Puglia

Le locazioni turistiche già registrate in DMS Puglia alla data del 30.09.2025 devono presentare Scia e Cia entro il 30 settembre 2026

Le locazioni turistiche già registrate in DMS Puglia alla data del 30.09.2025 devono presentare Scia e Cia entro il 30 settembre 2026

La Sezione Turismo e Internazionalizzazione ricorda che entro il 30 settembre 2026 le locazioni turistiche (imprenditoriali e non imprenditoriali), già registrate in DMS Puglia alla data del 30.09.2025, sono tenute a presentare la Scia e la Cia in base a quanto previsto dal comma 8 dell'articolo 10 quater della legge regionale 1 dicembre 2017 n. 49 e ss. mm. e ii.

In dettaglio, le Scia / Cia dovranno essere rese, al SUAP del Comune territorialmente competente, dai gestori dalle attività di locazione turistica / locazione breve imprenditoriali / non imprenditoriali iscritte al DMS Puglia precedentemente alla data del 30.09.2025, e comunque per le quali non è stata resa precedente segnalazione / comunicazione di inizio attività ed in possesso di codice CIR / CIN. 

Approfondisci su https://www.regione.puglia.it/web/turismo/-/le-locazioni-turistiche-imprenditoriali-e-non-imprenditoriali-gi%C3%A0-registrate-in-dms-puglia-devono-presentare-scia-e-cia-e-stipulare-una-polizza-assicurativa 

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Gio 23 Lug, 2026
 Bonus Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno – ZES Unica 2026

Bonus Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno – ZES Unica 2026

Focus sull'esonero contributivo per i datori di lavoro privati fino a 650 euro mensili per le assunzioni di disoccupati over 35 nelle regioni della Zona Economica Speciale.

Il Bonus Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno – ZES Unica 2026, introdotto dal Decreto Lavoro, prevede un esonero contributivo del 100% destinato ai datori di lavoro privati che assumono personale presso sedi situate nella ZES unica del Mezzogiorno e che occupano fino a 10 dipendenti nel mese dell’assunzione.

Le assunzioni, da effettuare entro il 31 dicembre 2026, devono essere a tempo indeterminato e riguardare lavoratori con almeno 35 anni di età, disoccupati da almeno 24 mesi.

L’agevolazione riconosce un esonero fino a 650 euro mensili per un periodo massimo di 24 mesi.

Il beneficio è subordinato all’applicazione di un trattamento economico non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

 

A chi spetta l’agevolazione: requisiti per aziende e lavoratori

L’incentivo è riconosciuto ai datori di lavoro privati che effettuano assunzioni presso sedi o unità produttive situate nelle regioni della ZES Unica e che occupano fino a 10 dipendenti nel mese dell’assunzione, a condizione che l’assunzione determini un incremento occupazionale netto.

L’esonero contributivo, disciplinato dall’articolo 3 del decreto Lavoro, si applica alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 di lavoratori che, alla data dell’assunzione:

  • abbiano almeno 35 anni;
  • siano disoccupati da almeno 24 mesi.

Per beneficiare legittimamente dell’agevolazione, la prestazione lavorativa deve essere svolta in una delle regioni comprese nella ZES Unica, indipendentemente dalla residenza del lavoratore assunto o dalla sede legale del datore di lavoro.

Le regioni che rientrano nella ZES unica sono:

  • Abruzzo;
  • Marche
  • Molise;
  • Campania;
  • Basilicata;
  • Sicilia;
  • Puglia;
  • Calabria;
  • Sardegna;
  • Umbria

Nel caso in cui la sede di lavoro venga trasferita al di fuori delle regioni agevolate, l’esonero non spetta più a partire dal mese successivo al trasferimento.

Il beneficio può essere riconosciuto anche per lavoratori già assunti a tempo indeterminato da un altro datore di lavoro che abbia fruito solo parzialmente dell’incentivo.

La fruizione dell’esonero può essere sospesa esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria per maternità. In queste situazioni, il periodo di utilizzo dell’agevolazione viene prorogato per il tempo corrispondente alla sospensione.

Condizioni per accedere agli esoneri contributivi

Il diritto a beneficiare degli esoneri contributivi è subordinato al rispetto di una serie di condizioni previste dalla normativa vigente.

In particolare, i datori di lavoro devono:

  • essere in regola con gli obblighi contributivi e con il Documento unico di regolarità contributiva (DURC);
  • non aver commesso violazioni in materia di lavoro, legislazione sociale, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • applicare i contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Dal 1° aprile 2026, inoltre, i datori di lavoro privati che richiedono incentivi contributivi finanziati con risorse pubbliche dovranno pubblicare le posizioni lavorative disponibili sul Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL). Tuttavia, in attesa del decreto attuativo che definirà le modalità operative, l’obbligo non è ancora effettivamente operativo, come chiarito dall’INPS.

La fruizione degli esoneri resta inoltre subordinata al rispetto dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione previsti dal decreto legislativo n. 150/2015.

Le condizioni specifiche

Per accedere legittimamente al beneficio, i datori di lavoro:

  • non devono aver effettuato, nei sei mesi precedenti l’assunzione, licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi;
  • non devono procedere, nei sei mesi successivi all’assunzione incentivata, al licenziamento del lavoratore assunto con l’esonero o di un dipendente con la stessa qualifica nella medesima unità produttiva;
  • devono garantire un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei lavoratori occupati nei dodici mesi precedenti;
  • devono applicare ai lavoratori un trattamento economico non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Contratti ammessi

La misura, pensata per favorire l’occupazione stabile, non si applica:

  • alle assunzioni a tempo determinato;
  • alle trasformazioni di rapporti di lavoro già esistenti;
  • ai contratti di lavoro intermittente o a chiamata, anche se a tempo indeterminato.

L’esonero contributivo è invece riconosciuto per:

  • assunzioni a tempo indeterminato part-time;
  • rapporti di somministrazione a tempo indeterminato, anche quando la prestazione presso l’utilizzatore avviene a tempo determinato.

In questi casi, il requisito dimensionale dell’impresa va verificato con riferimento all’utilizzatore e non all’agenzia di somministrazione.

Ai fini del beneficio, inoltre, la sede di lavoro rilevante è quella in cui viene svolta concretamente l’attività lavorativa. Nel caso della somministrazione, quindi, conta il luogo in cui opera l’utilizzatore, indipendentemente dalla sede legale o operativa dell’agenzia.

Importo dello sgravio contributivo e durata dell’incentivo

L’agevolazione prevede l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con l’esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL. L’importo massimo riconosciuto è di 650 euro mensili per ciascun lavoratore.

Il beneficio è concesso nei limiti della spesa autorizzata dall’articolo 24, comma 7, del DL n. 60/2024 e in conformità ai criteri stabiliti dal Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027. L’aliquota di computo per il calcolo delle prestazioni pensionistiche rimane invariata.

Bonus ZES 2026: domanda e adempimenti per i datori di lavoro

Per conoscere con certezza l’importo dell’agevolazione spettante e l’eventuale disponibilità residua delle risorse, il datore di lavoro deve presentare all’INPS una domanda di ammissione al beneficio.

La richiesta va trasmessa esclusivamente in modalità telematica tramite l’apposito modulo online disponibile sul sito dell’INPS, nella sezione:

“Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) – Bonus ZES 2026”

L’Istituto comunicherà con un successivo messaggio la data di attivazione della procedura.

Nella domanda il datore di lavoro dovrà dichiarare, ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, di applicare ai lavoratori un trattamento economico non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi indicati dal decreto-legge n. 62/2026.

La richiesta potrà essere presentata:

  • sia per assunzioni già effettuate;
  • sia per rapporti di lavoro non ancora avviati.

L’INPS effettuerà inoltre il monitoraggio delle risorse disponibili. Qualora emerga, anche in via prospettica, il raggiungimento dei limiti di spesa previsti, l’Istituto non accoglierà ulteriori domande.

Compatibilità con altri incentivi

Come previsto dall’articolo 2, comma 10, del decreto-legge n. 62/2026, l’agevolazione non è cumulabile con altri esoneri contributivi o riduzioni delle aliquote previdenziali previsti dalla normativa vigente in relazione ai contributi dovuti dal datore di lavoro.

Non è quindi possibile, ad esempio, cumulare il beneficio con la cosiddetta “Decontribuzione Sud” per gli stessi lavoratori.

Inoltre, l’incentivo non può essere combinato:

  • con il bonus per l’assunzione di lavoratori disabili previsto dalla legge n. 68/1999;
  • con l’incentivo per l’assunzione di percettori NASpI, pari al 20% dell’indennità residua spettante al lavoratore.

La misura resta invece compatibile:

  • con l’esonero contributivo collegato alla certificazione della parità di genere, previsto dalla legge n. 162/2021;
  • con le agevolazioni che riducono la contribuzione a carico del lavoratore, come l’esonero IVS per le lavoratrici madri introdotto dalla legge di Bilancio 2024.
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Mer 22 Lug, 2026

Approvato dalla Giunta regionale il programma della Giornata regionale del commercio equo e solidale

Approvato il programma dell’edizione 2026 della Giornata regionale del commercio equo e solidale, in programma a Taranto nel mese di ottobre 2026, con uno stanziamento pari a 10.000 euro.

Info: https://www.regione.puglia.it/web/press-regione/-/giunta-regionale-i-principali-provvedimenti-della-seduta-del-21-luglio

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Mer 22 Lug, 2026
Interventi per percorsi di rafforzamento di attività economiche a contenuto sociale, delle imprese sociali e delle organizzazioni del Terzo Settore”

Impresa possibile: Interventi per percorsi di rafforzamento di attività economiche a contenuto sociale, delle imprese sociali e delle organizzazioni del Terzo Settore.

Avviso pubblico “Impresa possibile” per la selezione di proposte progettuali finalizzate alla realizzazione di Interventi di sostegno all’avvio e al rafforzamento delle imprese sociali per percorsi di rafforzamento di attività economiche a contenuto sociale e al finanziamento di interventi di ristrutturazione o realizzazione di Strutture sociali e socio-assistenziali.
l’Avviso è finalizzato a creare impatto sociale ed economico nella comunità di riferimento attraverso l’inclusione sociale e/o socio-lavorativa. L'avviso è destinato alle imprese sociali nella forma di micro, piccole e medie imprese, incluse le cooperative sociali e loro consorzi, e a Gruppi informali di persone fisiche che assumono l’impegno a costituirsi come impresa sociale o cooperativa sociale. Ogni soggetto potrà presentare una sola proposta progettuale con un piano d’investimenti non inferiore a € 10.000,00 e non superiore a € 250.000,00. Gli interventi dovranno essere realizzati entro 24 mesi dalla data di sottoscrizione del Disciplinare.

Le proposte progettuali devono riguardare una o più aree prioritarie di intervento inerenti i servizi sociali innovativi, in grado cioè di rispondere ai nuovi bisogni sociali o a vecchi bisogni in modo innovativo. Le proposte progettuali non potranno in alcun modo riguardare iniziative concernenti i servizi sociali e socio-sanitari ordinari. 

Fra i servizi sociali innovativi candidabili: i servizi volti a favorire l’invecchiamento sano e attivo della popolazione; la creatività e la cultura, la valorizzazione in chiave inclusiva dei luoghi identitari, l’azione pedagogica del teatro e delle narrazioni e di tutte le arti performative, attività culturali di interesse sociale con finalità educativa; il turismo, l’accoglienza e il marketing territoriale nella prospettiva dell’accessibilità, dell’inclusività e dell’innovazione; l’artigianato tipico pugliese, il recupero dei mestieri tradizionali e delle tradizioni locali per finalità sociali e/o terapeutiche, ovvero di inserimento socio lavorativo e per l’animazione socio–economica dei centri storici e delle periferie; il verde e gli orti urbani, attività di agricoltura sociale non a prevalenza agricola anche al fine di favorire lo sviluppo sostenibile, la creazione di reti economiche e solidali e favorire la riscoperta dei legami sociali tra le persone, anche in chiave intergenerazionale; la produzione, commercializzazione di beni e/o servizi ad impatto sociale; lo sviluppo ed il rafforzamento della cittadinanza attiva, della legalità, della promozione e tutela dei diritti umani, civili, sociali e della corresponsabilità anche attraverso la tutela, la valorizzazione e l’amministrazione condivisa dei beni comuni, dei beni pubblici, privati e dei beni confiscati alla mafia; il sostegno alle attività di accompagnamento al lavoro di fasce deboli e vulnerabili della popolazione.

Impresa possibile - Aperti i termini dal 5 aprile 2024 per la presentazione delle proposte progettuali - Welfare, diritti e cittadinanza - Regione Puglia 

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Mer 22 Lug, 2026
Cultura Cresce

Cultura Cresce L’incentivo per le imprese culturali e creative del Mezzogiorno

COS’È
“Cultura Cresce” è l'incentivo che sostiene la nascita e la crescita di iniziative imprenditoriali, anche non profit, nelle filiere culturali e creative in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
È promosso e finanziato dal Ministero della Cultura ed è gestito da Invitalia.
A CHI SI RIVOLGE
Imprese costituite da oltre 5 anni
Imprese da costituire o costituite da non oltre 5 anni
Imprese sociali e soggetti del Terzo Settore, costituiti da almeno 2 anni
COSA SI PUÒ FARE
Ideazione, creazione o introduzione di prodotti o servizi innovativi
Produzione, sviluppo o diffusione di prodotti o iniziative culturali
Promozione, conservazione, ricerca, valorizzazione e gestione di beni, attività e prodotti culturali

COSA SI PUÒ FARE

Sono ammissibili alle agevolazioni i progetti che:

  • hanno un importo non superiore a 2,5 milioni di euro (Capo A e B) o 500.000 euro (Capo C), relativi a investimenti e capitale circolante
  • sono localizzati in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia
  • vengono realizzati entro 24 mesi dalla data del contratto di finanziamento
  • sono compresi nelle seguenti filiere culturali e creative:
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Mar 21 Lug, 2026

L’economia generativa a Taranto: opportunità per lo sviluppo dal Piano JTF - 22 luglio ore 16.30

Si terrà a Taranto il prossimo 22 luglio, alle 16:30, presso il Salone degli Specchi Palazzo di Città, l’incontro pubblico dal titolo "L’economia generativa: opportunità per lo sviluppo dal Piano JTF", dedicato ad approfondire le opportunità offerte dal Just Transition Fund e dai diversi strumenti previsti a sostegno di imprese, innovazione e transizione energetica.

Il programma prevede:

Saluti istituzionali: 

- Piero Bitetti, Sindaco di Taranto

- Vincenzo Cesareo, Presidente Camera di commercio di Brindisi–Taranto

A seguire gli interventi di:

- Gianna Elisa Berilngerio, Direttora del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia;

- Lorenzo Minnielli, Puglia Sviluppo SB Spa (Program manager Promozione del Lavoro e dell’innovazione)

- Francesco Corvace, Dirigente Sezione Transizione Energetica Regione Puglia

- Luciano Dentico, Innova Puglia Spa (Responsabile Sezione Organismo Intermedio)

Modera e conclude l’incontro, Francesco Cosa, Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Taranto.


 

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Mar 21 Lug, 2026
Hub Rete di Brindisi

A Brindisi si accende il futuro del turismo: entusiasmo, idee e opportunità dell’Hub Rete

Hub Rete di Brindisi

Indirizzo: Via Giovanni Tarantini, 33 - 72100 Brindisi

è possibile accedere all'Hub anche da Via dei Del Balzo, 12A

Orari: dal lunedì al giovedì dalle 08:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 16:30

il venerdì l'Hub chiude alle ore 13.30

Telefono: 342 3368431

e-mail: retebrindisi@invitalia.it
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Mar 21 Lug, 2026

JTF: FIRMATI I DISCIPLINARI DEI PROGETTI FILIERE VERDI E GREEN BELT

Siglati i disciplinari che regolano i rapporti tra la Regione Puglia e i soggetti attuatori dei progetti “Filiere Verdi” e “Green Belt”, entrambi finanziati nell’ambito dell’Azione 2.3 del Just Transition Fund, dedicata al sostegno di interventi innovativi per la transizione ecologica e la tutela delle risorse naturali.

L’azione prevede la realizzazione di quattro interventi strategici finalizzati al risanamento e alla migliore fruizione del territorio da parte di cittadini e imprese. Tra questi figurano anche i progetti “Sea Hub” e quello relativo alla “Riqualificazione e ripristino ambientale del sistema delle coste del Mar Grande e del Mar Piccolo e delle aree limitrofe. La sottoscrizione dei disciplinari rappresenta un passaggio decisivo per consentire ai due progetti di entrare nella fase operativa.

Per quanto riguarda “Filiere Verdi”, conclusa lo scorso marzo la procedura negoziale con la Regione Puglia, che con un provvedimento del Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità urbana ha autorizzato un finanziamento di 22.976.046 euro, a settembre sarà pubblicato il bando di gara a cura di Sogesid. La progettazione, infatti, è già stata completata.

Per “Green Belt”, invece, la procedura negoziale si è conclusa a maggio e prevede un investimento complessivo di oltre 84 milioni di euro. L’obiettivo è realizzare un ampio sistema di rigenerazione ambientale e paesaggistica, trasformando aree urbane e periferiche in una vera e propria infrastruttura ecologica.

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Gio 16 Lug, 2026

Puglia Moltiplica": il Piano di azione per la crescita delle imprese

"Puglia Moltiplica: Piano di azione per la crescita del sistema impresa": nuovo pacchetto di strumenti finanziari pensato per accompagnare le aziende pugliesi in ogni fase del loro sviluppo: dalla nascita all'innovazione, dagli investimenti all'espansione sui mercati, fino all'accesso a forme di finanza più evolute.

La strategia, sviluppata attraverso Puglia Sviluppo, accompagna infatti le imprese dalla fase di avvio fino al consolidamento, alla crescita dimensionale, all'internazionalizzazione e all'accesso ai mercati dei capitali, mettendo a disposizione strumenti diversi in base alle esigenze delle imprese e favorendo la collaborazione tra pubblico e privato.

Le sette misure di “Puglia Moltiplica”

 

1.       Minibond

 

È lo strumento finanziario finalizzato a mobilitare capitali privati attraverso emissioni obbligazionarie (minibond) garantiti da Puglia Sviluppo.

Lo strumento consente alle imprese di diversificare le fonti finanziare mediante l’accesso al mercato dei capitali.

Le imprese potranno raccogliere risorse per investimenti in innovazione, ricerca, digitalizzazione, internazionalizzazione, transizione energetica, sviluppo aziendale, operazioni straordinarie e capitale circolante.

Durata fino a 7 anni (di cui fino a 24 mesi di preammortamento); Taglio Min: 2mln€; Taglio Max: 20mln€

 

Dotazione finanziaria

80 mln € di risorse pubbliche; finanza attesa 320 mln € 

 

Imprese target                

PMI (fatturato>5mln€) e Small MidCap

 

Effetto leva:  4X              

 

Esempio pratico 

Una PMI industriale pugliese emette un minibond da 10mln€ per finanziare investimenti produttivi, Ricerca&Sviluppo e acquisizioni industriali. La presenza della garanzia pubblica abbatte il costo finanziario dell’operazione e facilita il coinvolgimento degli investitori istituzionali Cassa Depositi e Prestiti e Banca Sella che sottoscrivono il minibond e forniscono all’impresa la relativa liquidità.

 

2. Equity Puglia (Venture Capital)

È uno strumento di co-investimento con dotazione pubblica (gestita da Puglia Sviluppo) che affianca un fondo di investimento principale privato gestito da operatore professionale specializzato in operazioni di Venture Capital (VC). Finalizzato a favorire gli investimenti in capitale di rischio ed orientato a sostenere innovazione, crescita e sviluppo delle start-up tecnologiche e delle imprese innovative.

Taglio dell’operazione fino a 10mln€.  

 

Dotazione finanziaria

100 mln € di risorse pubbliche; finanza attesa 200 mln €

Imprese target                

Start-up, scale-up e imprese innovative

 

Effetto leva:  2X              

 

Esempio pratico 

Una start-up pugliese ad alto potenziale raccoglie capitale tramite uno dei fondi di Venture Capital tra quelli selezionati da Puglia Sviluppo e finanzia sviluppo prodotto, assunzioni e go-to-market in settori strategici come aerospazio, intelligenza artificiale, biotecnologie, robotica, digitale, energia, agroalimentare e blue economy.

 

3. Finanziamento JTF Taranto

È uno strumento finanziario nell’ambito del Just Transition Fund, destinato a programmi di investimento nella provincia di Taranto. Finanzia transizione energetica e ambientale, energie rinnovabili, efficienza energetica, economia circolare, digitalizzazione, beni materiali, immobilizzazioni immateriali, consulenze specialistiche e interventi di tutela ambientale, oltre a capitale circolante. Il 25% del finanziamento può diventare sovvenzione soggetta a condizione se sono rispettati gli obiettivi di performance su digitalizzazione, efficientamento produttivo, transizione energetica e sostenibilità.

Durata 60 mesi; taglio minimo 10.000 €. Il taglio massimo 200.000 €.

 

Dotazione finanziaria

60 mln € di dotazione finanziaria, erogata direttamente da Puglia Sviluppo        

 

Imprese target

Micro e piccole imprese con sede legale o operativa nella provincia di Taranto; 

fatturato massimo fino a 5 mln €. 

 

Effetto leva: 1X

 

Esempio pratico 

Un’impresa della provincia di Taranto richiede 200.000 € per rinnovare il punto vendita e acquistare un nuovo sistema gestionale per la gestione efficiente del magazzino, oltre a circolante per finanziare il magazzino. Il finanziamento sarà erogato direttamente da Puglia Sviluppo a tasso 0%. Al termine dell’investimento, in presenza di una attestazione di un tecnico che certifichi il raggiungimento degli obiettivi performance, l’impresa non dovrà restituire le ultime 15 rate, beneficiando di un aiuto pari a € 50.000. 

 

4. MicroPrestito Puglia

È un finanziamento agevolato in partnership con Banche e Confidi, finalizzato a finanziare investimenti materiali, immateriali e capitale circolante funzionale agli investimenti.  Quota con fondi pubblici a tasso 0% e quota con risorse bancarie a tasso di mercato. 

Il 25% del finanziamento può trasformarsi in “sovvenzione soggetta a condizione”, cioè un contributo a fondo perduto, se sono rispettati gli obiettivi di performance su digitalizzazione, efficientamento produttivo, transizione energetica e sostenibilità.

Durata 60 mesi; taglio minimo 10.000 €, taglio massimo 100.000 €.

 

Dotazione finanziaria

40 mln € di risorse pubbliche; nuova finanza attesa 80 mln €. Co-finanziamento con intermediari creditizi al 50% selezionati da Puglia Sviluppo

 

Imprese target 

Microimprese e lavoratori autonomi, con sede legale e/o operativa in Puglia; meno di 10 occupati e fatturato/bilancio annuo non superiore a 2 mln €

 

Effetto leva: 2X               

 

Esempio pratico 

Una microimpresa pugliese richiede 100.000 € per acquistare beni strumentali, pompe di calore e LED. Il finanziamento sarà composto da 50.000 € di risorse pubbliche a tasso 0% e 50.000 € di risorse bancarie a tassi di mercato.  Al termine dell’investimento, in presenza di una attestazione di un tecnico che certifichi il raggiungimento degli obiettivi performance, l’impresa non dovrà restituire le ultime 15 rate, beneficiando di un aiuto pari a € 25.000.

 

 

5. Garanzia per il breve termine (Short Term Facility)

Attraverso strumenti finanziari dedicati, le imprese potranno trasformare più rapidamente i propri crediti commerciali in liquidità, migliorando la gestione finanziaria quotidiana, riducendo il ricorso al credito bancario e liberando risorse da destinare a investimenti, innovazione e crescita. Un intervento che rende più solido il capitale circolante e aumenta la competitività delle imprese. Puglia Sviluppo concede una garanzia di cassa a favore di società di factoring o veicolo di cartolarizzazione o fintech specializzata.

 

Dotazione finanziaria

40 mln € di risorse pubbliche; finanza attesa 700 mln € annui (in 3 anni 2,1MLD€)

 

Imprese target                

PMI pugliesi con fabbisogni di liquidità di breve periodo legati a crediti commerciali, fatture, crediti IVA, crediti verso PA o magazzino

 

Effetto leva: 17,5X         

 

Esempio pratico
Una PMI agroalimentare cede fatture per 100.000 € con incasso a 90 giorni e riceve subito fino al 98% del valore facciale. La garanzia pubblica facilita l’anticipo fatture, lo rende più conveniente e consente alle imprese di avere flussi finanziari più lineari.

 

6. Venture Debt

La misura consente alle aziende di ottenere nuova liquidità per finanziare lo sviluppo senza dover cedere ulteriori quote societarie. È uno strumento che accompagna la fase di espansione delle imprese innovative, aiutandole a crescere, consolidarsi e prepararsi a nuovi investimenti. Puglia Sviluppo rilascia una garanzia di portafoglio che abbatte il costo delle singole operazioni. Lo strumento consente di ottenere dei finanziamenti ponte per accompagnare le imprese verso round di Venture Capital più ampi o finanza bancaria.

Taglio medio 2 mln €; durata fino a 4/5 anni.

 

Dotazione finanziaria

15 mln € di risorse pubbliche; finanza attesa 43mln €

 

Imprese target                

Start-up e imprese innovative

 

Effetto leva: 3,3X           

 

Esempio pratico 

Una PMI industriale pugliese già finanziata da Venture Capital emette un minibond da 2mln € per finanziare la crescita prima del successivo round VC. L’SPV acquista il bond e la garanzia pubblica riduce il rischio per gli investitori.

 

7. Rilancio & Crescita

È uno strumento di co-investimento sottoscritto da Puglia Sviluppo che opera a condizione di mercato affiancando un fondo di investimento specializzato e gestito da operatore professionale selezionato da Puglia Sviluppo. Supporta la crescita organica, il riequilibrio finanziario e il rilancio del business.

L'obiettivo è aiutare imprese sane e con potenzialità di crescita a superare un momento delicato, evitando che difficoltà finanziarie rallentino progetti di investimento, innovazione o sviluppo. La misura sostiene investimenti per lo sviluppo di nuovi prodotti, l'espansione sui mercati, l'internazionalizzazione e il rafforzamento della struttura finanziaria delle imprese.

Durata fino a 60 mesi e Taglio medio 3 mln €.

 

 Dotazione finanziaria

25 mln € di risorse pubbliche; finanza attesa 50 mln €

 

Imprese target                

PMI Pugliesi con temporanea difficoltà di accesso al credito bancario, ma con potenziale di mercato

Effetto leva: 2X               

 

Esempio pratico 

Una PMI manifatturiera pugliese con rating bancario debole, ma ordini in crescita, emette un prestito obbligazionario (bond) di 3 mln € per finanziare la crescita del business e rimodulare il debito nell’ambito di un piano di rilancio. 

Info:

SNI -Servizio Nuove imprese della Camera di Brindisi - Taranto

mail: sni@brta.camcom.it

____________________________________________________________

Sportello Puglia Sviluppo presso la Camera di Brindisi -Taranto
Responsabile Servizio Promozione per l'innovazione: dr. Alfredo Lobello
email: alobello@pugliasviluppo.regione.puglia.it 

Per programmare un appuntamento in Camera, è necessario rivolgersi alle Responsabili dello Sportello SNI - Servizio Nuove imprese.  

 

 

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Mar 07 Lug, 2026

Parti con Percorsi d'impresa a TTG 2026

La nuova missione imprenditoriale dedicata al turismo.

Dal 13 al 16 ottobre 2026, la missione a TTG Rimini accompagna giovani imprenditori e imprenditrici pugliesi nel cuore del turismo internazionale, offrendo occasioni di networking, visibilità e sviluppo. Un’opportunità concreta per rafforzare il legame tra territori e mercati globali.

Candidati entro le ore 12:00 del 10 luglio 2026.

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Lun 06 Lug, 2026