Investimenti sostenibili 4.0: sportello chiuso, e ora?
Investimenti sostenibili 4.0, sportello chiuso con 592 domande: cosa succede ora alle imprese campane
Il decreto del MIMIT ha fermato l'invio delle domande dal 7 ottobre 2026. Le agevolazioni richieste superano di oltre 2,5 volte le risorse disponibili: ecco come funziona la graduatoria e che cosa possono fare le PMI.
Lo sportello chiude dopo il primo giorno di invio
Il bando Investimenti sostenibili 4.0 non accetta più richieste dal 7 ottobre 2026. Lo ha disposto un decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) del 6 ottobre, primo giorno utile per l'invio: alle ore 17:00 le istanze presentate superavano già i fondi stanziati.
Il comunicato del MIMIT del 9 ottobre fotografa i numeri. Le domande sono 592, per circa 1,5 miliardi di euro di investimenti da attivare e circa 1,15 miliardi di agevolazioni richieste, oltre 2,5 volte i 447.595.809 euro disponibili. Previsto dal DM 18 marzo 2026 e gestito da Invitalia, il bando destina il 25% delle risorse a micro e piccole imprese ed è aperto alle PMI di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Come funziona la graduatoria per le domande del giorno finale
Le candidature inviate il 6 ottobre sono considerate presentate nello stesso momento, quindi l'orario di invio non fa differenza. L'accesso all'istruttoria passa da una graduatoria, il cui punteggio somma due voci: le caratteristiche del soggetto proponente e la sostenibilità ambientale del programma. A parità di punteggio prevale il programma di costo minore.
Chi resta fuori dalla copertura finanziaria non viene respinto subito. Le pratiche prive di copertura sono sospese in attesa di eventuali economie emerse dalle istruttorie di quelle ammesse, e decadono se non si liberano risorse. L'esito arriva da Invitalia attraverso la procedura online, a cui si accede con SPID, CNS o CIE del legale rappresentante. Il decreto di chiusura è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mentre non risultano pubblicati i numeri di richieste ammesse, sospese o decadute.
Cosa resta da sapere per le imprese campane
La Campania è tra le regioni ammesse, perciò le PMI di Salerno e di Caserta rientrano tra i potenziali beneficiari. Ogni azienda poteva inoltrare una sola domanda.
Per chi non ha fatto in tempo, il comunicato non indica prossimi passi, risorse aggiuntive o date, e la chiusura non annuncia una riapertura. Il DM prevede che il Ministero possa integrare i fondi, ma nessuna fonte ufficiale dice che accadrà né quando.
I requisiti da tenere in ordine per eventuali nuove risorse
Le regole del DM 18 marzo 2026 valgono per questa edizione e non anticipano nulla di quel che verrà, ma restano il riferimento per chi vuole prepararsi. Le principali condizioni sono queste:
- programma di investimento da 750.000 a 5 milioni di euro, entro il 70% del fatturato dell'ultimo bilancio approvato (per imprese individuali e società di persone, dell'ultima dichiarazione dei redditi);
- contabilità ordinaria e almeno due bilanci depositati (per imprese individuali e società di persone, due dichiarazioni dei redditi);
- riduzione dei consumi di almeno il 5% per i soli programmi di efficienza energetica;
- ultimazione entro 18 mesi dalla concessione, con proroga fino a 6 mesi;
- mantenimento dei beni per almeno 3 anni dopo il saldo.
Agevolazione e spese ammesse
L'agevolazione combina un contributo a fondo perduto pari al 35% e un finanziamento agevolato senza interessi, fino a 7 anni, pari al 40%, per una copertura massima del 75%. Il restante 25% almeno spetta all'impresa, che può attingere a risorse proprie o a un prestito esterno privo di sostegno pubblico.
Rientrano tra le voci finanziabili macchinari, impianti e attrezzature nuovi, opere murarie entro il 40%, software e licenze collegati ai beni materiali, certificazioni ambientali e consulenze specialistiche entro il 5%. Sono invece escluse le spese per leasing, attrezzature usate, terreni e fabbricati, costi di esercizio, commesse interne, formazione, mezzi di trasporto e fatture sotto i 500 euro IVA esclusa.
Due novità distinguono questa edizione: la polizza assicurativa contro calamità naturali e catastrofali, dove applicabile (art. 1, comma 101, legge 213/2023), e la classificazione ATECO 2025 per individuare le attività ammesse.
Cosa fare adesso
Chi ha presentato domanda deve attendere la comunicazione di Invitalia e custodire la documentazione del programma di investimento. Chi è rimasto fuori può approfittare di questa fase per controllare con il commercialista fatturato, bilanci e possibilità di sostenere la quota non agevolata, così da capire in anticipo se i requisiti reggono.
Per gli aggiornamenti ufficiali, il riferimento restano le pagine di MIMIT e Invitalia dedicate al bando, insieme ai canali informativi della propria Camera di Commercio, senza dare per scontato alcuno scenario.
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