Voucher stand ExpoSele 2026: domande entro il 26 ottobre

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Hai esposto a ExpoSele? Un voucher fino a 400 euro copre il nolo dello stand: ecco chi può chiederlo e cosa inviare via PEC entro il 26 ottobre.

La fiera di Eboli si è chiusa il 26 settembre, ma per le imprese che hanno preso uno stand la questione dei costi resta aperta. La Camera di Commercio di Salerno ha stanziato 10.000 euro in voucher a fondo perduto per coprire in parte il noleggio dello spazio espositivo a ExpoSele 2026, e le domande si possono inviare fino alle 12:00 di lunedì 26 ottobre 2026. Il contributo riguarda un numero ristretto di settori e si rivolge solo a chi ha effettivamente esposto: vale la pena capire subito se è il proprio caso.

Il voucher per lo stand a ExpoSele: chi può chiederlo

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese, individuali o societarie, con sede legale o operativa in provincia di Salerno. Il bando, approvato con determina dirigenziale n. 1102 del 30 luglio 2026, limita però l’accesso a quattro ambiti: agroalimentare (compresa la filiera bufalina e lattiero-casearia), florovivaismo, IV gamma e colture orticole, tecnologie, sistemi innovativi e servizi per l’agroalimentare. Il settore si stabilisce guardando i codici ATECO, primari o secondari, riportati nella visura camerale. Chi opera in altri comparti, anche se era in fiera, non rientra.

Il voucher spetta a chi ha sostenuto la spesa per lo stand. Tra i documenti richiesti ci sono la prova della presenza a ExpoSele e la fattura del nolo: per chi ha solo visitato la manifestazione non c’è nulla da chiedere.

Quanto vale il contributo e come viene assegnato

Il voucher copre in parte il noleggio dello spazio espositivo, che è la spesa ammissibile indicata dal bando, fino a un massimo di 400 euro per impresa. Con 10.000 euro a disposizione, i voucher pieni possono arrivare a 25.

Le richieste vengono ordinate in una graduatoria che dà priorità alle MPMI, con un massimo di 3 punti:

  • fatturato fino a 2 milioni di euro: 1 punto (da 2 a 10 milioni: nessun punto);
  • fino a 10 dipendenti: 1 punto (oltre: nessun punto);
  • certificazioni di qualità del processo produttivo o di sostenibilità ambientale: 1 punto.

A parità di punteggio conta l’ordine cronologico di ricezione della PEC, fino a esaurimento delle risorse. Inviare presto, quindi, può fare la differenza.

I documenti da preparare

La domanda va compilata sul modello allegato al bando, firmata digitalmente e regolarizzata con l’imposta di bollo. Alla domanda si uniscono:

  • copia valida del documento d’identità del legale rappresentante;
  • documentazione che attesta la presenza alla fiera, per esempio il contratto di partecipazione;
  • fattura del nolo dello stand, che deve riportare il CUP dell’iniziativa (C48H26000380005), e copia del bonifico eseguito;
  • dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà sul possesso dei requisiti;
  • allegato B, necessario per la graduatoria;
  • copia della polizza assicurativa contro i danni da eventi catastrofali.

Nella dichiarazione l’impresa attesta anche di non avere ricevuto altri contributi, pubblici o privati, per la partecipazione alla stessa fiera. Sul sito della Camera sono disponibili la modulistica e le istruzioni per il pagamento del bollo, compreso il modello F23.

Come inviare la domanda via PEC

La domanda si trasmette solo per posta elettronica certificata, all’indirizzo cciaa.salerno@sa.legalmail.camcom.it, indicando nell’oggetto “Richiesta contributo fiera EXPO 2026”. La PEC deve partire da una casella intestata all’impresa richiedente. Il bando fissa il termine in 30 giorni dalla chiusura della manifestazione e comunque non oltre le 12:00 del 26 ottobre 2026, a pena di esclusione: fa fede data e ora registrate dal sistema PEC.

Requisiti da verificare prima dell’invio

I requisiti devono essere posseduti alla data della domanda. L’impresa deve essere iscritta al Registro delle imprese di Salerno, in regola con il diritto annuale, con il DURC e con le imposte, senza procedure concorsuali in corso e non in scioglimento, liquidazione volontaria o inattività.

C’è poi la polizza contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali, prevista dalla legge di bilancio 2024: va allegata alla domanda, mentre le imprese agricole di cui all’articolo 2135 del codice civile sono escluse dall’obbligo. Il voucher è inoltre un aiuto in regime de minimis, secondo il regolamento UE 2023/2831, con un massimale di 300.000 euro per impresa in tre anni.

Il bando non indica i tempi di erogazione. Dopo la verifica della documentazione e dell’ammissibilità della spesa, il contributo viene versato con bonifico su un conto intestato al beneficiario. Per chiarimenti c’è l’Ufficio Nuova Imprenditorialità della Camera: dott.ssa Maria D’Alessio, telefono 089 3068208, maria.dalessio@sa.camcom.it.

La fiera come vetrina per chi avvia o rafforza un’impresa

Per una realtà giovane o in crescita, un padiglione fieristico è soprattutto un luogo dove farsi vedere da acquirenti, distributori e altri produttori della filiera. Il voucher non cambia l’investimento fatto, ma ne recupera una parte e riduce il peso di una spesa che le piccole imprese sostengono con margini stretti. Chi ha esposto a Eboli può usare questi giorni anche per riordinare contatti e documentazione: i dati raccolti allo stand e le fatture del nolo servono sia a questa domanda sia a decidere se ripetere l’esperienza alla prossima edizione.

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