Orientamento

Varese – La mia impresa, il mio futuro in numeri

Aumenta la richiesta dei corsi Sodalitas per potenziare skill imprenditoriali nei giovani

Sei le province conivolte nell’hackaton di Sodalitas nell’anno scolastico 2025-2026. Sono Milano, Monza, Sondrio, Varese, Torino e Genova. Per la provincia di Varese, gli Istituti secondari di II grado partecipanti all’iniziativa sono stati 17 e 2 Istituti Tecnologici Superiori.  

Sedici i partner che sostengono il progetto: oltre a Camera di Commercio di Varese, Fondazione Sodalitas ETS, BPER Banca, Confcooperative Insubria, Confindustria Varese, Elmec, Eolo, Federmanager Varese, Fondazione Bracco, Fondazione Ergo, Hogan Lovells, Intesa Sanpaolo, RINA, Sky, SIAS e SMC Automation. 

Vai alla pagina dedicata al progetto La mia impresa, il mio futuro, sostenuto da Camera di Commercio di Varese.  

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Ven 17 Lug, 2026

Varese – La mia impresa, il mio futuro, un’iniziativa per favorire l’autoimprenditorialità

Giovani e nuove idee di impresa

Il progetto La mia impresa, il mio futuro di Fondazione Sodalitas ETS è volto a potenziare le competenze progettuali e auto-imprenditoriali con corsi formativi in aula, offerti a studenti degli Istituti scolastici di II grado e degli ITS Academy. La proposta è articolata in livello base/avanzato: 

- “Start up, creiamo insieme un’impresa” (15 ore);

- “Sostenibilità e business plan” (15 ore).

Conclusa la formazione, gli studenti elaborano la propria idea di impresa, completa di BMC o di BP. Solo i migliori progetti, selezionati dagli studenti di ciascuna classe e, in seguito, da Commissioni formate da imprese, banche ed enti, partecipano ad una selezione finale che riconosce i più meritevoli sulla base dei seguenti criteri: originalità del prodotto/servizio, sostenibilità, modalità di creazione del valore, continuità nel tempo, completezza del Business Model Canvas o del Business Plan. 

Vai alla pagina dedicata al progetto La mia impresa, il mio futuro, sostenuto da Camera di Commercio di Varese. 

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Ven 17 Lug, 2026

Contributi a fondo perduto per l’attuazione degli interventi di riduzione dei consumi energetici mediante l’autoproduzione ed eventuale accumulo di energia rinnovabile

Contributi a fondo perduto per la riduzione dei consumi energetici mediante l’autoproduzione ed eventuale accumulo di energia rinnovabile. I contributi sono concessi con le modalità disciplinate dal "Regolamento concernente modalità e criteri per l’attuazione degli interventi di riduzione dei consumi energetici, ai sensi dell’articolo 77 bis della legge regionale 22 febbraio 2021, n. 3 (Disposizioni per la modernizzazione, la crescita e lo sviluppo sostenibile verso una nuova economia del Friuli Venezia Giulia (SviluppoImpresa))", emanato con DPReg. 20 giugno 2024, n. 077/Pres e modificato con DPReg. 10 luglio 2026, n. 086/Pres.
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Ven 17 Lug, 2026

GreenTour: al via gli incentivi per la digitalizzazione e la sostenibilità delle imprese turistiche

L'incentivo promosso dal Ministero del Turismo e gestito da Invitalia, con una dotazione finanziaria di 109 milioni di euro è finalizzato a sostenere la transizione digitale ed ecologica del settore turistico.

Chi può partecipare
Possono presentare domanda le imprese, italiane ed estere con sede in Italia, di qualsiasi dimensione che operano nel settore turistico. Sono ammesse anche le imprese proprietarie delle strutture (a determinate condizioni) e i progetti realizzati in forma congiunta tramite contratto di rete.

Cosa finanzia
L'incentivo sostiene programmi di investimento compresi tra 1 e 15 milioni di euro, destinati principalmente a:

  • efficientamento energetico delle strutture turistiche;
  • produzione di energia da fonti rinnovabili.

Possono inoltre essere finanziati interventi collegati, tra cui digitalizzazione, sistemi di automazione, soluzioni ESG, sistemi di monitoraggio dei consumi energetici e, in alcuni casi, servizi di consulenza.

Agevolazioni
Le agevolazioni prevedono un mix di: contributo a fondo perduto (54%) e finanziamento agevolato (46%).

Quando presentare la domanda
Le domande possono essere inviate online dalle ore 12.00 del 15 luglio 2026 fino alle ore 17.00 del 15 settembre 2026. Per maggiori informazioni, visitare la pagina dedicata.

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Ven 17 Lug, 2026

Crowdfunding: quale modello scegliere per finanziare il proprio progetto

Il crowdfunding è diventato uno strumento sempre più importante per chi vuole trasformare un’idea in un progetto concreto. Attraverso piattaforme online, imprese, startup, associazioni e singoli promotori possono raccogliere fondi coinvolgendo direttamente una comunità di persone interessate a sostenere l’iniziativa.

Le forme di crowdfunding sono diverse e rispondono a bisogni differenti. Il donation crowdfunding si basa su contributi volontari senza ritorni economici per i sostenitori. È utilizzato soprattutto per progetti sociali, culturali, solidali o di utilità collettiva, dove il valore principale è la condivisione di una causa.

Il reward crowdfunding prevede invece una ricompensa per chi contribuisce. La ricompensa può essere simbolica oppure legata al prodotto o servizio che si intende realizzare, come un’anteprima, un gadget o un’esperienza dedicata. È una formula utile anche per verificare l’interesse del pubblico prima di entrare sul mercato.

L’equity crowdfunding è pensato in particolare per startup e PMI innovative. In questo caso, chi investe riceve quote dell’impresa e partecipa quindi al suo possibile sviluppo futuro. Si tratta di una modalità più strutturata, che richiede attenzione nella presentazione del progetto, del piano economico e delle prospettive di crescita.

Il lending crowdfunding, conosciuto anche come social lending, funziona invece come un prestito: i finanziatori mettono a disposizione capitali che verranno restituiti secondo tempi e condizioni definite, spesso con un interesse.

Scegliere la tipologia più adatta è un passaggio fondamentale. Ogni modello ha caratteristiche, vantaggi e responsabilità diverse: per questo è importante definire con chiarezza obiettivi, pubblico di riferimento e strategia di comunicazione prima di lanciare una campagna.

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Ven 17 Lug, 2026

Sardegna, quasi 100 milioni per formazione e lavoro dei giovani

La Regione Sardegna lancia Newgens, un programma straordinario finanziato con quasi 100 milioni di euro del Fondo sociale europeo Plus.

 Il piano punta a favorire l’occupazione stabile, la nascita di nuove imprese e la formazione di competenze specializzate nei settori digitali, delle tecnologie pulite e delle biotecnologie.

Sono previsti incentivi alle assunzioni, microcredito per startup, master, borse di studio, dottorati e contratti di ricerca. L’indennità massima per i tirocini extracurriculari salirà inoltre a mille euro lordi al mese.

L’attuazione sarà affidata ad Aspal, in collaborazione con università, enti di ricerca e istituzioni regionali.

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Ven 17 Lug, 2026

L'intelligenza artificiale - opportunità per i neo imprenditori/imprenditrici

Piemonte e il boom IA: la regione con più ricavi

Sei un aspirante imprenditore? Scopri le opportunità di business dell'intelligenza artificiale!

L'intelligenza artificiale genera in Italia ricavi pari a 4,1 miliardi di euro e crea occupazione per 22.470 persone. 

Il Piemonte è ai vertici della classifica per guadagni pari a 2,29 miliardi di ricavi. La Regione sta diventando un vero e proprio polo dell'AI, a Torino numerosi sono gli istituti in ambito intelligenza artificiale e le imprese sembrano sempre più in linea con il trend che vede la regione trasformarsi in una vera e propria silicon valley italiana.

L’Intelligenza Artificiale in Italia non è più una suggestione per il futuro, ma un asset industriale strutturato e in piena fase di scale-up”, spiega Max Brigida, Founder de La Tech Made in Italy. Il dato evidenzia come il settore abbia ormai superato la fase dei proof of concept: il ricavo medio per singola soluzione IA è di 69,1 milioni di euro, mentre il rendimento medio per addetto si attesta a 179.000 euro

E' fondamentale prendere in considerazione tale trend per le proprie scelte di business.  

 

 

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Lun 20 Lug, 2026

Identikit degli utenti del Punto Nuova Impresa di Bergamo nel primo semestre 2026

Sono 161 gli utenti che da gennaio a giugno hanno usufruito del servizio di orientamento al mettersi in proprio gestito da Bergamo Sviluppo!

Quali sono le caratteristiche degli aspiranti e neoimprenditori che nel primo semestre 2026 si sono rivolti al nostro sportello? Si tratta di un’utenza a maggioranza maschile (58%), prevalentemente di età compresa fra i 30 e i 39 anni (il 30,5% del totale) ma con una buona quota di giovani aspiranti imprenditori sotto i 30 anni (il 26% del totale); gli utenti sono per lo più occupati come dipendenti, liberi professionisti o imprenditori (il 66,5%), con un titolo di studio di scuola superiore (42,9%) o universitario (31,7%), interessati ad avviare un’attività in ambito commercio (30,5%), servizi (24,2%) o artigianato (17,4%). Le principali richieste degli utenti hanno riguardato le procedure burocratiche (il 20,6% del totale), la normativa di riferimento (il 18%), gli eventuali finanziamenti ed agevolazioni disponibili (il 16,7%) e gli aspetti fiscali connessi all’avvio dell’attività (il 15,6%). Quasi il 60% dei progetti riguardava la fase di ideazione dell’attività, a conferma del fatto che il Punto Nuova Impresa fornisce informazioni e orientamento nella fase preliminare alla definizione dell’idea e alla progettazione vera e propria, stimolando gli utenti a porsi le giuste domande prima di avviare l’attività e promuovendo una corretta cultura imprenditoriale. 

Fissa un appuntamento al PNI di Bergamo

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Ven 17 Lug, 2026

Fabbisogni occupazionali delle imprese: a Piacenza nuovi contratti in lieve calo a giugno, previsioni peggiori per il trimestre

A Piacenza a giugno è previsto un -1,1% (2.790 attivazioni). In calo marcato del 10,6% invece le previsioni per il trimestre giugno-agosto 2026. I dati provengono dal sistema Excelsior che ricostruisce, attraverso un'indagine mensile, il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese, svolgendo un’indagine campionaria che coinvolge circa 100.000 soggetti di tutti i settori economici e di tutte le dimensioni, analizzati a livello provinciale e regionale.
Per ogni impresa vengono rilevati i programmi di assunzioni di personale dipendente per i tre mesi successivi e le relative uscite (per pensionamenti, scadenze di contratto, ecc.). Per le assunzioni sono raccolte informazioni analitiche sulle caratteristiche del personale che l'impresa intende acquisire.

L'indagine sui fabbisogni occupazionali delle imprese è condotta da Unioncamere e Camere di commercio, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Sono disponibili i dati Excelsior relativi a Maggio 2026, i dati offrono una panoramica importante sul fabbisogno occupazionale nella provincia di Parma e le relative competenze richieste dal mercato del lavoro.

Nonostante i miglioramenti registrati a maggio e quelli previsti a giugno, continua a mantenersi al di sotto dei livelli registrati nel 2025 il numero dei nuovi contratti che le imprese piacentine intendono attivare.

Dopo il -1,9% registrato lo scorso mese rispetto al maggio 2025 (in aprile la variazione era stata del -8,0%), per il mese corrente le previsioni indicano una flessione che dovrebbe attestarsi all’1,1%, con 2.790 nuovi contratti e un calo limitato a 30 unità rispetto a un anno fa.

Decisamente peggiori, invece, le previsioni per il trimestre giugno-agosto 2026, periodo nel quale sono previste 7.650 attivazioni, con un calo del 10,6% e corrispondente a 910 unità in meno rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

Secondo l'analisi dei dati del rapporto Excelsior, curata dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia, nel mese di giugno sarà l’industria a subire la riduzione maggiore. Con una contrazione di 40 unità, infatti, il comparto vede scendere il totale dei nuovi contratti a quota 620, registrando una perdita del 6,1%. Nello specifico dei singoli segmenti si prevedono 450 nuovi contratti nel manifatturiero e nelle public utilities, mentre le costruzioni si fermeranno a 180. Anche i servizi piacentini, che da soli assorbono il 72,4% delle nuove attivazioni totali, mostrano un lieve calo (-1,0%) rispetto a giugno 2025, attestandosi a 2.020 unità (20 in meno). All'interno di questo macrosettore, la quota maggiore di nuovi contratti è appannaggio dei servizi alle imprese con 810 unità, seguiti dal commercio con 610, dalle attività di alloggio e ristorazione con 330 e dai servizi alla persona con 270.

L’unico segnale positivo arriva dal settore primario, che prevede 140 nuovi contratti, equivalenti a un incremento del 16,7%, 20 nuove entrate in più rispetto all'anno scorso.

Le proiezioni per l’intero trimestre giugno-agosto 2026, come si è detto, confermano un aggravamento della flessione, che si intensificherà in tutti i comparti.

L’industria scende a 1.690 nuovi contratti (210 rispetto al periodo di riferimento), con una flessione dell’11,1%.

Anche nei servizi è prevista una significativa diminuzione (-9,7%), con 590 attivazioni in meno rispetto allo stesso trimestre 2025.

La distribuzione trimestrale vedrà i servizi alle imprese assorbire 2.170 attivazioni, il commercio 1.800, il comparto dell'alloggio e della ristorazione 880 e i servizi alla persona 620.

Un'inversione di tendenza si registrerà invece in agricoltura, dove le stime indicano un significativo calo del 16,9%, che equivale a 100 unità in meno nei tre mesi, per un totale di 490 contratti.

Sul piano strutturale, le realtà provinciali interessate a incrementare i propri organici nel mese di giugno rappresentano il 18,0% del totale. Per quanto riguarda le tipologie contrattuali, le imprese si avvarranno della formula a tempo determinato nel 50,0% dei casi, seguita dalla somministrazione con il 24,0%. Per il tempo indeterminato e l’apprendistato si prevedono invece rispettivamente il 14,0% e il 4,0% delle nuove entrate.

Le aziende piacentine prevedono inoltre di indirizzare il 53,0% delle nuove attivazioni a candidati con esperienza professionale specifica nello stesso settore, mentre ai giovani lavoratori under 29 intendono riservare una quota del 32,1%.

Persiste, infine, la diffusa difficoltà nel reperimento delle risorse umane necessarie: le imprese stimano, infatti, che il 45,5% delle nuove entrate rimarrà vacante. Le cause di tale criticità vengono individuate principalmente nella mancanza di candidature per il 28,9% dei casi e nella non del tutto adeguata preparazione degli aspiranti per il 13,9%.

L’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea.

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Gio 16 Lug, 2026

Fabbisogni occupazionali delle imprese: in giugno accelera la flessione dei nuovi contratti in provincia di Parma

A Parma previste 4.200 attivazioni, con un calo del 10,3% rispetto allo stesso mese del 2025. I dati provengono dal sistema Excelsior che ricostruisce, attraverso un'indagine mensile, il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese, svolgendo un’indagine campionaria che coinvolge circa 100.000 soggetti di tutti i settori economici e di tutte le dimensioni, analizzati a livello provinciale e regionale.
Per ogni impresa vengono rilevati i programmi di assunzioni di personale dipendente per i tre mesi successivi e le relative uscite (per pensionamenti, scadenze di contratto, ecc.). Per le assunzioni sono raccolte informazioni analitiche sulle caratteristiche del personale che l'impresa intende acquisire.

L'indagine sui fabbisogni occupazionali delle imprese è condotta da Unioncamere e Camere di commercio, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Sono disponibili i dati Excelsior relativi a Maggio 2026, i dati offrono una panoramica importante sul fabbisogno occupazionale nella provincia di Parma e le relative competenze richieste dal mercato del lavoro.

odo nel quale sono previste 12.540 nuove attivazioni, con una contrazione di 1.290 unità su base annua.

Secondo le rilevazioni del rapporto mensile Excelsior, elaborate dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia, il settore dei servizi assorbirà, a giugno, la quota principale delle nuove attivazioni con 2.460 unità, subendo tuttavia un calo del 12,8%, corrispondente a 360 contratti in meno rispetto all'anno precedente. All'interno di questo comparto, che da solo copre il 58,6% delle nuove entrate, la distribuzione vede in prima fila i servizi alle imprese con 910 nuove attivazioni, seguiti dal comparto dell'alloggio e ristorazione con 560 unità, dal commercio con 540 e dai servizi alla persona con 450.

L'industria, dal canto suo, prevede 1.600 nuovi contratti, registrando una flessione di 110 unità nel mese, corrispondente a un -6,4%. Nello specifico, il comparto manifatturiero e delle public utilities esprimerà 1.290 nuove attivazioni, mentre le costruzioni si attesteranno a 310.

Di segno negativo risulta anche il settore primario che, con 150 nuovi contratti, registra un decremento percentualmente rilevante (-6,3%), ma corrispondente a sole 10 unità in meno.

Le proiezioni per l’intero trimestre giugno-agosto 2026 confermano flussi negativi nei due principali comparti aziendali parmensi. I servizi guideranno la domanda con 6.980 nuovi contratti, scontando però una contrazione di 850 unità rispetto al trimestre dell'anno precedente (-10,9%). Più nel dettaglio, si prevedono 2.710 nuove attivazioni nei servizi alle imprese, 1.570 nel comparto turistico e della ristorazione, 1.440 nel commercio e 1.270 nei servizi alla persona.

Il settore industriale esprimerà complessivamente 5.000 nuovi contratti, di cui 4.130 concentrati nella manifattura e 870 nell’edilizia, risentendo di un calo trimestrale di 500 unità (-9,1%).

Il comparto agricolo, infine, registrerà un’inversione di tendenza su base trimestrale, portandosi a quota 560 unità, 50 in più rispetto al 2025 (+9,8%).

Sul piano della natura contrattuale, il 21,0% delle nuove entrate sarà caratterizzato da stabilità attraverso formule a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il restante 79,0% sarà coperto da nuovi contratti a durata predefinita. Le realtà aziendali in provincia di Parma propense a investire in nuove risorse umane nel mese corrente rappresentano il 19,0% del tessuto produttivo locale. Le aziende intenzionate ad attivare nuovi contratti tengono particolarmente conto della qualificazione e delle esperienze già maturate dai candidati; nel 63% dei casi, infatti, è richiesta esperienza professionale specifica o, comunque, nello stesso settore.

La quota di nuove attivazioni riservata ai giovani lavoratori con meno di 30 anni si attesta al 33,2% del totale. Al contempo, permane una marcata difficoltà di reperimento dei profili desiderati, segnalata dalle imprese in 48,8 casi su 100 e motivata principalmente dalla carenza di candidati (30,0% dei casi) e da una non del tutto adeguata preparazione professionale per il 13,6%.

L’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea

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Gio 16 Lug, 2026