è un’applicazione che permette di effettuare pagamenti online e offline, tra privati e commercianti, in modo semplice e sicuro.

 

Nel 2023, ci sono altre startup italiane che potrebbero raggiungere lo status di azienda unicorno, grazie alle loro idee innovative e al loro potenziale di crescita. Tra queste, possiamo citare:

  • Musixmatch, una piattaforma che consente di cercare e condividere i testi delle canzoni, di creare playlist personalizzate e di scoprire nuova musica;
  • Newcleo, una startup che si occupa di sviluppare reattori di quarta generazione e un combustibile a base di rifiuti radioattivi, con l’obiettivo di produrre energia nucleare pulita e sicura;
  • Casavo, una startup che offre un servizio di compravendita immobiliare online, che permette di vendere la propria casa in 30 giorni, senza commissioni e con una valutazione gratuita.

Le aziende unicorno sono un fenomeno in continua evoluzione, che testimonia la capacità di innovazione e di creazione di valore di alcune imprese, che riescono a trasformare le loro idee in realtà di successo, anche e soprattutto grazie alla valorizzazione interna di competenze e talenti di giovani dalla imprenditori e professionisti. 

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Ven 29 Mag, 2026

Nuove imprese: i dati di Nuoro nel terzo trimestre 2023

Dall’analisi condotta da Movimpresa si evince che, nel terzo trimestre del 2023 la provincia di Nuoro ha registrato 213 iscrizioni di nuove imprese e 179 cessazioni.

Con 34 nuove imprese il saldo risulta positivo.

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Mar 19 Dic, 2023