Lazio

FARE Impresa LAZIO

Sostegno al credito – FARE IMPRESA in LAZIO

Contributi a fondo perduto e strumenti per l’accesso al credito, energie e risorse economiche a sostegno dello sviluppo e della competitività delle imprese. La Regione Lazio sta implementando ‘Fare Impresa Lazio’ un insieme di misure messe in campo e in programmazione per sostenere la ripartenza delle Pmi del territorio. Un nutrito pacchetto di iniziative che comprendono contributi a fondo perduto e strumenti finanziari per favorire l’accesso al credito bancario e non.

In vista dell’avvio del periodo di Programmazione europea 2021-2027, con DGR 234 del 30 aprile 2021, la Giunta Regionale ha istituito nel Fondo di Fondi FARE Lazio una nuova sezione Credito 2021-2027, nell’ambito della quale confluiranno tre strumenti, finanziati anche a valere sulle risorse della programmazione europea 2021-2027 (FESR e FSE+):

  • il Nuovo Fondo Piccolo Credito: analogamente allo strumento attivato a valere sul POR FESR 2014-2020, eroga prestiti di importo compreso fra 10 mila e 50 mila euro a piccole e medie imprese del Lazio
  • il Nuovo Fondo Futuro: eroga prestiti di importo compreso fra 5 mila e 25 mila euro a microimprese, anche neo costituite, con difficoltà di accesso al credito ordinario
  • il Fondo Patrimonializzazione PMI: eroga prestiti a fronte di aumenti di capitale sottoscritti e versati da soci nuovi o esistenti delle piccole e medie imprese del Lazio.

Inoltre è in fase di progettazione uno strumento che intende aiutare le piccole e medie imprese del Lazio ad accedere a fonti di finanziamento alternative al credito bancario (“basket bond”).

Per saperne di più: https://www.lazioinnova.it/news/presentato-fare-impresa-lazio-iniziative-e-bandi-della-regione-lazio/ 

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Gio 31 Ago, 2023

EntreComp: la guida europea per l'imprenditorialità

Se sei un imprenditore o vuoi e stai per diventarlo l'Europa ti corre in soccorso con questa guida: EntreComp è il quadro europeo delle competenze imprenditoriali per le persone interessate ad apprendere, insegnare e promuovere le conoscenze, le abilità e le attitudini che costituiscono la mentalità imprenditoriale. L’applicazione dell’EntreComp fa riferimento agli ambiti della Istruzione e formazione formale, dell’apprendimento non formale e dell’occupazione e impresa.

L'imprenditorialità infatti non è un dono divino ma è rappresentato da un set di competenze che tutti i cittadini europei e non solo potranno formare e coltivare: nel nostro XXI° secolo l'imprenditorialità è considerata e riconosciuta come una competenza chiave in tutte le sfere della vita, si concentra sulla creazione di valore, in qualsiasi dominio e contesto. Si riferisce alla creazione di valore sociale, economico, culturale e umano in qualsiasi settore (privato, pubblico e terzo settore) e in qualsiasi combinazione ibrida dei tre.

Dall’anno di pubblicazione dell’EntreComp è stata presentata una serie di risorse utili allo sviluppo delle competenze imprenditoriali del framework, tra le qualei Entrecomp Play book; Entrecomp Into Action; Entrecomp at Work, ti consigliamo di consultare queste risorse e sviluppare seguendo le tue attitudini imprenditoriali.

Regione
DDL Made in Italy

DDL Made in Italy: finanziamenti per l’imprenditoria femminile dal 2024

Arriveranno nuovi fondi per l’imprenditoria femminile nel Disegno di Legge Made in Italy. Ecco a chi spettano le agevolazioni e come funzionano
Il DDL Made in Italy stanzia 10 milioni di euro per l’imprenditoria femminile nel 2024.
Le neo-imprenditrici potranno accedere a finanziamenti agevolati a tasso zero, con una copertura fino al 90%, per progetti che prevedono investimenti fino a 3 milioni di euro.

QUALI SONO GLI AIUTI

Gli aiuti per l’imprenditoria femminile previsti dal DDL Made in Italy sono finanziamenti agevolati per gli investimenti, a tasso zero, della durata massima di 10 anni e di importo non superiore al 75% delle spese ammissibili. La percentuale può arrivare fino al 90% nel caso di imprese costituite da almeno 36 e non oltre 60 mesi o nel caso di imprese agricole anche di nuova costituzione.

A CHI SI RIVOLGONO

Come stabilito dal DDL, possono ottenere gli aiuti fino a 10 milioni di euro, le imprese a prevalente partecipazione femminile, come disciplinate dal Capo 01, Titolo I, del DL n.185 del 2000. In linea generale, gli aiuti previsti dal DDL Made in Italy sono destinati alle imprese che presentano i seguenti requisiti:

  • costituite in forma societaria da non più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
  • di micro e piccola dimensione, secondo la classificazione contenuta nell’Allegato 1 al regolamento (CE) n. 800/2008;
  • con una compagine composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, ovvero da donne.

COME FUNZIONANO LE AGEVOLAZIONI

Le agevolazioni per l’imprenditoria femminile previsti dal DDL Made in Italy vengono concesse sotto forma di mutui per gli investimenti, a tasso zero. Tali finanziamenti agevolati destinati agli aventi diritto hanno le seguenti caratteristiche:

  • una durata massima di 10 anni;
  • un importo non superiore al 75% delle spese ammissibili. La percentuale può arrivare fino al 90% nel caso di imprese costituite da almeno 36 e non oltre 60 mesi o nel caso di imprese agricole, anche di nuova costituzione.

INVESTIMENTI AMMESSI

Con le risorse del DDL Made in Italy possono essere finanziate iniziative legate all’imprenditoria femminile che prevedano investimenti per i seguenti scopi:

  1. la produzione di beni nei settori dell’industria e dell’artigianato;
  2. la trasformazione dei prodotti agricoli;
  3. l’erogazione di servizi in qualsiasi settore, incluse le iniziative nel commercio e nel turismo;
  4. iniziative relative agli ulteriori settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile.

QUANDO ARRIVANO LE AGEVOLAZIONI

I finanziamenti per l’imprenditoria femminile previsti dal DDL Made in Italy arriveranno, come chiarito nel testo, dal 2024. Vi informeremo sulle novità passo dopo passo.

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Mar 29 Ago, 2023

Resto al Sud: Crea la tua impresa!

L’incentivo Resto al Sud è stato introdotto per favorire la nascita di nuove attività imprenditoriali e lo sviluppo di quelle già esistenti nel Mezzogiorno e nel Centro Italia, con la concessione di contributi economici e finanziamenti fino a 200.000 euro. La misura, inizialmente dedicata ai giovani, è stata estesa ai soggetti fino a 55 anni di età, ad altri comuni sul territorio nazionale, alle attività commerciali e alle isole minori. Al 1° agosto 2023 il totale dei progetti già finanziati sono 16.286.

COS’È RESTO AL SUD 2023

Resto al Sud è un incentivo rivolto agli imprenditori del Mezzogiorno e prevede una serie di azioni volte a sostenere la nascita e la crescita di attività imprenditoriali e libero professionali, con particolare attenzione all’iniziativa giovanile.

Fa affidamento ad una serie di contributi economici, in parte a fondo perduto, e ad una dotazione finanziaria pari ad 1 miliardo e 250.000 di euro.

Introdotto dal Decreto Legge 20 giugno 2017, n. 91, nell’ambito del piano di interventi finalizzati a favorire la crescita economica nel Mezzogiorno, Resto al Sud è una misura strutturale affidata in gestione all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa SpA (Invitalia).

Nel corso dei 5 anni di vita, tra l’altro, Resto al Sud ha subito una progressiva espansione applicativa andando a toccare sempre più territori e includendo sempre più beneficiari. Andiamo a vedere i dettagli.

ESTENSIONE DELLA MISURA

Come anticipato, attraverso diversi interventi normativi dal 2019 al 2021 la misura è stata estesa a più soggetti beneficiari e a più territori. Vediamo in dettaglio le novità introdotte:

  1. incremento dei beneficiari – la Legge di Bilancio 2021 ha allargato la platea dei beneficiari ai soggetti fino a 55 anni. La misura, inizialmente rivolta ai giovani tra 18 e 35 anni di età, poi estesa agli under 46 e ai liberi professionisti, è dunque aperta anche agli under 56;
     
  2. estensione ai territori del cratere sismico – il Decreto Legge 24 ottobre 2019, n. 123, convertito, con modificazioni, dalla Legge 12 dicembre 2019, n. 156, ha ha esteso i territori in cui è fruibile il beneficio, includendo i comuni del c.d. cratere sismicoossia quelli colpiti dai terremoti del 2016 e 2017;

    3.estensione al commercio e alle isole minori – con il Decreto Legge 10 settembre 2021, n. 121, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 novembre 2021, n. 15

     REQUSITI PER BENEFICIARE DI RESTO AL SUD 2023

Possono richiedere i contributi economici Resto al Sud 2023 i soggetti che possiedono i seguenti requisiti:

  • hanno un’età compresa tra i 18 e i 55 anni;
     
  • sono residenti nei territori sopraelencati o si trasferiscono entro 60 giorni dall’eventuale accoglimento della richiesta di finanziamento (entro 120 giorni se risiedono all’estero);
  • non hanno un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutta la durata del finanziamento;
     
  • non sono già titolari di altra attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017;
     
  • se liberi professionisti, non risultano titolari di partita IVA, nei 12 mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni;
    non risultano beneficiari, negli ultimi 3 anni, di altre misure nazionali a favore dell’autoimprenditorialità;
     
  • hanno costituito o intendono costituire imprese individuali o società, comprese le cooperative, con sede legale o operativa nei territori destinatari della misura Resto al Sud. Per le società già costituite, la costituzione deve essere avvenuta successivamente alla data del 21 giugno 2017. Per le società costituende la costituzione deve avvenire entro 60 giorni (120 giorni in caso di residenza all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria

Possono, inoltre, chiedere i finanziamenti i liberi professionisti (in forma societaria o individuale) che non risultano titolari di partita IVA nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda per lo svolgimento di un’attività analoga a quella proposta (codice ATECO non identico fino alla terza cifra di classificazione delle attività economiche).

È bene precisare che per le aree del cratere sismico, non ci sono limiti di età per i 24 Comuni nei quali più del 50% degli edifici è stato dichiarato inagibile, di cui mettiamo a vostra disposizione l’elenco.
 


ATTIVITÀ FINANZIABILI

Per richiedere le agevolazioni, le imprese costituite o da costituire devono far riferimento a uno dei seguenti settori:

  1. attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
     
  2. fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
     
  3. turismo;
     
  4. commercio;
     
  5. attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria).

Sono escluse le attività agricole e qualsiasi attività commerciale sia al dettaglio che all’ingrosso, che sia fisico o online. Alcuni esempi di idee imprenditoriali finanziabili con Resto al Sud potrebbero essere: attività di bar e ristorazione, estetica, barbieri e parrucchieri, alberghi, lavanderie, rosticcerie.

 

SPESE AMMISSIBILI

Quali attività si possono aprire con Resto al Sud? Possono essere finanziate le seguenti spese:

  • ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa);
     
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
     
  • spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) – massimo 20% del programma di spesa.

Non sono ammissibili le spese di progettazione e promozionali, le spese per le consulenze e per il personale dipendente.

A QUANTO AMMONTA IL CONTRIBUTO ECONOMICO

Resto al Sud copre fino al 100% delle spese, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci. Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro.

A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto:

  • 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale;
  • fino a un massimo di 40.000 euro per le società.

Il contributo viene erogato al completamento del programma di spesa, contestualmente al saldo dei contributi concessi. La rendicontazione avviene con la presentazione di due SAL (primo SAL e SAL a saldo) oppure di un SAL unico.

COME FUNZIONA RESTO AL SUD 2023

Le agevolazioni Resto al Sud sono così composte:

  • 50% di contributo a fondo perduto;
  • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

Ma quando arrivano esattamente i soldi di Resto al Sud? I tempi di erogazione sono 30 giorni dalla data di ricezione di tutta la documentazione, nel caso di primo finanziamento (primo SAL) e 60 giorni per il finanziamento a saldo (SAL a saldo). Quest’ultimo viene erogato dopo un esame della documentazione e a seguito di un sopralluogo per verificare gli investimenti realizzati e le spese sostenute.

In generale, le imprese che hanno ottenuto il provvedimento di concessione e sono intestatarie di un contratto di finanziamento agevolato hanno 24 mesi per completare il programma di spesa a partire dalla data del provvedimento di concessione.

COME FARE DOMANDA PER RESTO AL SUD

Coloro che desiderano richiedere le agevolazioni per le imprese del Sud possono inviare apposita domanda online, tramite il portale web di Invitalia in questa pagina, previa registrazione, seguendo le indicazioni contenute nell’apposita GUIDA (Pdf 2,41 Mb). Vediamo come fare.

1) LA PROCEDURA

Per richiedere le agevolazioni è necessario:

  • essere in possesso di una identità SPID per accedere alla piattaforma dedicata;
  • accedere all’area riservata tramite l’identità SPID per compilare direttamente online la domanda, caricare il business plan e gli allegati.

Per concludere la procedura di presentazione della domanda è necessario disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). Al termine della compilazione del piano di impresa e dell’invio telematico della domanda con i relativi allegati, viene assegnato un protocollo elettronico. Dopo la presentazione della domanda, alla voce Gestione contatti, è possibile eventualmente modificare numeri di telefono, indirizzo mail e PEC.

2) MODULI UTILI

Per presentare la domanda Invitalia in questa pagina mette a disposizione tutta la modulistica utile tra cui il format per il business plan e i moduli per presentare domanda relativi a

  • Imprese individuali / Società costituite – Attività libero professionali individuali / Società tra professionisti costituite;
  • Imprese individuali / Società NON costituite – Attività libero professionali individuali / Società tra professionisti NON costituite.

Per le attività libero professionali, sia in forma individuale che in forma di società tra professionisti (STP) già avviate, sarà necessario aggiungere alla documentazione per la presentazione della domanda anche l’attestazione d’iscrizione all’albo professionale o adesione all’associazione professionale.

3) SCADENZA DOMANDA

I finanziamenti Resto al Sud 2023 possono essere richiesti fino a esaurimento delle risorse disponibili. Non ci sono bandi, scadenze o graduatorie: le domande vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo.

ITER DI VALUTAZIONE

Generalmente Invitalia valuta i progetti imprenditoriali entro 60 giorni dal ricevimento della domanda. L’iter di valutazione comprende anche un colloquio online con i proponenti.

GUIDA AL COLLOQUIO ONLINE

Una volta presentata la richiesta di finanziamento a Invitalia per gli incentivi Resto al Sud, potrete essere convocati con il vostro team a un colloquio con i gli analyst per discutere nello specifico il piano di impresa. Per abbattere i tempi d’istruttoria e per rendere l’iter più agevole per i beneficiari il colloquio può avvenire online, attraverso la piattaforma Skype for business.

I colloqui che si effettuano via Skype prevedono l’invio di un link generato in automatico dal sistema. Cliccando sul link si entra nell’aula virtuale per partecipare al colloquio. Per un corretto accesso nell’aula virtuale, dove si svolgerà il colloquio, vi consigliamo di leggere con attenzione la guida al colloquio (Pdf 747 Kb).

In caso di difficoltà nell’accesso all’aula virtuale, potete scrivere, a partire dall’orario previsto per lo svolgimento del colloquio istruttorio, alla casella di posta elettronica restoalsud.colloqui@invitalia.it.

LE BANCHE FINANZIATRICI

I finanziamenti bancari di Resto al Sud sono concessi solo da istituti di credito che aderiscono alla convenzione Invitalia-ABI. Qui potete vedere l’elenco delle banche accreditate (in continuo aggiornamento).

INFORMAZIONI, SERVIZIO ASSISTENZA E FAQ

Se avete bisogno di aiuto per mettere a punto il vostro progetto imprenditoriale potete chiedere assistenza gratuita agli enti accreditati con Invitalia. Potete trovare quelli più vicini alla vostra zona visitando questa pagina.

Sul sito Invitalia anche disponibili una sezione con le risposte alle domande e risposte frequenti (FAQ), i video informativi su Resto al Sud e la sezione in cui scaricare l’apposita APP Resto al Sud. Inoltre, per avere informazioni è possibile telefonare al numero 848.886.886, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 18:00.

DATI RESTO AL SUD 2023

Invitalia ha anche fornito tutti i dati relativi alla misura, che trovate in questa pagina. Al 1° agosto 2023, cinque anni e 8 mesi dopo il suo avvio, Resto al Sud ha raggiunto:

  • 16.286 progetti finanziati;
  • 821 milioni di euro di agevolazioni concesse;
  • 57.460 posti di lavoro creati.

RIFERIMENTI NORMATIVI

L’intera normativa può essere visionata in questa pagina del sito web di Invitalia.

 

 

 


 

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Lun 28 Ago, 2023

IMPRESE BORGHI - PNRR Supporto delle imprese che operano nei borghi destinatari di finanziamenti PNRR

L’incentivo Imprese Borghi promuove l’avvio o il consolidamento di iniziative imprenditoriali nei territori dei 294 comuni assegnatari delle risorse indicate nell’Avviso per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio abbandono o abbandonati.

Cos’è

L’incentivo Imprese Borghi promuove l’avvio o il consolidamento di iniziative imprenditoriali nei territori dei 294 comuni assegnatari delle risorse indicate nell’Avviso per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio abbandono o abbandonati.

La dotazione finanziaria è di 188 milioni di euro previsti dal PNRR, Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Component 3 – Cultura 4.0 (M1C3) e Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale” - Investimento 2.1: “Attrattività dei borghi storici”.

La misura è promossa dal Ministero della Cultura e gestita da Invitalia.

 

Cosa finanzia

Il sostegno è destinato a progetti imprenditoriali da localizzare in una o più unità locali ubicate nei comuni/borghi storici assegnatari di risorse per i “Progetti locali di rigenerazione culturale e sociale”, nel campo delle attività culturali, creative, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali, volti a rilanciare le economie locali valorizzando i prodotti, i saperi e le tecniche del territorio.

I progetti potranno promuovere in modo innovativo la rigenerazione dei piccoli Comuni attraverso l’offerta di servizi, sia per la popolazione locale sia per i visitatori, nonché la sostenibilità ambientale, proponendo progetti attenti alla riduzione delle emissioni inquinanti, alla riduzione dei consumi, allo smaltimento dei rifiuti, alle soluzioni di economia circolare.

Sono finanziabili progetti fino a 150.000 euro - considerando sia le spese di investimento che il capitale circolante - da realizzare in 18 mesi e comunque entro e non oltre il 31 dicembre 2025

 

A chi si rivolge

Le agevolazioni sono rivolte a micro, piccole e medie imprese che presentano iniziative imprenditoriali in forma singola o in aggregazione, già costituite o che intendono costituirsi in forma societaria di capitali o di persone, ivi incluse le ditte individuali e le società cooperative, le associazioni non riconosciute, le organizzazioni dotate di personalità giuridica non profit, nonché gli Enti del Terzo settore, iscritti o in corso di iscrizione al RUNTS – Registro Nazionale Terzo Settore.  

 

Le agevolazioni

Sono previsti contributi a fondo perduto, nel rispetto del Regolamento de minimis, per un importo massimo pari a 75.000 euro, fino alla misura massima del 90% delle spese ammissibili.

Tale percentuale è elevabile al 100% nel caso di:

  • nuove imprese da costituirsi a seguito del provvedimento di concessione del contributo
  • imprese già costituite a prevalente titolarità giovanili e/o femminili

Le imprese devono finanziarie con risorse proprie la quota non coperta dalle agevolazioni.

Alcuni esempi di investimenti finanziabili:

  • impianti, macchinari, attrezzature, arredi e mezzi mobili
  • componenti hardware e software
  • brevetti, marchi e licenze
  • certificazioni direttamente correlate al progetto da realizzare
  • opere murarie nel limite del 40% del programma di spesa complessivamente considerato ammissibile

Almeno il 50% degli investimenti complessivamente richiesti deve essere destinato a misure in grado di fornire un contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici, in coerenza con il tagging climatico assunto dall’Investimento 2.1 e relativo campo di intervento 024.

 Alcuni esempi di capitale circolante finanziabile:

  • materie prime
  • servizi necessari allo svolgimento delle attività dell'impresa
  • utenze e canoni di locazioni connesse alle unità locali oggetto dell’iniziativa

 

Presenta la domanda

Le domande possono essere presentate online attraverso l'area riservata dalle 12:00 dell’8 giugno alle 18:00 dell’11 settembre 2023.

Attenzione: Il termine per la presentazione delle domande è stato prorogato fino alle ore 18.00 del 29 settembre 2023.

Consulta il Decreto di proroga

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Lun 28 Ago, 2023

Regione Lazio, al via la challenge “Smart Energy for Industry 5.0”

La Regione Lazio e Lazio Innova lanciano insieme a Geoside, Energy Service Company del Gruppo Italgas, la Open Innovation Challenge “Smart Energy for Industry 5.0”

Obiettivo della sfida, l’individuazione di soluzioni innovative per ottimizzare le tecnologie degli impianti industriali e del settore terziario in un’ottica green. Gli ambiti applicativi su cui si incentra la challenge sono i seguenti:

  • soluzioni che impieghino tecnologie 4.0, come IoT, Big Data Analytics e AI, per sistemi energetici ed energivori;
  • tecnologie e attrezzature impiantistiche per il miglioramento dell’efficienza energetica degli asset industriali, come motori elettrici ad alta efficienza, sistemi di raffreddamento innovativi, pompe di calore ad alta temperatura, sistemi di recupero del calore, valvole e contatori intelligenti;
  • soluzioni per l’ottimizzazione degli asset energetici grazie all’utilizzo di digital twin e di piattaforme di simulazione del sistema energetico;
  • soluzioni che, adoperando le metodologie di analisi dei dati, supportino i gestori degli impianti nell’impostare una manutenzione predittiva dei sistemi energetici ed energivori.

La call si rivolge a Startup, PMI (anche innovative) e a Spin off universitari e di centri di ricerca con TRL (Technology Readiness Level) market ready

Le domande possono essere presentate fino alle ore 12.00 del 9 ottobre 2023

Per maggiori informazioni e per presentare la propria candidatura:

https://www.lazioinnova.it/innovazione-aperta/iniziativa/smart-energy-for-industry-5-0/

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Mer 02 Ago, 2023

Incubatori e acceleratori di start-up 2023LAZIO: chi sono ed elenco weblink

Gli incubatori di start-up e gli acceleratori si occupano di supportare le nascita e lo sviluppo di nuove imprese. In Lazio la situazione e la presenza dei soggetti che possono supportare la nascita di idee ed imprese imprenditoriali è vasta e variegata. Vi lasciamo curiosare nel nostro elenco appena aggiornato:

COOPUP

Centro per l’innovazione di Confcooperative, offre spazi, competenze, mentor, iniziative e strumenti di accesso al credito per sostenere lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali. Ha sede centrale a Roma, ma è operativo in numerose città italiane. Per saperne di più, potete visitare questa pagina.

DIGITAL MAGICS

Si tratta di un business incubator certificato nato nel 2003 e attivo dal 2008 come incubatore e acceleratore di startup e scaleup che propongono prodotti, contenuti e servizi ad alto valore tecnologico. Propone percorsi di accelerazione ad alto contenuto di innovazione ed è quotato in Borsa. Per saperne di più, potete visitare questa pagina.

DOCK3 – THE STARTUP LAB

Programma di incubazione e training per start up dell’Università Roma Tre, riconosciuto dal MiSE come “modello nazionale di educazione all’imprenditorialità innovativa”. Forma imprenditori e nuove imprese presentandoli poi ad acceleratori e fondi di venture capital. Per saperne di più, potete visitare questa pagina.

FONDAZIONE ITALIACAMP

Accompagna aziende, startup e istituzioni in percorsi di scouting e trasferimento di progetti d’innovazione sociale, tramite servizi di fundraising, opportunità di network & business, ingaggio di esperti e community. Per saperne di più, potete visitare questa pagina.

SPAZIO ATTIVO ROMA TECNOPOLO – LAZIO INNOVA

È l’Incubatore della Regione Lazio per la creazione e lo sviluppo di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico situato all’interno del Tecnopolo Tiburtino di Roma. Facilita la nascita e lo sviluppo di start-up e spin off da ricerca, supportando anche attività di creazione di nuove tecnologie e agevolando le relazioni tra gli attori del sistema imprenditoriale e scientifico locale. Per saperne di più, potete visitare questa pagina.

LVENTURE GROUP

Si tratta di una holding quotata alla Borsa Italiana che investe in startup digitali, velocizzandone il processo di sviluppo tramite l’acceleratore LUISS EnLabs. Tra i suoi partner Regione Lazio, Università Luiss, CdP e Meta. Per saperne di più, potete visitare questa pagina.

PI CAMPUS

Investe in start up alla fase iniziale, con particolare attenzione a progetti inerenti il campo dell’Intelligenza Artificiale. Tra i servizi offerti finanziamenti, spazi di lavoro e tutoraggio. Per saperne di più, potete visitare questa pagina.

STARTALIA

Start up foundry con base a Roma e corrispondenti ad Amsterdam, Londra, Miami e New York, supporta la creazione di nuove imprese ad alto potenziale, operanti in tutti i settori ma connotate da una forte attenzione per il design. Per saperne di più, potete visitare questa pagina.

STARTUPBOOTCAMP FOODTECH

Si tratta di un acceleratore globale dedicato alle imprese del settore alimentare e foodtech. Offre alle start up selezionate un programma completo di tutoraggio, spazi di coworking, finanziamenti, formazione e contatti con partner ed esperti del settore. Per saperne di più, potete visitare questa pagina.

WE SPORT UP

Appartiene alla rete nazionale di acceleratori di CDP Venture Capital ed è il primo acceleratore dedicato alla crescita di start up e scale up italiane ed internazionali attive in ambito sport e wellness. Per saperne di più, potete visitare questa pagina.

ZERO

È l’acceleratore italiano Cleantech (orientato a supportare start up impegnate nella riduzione degli impatti climatici) della Rete Nazionale Acceleratori di Cassa Depositi e Prestiti. Lanciato da CDP Venture Capital Sgr – Fondo Nazionale Innovazione, Eni, LVenture Group ed ELIS, opera con il supporto di Acea, Maire Tecnimont, Microsoft e Vodafone. Per saperne di più, potete visitare questa pagina.

MARZOTTO VENTOR ACCELERATOR

Con sede a Roma, promuove modelli di incubazione e accelerazione di idee innovative, investe in start-up ad alto contenuto tecnologico e spiccata vocazione internazionale, sostiene la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico, realizzando progetti di co-innovazione e programmi per lo sviluppo di nuove competenze negli ambiti Circular EconomySmart Communities e Healthcare 4.0. per informazioni rimandiamo a questa pagina.

ACCELERATORE IMPRESE CDP

Programma di Cassa Depositi e Prestiti offre servizi di assistenza professionale offerti da società di consulenza internazionali e primarie università italiane. Previsto l’accesso ad una rete di imprese eccellenti e altri stakeholder con cui condividere esperienze e opportunità. Per i dettagli si rimanda questo sito web.

PEEKABOO

Si tratta di un incubatore certificato in qualità di una Benefit Corporation, ossia un’azienda focalizzata non solo sul profitto ma anche sull’impatto sulla sostenibilità ambientale e sociale. Ha sede a Roma e potete leggere tutti i dettagli a questo indirizzo web.

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Mar 01 Ago, 2023

Incubatori e acceleratori di start-up in Italia: cosa sono e come intervengono

Gli acceleratori e gli incubatori possono essere gestiti da enti pubblici o da società private e tra questi ne esistono diverse tipologie. Ci sono gli incubatori e acceleratori pubblici (la maggior parte) e quelli privati, quelli certificati dal MISE (che hanno alcune agevolazioni, si veda elenco precedente news SNI) e quelli non certificati, i cosiddetti Business Innovation Centres (BICs) e gli incubatori universitari. Tra gli incubatori privati, ci sono quelli indipendenti e quelli privati dipendenti da grandi imprese. Gli aspiranti imprenditori e gli startupper devono presentare domanda per avere acceso ad incubatori d’impresa o acceleratori di start up, e devono superare una selezione. Sul sito web di ogni struttura è spiegato come fare.

Sono centinaia gli incubatori d’impresa e acceleratori di start up operativi in Italia nel 2023.

Gli incubatori di start up e gli acceleratori si occupano di supportare le nascita e lo sviluppo di nuove imprese.

Gli incubatori di start up e gli acceleratori si occupano di supportare le nascita e lo sviluppo di nuove imprese.

Qual è la differenza tra incubatori e acceleratori di start-up? I servizi di “incubazione” e “accelerazione” si focalizzano su fasi differenti del percorso di avvio della start up, ovvero:

  • gli incubatori d’impresa sono strutture che seguono la fase embrionale dell’impresa, in cui le idee e i progetti imprenditoriali prendono forma. Generalmente i percorsi di incubazione hanno una durata che va da pochi mesi fino a diversi anni. Gli incubatori offrono alle imprese nascenti una pluralità di servizi tra cui: consulenza specialistica, definizione del modello di business, programmi di formazione e mentoring, opportunità di networking, supporto per accesso al credito e agli investitori, spazi fisici e strumenti di lavoro;
  • gli acceleratori d’impresa sono strutture che aiutano le aziende già formate a svilupparsi, agevolano e velocizzano la crescita di start up già avviate. Obiettivo principale è quello di consentire alla nuova impresa di scalare il mercato tramite, appunto, i servizi “di accelerazione” forniti da esperti oltre a investimenti finanziari, ad opera di soggetti esterni, con cessione di parte delle quote societarie.

L’elenco continuamente aggiornato, degli incubatori e degli acceleratori attivi nel 2023 nel Lazio.

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Rimandiamo alla prossima news in pubblicazione in questi giorni per un approfondimento sull'elenco con weblink.

Alla prossima News!

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Mar 01 Ago, 2023

Smart e Start 2023: Bando, requisiti, spese ammissibili e come funziona

Smart e Start 2023 Italia è un Bando nazionale che supporta la nascita e lo sviluppo delle start up innovative ad alto contenuto tecnologico in tutte le Regioni d’Italia.

Finanzia, in particolare, progetti d’impresa con piani spesa che possono variare tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. I progetti finanziabili possono essere presentati da start up innovative già costituite o da persone fisiche che intendono costituirne una.

Nato per sostenere nuove imprese tecnologiche e innovative, punta a favorire lo sviluppo di una cultura imprenditoriale legata all’economia digitale e quello di valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica, per incoraggiare, al contempo, il rientro in Italia dei “cervelli” dall’estero. Supporta la nascita e la crescita di start up innovative ad alto contenuto tecnologico su tutto il territorio italiano, tramite concessione di finanziamenti agevolati con attenzione alle donne imprenditrici. Per le start up interessate sono stati stanziati 100 milioni di euro dal MIMIT con il Decreto 11 maggio 2023 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale a luglio 2023.

Introdotto dal MIMIT e gestito da Invitalia, Smart & Start Italia sostiene progetti d’impresa dal valore compreso tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. A partire dal 14 luglio, le start up già ammesse possono richiedere la conversione di una quota del finanziamento in contributo a fondo perduto.

A CHI SI RIVOLGE

Smart e Start Italia finanzia le start up innovative costituite da non più di 60 mesi e iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese. Con Smart e Start 2023 possono chiedere un finanziamento:

  • start up innovative di piccola dimensione, costituite da non più di 60 mesi;
  • team di persone fisiche che vogliono costituire una start up innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello “start up Visa”;
  • imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede sul territorio italiano.

Video Tutorial di INVITALIA: https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/smartstart-italia/video 

 

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Gio 27 Lug, 2023

SMART&START ITALIA

agevolazioni per startup innovative di micro e piccola dimensione

Smart&Start Italia è l'incentivo che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative. Finanzia progetti compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro

Possono chiedere i finanziamenti le startup innovative costituite da non più di 60 mesi e iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese.

La domanda si presenta solo online sulla piattaforma di Invitalia.

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Mer 26 Lug, 2023