Filiera del libro, dal 4 novembre i contributi fino a 75.000 euro per editori, stampatori e librerie
Come funziona il contributo e quali le limitazioni
L’incentivo è un contributo a fondo perduto che copre fino all’80% delle spese ammissibili, con un massimo di 75.000 euro per progetto. Il programma di spesa può arrivare a 100.000 euro, tra investimenti e capitale circolante, e la quota restante deve essere coperta con risorse proprie o finanziamenti esterni. L’aiuto è concesso in regime de minimis ed è cumulabile con altri incentivi pubblici, purché non si finanzino due volte le stesse spese. È prevista anche un’anticipazione fino al 40% delle agevolazioni, previa fideiussione o polizza fideiussoria.
Requisiti e spese ammesse
Possono partecipare imprese ed enti con almeno due anni di attività nel settore, e l’incentivo finanzia investimenti e capitale circolante.
Chi può partecipare
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese costituite e attive da almeno due anni, nelle forme di ditta individuale, società di persone o di capitali, cooperativa o impresa sociale. Possono partecipare anche gli enti del Terzo Settore, le associazioni e le fondazioni attivi da almeno due anni nella filiera, iscritti o in corso di iscrizione al RUNTS.
Il settore è definito dai codici ATECO ammessi: edizione di libri (58.11.00), altra stampa (18.12.00), lavorazioni preliminari alla stampa e ai media (18.13.00), legatoria e servizi connessi (18.14.00), commercio al dettaglio di libri (47.61.00) e commercio all’ingrosso di libri (46.49.21). Restano fuori quotidiani, riviste e periodici, videogiochi, software, editoria cinematografica e musicale. Sede legale e unità locale interessata dall’intervento devono trovarsi in Italia.
Chi ha meno di due anni di attività, come una libreria o una piccola casa editrice appena avviata, non rientra tra i beneficiari.
Cosa si può fare con il contributo
I programmi devono servire a innovare e rafforzare l’impresa:
- ampliamento;
- riqualificazione;
- ammodernamento e digitalizzazione;
- sviluppo e diversificazione dell’offerta editoriale;
- promozione di inclusione, accessibilità e diffusione della lettura.
Tra le spese di investimento sono ammessi macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, software, brevetti, licenze e marchi, certificazioni e know-how, e opere murarie entro il 20% degli investimenti. Il capitale circolante, che comprende materie prime, merci, servizi, beni di terzi e personale dipendente, è agevolabile entro il 20% delle spese di investimento.
Il progetto deve essere avviato dopo la presentazione della domanda e concluso, con rendicontazione, entro 18 mesi dalla concessione.
Come si presenta la domanda
La domanda si invia solo online, dall’area personale di Invitalia, dalle 12:00 del 4 novembre 2026 e fino a esaurimento delle risorse. Non c’è graduatoria: le richieste sono esaminate in ordine cronologico, con un’istruttoria che si conclude indicativamente entro 60 giorni.
Serve un’identità digitale (SPID, CNS o CIE), oltre a firma digitale e PEC per completare l’invio. Il piano d’iniziativa va redatto con la modulistica Invitalia e accompagnato da dichiarazioni su requisiti e aiuti de minimis, documenti sulla dimensione d’impresa e antiriciclaggio, e gli ultimi due bilanci o dichiarazioni dei redditi.
Come viene valutata la domanda
Invitalia esamina ogni richiesta in tre passaggi: la verifica della completezza della documentazione e dei requisiti di ammissibilità, la valutazione del merito del progetto secondo i criteri dell’Avviso, l’attribuzione di un punteggio.
Per accedere alle agevolazioni il punteggio deve raggiungere le soglie minime. Il piano d’impresa deve quindi spiegare la coerenza con le finalità della misura, la sostenibilità economica e finanziaria e gli effetti attesi su sviluppo, innovazione, occupazione e valorizzazione della filiera del libro.
Una misura nazionale, aperta anche alla Campania
La scheda non prevede riserve territoriali: una libreria di Salerno, una tipografia del Casertano o una piccola casa editrice campana partecipano alle stesse condizioni di un operatore di qualsiasi altra regione, purché sede legale e unità locale dell’intervento siano in Italia.
Cosa fare prima del 4 novembre
Il tempo a disposizione permette di verificare il proprio codice ATECO, di raccogliere preventivi per gli investimenti e di preparare i documenti contabili. Invitalia mette a disposizione una guida alla compilazione e l’archivio con la modulistica sulla pagina dell’incentivo, dove sono pubblicati anche l’Avviso, i criteri di valutazione e le FAQ aggiornate al 30 settembre 2026.
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