Studi e ricerche

Le imprese straniere nella provincia di Verona

Online il report della Camera di Commercio di Verona sulle imprese straniere

Delle 94.804 imprese registrate nella provincia di Verona, 11.871, pari al 12,5%, sono imprese straniere
Le imprese straniere nel territorio della provincia veronese si suddividono in 8.905 imprese straniere extracomunitarie e 2.920 imprese straniere comunitarie.

Il 40,2% delle imprese straniere comunitarie (1.173 unità) opera nel settore costruzioni, mentre l’attività che registra il maggior numero di

imprese straniere extra UE è il commercio.

Per maggiori informazioni e approfondimenti è possibile effettuare il download del report: https://bit.ly/3tEeJrW 

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Gio 02 Nov, 2023

Le imprese femminili nella provincia di Verona

Online il report della Camera di Commercio di Verona sulle imprese femminili

Nella provincia di Verona si registra la presenza di 19.436 imprese femminili.
La provincia di Verona, infatti, si classifica al terzo posto tra le province venete per il tasso di femminilizzazione pari al 20,5%. 
Inoltre, si conferma la più elevata presenza delle donne in carica per posizioni quali titolari, soci, amministratrici nelle imprese veronesi, pari a circa il 27% delle persone iscritte al Registro delle Imprese,
Il report è disponibile al link:  https://bit.ly/3tFeblP 

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Gio 02 Nov, 2023

PID e imprese digitali di Verona

Disponibile online un approfondimento sul PID, sui servizi offerti, i webinar e l’impatto del digitale per le imprese veronesi.

Online l'ultimo numero della rivista della Camera di Commercio di Verona @camcomVerona con News e informazioni per le imprese di Verona.

 

In questo numero un approfondimento sul PID – Punto Impresa Digitale, sui servizi offerti, i webinar e – infine – un focus sull’impatto del digitale per le imprese veronesi.

 

Link al numero online: https://bit.ly/3tEtzyB 

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Gio 02 Nov, 2023

Il comparto ICT nelle province di Treviso e di Belluno al 30 giugno 2023

Online l’analisi che presenta il settore ICT in Veneto

Una interessante analisi realizzata dalla Camera di commercio di Treviso-Belluno che quantifica la consistenza d’imprese operanti nel comparto ICT in Veneto e nelle due province di Belluno e Treviso

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Mar 31 Ott, 2023

Resto al Sud, un Report

Dall’analisi condotta da Italiacamp, sugli effetti generati dal programma “Resto al Sud” nell’arco temporale 2018 – 2021, si evidenzia l'efficacia dell'incentivo nel sostegno alle iniziative di start up nelle regioni del Sud Italia.

Per leggere il Report clicca qui

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Mar 31 Ott, 2023

Nuove imprese e competenze richieste

Il volume Excelsior nuove imprese caratteristiche e fabbisogni professionali delle nuove imprese, indagine 2022, ci offre un quadro interessante sulle competenze richieste dalle nuove imprese.

La quota di entrate programmate dalle nuove imprese è storicamente molto inferiore rispetto a quella riferita al totale delle imprese (21.430 rispetto alle 4.638.980 nel 2021; 17.830 rispetto alle 5.179.140 nel 2022). Gli anni post emergenza pandemica hanno segnato un ulteriore calo, in linea con l’assottigliamento numerico dell’universo di riferimento già visto nella prima parte del volume: - nel 2020 la quota di entrate programmate nelle nuove imprese risultava essere il 7,2‰ e l’1,9‰nelle nuove imprese giovanili; - nel 2021 gli stessi dati vedono una contrazione rispettivamente a 4,6‰ e 1,4‰; - nel 2022 registriamo un ennesimo dato negativo: 3,4 collaboratori richiesti su 1000 imprese (1 su 1000 nelle neo imprese giovanili).

La quota di “under 30” nelle nuove imprese copre il 38,7% delle entrate (+3,4 p.p. rispetto al 2021), raggiungendo il 46,5% nelle nuove imprese giovanili, a fronte del 28,7% del complesso delle entrate totali. Alla fascia di età tra i 30 e 44 anni è destinato il 34,0% delle figure professionali in entrata nelle nuove imprese (+1,5 p.p. rispetto al 2021) e si riduce lievemente la quota degli over 45.

I profili professionali richiesti dal mercato uniscono sempre di più una forte specializzazione tecnica con competenze relazionali, trasversali e impegno nella formazione. Flessibilità, competenze tecnologiche e digitali, creatività, data analysis, pensiero critico, autostima, leadership sono diventate parole chiave nella ricerca e nell’offerta del lavoro. Oltre ai fabbisogni professionali, l’indagine Excelsior rileva anche la richiesta di soft skill, competenze “green” (attitudine al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale), nonché le cosiddette e-skill, ovvero la capacità di utilizzare linguaggi e metodi informatici e matematici, il possesso di competenze digitali, la capacità di gestire applicazioni di robotica e i processi di automazione industriale cosiddetti “Industria 4.0”.

Il dato da sottolineare, anche in un’ottica di sostegno alla formazione di neo-imprenditori, è la disposizione all’inserimento di giovani collaboratori: profili digitali, innovativi, attenti alla soddisfazione lavorativa e alla responsabilità sociale d’impresa hanno una preferenza diffusa da parte delle nuove imprese ed in particolare quelle giovanili. Tale richiesta va di pari passo, come vedremo, con un altro requisito: per 8 figure su 10 ricercate dalle nuove imprese viene esplicitato il criterio dell’esperienza. Come coniugare la richiesta di giovani collaboratori con quella di figure con esperienza? La formazione sul campo, al fianco dell’imprenditore o di altre figure paritarie, farà emergere il materiale su cui costruire l’apprendimento dall’esperienza, che è oggi una delle frontiere della formazione lungo tutto il ciclo di vita.

Per quanto riguarda invece le preferenze di genere, le nuove imprese esprimono comunque un’indifferenza molto più elevata rispetto al totale delle imprese (61,2% contro 48,5%) e una quota di preferenza per il genere maschile di circa 9 p.p. superiore rispetto a quella per il genere femminile, una distanza in crescita rispetto al 2021. Nell'insieme, il collaboratore disegnato nel 2022 nei desiderata dei neo-imprenditori è un po’ più giovane, ma un po’ meno paritario di quello del 2021.

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Dom 05 Nov, 2023
Allegati

In Liguria massimo storico degli addetti delle imprese iscritte alle Camere di Commercio

Dal 2014 ad oggi, i titolari d’impresa e i loro dipendenti salgono del 15,9%, mentre la popolazione attiva si riduce del 6,1%.

Dal 2014 le Camere di Commercio hanno accesso ai dati di fonte INPS che sono il termometro dell’occupazione privata,  dando conto del totale degli addetti (i titolari d’impresa e i loro dipendenti) di tutte le imprese attive iscritte al Registro camerale.  Dall’analisi dei dati INPS tra il 2014 ed oggi  risulta che il numero degli addetti delle imprese in Liguria ha raggiunto, al 30 settembre scorso, il massimo storico, pari a 493.405 addetti. Nell’intero periodo il numero degli addetti delle imprese è cresciuto del 15,9%, passando dai 425.825 del 2014 ai 493.405 di oggi.

“Se teniamo conto – commenta il Segretario Generale della Camera di Commercio Maurizio Caviglia - del fatto che, nello stesso periodo, la popolazione attiva è diminuita del 6,1%  (passando da 966.507 a 907.533 persone), si tratta di un’ottima performance da parte delle imprese della nostra regione, che negli ultimi nove anni hanno costantemente incrementato il proprio livello di occupazione con la sola eccezione del periodo pandemico”.

 

Negli ultimi due anni, poi, la crescita è stata particolarmente sostenuta: gli addetti all’occupazione privata in Liguria sono aumentati dell’1,8% rispetto al 30 settembre 2022 e del 6,7% rispetto alla stessa data del 2021, con una crescita complessiva negli ultimi due anni di quasi 31mila addetti.

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Mer 10 Gen, 2024

Educazione all’imprenditorialità EU: cos’è e come funziona

Cos’è e come funziona l’educazione all’imprenditorialità EU, una politica che promuove l’apprendimento dell’imprenditorialità a tutti i livelli di istruzione e formazione.

L’educazione all’imprenditorialità è una competenza chiave che riguarda la capacità di trasformare le idee in azione, con creatività, innovazione e senso di iniziativa. In questo articolo vedremo cos’è l’educazione all’imprenditorialità EU, quali sono i suoi obiettivi, le sue iniziative e i suoi benefici.

Cos’è l’educazione all’imprenditorialità EU

L’educazione all’imprenditorialità EU è una politica dell’Unione Europea che promuove l’apprendimento dell’imprenditorialità a tutti i livelli di istruzione e formazione, dalla scuola primaria all’università, passando per la formazione professionale e l’apprendimento permanente.

Questo programma formativo non si limita a insegnare come avviare o gestire un’impresa, ma mira a sviluppare una mentalità imprenditoriale che possa essere utile in tutti gli ambiti della vita personale e professionale.

L’educazione all’imprenditorialità EU si basa su tre pilastri:

  • il sapere, cioè le conoscenze teoriche e pratiche relative al mondo dell’impresa, del mercato, delle opportunità e delle sfide;
  • il saper fare, cioè le abilità e le competenze necessarie per mettere in pratica le proprie idee, come la pianificazione, l’organizzazione, la gestione delle risorse, la risoluzione dei problemi, la comunicazione e la collaborazione;
  • il saper essere, cioè le attitudini e i valori che caratterizzano un imprenditore di successo, come la creatività, l’innovazione, il senso di iniziativa, la leadership, la responsabilità sociale e la resilienza.

Quali sono gli obiettivi dell’educazione all’imprenditorialità EU

L’educazione all’imprenditorialità EU ha diversi obiettivi strategici, tra cui:

  • contribuire alla crescita economica e alla creazione di occupazione, stimolando la nascita e lo sviluppo di nuove imprese e favorendo l’innovazione e la competitività;
  • promuovere l’inclusione sociale e la cittadinanza attiva, offrendo opportunità di apprendimento e di partecipazione a tutti i giovani, indipendentemente dal loro retroterra sociale, culturale o geografico;
  • sostenere lo sviluppo personale e professionale dei giovani, aiutandoli a scoprire e valorizzare il loro potenziale, a sviluppare una visione positiva del futuro e a realizzare i loro progetti di vita.

Quali sono le iniziative dell’educazione all’imprenditorialità EU

L’Unione Europea sostiene l’educazione all’imprenditorialità attraverso diverse iniziative ed eventi, tra cui:

  • il Quadro europeo di riferimento per l’imprenditorialità, che definisce gli obiettivi di apprendimento e i criteri di valutazione per l’insegnamento dell’imprenditorialità a tutti i livelli di istruzione e formazione;
  • il Piano d’azione per l’imprenditorialità 2020, che individua le priorità e le azioni da intraprendere per promuovere l’imprenditorialità in Europa;
  • il Programma Erasmus per giovani imprenditori, che offre la possibilità ai nuovi imprenditori di apprendere da imprenditori esperti in altri paesi europei;
  • il Premio europeo per la promozione dell’imprenditorialità, che riconosce le migliori pratiche nazionali, regionali o locali per incoraggiare l’imprenditorialità;
  • il Giorno europeo delle PMI, che celebra ogni anno il ruolo delle piccole e medie imprese nella società europea.

Quali sono i benefici dell’educazione all’imprenditorialità EU

L’educazione all’imprenditorialità EU ha numerosi benefici, sia per i singoli che per la collettività. Tra questi, possiamo citare:

  • il miglioramento delle prestazioni scolastiche e della motivazione all’apprendimento, grazie a metodologie didattiche più attive, interattive e basate sui progetti;
  • l’aumento delle opportunità occupazionali e della mobilità professionale, grazie all’acquisizione di competenze trasversali e specifiche richieste dal mercato del lavoro;
  • lo sviluppo della capacità di adattamento e della flessibilità, grazie alla capacità di affrontare situazioni nuove e complesse, di gestire il cambiamento e di cogliere le opportunità;
  • la crescita della fiducia in se stessi e dell’autostima, grazie alla valorizzazione delle proprie risorse, dei propri talenti e delle proprie aspirazioni;
  • la promozione della responsabilità sociale e della sostenibilità, grazie alla consapevolezza degli impatti delle proprie azioni sull’ambiente e sulla società.

In sintesi, l’educazione all’imprenditorialità EU è una politica che mira a sviluppare una mentalità imprenditoriale tra i giovani europei, per favorire la loro crescita personale e professionale, la loro inclusione sociale e la loro cittadinanza attiva. Per saperne di più, visita il sito della Commissione Europea, o scopri il programma Erasmus per giovani imprenditori.

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Ven 27 Ott, 2023
Impresa Sociale

Voglia d'Impresa Sociale?:cosa sono e come operano

Imprese sociali: enti privati che uniscono impresa e sociale. Regole, attività, forme giuridiche e dati sulle imprese sociali in Italia.

Un’impresa sociale è un ente privato che svolge in modo stabile e principale un’attività d’impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Si distingue da un’impresa tradizionale perché non ha come obiettivo il profitto, ma la soluzione di problemi sociali o ambientali. Inoltre, si distingue anche da un’organizzazione non profit, perché genera i propri redditi attraverso la vendita di beni o servizi, e non solo attraverso donazioni o contributi pubblici.

 

Costituire un’impresa sociale in Italia

In Italia, le imprese sociali sono regolate dal decreto legislativo 112/2017, che ne definisce le caratteristiche, le attività, le forme giuridiche e le modalità di controllo. 

 

DL 112/2017, Art. 1

“Possono acquisire la qualifica di impresa sociale tutti gli enti privati […] che, in conformità alle disposizioni del presente decreto, esercitano in via stabile e principale un'attività d'impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, adottando modalità di gestione responsabili e trasparenti e favorendo il più ampio coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle loro attività.

 

Le imprese sociali possono svolgere solo le attività di interesse generale previste dalla legge, che riguardano diversi ambiti, come il sociale, il sanitario, l’educativo, l’ambientale, il culturale e il cooperativo. Le imprese sociali possono assumere diverse forme giuridiche, come le cooperative sociali, le società benefit, le fondazioni o gli enti religiosi. Le imprese sociali devono iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e rispettare i principi di trasparenza, partecipazione e responsabilità.

 

Requisiti, organi e inserimento lavorativo di un’Impresa Sociale

Per essere un’Impresa Sociale, bisogna svolgere un’attività d’impresa di interesse generale, senza fini di lucro e con finalità sociali. Non possono essere Imprese Sociali le società con un solo socio, le pubbliche amministrazioni e gli enti che limitano i benefici ai soli soci.

Un’Impresa Sociale ha quattro organi principali:

  • l’assemblea dei soci; 
  • il Consiglio di amministrazione;
  • il presidente; 
  • il collegio sindacale.

Questi organi possono variare a seconda della forma giuridica dell’Impresa Sociale, che può essere una società, una cooperativa o una fondazione.

Un’Impresa Sociale può inoltre avere personale dipendente, volontari e componenti dell’organo direttivo retribuiti. Come Ente del Terzo Settore, può avere entrate di natura commerciale, purché siano coerenti con la sua missione sociale.

Un’Impresa Sociale può realizzare la sua missione sociale anche inserendo nel lavoro persone molto svantaggiate, disabili, svantaggiate, beneficiarie di protezione internazionale o senza fissa dimora. Queste persone devono rispettare i criteri stabiliti dal regolamento UE 651/2014 o dal Ministero degli Interni.

 

Vantaggi e sfide dell’impresa sociale

Costituire un’impresa sociale comporta dei vantaggi e delle sfide. 

  • Tra i vantaggi, ci sono la possibilità di creare valore sociale ed economico, di innovare e sperimentare nuove soluzioni, di coinvolgere e motivare i lavoratori e i beneficiari, di accedere a fonti di finanziamento pubbliche e private. 
  • Tra le sfide, ci sono la necessità di bilanciare la sostenibilità economica con l’impatto sociale, di affrontare la concorrenza di altri operatori, di rispettare le normative e gli standard qualitativi, di misurare e comunicare i risultati raggiunti.

 

Le imprese sociali italiane: dati ISTAT

Le imprese sociali rappresentano una realtà importante e in crescita nel panorama italiano. Secondo i dati dell’Istat, nel 2018 le imprese sociali erano oltre 14 mila, con quasi 400 mila addetti e un fatturato di circa 12 miliardi di euro. Le imprese sociali operano prevalentemente nei settori dell’assistenza sociale e sanitaria (56%), dell’istruzione (13%) e della cultura (9%). Le imprese sociali sono presenti in tutte le regioni italiane, con una maggiore concentrazione nel Nord-Ovest (32%) e nel Centro (25%).

 

In sintesi

Le imprese sociali sono enti privati che combinano l’attività d’impresa con la finalità sociale. Le imprese sociali devono seguire delle regole specifiche per operare in modo trasparente ed efficace. Le imprese sociali contribuiscono al benessere della collettività e allo sviluppo sostenibile del territorio.

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Ven 27 Ott, 2023

Finanziamenti ancora disponibili sui bandi comunitari, nazionali e regionali

L'Info Help Desk Italia-Europa fornisce gratuitamente alle imprese un quadro aggiornato di primo orientamento sulle opportunità di finanziamento e sui bandi aperti e in arrivo tramite un bollettino mensile.

Per tutte le imprese emiliano-romagnole - interessate a realizzare progetti di investimento o percorsi di internazionalizzazione nei Paesi beneficiari dei Fondi Europei legati, in particolare, alle priorità strategiche europee - il servizio è gratuito e prevede:

  • la pubblicazione dei "Bollettini Help Desk", dossier mensili di aggiornamento sui bandi aperti e in arrivo;
  • l’individuazione di potenziali bandi europei pubblicati a valere sui Fondi Strutturali UE applicabili alle diverse iniziative imprenditoriali;
  • la realizzazione di colloqui personalizzati di informazione e primo orientamento su richiesta

Consulta i bollettini mensili »

Ultimo bollettino - Settembre 2023 »

 

Programmi di finanziamento dell' UE per le imprese

https://europa.eu/youreurope/business/finance-funding/getting-funding/eu-funding-programmes/index_it.htm

 

Per informazioni

Alessandra Pacetti – 0532/783.821 - mail
Manuela Sarasini - 0532/783.820 - mail

Info Help Desk - Altri Contatti

Enterprise Europe Network - Simpler

PROMOS ITALIA - Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna

Andrea Giunchi - Tel. 0544 481440 - andrea.giunchi@promositalia.camcom.it

SPORTELLO EUROPA - Unioncamere Emilia-Romagna

Valentina Patano - Tel 051 6377034 - simpler@rer.camcom.it

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Ven 27 Ott, 2023