Società Benefit: multidisciplinarietà, servizi per le microimprese e prospettive normative
Uno dei temi centrali del confronto ha riguardato la natura strutturalmente multidisciplinare della materia. L’evoluzione verso il modello benefit richiede infatti la collaborazione sinergica tra competenze giuridiche, fiscali ed economico-aziendali. In tal senso, la partecipazione dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, dell’Ordine dei Notai e dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha evidenziato come l’accompagnamento alle imprese non possa prescindere da un approccio integrato, capace di coniugare profili statutari, governance, assetti organizzativi e rendicontazione d’impatto.
In questo quadro, il sistema delle Camere di Commercio è chiamato a svolgere un ruolo di coordinamento e orientamento, anche attraverso il potenziamento dei servizi dedicati alle micro e piccole imprese, coadiuvato dalle associazioni di categoria nella diffusione e nell’accompagnamento del modello sul territorio.
Un secondo punto centrale ha riguardato il rafforzamento dei servizi dedicati alle microimprese, che spesso non dispongono autonomamente della visione o degli strumenti per attivare percorsi consulenziali complessi. In questa direzione si colloca il potenziamento del Servizio Nuove Imprese (SNI) illustrato nel corso dell’incontro (www.sni.unioncamere.it), quale presidio di primo orientamento e supporto. A questo si affiancheranno ulteriori webinar e momenti di approfondimento promossi a livello nazionale dal Ministero, da Invitalia e da Si.Camera sui temi dell’imprenditoria sociale e benefit.
Particolarmente significativo il focus sul contesto territoriale. In realtà come quella molisana, caratterizzata da una progressiva contrazione demografica e produttiva, fare impresa implica spesso già una forte dimensione sociale: attaccamento al territorio, responsabilità verso la comunità, resilienza e volontà di generare valore diffuso. Il modello della Società Benefit, in questa prospettiva, non introduce una vocazione nuova, ma offre lo strumento giuridico per formalizzare e rendere strutturata una vocazione imprenditoriale che nel territorio è spesso già presente, rafforzandone coerenza e riconoscibilità.
Altro elemento emerso nel dibattito riguarda il necessario cambio di paradigma. Gli oneri connessi all’adozione della forma benefit non rappresentano meri costi aggiuntivi, ma investimenti strategici capaci di generare maggiore resilienza aziendale, reputazione e attrattività. Essere Società Benefit assume infatti una crescente rilevanza anche sotto il profilo competitivo: consente di intercettare capitali e opportunità di fornitura da parte di imprese orientate a criteri ESG, chiamate a dimostrare il valore sociale dell’intera filiera produttiva. In questo scenario, la qualifica benefit diventa un elemento distintivo nella value chain e un fattore di posizionamento nel medio periodo.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito l’impegno del sistema camerale su un duplice livello istituzionale. A livello nazionale, prosegue l’azione di sensibilizzazione per rafforzare il quadro normativo e migliorare la spendibilità del modello, anche attraverso strumenti che ne accrescano riconoscibilità e valorizzazione. Sul piano locale e regionale, l’attenzione è rivolta alla promozione di interventi specifici, in linea con le esperienze già avviate in altre realtà italiane – come la Regione Puglia, che ha adottato una disciplina dedicata alla promozione delle Società Benefit – al fine di sostenere e incentivare concretamente la diffusione del modello nei territori.
Il roadshow proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori appuntamenti sul territorio nazionale.
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