Imprese femminili: più solide e robuste, si rafforzano nella struttura.

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Non crescono di numero ma sono molto più solide, organizzate e forti come struttura. Come mostra l’osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere, le imprese femminili stanno cambiando: le aziende con un maggior numero di addetti stanno prendendo il posto delle piccole imprese al femminile. I dati 2025, a confronto con quelli del 2024, mostrano che le imprese femminili più piccole, con 0-9 addetti, diminuiscono di oltre quattromila mentre aumentano quelle più grandi: +0,5% per le imprese femminili con 10-49 addetti (+246), +1,3% per quelle tra 50-249 addetti (+44), +3,8% per quelle oltre 250 addetti (+13).

Numeri piccoli ma di grande significato. La stessa evoluzione si riflette anche sulle forme giuridiche. Nel 2025 ad aumentare sono state le sole società di capitali (+2,6% rispetto al 2024). In valori assoluti ciò significa oltre novemila società in più guidate da donne e oltre settemila ditte individuali in meno.
A fine dicembre 2025, le imprese guidate da donne hanno raggiunto il milione e 303mila unità, incidendo sul totale delle imprese per il 22,3%. Rispetto all’anno precedente si riducono dello 0,3%.
Il calo è modesto e non si distribuisce in maniera uniforme. Le maggiori diminuzioni si concentrano nel Nord Est del paese, a seguire il Centro mentre sono minori le riduzioni nelle altre due aree Nord Ovest e Mezzogiorno. A livello regionale, il risultato più negativo si registra in Valle d’Aosta, Abruzzo, Calabria seguite da Emilia Romagna e Molise. Cresce invece in Trentino Alto Adige seguita da Sicilia e Sardegna.
A livello provinciale sette le province che vedono crescere le imprese femminili, a partire da Sondrio, Gorizia, Palermo, Bolzano, Caltanisetta, Sassari e Trapani mentre il calo soprattutto a Crotone, Aosta, Rovigo e Isernia. Le attività legate alla cura della persona, alle attività per la salute umana, l’assistenza sociale, istruzione e formazione restano un caposaldo. In questi ambiti, le imprese femminili rappresentano il 30-40% del totale imprese registrate. Alta la partecipazione anche nei servizi di alloggio e ristorazione (vicini al 30%), nell’agricoltura (27,6%) e nel commercio (24,7%). Superiore al tasso medio anche la diffusione di imprese guidate da donne nelle attività sportive, artistiche e di intrattenimento, al 23,8% su base nazionale. In assoluto, il settore che registra il numero più contenuto di aziende a guida femminile sono le costruzioni, dove le 52mila imprese femminili registrate incidono per il 6,5%.

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