Artigianale, quando si può usare correttamente il termine? Le indicazioni del Mimit

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Chiamare un prodotto "artigianale" non è più soltanto una scelta di marketing, ma un'affermazione che deve corrispondere a precisi requisiti di legge.

Per aiutare le imprese ad applicare correttamente le nuove disposizioni introdotte dalla Legge annuale sulle PMI, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato una serie di FAQ  sui riferimenti all’artigianato nella pubblicità (articolo 16 Legge n. 34/2026) che chiariscono quando è possibile utilizzare il riferimento all'artigianato nella comunicazione commerciale. 

Le indicazioni puntano a garantire maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori e a valorizzare il lavoro delle imprese regolarmente iscritte all'Albo delle imprese artigiane, offrendo al tempo stesso un quadro di regole chiare per tutti gli operatori economici, in particolare per le nuove imprese e i giovani imprenditori.

Quando si può parlare di prodotto artigianale

Il chiarimento più importante riguarda la distinzione tra chi produce e chi commercializza. Un'impresa non artigiana può vendere o somministrare prodotti realizzati da un'impresa artigiana e promuoverli come tali, purché sia chiaro che il riferimento all'artigianalità riguarda il produttore originario e non il rivenditore. 
Diverso è il caso dei prodotti realizzati direttamente da un'impresa non iscritta all'Albo: in questo caso non è consentito definirli "artigianali", anche se ottenuti con lavorazioni manuali o metodi tradizionali.

Le alternative consentite e l’attenzione ai componenti

Le nuove regole non impediscono alle imprese di valorizzare la qualità delle proprie produzioni. Resta infatti possibile utilizzare espressioni descrittive come "fatto a mano", "tradizionale", "su misura", "di produzione propria", "realizzato con manualità", "sartoriale" o "fatto ad arte", purché tali indicazioni siano veritiere e non inducano il consumatore a credere che l'impresa sia qualificata come artigiana.
L'obiettivo della norma è evitare messaggi ingannevoli sulla provenienza del prodotto, non limitare la possibilità di raccontarne le caratteristiche.

Le FAQ affrontano anche un caso frequente. Un'impresa non artigiana che utilizza componenti o semilavorati prodotti da un'impresa artigiana può evidenziare questo elemento nella comunicazione commerciale, ma deve specificare con chiarezza che l'artigianalità riguarda soltanto quella parte del prodotto e non il bene nel suo complesso.

Mercati esteri e prodotti tutelati

Il Ministero chiarisce inoltre che il divieto ha efficacia sul territorio italiano. Per i prodotti destinati esclusivamente ai mercati esteri è possibile utilizzare riferimenti all'artigianalità, anche in lingua inglese (come craftsmanship o artisanal process), purché il messaggio non sia ingannevole e rispetti la normativa applicabile nel Paese di destinazione.
Restano inoltre esclusi dall'ambito della nuova disciplina i prodotti regolati da leggi speciali, come la birra artigianale, e quelli tutelati da specifici regimi di qualità, tra cui le Indicazioni Geografiche Protette (IGP) per i prodotti artigianali e industriali, come il vetro di Murano o i merletti di Burano.

Scorte già in commercio

Le imprese potranno continuare a commercializzare senza sanzioni le merci, le etichette e i materiali già immessi sul mercato prima dell'entrata in vigore della nuova disciplina, ovvero prima del 23 marzo 2026, consentendo così un adeguamento graduale alle nuove regole.

Un'opportunità per rafforzare la fiducia

Per le imprese, e in particolare per chi avvia una nuova attività, le FAQ rappresentano uno strumento utile per verificare la correttezza della propria comunicazione commerciale, dal sito web alle etichette, fino ai materiali promozionali.
Utilizzare in modo appropriato il termine "artigianale" significa non solo rispettare la normativa, ma anche contribuire a rafforzare la trasparenza del mercato e il valore distintivo dell'artigianato italiano, patrimonio di competenze, qualità e identità che rappresenta uno dei punti di forza del nostro sistema produttivo.

 

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