Fabbisogni occupazionali delle imprese: in giugno accelera la flessione dei nuovi contratti in provincia di Parma

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A Parma previste 4.200 attivazioni, con un calo del 10,3% rispetto allo stesso mese del 2025. I dati provengono dal sistema Excelsior che ricostruisce, attraverso un'indagine mensile, il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese, svolgendo un’indagine campionaria che coinvolge circa 100.000 soggetti di tutti i settori economici e di tutte le dimensioni, analizzati a livello provinciale e regionale.
Per ogni impresa vengono rilevati i programmi di assunzioni di personale dipendente per i tre mesi successivi e le relative uscite (per pensionamenti, scadenze di contratto, ecc.). Per le assunzioni sono raccolte informazioni analitiche sulle caratteristiche del personale che l'impresa intende acquisire.

L'indagine sui fabbisogni occupazionali delle imprese è condotta da Unioncamere e Camere di commercio, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Sono disponibili i dati Excelsior relativi a Maggio 2026, i dati offrono una panoramica importante sul fabbisogno occupazionale nella provincia di Parma e le relative competenze richieste dal mercato del lavoro.

odo nel quale sono previste 12.540 nuove attivazioni, con una contrazione di 1.290 unità su base annua.

Secondo le rilevazioni del rapporto mensile Excelsior, elaborate dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia, il settore dei servizi assorbirà, a giugno, la quota principale delle nuove attivazioni con 2.460 unità, subendo tuttavia un calo del 12,8%, corrispondente a 360 contratti in meno rispetto all'anno precedente. All'interno di questo comparto, che da solo copre il 58,6% delle nuove entrate, la distribuzione vede in prima fila i servizi alle imprese con 910 nuove attivazioni, seguiti dal comparto dell'alloggio e ristorazione con 560 unità, dal commercio con 540 e dai servizi alla persona con 450.

L'industria, dal canto suo, prevede 1.600 nuovi contratti, registrando una flessione di 110 unità nel mese, corrispondente a un -6,4%. Nello specifico, il comparto manifatturiero e delle public utilities esprimerà 1.290 nuove attivazioni, mentre le costruzioni si attesteranno a 310.

Di segno negativo risulta anche il settore primario che, con 150 nuovi contratti, registra un decremento percentualmente rilevante (-6,3%), ma corrispondente a sole 10 unità in meno.

Le proiezioni per l’intero trimestre giugno-agosto 2026 confermano flussi negativi nei due principali comparti aziendali parmensi. I servizi guideranno la domanda con 6.980 nuovi contratti, scontando però una contrazione di 850 unità rispetto al trimestre dell'anno precedente (-10,9%). Più nel dettaglio, si prevedono 2.710 nuove attivazioni nei servizi alle imprese, 1.570 nel comparto turistico e della ristorazione, 1.440 nel commercio e 1.270 nei servizi alla persona.

Il settore industriale esprimerà complessivamente 5.000 nuovi contratti, di cui 4.130 concentrati nella manifattura e 870 nell’edilizia, risentendo di un calo trimestrale di 500 unità (-9,1%).

Il comparto agricolo, infine, registrerà un’inversione di tendenza su base trimestrale, portandosi a quota 560 unità, 50 in più rispetto al 2025 (+9,8%).

Sul piano della natura contrattuale, il 21,0% delle nuove entrate sarà caratterizzato da stabilità attraverso formule a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il restante 79,0% sarà coperto da nuovi contratti a durata predefinita. Le realtà aziendali in provincia di Parma propense a investire in nuove risorse umane nel mese corrente rappresentano il 19,0% del tessuto produttivo locale. Le aziende intenzionate ad attivare nuovi contratti tengono particolarmente conto della qualificazione e delle esperienze già maturate dai candidati; nel 63% dei casi, infatti, è richiesta esperienza professionale specifica o, comunque, nello stesso settore.

La quota di nuove attivazioni riservata ai giovani lavoratori con meno di 30 anni si attesta al 33,2% del totale. Al contempo, permane una marcata difficoltà di reperimento dei profili desiderati, segnalata dalle imprese in 48,8 casi su 100 e motivata principalmente dalla carenza di candidati (30,0% dei casi) e da una non del tutto adeguata preparazione professionale per il 13,6%.

L’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea

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