Studi e ricerche

SAVONA 2022 - RAPPORTO DELL’ ECONOMIA PROVINCIALE

Documento elaborato dalla CCIAA Riviere di Liguria con la collaborazione del Centro Studi Tagliacarne

Nel 2022, la crescita economia economica della provincia di Savona è brillante, evidenziando un incremento del +10,1% (valore aggiunto a prezzi correnti anno base 2015), superiore alla media nazionale di 3,2 punti percentuali e di quasi mezzo punto quella dell’intera regione. Nel periodo 2019-2022, il valore aggiunto savonese cresce del +12,5%; un regime più intenso rispetto alla media nazionale di quasi 4 punti e di ben 5,4 punti quello ligure. 

Tale dinamica, che colloca la provincia in una fascia di crescita medio alta, ha consentito il pieno recupero di quanto perso nel 2020, con un surplus positivo in termini di ricchezza prodotta pari a 4,5 punti percentuali (in termini concatenati anno base 2015). 

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Mar 05 Dic, 2023

IMPERIA 2022 - RAPPORTO DELL’ ECONOMIA PROVINCIALE

Documento elaborato dalla CCIAA Riviere di Liguria con la collaborazione del Centro Studi Tagliacarne

Nel 2022, il valore aggiunto prodotto dal sistema produttivo della provincia di Imperia mostra una accelerazione della crescita, evidenziando un incremento (a prezzi correnti anno base 2015) del +8,1%, seguendo la brillante ripresa di tutta la regione (+9,7%) ed in modo più marcato rispetto al dato nazionale (+6,9%). 

Nel periodo 2019 – 2022, stante la contrazione registrata nel 2020, la ricchezza prodotta dalla provincia cresce del +7,3%, al di sopra dell’andamento ligure (+7,1%), ma in misura meno marcata rispetto al dato nazionale (+8,6%) ed a quello del Nord-Ovest (+8%). 

Ad ogni modo, nonostante tale dinamismo produttivo, la provincia è fra quelle aree (in Liguria assieme a Genova) che non hanno pienamente recuperato il livello di ricchezza economica del periodo precedente al Covid. Si tratta, per la provincia di Imperia (e differentemente da altre province caratterizzate da elevati contributi derivanti dal turismo e dalla logistica), di un gap di ricchezza prodotta molto poco consistente e pari allo 0,3% (in termini concatenati anno base 2015).

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Mar 05 Dic, 2023

LA SPEZIA 2022 - RAPPORTO DELL’ ECONOMIA PROVINCIALE

Documento elaborato dalla CCIAA Riviere di Liguria con la collaborazione del Centro Studi Tagliacarne

Nel triennio 2019-2022 il valore aggiunto spezzino aumenta complessivamente molto più rapidamente di quello italiano (a prezzi correnti anno base 2015: +12,4% rispetto al +8,6% nazionale) e di quello ligure che si attesta al +7,1%. Nel solo 2022 la provincia mostra una crescita del valore aggiunto del +9,4%, quasi in linea con il dato regionale (+9,7%), ma superiore di 2,5 punti rispetto alla variazione nazionale.

Tali dinamiche comportano un pieno recupero di quanto perso nel 2020, con una marginalità positiva di 4,4 punti percentuali (in termini concatenati anno base 2015) e collocano la provincia nella fascia delle aree a maggiore intensità di crescita, insieme, ad esempio, alle province autonome di Trento e Bolzano.

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Mar 05 Dic, 2023

Lavoro, in provincia di Imperia previste 1020 assunzioni a novembre

Elaborazione della Camera di Commercio Riviere di Liguria su dati Excelsior

Secondo le previsioni Excelsior, le imprese della provincia di Imperia programmano, per il mese di novembre 2023, 1.020 entrate complessive (il 15,9% in più rispetto a quelle che erano state previste nello stesso mese del 2022) mentre per il trimestre novembre 2023 - gennaio 2024, ne prevedono 3.560, dato che, rispetto a quello del corrispondente periodo 2022, fa registrare un aumento pari al +20,3%.   

Si evidenzia come il 75,5% dei lavoratori programmati in entrata nel mese di novembre 2023 si concentri nel settore dei Servizi e come per il 92,9% di questi si preveda una tipologia contrattuale come personale dipendente. Nel settore dell’industria, a cui è destinato il restante 24,5% dei lavoratori in entrata, si programmano, invece, contratti stabili per una percentuale pari al 91,5%.

Riguardo alle figure previste in entrata, si segnala come il 53,4% risulti di difficile reperimento e come tale difficoltà sia dovuta per il 33,3% alla mancanza di candidati e per il 18,6% alla preparazione inadeguata degli stessi. 

Osservando i dati delle entrate suddivise per gruppi professionali, emerge come le maggiori difficoltà di reperimento si riscontrino:  
- tra i “Dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici” per le “Altre professioni”, soprattutto a causa della mancanza di candidati;
 - tra gli “Impiegati, professioni commerciali e nei servizi”, per le figure degli “Esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione”, soprattutto a causa delle preparazione inadeguata dei candidati, e per le figure delle “Professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali” e delle “Professioni qualificate nei servizi personali“, in entrambi i casi per via della mancanza di candidati; 
- tra gli “Operai specializzati e conduttori di impianti e macchine”, per le figure degli “Operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni”, soprattutto per via della mancanza di candidati, nonché per le figure dei “Meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori macchine fisse/mobili” e per quelle degli “Operai specializzati ed addetti alle costruzioni e mantenimento di strutture edili”,  per le quali, in entrambi i casi, la difficoltà di reperimento è da imputarsi soprattutto alla preparazione inadeguata dei candidati .

- infine, tra le “Professioni non qualificate”, per il “Personale addetto allo spostamento e alla consegna di merci”, perlopiù per mancanza di candidati. 

In particolare, le tre figure professionali che presentano le maggiori criticità di reclutamento rispetto al totale delle entrate previste sono, in ordine crescente di difficoltà di reperimento, le seguenti: gli “Operai specializzati addetti alle costruzioni e mantenimento di strutture edili”, i “Conduttori di veicoli a motore e a trazione animale” e gli “Esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione”.

 

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Mar 05 Dic, 2023

Lavoro, in provincia di Savona previste 1580 assunzioni a novembre

Elaborazione della Camera di Commercio Riviere di Liguria su dati Excelsior

Secondo le previsioni Excelsior, le imprese della provincia di Savona programmano, per il mese di novembre 2023, 1.340 entrate complessive (il 4,7% in più rispetto a quelle che erano state previste nello stesso mese del 2022), mentre per il trimestre novembre 2023 - gennaio 2024, ne prevedono 4.500, dato che, rispetto a quello del corrispondente periodo 2022, fa registrare un leggero aumento che, in termini percentuali, si traduce in un +0,9%.   

Si evidenzia come il 66% dei lavoratori programmati in entrata nel mese di novembre 2023 si concentri nel settore dei Servizi e come per il 91,2% di questi si preveda una tipologia contrattuale come personale dipendente. Nel settore dell’industria, a cui è destinato il restante 34% dei lavoratori in entrata, si programmano, invece, contratti stabili per una percentuale pari al 78%.

Secondo le previsioni Excelsior, le imprese della provincia di Savona programmano, per il mese di novembre 2023, 1.340 entrate complessive (il 4,7% in più rispetto a quelle che erano state previste nello stesso mese del 2022), mentre per il trimestre novembre 2023 - gennaio 2024, ne prevedono 4.500, dato che, rispetto a quello del corrispondente periodo 2022, fa registrare un leggero aumento che, in termini percentuali, si traduce in un +0,9%.   

Si evidenzia come il 66% dei lavoratori programmati in entrata nel mese di novembre 2023 si concentri nel settore dei Servizi e come per il 91,2% di questi si preveda una tipologia contrattuale come personale dipendente. Nel settore dell’industria, a cui è destinato il restante 34% dei lavoratori in entrata, si programmano, invece, contratti stabili per una percentuale pari al 78%.

 

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Mar 05 Dic, 2023

Lavoro, in provincia della Spezia previste 1490 assunzioni a novembre

Elaborazione della Camera di Commercio Riviere di Liguria su dati Excelsior

Secondo le previsioni Excelsior, le imprese della provincia della Spezia programmano, per il mese di novembre 2023, 1.490 entrate complessive (l’8% in più rispetto a quelle che erano state previste nello stesso mese del 2022), mentre per il trimestre novembre 2023 - gennaio 2024, ne prevedono 4.100, dato che, rispetto a quello del corrispondente periodo 2022, fa registrare una diminuzione che, in termini percentuali, si traduce in un -3,5%.   

Si evidenzia come il 60,4% dei lavoratori programmati in entrata nel mese di novembre 2023 si concentri nel settore dei Servizi e come per l’84,5% di questi si preveda una tipologia contrattuale come personale dipendente. Nel settore dell’industria, a cui è destinato il restante 39,6% dei lavoratori in entrata, si programmano, invece, contratti stabili per una percentuale pari al 94,2%.
Riguardo alle figure previste in entrata, si segnala come il 48,3% risulti di difficile reperimento e come tale difficoltà sia dovuta per il 29,3% alla mancanza di candidati e per il 17% alla preparazione inadeguata degli stessi. 

Osservando i dati delle entrate suddivise per gruppi professionali, emerge come le maggiori difficoltà di reperimento si riscontrino:  
- tra i “Dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici” per i “Tecnici in campo ingegneristico”, soprattutto a causa della mancanza di candidati;
 - tra gli “Impiegati, professioni commerciali e nei servizi”, per le “Professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali”, a causa della mancanza dei candidati, e per gli “Esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione”, soprattutto per la  preparazione inadeguata dei candidati; 
- tra gli “Operai specializzati e conduttori di impianti e macchine”, per le figure degli “Attrezzisti, operai ed artigiani del trattamento del legno”, principalmente a causa della preparazione inadeguata dei candidati, e per i “Meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori macchine fisse/mobili”, in questo caso soprattutto per la carenza di candidati;
- infine, tra le “Professioni non qualificate”, per il “Personale delle costruzioni” a causa della mancanza di candidati. 

In particolare, le tre figure professionali che presentano le maggiori criticità di reclutamento rispetto al totale delle entrate previste sono,  in ordine crescente di difficoltà di reperimento, le seguenti: gli “Addetti alle vendite”, i “Meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori macchine fisse/mobili” e gli “Esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione”.

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Mar 05 Dic, 2023

Imprese straniere in provincia di Campobasso, i settori

I dati aggiornati al terzo trimestre 2023

Nel terzo trimestre 2023, tra le imprese straniere, il settore che ha avuto un tasso di iscrizioni maggiore nella provincia di Campobasso è quello dei Servizi con 14 nuove imprese, seguono quello del Commercio con 6 nuove imprese, quello delle Costruzioni con 5 nuove imprese e quello dell’Agricoltura con 3 nuove imprese.

Nello stesso periodo, nella provincia molisana, le cessazioni di imprese straniere sono state 12. 6 nel settore dei Servizi, 5 nel settore del Commercio e 1 nel settore delle Costruzioni.

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Lun 04 Dic, 2023
Fondo per il sostegno alla transizione industriale: domande fino al 12 dicembre 2023

Fondo per il sostegno alla transizione industriale: domande fino al 12 dicembre 2023

Il Fondo per il sostegno alla transizione industriale si rivolge alle imprese che investono nella tutela ambientale e ha l’obiettivo di favorire l’adeguamento del sistema produttivo italiano alle politiche UE sulla lotta ai cambiamenti climatici.

Una misura interessante, con una dotazione iniziale di 300 milioni di euro, rivolta a imprese di qualsiasi dimensione e operanti sull’intero territorio nazionale.

Il Fondo è gestito da Invitalia ed è disciplinato dal decreto 21 ottobre 2022 del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e con il Ministro della Transizione ecologica.

È previsto un contributo a fondo perduto per quelle imprese che presentino un programma di investimento che persegua almeno una delle seguenti finalità:

  1. una maggiore efficienza energetica nell’esecuzione dell’attività d’impresa nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dall’articolo 38 del GBER o un cambiamento fondamentale del processo produttivo oggetto di intervento, nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dagli articoli 14 e 17 del Regolamento GBER. È prevista anche l’ammissibilità di spese accessorie, nel limite del 40%, connesse all’installazione di impianti da autoproduzione di energia da Fonti Rinnovabili, idrogeno e impianti di cogenerazione ad alto rendimento, ai sensi dell’articolo 41 del Regolamento GBER.
  2. un uso efficiente delle risorse, attraverso una riduzione dell’utilizzo delle stesse anche tramite il riuso, il riciclo o il recupero di materie prime e/o l’uso di materie prime riciclate nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dall’articolo 47 del GBER o un cambiamento fondamentale del processo produttivo oggetto di intervento, nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dagli articoli 14 e 17 del Regolamento GBER.

Per il miglioramento dell’efficienza energetica la misura finanzia fino al 50% delle spese, per l’uso efficiente delle risorse il contributo può arrivare al 60%, per impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili la soglia può salire al 65%.

I programmi di investimento devono essere volti al perseguimento, in via esclusiva, di un miglioramento in termini di tutela ambientale dei processi aziendali. Non sono ammessi interventi che determinano un aumento della capacità produttiva, fatti salvi gli aumenti derivanti da esigenze tecniche, qualora non superiori al 2% rispetto alla situazione precedente all’intervento.

I suddetti programmi devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso al Fondo, prevedere spese complessive ammissibili di importo compreso tra 3 milioni di euro e 20 milioni di euro ed essere realizzati entro 36 mesi dalla data di concessione del contributo (con una eventuale proroga del termine di ultimazione del programma non superiore a 12 mesi). Entro tale termine dovrà intervenire anche l’entrata in funzione e la piena operatività degli investimenti oggetto dei programmi di sviluppo agevolato.

Le imprese possono presentare la domanda esclusivamente online sul sito di Invitalia fino alle ore 12.00 del 12 dicembre 2023.

Per maggiori informazioni sul bando, visita il sito www.invitalia.it/cosa-facciamo/sosteniamo-grandi-investimenti/fondo-transizione-industriale.

Visita anche la pagina www.mimit.gov.it/it/incentivi/fondo-per-il-sostegno-alla-transizione-industriale

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Lun 04 Dic, 2023

I dati del terzo trimestre 2023 sulle imprese straniere in provincia di Campobasso

Dalla Dashboard messa a punto da InfoCamere sulle imprese straniere in Italia si possono consultare i dati, aggiornati al 30 settembre 2023, relativi alle iscrizioni e alle cessazioni di imprese di cittadini stranieri nella provincia di Campobasso.

Nel trimestre luglio – settembre 2023, le iscrizioni di imprese straniere nella provincia molisana sono state 28, le cessazioni 12.

Tra iscrizioni e cessazioni il saldo della provincia è quindi positivo con 16 nuove imprese create da imprenditori stranieri.

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Lun 04 Dic, 2023

Varese e le imprese femminili

Le imprese femminili sono pari al 21,2% delle attive

Le imprese femminili in provincia di Varese, a fine 2022, sono 12.423 pari al 21,2% delle attive del territorio, superando la media lombarda (19,7%) ma restando al di sotto di quella nazionale (22,7%).

L’incidenza dell’imprenditoria femminile varesina risulta in crescita dal 2015 (19,7%) e raggiunge i livelli massimi proprio nell’ultimo anno, superando anche i livelli pre-pandemia (20,8% nel 2019).

I dati del II semestre 2023 indicano una lieve diminuzione del numero di imprese femminili attive (12.368) ma il peso sul totale delle imprese varesine rimane pressoché stabile (21%).

L'approfondimento è disponibile sul portale della Camera di Commercio di Varese "Osserva", il primo osservatorio online dell'economia varesina.

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Lun 04 Dic, 2023