Donne e deep tech: l'ecosistema italiano cresce e l'Europa investe 12 milioni per accelerarlo
Intelligenza artificiale, biotecnologie, manifattura avanzata, salute digitale. Per anni questi settori sono stati raccontati prevalentemente al maschile. Oggi qualcosa sta cambiando in modo strutturale: sempre più donne fondano startup tecnologiche ad alto contenuto scientifico, sviluppano brevetti, raccolgono investimenti e costruiscono imprese capaci di competere a livello europeo e internazionale. Le startup innovative a prevalenza femminile rappresentano il 13,84% del totale delle imprese innovative italiane, secondo i dati di Unioncamere e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un ecosistema in crescita, che mostra una maggiore efficienza nell'utilizzo del capitale e genera più ricavi rispetto alle aziende guidate esclusivamente da uomini, come rileva il Female Founders Fund, eppure ancora sottorappresentato nei circuiti del venture capital.
Per colmare questo divario l'Europa ha scelto di investire in modo diretto. La Commissione Europea, nell'ambito del programma Horizon Europe, ha aperto la nuova call Women TechEU 2026, con un budget complessivo di 12 milioni di euro destinati a 160 startup deep tech fondate o co-fondate da donne. I settori d'elezione includono l'intelligenza artificiale, le biotecnologie, i materiali avanzati, la robotica e le tecnologie quantistiche. I progetti devono basarsi su scoperte scientifiche o ingegneristiche complesse, escludendo l'uso o il semplice adattamento di tecnologie standard già esistenti.
Le imprese selezionate riceveranno un contributo a fondo perduto di 75.000 euro, un percorso personalizzato di sviluppo aziendale della durata di sei mesi, attività di mentoring, preparazione agli investimenti e supporto alla crescita internazionale, oltre all'accesso a investitori, eventi di networking e servizi avanzati dell'ecosistema europeo dell'innovazione. L'obiettivo dichiarato non è solo finanziario: Women TechEU è pensato come trampolino verso strumenti europei più avanzati, in primis l'European Innovation Council.
Per candidarsi, la startup deve essere costituita da almeno 6 mesi e da non più di 5 anni, aver raccolto meno di 1 milione di euro in equity, operare in settori deep tech con un livello di maturità tecnologica tra TRL 4 e TRL 6, e avere una donna tra i fondatori in un ruolo apicale (CEO, CTO, CSO o equivalente) con una partecipazione femminile di almeno il 25%.
Il processo di selezione si svolge in due fasi: una prima di verifica dell'idoneità e una successiva di presentazione della proposta completa. Le scadenze sono multiple: la prima è fissata al 16 settembre 2026 sul portale dedicato.
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