Imprenditoria giovanile, Sardegna ultima in Italia: credito e burocrazia frenano le nuove attività
Tra i principali ostacoli all’imprenditoria giovanile figurano l’accesso al credito, la complessità burocratica e le difficoltà nell’ottenere finanziamenti e incentivi. Molti aspiranti imprenditori devono fare i conti con bandi articolati, requisiti stringenti e la necessità di disporre di capitali iniziali o garanzie bancarie.
La Regione ha previsto contributi tra 15mila e 20mila euro per l’avvio di nuove attività nei comuni con meno di 3mila abitanti, ma resta il problema di rendere gli strumenti di sostegno più accessibili, tempestivi e continuativi.
A complicare il quadro interviene il declino demografico: entro il 2050 la popolazione in età lavorativa nel Mezzogiorno e nelle Isole potrebbe ridursi del 26,6%, con conseguenze anche sul ricambio generazionale delle imprese.
Senza interventi strutturali su credito, incentivi e semplificazione amministrativa, la Sardegna rischia di perdere ulteriori opportunità di sviluppo imprenditoriale, soprattutto nei piccoli centri e nelle aree interne, dove le attività giovanili possono rappresentare un presidio economico e sociale fondamentale.
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