Progetto Excelsior 2026 Analisi dei fabbisogni occupazionali delle imprese - I dati di maggio per Parma
Per ogni impresa vengono rilevati i programmi di assunzioni di personale dipendente per i tre mesi successivi e le relative uscite (per pensionamenti, scadenze di contratto, ecc.). Per le assunzioni sono raccolte informazioni analitiche sulle caratteristiche del personale che l'impresa intende acquisire.
L'indagine sui fabbisogni occupazionali delle imprese è condotta da Unioncamere e Camere di commercio, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Sono disponibili i dati Excelsior relativi a Maggio 2026, i dati offrono una panoramica importante sul fabbisogno occupazionale nella provincia di Parma e le relative competenze richieste dal mercato del lavoro.
Si conferma anche a maggio - con un modesto rallentamento rispetto ad aprile - la tendenza alla contrazione dei nuovi contratti che le imprese parmensi intendono attivare.
Le previsioni, infatti, parlano di 4.090 nuovi contratti, un dato che segna una diminuzione di 190 unità rispetto allo stesso mese del 2025, corrispondente a una flessione del 4,4%. Tale andamento, peraltro, appare destinato ad accentuarsi nel trimestre maggio-luglio 2026, periodo in cui si stimano 13.620 nuove attivazioni, con un calo di 1.100 unità corrispondente a una variazione negativa del 7,5%.
L'analisi dei dati del rapporto mensile Excelsior, curata dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia, evidenzia un quadro settoriale in cui l’industria mostra una flessione marcata. Nel comparto, infatti, si prevedono 1.600 nuovi contratti, con una riduzione di 110 unità rispetto all'anno precedente e un calo percentuale del 6,4%. All'interno di questa categoria, 1.260 nuove attivazioni si concentrano nel settore manifatturiero e delle public utilities, mentre 340 riguardano le costruzioni.
Anche i servizi, che incidono per il 55,7% sul totale contratti, registrano una diminuzione stimata al 5,0%, con 120 nuovi contratti in meno che portano il totale a 2.280 unità. La distribuzione vede i servizi alle imprese in testa con 950 nuove attivazioni, seguiti dal commercio con 500, dalle attività di alloggio e ristorazione con 450 e dai servizi alla persona con 380. In questo scenario, solo il settore primario mostra un dinamismo positivo a maggio, con 220 nuovi contratti, incrementando di 40 unità la quota del 2025 con una crescita del 22,2%.
Sul trimestre maggio-luglio, poi, incombe un peggioramento delle stime che è particolarmente visibile nel settore industriale, dove la perdita prevista è di 630 nuovi contratti, per un totale di 5.480 unità e un calo del 10,3%. Nello specifico, si attendono 4.480 nuove attivazioni nella manifattura e 990 nell’edilizia.
Nell’ambito dei servizi la flessione trimestrale è meno impattante ma comunque rilevante, con 560 nuovi contratti in meno rispetto allo stesso trimestre 2025 e un totale di 7.510 attivazioni, in calo del 6,9%. Il dettaglio trimestrale prevede 3.060 nuove attivazioni nei servizi alle imprese, 1.590 nel commercio, 1.570 nell’alloggio e ristorazione e 1.280 nei servizi alla persona. Di contro, l’agricoltura mantiene un segno positivo anche su base trimestrale, con un incremento del 14,5% che si traduce in 80 nuovi contratti in più per un totale di 630.
Per quanto riguarda le forme contrattuali scelte dalle imprese parmensi per il mese di maggio, il 20,0% delle nuove entrate sarà a tempo indeterminato, mentre l’apprendistato interesserà il 4,0% dei casi. Il restante 76,0% delle nuove attivazioni avrà una durata predefinita.
Le realtà imprenditoriali della provincia orientate a incrementare i propri organici nel mese corrente rappresentano il 19,0% del totale e rivolgono l'attenzione a profili under 30 per il 30,5% delle nuove attivazioni. Tuttavia, il possesso di un'esperienza pregressa nella mansione rimane un requisito fondamentale, richiesto nel 64,0% dei casi.
Resta infine critica la questione del reperimento dei profili ricercati, una difficoltà segnalata dal 49,7% delle imprese parmensi. Tale problematica è legata per il 29,0% alla carenza di candidati e per il 15,7% a una preparazione professionale non ritenuta adeguata.
L’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea.
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