Il giovane startupper è un mito che l’Intelligenza Artificiale può rendere realtà
Fino a pochi anni fa, avviare una startup tecnologica richiedeva team abbastanza numerosi e competenze altamente specializzate. Oggi molte attività possono essere svolte da gruppi più piccoli e, in alcuni casi, persino da un singolo founder, in tempi molto più brevi e con costi drasticamente inferiori. L'effetto più immediato è che sperimentare diventa più semplice. E quando si abbassa il costo dell'errore, aumenta inevitabilmente anche la propensione a provarci. In questo contesto l'AI lavora come una forza propulsiva capace di amplificare enormemente la produttività individuale. Questo non significa che costruire un'impresa di successo sia diventato facile, anzi: la riduzione delle barriere all'ingresso implica anche un aumento della competizione e una maggiore difficoltà a distinguersi. Le imprese che riusciranno davvero a costruire valore duraturo saranno probabilmente quelle capaci di costruire attorno all'AI una tecnologia, un'organizzazione o un modello di business difficilmente replicabile, di integrare competenze profonde, dati proprietari, comprensione dei clienti e capacità di execution.
Articolo completo redatto da Sda Bocconi School of Management e pubblicato su Fortune Italia
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